DB Multiverse

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Dragon Ball Multiverse: Il Romanzo

Scritto da Loïc Solaris & Arctika

Traduzione e adattamento di Transporter, ValentDs, BK-81, Crix, PGV 2

Riscopri la storia di DBM con più dettagli! Questo romanzo è verificato da Salagir e contiene anche aggiunte di suo pugno mai raccontate sul manga. Ciò rende questa storia un vero e proprio allegato al fumetto!

La prossima pagina verrà rilasciata tra: 4 giorni, 9 ore

Intro

Parte 0 :0
Parte 1 :12345

Round 1-1

Parte 2 :678910
Parte 3 :1112131415
Parte 4 :1617181920
Parte 5 :2122232425
Parte 6 :2627282930

Lunch

Parte 7 :3132333435

Round 1-2

Parte 8 :3637383940
Parte 9 :4142434445
Parte 10 :4647484950
Parte 11 :5152535455
Parte 12 :5657585960
Parte 13 :6162636465
Parte 14 :6667686970

Night 1

Parte 15 :7172737475
Parte 16 :7677787980
Parte 17 :8182838485
Parte 18 :8687888990

Round 2-1

Parte 19 :9192939495
Parte 20 :96979899100

Round 2-2

Parte 21 :101102103104105
Parte 22 :106107108109110
Parte 23 :111112113114115

Night 2

Parte 24 :116117118119120

Round 3

Parte 25 :121122123124125
Parte 26 :126127128129130
Parte 27 :131132133134135
Parte 28 :136137138139140
Parte 29 :141142143144145
Parte 30 :146147148149150
[Chapter Cover]
Parte 12, Capitolo 60.

PARTE DODICI - IL GUSTO DELLA VENDETTA

Capitolo 60

La battaglia tra C-16 dell'Universo 12 ed Eleim dell'Universo 19 era ormai in atto. Gli attacchi e le parate venivano rapidamente scambiati tra di due concorrenti. Tra i due, non vi erano alcun reale vantaggio di nessuno.

L'armatura del nano-guerriero lo rendeva più forte fisicamente e imponente come il cyborg di Gero. Il pubblico stava trovando incredibile quella lotta tra i due guerrieri.

I due combattenti lanciarono un pugno al volto del loro avversario in maniera simultanea, volando entrambi a diversi metri di distanza, l'uno dall'altro. Eleim trovò un'apertura. "Questa è la mia occasione!" pensò, mentre alcuni marchingegni si attivavano dalla sua corazza dorsale, spingendo il guerriero, che improvvisamente aveva accelerato verso 16 a grande velocità, con le braccia tese in avanti. Fu in grado di spingere facilmente il robot fino al bordo del ring, causando dei segni nel mezzo del cratere formatosi a causa della Ultra Waver Ball e dell'Hell's Flash. Con la sua armatura e dei nano-dispositivi circolanti nel sangue, Eleim colpì rapidamente C-16 con un pugno nella pancia, prima che potesse contrastare il suo attacco, sbattendo poi le mani sulla schiena di C-16, facendolo precipitare al suolo.

"La gravità! Sta aumentando a poco a poco!" notò C-16, non riuscendosi più a muovere con la stessa facilità di prima.

Il suo avversario colse l'occasione per vantarsi. "Il mio anti-G, non solo mi permette di galleggiare nell'aria, ma aumenta anche la gravità di quello che tocco. Sei mio prigioniero!" lo informò il guerriero dello spazio 19.

"... maledetto!" il cyborg cominciò a cercare una soluzione per uscire da quella situazione.

