DB Multiverse

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Dragon Ball Multiverse: Il Romanzo

Scritto da Loïc Solaris

Traduzione e adattamento di Transporter, ValentDs, BK-81, Crix

Riscopri la storia di DBM con più dettagli! Questo romanzo è verificato da Salagir e contiene anche aggiunte di suo pugno mai raccontate sul manga. Ciò rende questa storia un vero e proprio allegato al fumetto!

La prossima pagina verrà rilasciata tra: 2 giorni, 11 ore

Intro

Parte 0 :0
Parte 1 :12345

Round 1-1

Parte 2 :678910
Parte 3 :1112131415
Parte 4 :1617181920
Parte 5 :2122232425
Parte 6 :2627282930

Lunch

Parte 7 :3132333435

Round 1-2

Parte 8 :3637383940
Parte 9 :4142434445
Parte 10 :4647484950
Parte 11 :5152535455
Parte 12 :5657585960
Parte 13 :6162636465
Parte 14 :6667686970

Night 1

Parte 15 :7172737475
Parte 16 :7677787980
Parte 17 :8182838485
Parte 18 :8687888990

Round 2-1

Parte 19 :9192939495
Parte 20 :96979899100

Round 2-2

Parte 21 :101102103104105
Parte 22 :106107108109110
Parte 23 :111112113114115

Night 2

Parte 24 :116117118119120

Round 3

Parte 25 :121122123124125
Parte 26 :126127128129130
[Chapter Cover]
Parte 26, Capitolo 127.

Capitolo 127

Tradotto da BK-81, revisionato da PGV 2

Alcuni momenti prima…

Kakaroth era collassato a terra ed aveva perso conoscenza sul ring. Senza voltarsi il suo avversario si era già avviato verso il 18° Universo, mentre i Varga annunciavano il risultato.

“Vittoria per Vegeta dell’Universo 18! Vi pregiamo di lasciare il ring per permetterci di iniziare le riparazioni!”

Già prima che finisse l’annuncio Radish si era sbrigato a raggiungere il fratello ferito, osservando con la coda dell’occhio l’uomo che lo aveva sconfitto senza impegnarsi a fondo. Il buco sul petto del suo consanguineo era veramente preoccupante, cosi lo caricò subito sulle spalle.

“Beh, direi che ci ha dato dentro, fratellino… il nostro futuro non si prospetta per nulla roseo…”

In effetti, persino con la sua nuova forma Kakaroth aveva fallito contro un Vegeta al mero livello due. E persino quando entrambi erano semplici Super Saiyan lo aveva dominato senza problemi. Considerando che il loro comandante, che non nutriva molta simpatia nei loro confronti, aveva raggiunto un livello anche superiore al 2, la spada di Damocle sulle loro teste si era addirittura ingrandita. Se Vegeta lo desiderava, poteva eliminarli senza nessuna fatica e in qualunque momento. Considerando il temperamento di Kakaroth, quel momento poteva essere anche più vicino di quanto potessero pensare. La cosa migliore era di trovare un modo per sbarazzarsi dell’imperatore Saiyan prima che la loro utilità per lui trovasse termine.

 

Radish aveva caricato suo fratello sulle spalle ed era tornato nell’area del suo Universo 13. Nel frattempo anche Vegeta tornò nel suo spazio e sorrise a Pan che stava facendo salti di gioia per la sua vittoria. Suo padre accanto a lei non aveva mai finito di rimanere sorpreso da Vegeta, un uomo troppo complesso per comprenderlo appieno. Sia la sua forza che la sua volontà erano formidabili, e anche se la sua bontà di cuore ormai era una cosa provata, la sua natura non era mai cambiata. Lui era e sempre sarà un prode guerriero Saiyan che si diverte a schiacciare i suoi nemici. Gohan sapeva bene che nonostante l’amicizia con suo padre avrebbe usato ogni crudeltà in battaglia se lo riteneva giustificato. Ma, al posto di rimuginare sulle cose che Vegeta era capace di fare, Gohan decise di congratularsi con lui per la vittoria.

Durante il suo cammino verso il suo solito punto di osservazione, con la coda degli occhi Vegeta beccò Goku che lo stava fissando. Il suo grande rivale sorrise con gli occhi colmi di felicità. Alla dimostrazione del principe Saiyan il guerriero dal cuore puro aveva iniziato a fremere dalla gioia. Sembrava che Vegeta avesse sempre conservato la sua capacità di sorprenderlo, migliorandosi sempre di più e superando le sue aspettative. Vegeta rispose allo sguardo di Goku con il suo solito sogghigno, per poi appoggiarsi al muro incrociando le braccia. Cell non aveva neanche reagito, il suo viso era rimasto senza emozioni e il suo corpo immobile. I suoi sei figli erano preoccupati per il padre, ma non osavano disturbarlo.