Eleim riteneva che, se la lotta si fosse trascinata troppo a lungo, avrebbe sicuramente perso. Dopotutto, il suo avversario era una macchina, e le macchine non si stancavano, potendo poi colpirlo con un veloce attacco, terminando la lotta. Gridò:

"Il mio Ultra Waver ti ridurrà in un rottame!". Il suo attacco Ultra Waver era diverso dall'Ultra Waver Ball. In origine, esso era un raggio di onde, accoppiato ad un bombardamento di particelle ad alta densità di fotoni. Una specie di mega-microonde portato al suo apice. Il raggio bruciava a un calore estremo, liquefacendo e evaporando, parzialmente, il metallo di quasi tutti i materiali. Un essere vivente sarebbe stato ridotto allo stato di vapore. L'Ultra Waver Ball consisteva semplicemente nel plasmare quest'attacco in una sfera lanciafiamme.

C-16 non riusciva a trovare una soluzione. Nonostante la sua forza, non poteva combattere la gravità, che sembrava sempre più forte. I suoi orecchini furono rimossi dalle orecchie dalla pesante forza che lo attirava verso il ring, cadendo a terra come pesassero una centinai di chili. Sorridendo, disse:

"Mi dispiace... Trunks... mi auguro che le Sfere del Drago... possano avere compassione per un robot come me".

"No! Rinuncia C-16, non vale la pena morire. E' finita!" gridò Trunks dallo spazio 12. La paura lo percorreva. Poteva Eleim cancellare C-16 in questo modo? Sarebbero passati trenta secondi e i Varga avrebbero annunciato un vincitore. 16 non aveva intenzione di rinunciare? La cosa peggiore era che, nell'universo precedente, quando avevano sconfitto Cell ed evocato Shenron, C-16 non era risorto. Se Eleim avesse distrutto C-16, sarebbe stata la sua fine. Sarebbe stato impossibile riportarlo indietro.

Ed è allora che fu finalmente colpito. Trunks aveva paura di perdere il suo amico...

Dal momento in cui Bulma e Trunks avevano riportato C-16 al mondo, ogni settimana la donna monitorava la sua programmazione, e tutto andava bene. Per mesi, tutto andava normalmente. E per mesi, Trunks non esitava nel monitorare e seguire il cyborg.

Una mattina, mentre C-16 era con Bulma alla Capsule Corp., Trunks si recò in un'altra città, per contribuire alla costruzione di diversi edifici. Era stato in quel giorno che Bulma ricevette una chiamata dalla centrale elettrica della città:

"Questo è un disastro!" disse un tecnico, dall'altro capo della linea. "A causa di una perdita, il motore perde carburante! Se si ferma, non si riavvierà per mesi! E' un disastro!".

"Dobbiamo riparare la perdita, allora!" reagì Bulma.

"Impossibile, la radioattività è estremamente alta! L'unico equipaggiamento in grado di proteggerci è in un'altra città, e non abbiamo tempo per recuperarlo! Tutto quello che possiamo fare, è lasciare spento il reattore!".

"Siamo fottuti, è necessario evacuare la città. Se il reattore continua a funzionare, ma non trova più nutrimento, potrebbe esplodere! E deve essere fermato immediatamente!".

"Impossibile! La temperatura del cuore del reattore è troppo alta! Nessuno può sopravvivere!".

"Ma potrei..." intervenne C-16, che era in piedi accanto a Bulma.

Quest'ultima lo guardò. Aveva ragione: era l'unico che poteva fare qualcosa. Probabilmente nemmeno Trunks non sarebbe stato in grado di sopravvivere a una dose intensa di radiazioni... Bulma prese una decisione che non sarebbe piaciuta a suo figlio.

"Va bene, andiamo".

In meno di cinque minuti, erano lì: C-16, che aveva portato Bulma in aria, era arrivato con un piccolo incidente. Questa volta, il suo sorriso era scomparso e sembrava veramente serio. Capiva molto bene la gravità della situazione...

Sul posto, spiegarono in dettaglio la situazione: doveva andare nel cuore del reattore, trovare la console e spegnerla. Poi avrebbe dovuto riparare la perdita. Un tecnico mostro a Bulma e a C-16 la posizione di ogni cosa su ogni piano. Il cyborg imparò tutto a memoria, senza alcuna difficoltà.

Ma, mentre stava per andare in missione, una ragazza gridò il nome del cyborg. Quest'ultimo si voltò, e la vide correre verso di lui, piangendo. Doveva avere quattro o cinque anni...

"Che cosa ci fai qui? Ti ho detto di andare a casa!" disse uno dei tecnici alla bambina. Ovviamente si trattava di sua figlia.

"Il signor robot..." disse, fermandosi davanti a C-16, che si era inginocchiato fino alla sua altezza, prima di spegnere il motore. "... se la mia mamma non va subito in ospedale, resterà malata, così come altre mamme...".

Il padre non disse nulla. Non si mosse. Non disse nulla... probabilmente perché sapeva che la soluzione migliore era quella di salvare la città... a spese di sua moglie...

Bulma aveva cercato anche di pensare a qualcosa, ma non gli era venuta nessuna soluzione in mente. Non riusciva a tenere il reattore in funzione...

"Ci penso io, non preoccuparti per la tua mamma" rispose C-16 sorridendo. Aveva un'idea.

Si alzò e si rivolse a Bulma:

"Sono in grado di alimentare il reattore con la mia energia. Trunks sarà in grado di riparare la perdita. Aspetterò".

"No, non puoi! Ci vorrebbe un'ora per trovarlo e spiegargli la situazione! Fino a quando tornerà, ti fonderai, perdendo la tua energia!".

"Se disattivo diversi funzioni di sistema, potrò salvare la mia energia. Non perdere tempo. Se la mia vita può salvare quella degli altri, non esitare".

C-16 si diresse immediatamente all'ingresso della fabbrica. Bulma rimase lì per qualche secondo, pensando se potesse essere più tranquilla per le intenzioni del cyborg. Non poteva perdere ulteriore tempo, così prese in prestito il veicolo di un tecnico per andare alla ricerca di suo figlio.

C-16 aveva ricevuto le congratulazioni da molti dipendenti delle fabbriche, che vedevano in lui una sorta di eroe. E gli piaceva! Una volta all'interno dello stabilimento, si affrettò a passare attraverso un corridoio, distruggendo alcune porte blindate, raggiungendo il cuore del reattore. La temperatura superava i mille gradi. A prima vista, niente di allarmante: il suo corpo era in grado di sopportare quel calore intenso.

Si fermò di fronte a uno dei tubi di grandi dimensioni che trasportava il carburante, così aprì un portello, staccò le sue mani dagli avambracci, ed eseguì il suo Hell's Flash. L'energia inviata continuamente permise al reattore di ritrovare il suo normale svolgimento. Ma a causa della perdita, doveva mantenere continuo questo ritmo... la disattivazione di diversi programmi gli aveva, in effetti, fatto risparmiare parecchia energia... pensava durasse pochi minuti... ma sperava fossero sufficienti.

Dopo più di un'ora, Trunks arrivò in fabbrica. Osservò il piano tecnico tra le mani per mezzo secondo, poi si trasformò in Super Sayan, sperando che la sua aura dorata l'avrebbe protetto dalle radiazioni.

Sua madre gli disse di riparare la perdita. Dopo aver percorso i corridoi, si trovò nel cuore del reattore. Guardò verso il basso per vedere C-16 ancora in piedi, che inviava energia al reattore, attraverso un grosso tubo. Il caldo era insopportabile. Il vetro cilindrico si stava sciogliendo per l'intenso caldo, perdendo a poco a poco la sua forma. Trunks non aveva tempo da perdere.

Portandosi avanti con un pizzico di nervosismo, notò quando era stato coraggioso l'androide. Proprio come la sua controparte nel sacrificio contro Cell... dopo pochi secondi, e dopo aver attraversato un paio di corridoi, Trunks arrivò sul punto della lotta: a causa dei cyborg 17 e 18, la città aveva subito molti danni, e non poteva essere ricostruita tutta da zero. La maggior parte dei detriti e delle macerie erano stati cancellati, e alcuni posti erano pronti per nuove strutture da costruire. Un pezzo di tubo era stato danneggiato, e sarebbe potuto esplodere in qualsiasi momento, sotto la pressione dell'energia.

Trunks prese una piastra metallica dal corridoio, la collocò nella posizione del foro, e con il suo ki fuse e sigillò la piastra al tubo. Era una riparazione di fortuna, ma andava bene per il momento.

Trunks mosse rapidamente i suoi passi sul ponte sopra il cuore del reattore. Ma nulla si era mosso. C-16 sembrava scollegato, pur continuando a fornire energia. Ma ora che la falla era stata riparata, un surplus di energia avrebbe potuto far saltare tutto! E se C-16 era "spento", non c'era modo di fermare ciò.

Trunks avrebbe rischiato la sua vita per quella di C-16 e degli abitanti della città...

Sempre nel suo stato di Super Sayan, attraversò un vetro fuso, posizionandosi a lato di C-16. Sentiva già un'enorme ondata di calore intorno a lui. La sua aura lo proteggeva in una certa misura, ma non sarebbe durato a lungo!

Improvvisamente, colpì C-16 sulla guancia. Questo shock fermò l'Hell's Flash. Trunks non indugiò e chiuse il portello. Poi corse verso l'uscita della camera. Guardò indietro solo quando si accorse che C-16 era ancora a terra. Pensava che si sarebbe ripreso immediatamente, seguendolo. Ma questo non era il caso.

Ancora una volta, Trunks pensò di lasciarlo lì e mettersi rapidamente in salvo... ma, ripensandoci, C-16 aveva rischiato la sua vita per quella degli altri. Non era come gli altri androidi assassini che avevano afflitto il suo mondo.

...

Si voltò, e corse verso C-16.

Uscito con l'androide, tutti applaudirono il figlio di Bulma e il robot. C-16 aveva sicuramente guadagnato il titolo di eroe e salvatore della città. Ma c'era la paura che C-16 non si fosse più risvegliato...

Bulma riuscì a porvi rimedio. Il corpo di C-16 non era stato danneggiato. I suoi programmi erano tutti intatti, così come dal controllo del giorno precedente. L'unica cosa che Bulma notava, erano i suoi livelli di energia in calo, ma per il funzionamento dell'impianto c'era da aspettarselo.

C-16 finalmente si svegliò dopo qualche tempo, solo per essere ringraziato personalmente da Trunks.

"Ciò che hai fatto per noi, esseri umani, è stato coraggioso... non dovevi farlo per forza, ma l'hai fatto. Ognuno parla di te come un eroe, ora".

"Ho solo fatto quello che andava fatto" disse il robot.

"Lo so. L'ho sempre saputo... ma non volevo crederci... non ho potuto fare a meno di pensare a te come un altro mostro creato dal Dr. Gero, ma hai dimostrato che mi sbagliavo. In un certo senso, in questi ultimi mesi, ti sei comportato meglio di me. E' servito il tuo sacrificio, per farmi rendere conto che non sei solo un prezioso alleato, ma anche un amico".

"Come, amico?" ripeté C-16.

"C-16, lavoreremo per l'umanità, non come capo e schiavo... ma da pari a pari, come amici?" chiese Trunks, tendendo la mano verso il cyborg, sorridendo.

C-16 sorrise e accettò la proposta. Strinse la mano al suo amico Trunks. Così, il figlio di Bulma e Vegeta si liberò dal suo malessere, dalla rabbia contro quel cyborg.

"Perché sto esitando nel finire questa macchina? Non importa, lui è un robot!" pensò Eleim, allungando il braccio verso C-16 sotto di lui, pronto a scioglierlo col suo ultimo attacco.

"C-16 deve arrendersi, se vuole sopravvivere" osservò Yamcha dell'Universo 9, con i suoi amici. "Questo Eleim fa sul serio" disse.

"Sta esitando..." aggiunse Crilin. Aveva decenni e decenni di esperienza, dopo tutte le battaglie a cui aveva assistito e combattuto. Una delle cose che riconosceva, era il sottile linguaggio del corpo.

Al centro di controllo, un Varga comunicò agli spettatori:

"Altri sedici secondi, prima che la vittoria venga assegnata ad Eleim".

Sul ring, C-16 continuava a guardare Eleim, sorridente e in attesa del suo colpo finale. Ma il guerriero dell'Universo 19 non attaccava.

"Dillo, robot! Arrenditi! In caso contrario, ti distruggerò!".

"Mi dispiace..." rispose C-16, sia per Eleim, che avrebbe dovuto distruggerlo a malincuore (si poteva notare negli occhi del guerriero, quanto volesse evitare il colpo finale) e anche per Trunks. "Addio, Trunks" continuò. "Mi ha fatto piacere... essere tuo amico".

"Tu... hai un amico... ma se per esaudire il nostro desiderio bisogna far fuori un uomo, io devo farlo!" gridò nuovamente Eleim, provando ad evitare per l'ultima volta "un'uccisione senza senso".

"Oh, sono un uomo ai tuoi occhi?" Tu non sei senza cuore... provi compassione" rispose C-16, provocando stupore nel guerriero. "Sono rassicurato, il vostro mondo è in buone mani. Mi arrendo".

"C... che cosa?" balbettò il guerriero. "Hai rischiato la vita per questo? Perché?" chiese il guerriero dell'Universo 19, disabilitando l'anti-G.

"La vittoria va a Eleim, dell'Universo 19!" gridò l'annunciatore, mentre C-16 si alzava in piedi.

"Tutti, qui, hanno le proprie ambizioni" esordì C-16, verso il vincitore della lotta. "Sete di potere, vendetta, sfide e altro... se ho partecipato, è solo per sconfiggere qualcuno, perché era la mia missione quando sono stato creato. Ma non ho potuto farlo. Quando ho visto Yamcha arrendersi per aiutare un altro cyborg, ho voluto seguire il suo esempio. Ora so che il mondo non è governato solo da esseri demoniaci...".

C-16 aveva appena finito di parlare e stava già tornando nel suo spazio. Eleim non si mosse per qualche secondo, poi chiamò il suo avversario.

"Aspetta! Io... sono stato felice di combattere contro di te".

C-16 si voltò nuovamente verso Eleim, ancora col suo sorriso.

"Vale lo stesso per me".

"Mi dispiace per la tua mano. Ma complimenti per la lotta!" dichiarò il nano-guerriero, tendendogli la mano.

Il sorriso crebbe ancor più, e accettò di stringere la mano al suo avversario. Non era soltanto la migliore prova di sportività, ma anche la prima di tutto il torneo. Si separarono finalmente, tornando al loro spazio.

"Cos'altro è, questa, se non una vittoria?" si chiese, girando per gli spazi, e passando per Goku, sulla via del ritorno per il suo spazio".

"Dovresti essere orgoglioso. Hai fatto del tuo meglio" si congratulò Goku, senza malizia nella voce.

Il volto del guerriero si incupì, e fu tentato di insultare Goku... ma riuscì a cambiare idea e proseguire... ma ancora, C-16 aveva resistito a ciò che sentiva. Cos'era quel dolore alla testa? C'erano ancora residui della programmazione di Gero, dentro di essa? Respingendo quella sensazione, decise di tornare da Trunks, proprio come il suo rivale dell'Universo 19 era tornato tra i suoi amici.

Questo capitolo, segna la fine del secondo volume del romanzo di DBM stampato disponibile, presso la convenzione.

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