L’androide biologico era occupato a calcolare le probabilità di dozzine di scenari che si sarebbero potuti verificare durante il suo combattimento con Vegeta. Persino nella sua forma di scimmione dorato Kakaroth si era dimostrato una sfida indegna per spingerlo aldilà del secondo livello. Come aveva fatto lui stesso contro Darbula, il Saiyan dalla chioma a punta si era trattenuto di proposito. Vegeta aveva poi compensato con tecniche nuove dimostrando ancora una volta il suo orgoglio, una caratteristica che l’ultima creatura di Gero aveva ereditato dal suo DNA. L’unica cosa chiara era che lui sarebbe riuscito in quello che Kakaroth aveva fallito. Qualunque cosa fosse necessaria per tirar fuori il 100% da Vegeta, Cell l’avrebbe sperimentata, il suo orgoglio non avrebbe ammesso niente a parte quello. Affrontando il massimo potenziale del principe Saiyan avrebbe raggiunto nuove vette. Mancava poco… e sarebbe stato lui il vincitore.

“Posso riparati i vestiti se vuoi” si offrì Piccolo avvicinandosi al Saiyan.

“Bene, fallo” replicò Vegeta con lo sguardo a terra.

Estendendo il suo braccio il Namecciano iniziò la sua materializzazione magica, riparando gli stracci e pulendo le tracce di sangue e sporcizia dal suo indumento da battaglia. Accanto a lui apparve un altro Namecciano che a sua volta si offrì di curargli le ferite subite. Le sue braccia erano piene di sangue e piccoli graffi lo coprivano dalla testa ai piedi. Brontolando una specie di consenso, Vegeta rimase fermo mentre il Namecciano attivava la sua abilità curativa. Non era che fosse messo così male, ma primo non gli costava niente permettergli il trattamento e secondo, anche se i Zenkai ormai erano una cosa del passato, era sempre una cosa saggia rimanere in piena forma combattiva in caso dovesse comparire una minaccia improvvisa. Queste minacce durante quel torneo si erano dimostrate una cosa ricorrente, la furia di Bu era stata solo l’ultima pazzia di tante.

Giù nel balcone dell’area dell’Universo 13, Radish aveva intanto posto suo fratello al suolo per esaminare le sue ferite da più vicino. Kakaroth aveva subito una ferita mortale che senza cure immediate rischiava di farlo morire dissanguato. Radish osservava la reazione del suo superiore a riguardo, ma ancora una volta Vegeta rimase stoico, un atteggiamento che stava infastidendo il fratello maggiore sempre di più. Se non avesse trovato tempestivamente una soluzione, fra poco sarebbero diventati soltanto feccia per l’imperatore Saiyan. L’unica via di sopravvivenza era quella di raggiungere un potere maggiore di quello di Vegeta, e in quel momento si ricordò della proposta del suo nipote dell’Universo 18. Sarebbe stato difficile, ma Radish disponeva di più furbizia di Nappa e se poteva giocare le sue carte con astuzia poteva anche funzionare. Aveva soltanto bisogno di una giustificazione credibile e di far leva sull’arroganza di Vegeta per permetterglielo.

“È ancora vivo” Radish comunicò la sua diagnosi agli altri Saiyan. “Ma senza un trattamento non resisterà per più di qualche ora.”

“Hmpf!” fece Vegeta. “Cosa abbiamo qua? Ah sì, lo stesso idiota che si era vantato di volermi distruggere nel prossimo round, ma che ora giace a terra sotto i miei pedi mezzo morto. Che vergogna…”

Radish intuì che il suo momento stava arrivando, aspettò a fiato teso.

“Pazzo traditore” continuò Vegeta con odio malcelato. “Neanche se dovesse venire a strisciare davanti a me come un verme, implorando perdono, permetterei di farlo curare.”

“In questo caso…” replicò Radish velocemente, sapendo bene che era l’unica possibilità per Kakaroth. “Avrei un suggerimento. Permettimi di andare a parlare nuovamente con il Vecchio Kaiohshin dell’Universo 9… ma stavolta da solo. Forse posso fargli cambiare idea e portarlo a concederci quel potere. Come ricompensa, ti chiedo per favore di non lasciare mio fratello in queste condizioni disperate. Ti prego, Vegeta.”

L’imperatore rifletté brevemente sulla proposta, e realizzò che ci poteva guadagnare di più rispetto al liberarsi solamente della presenza di Kakaroth. “Beh, perché no. In effetti in questi anni hai sviluppato le tue doti diplomatiche per colmare le tue lacune nella forza. Cercare trattamenti nati dalla debolezza è ignobile per un vero Saiyan, ma se in qualche modo dovessi riuscirci… risparmierò tuo fratello… per questa volta.”

 

Radish annuì e partì dopo un ultimo sguardo verso suo fratello, preoccupato. Durante il suo volo incontrò un Namecciano che probabilmente era un guaritore, ma il Saiyan dalla chioma lunga aveva i suoi dubbi sulla volontà di Vegeta di mantenere la sua promessa. Come minimo avrebbe lasciato soffrire Kakaroth fino all’ultimo secondo possibile. Questi pensieri rinforzarono la volontà di Radish, e infine atterrò nell’area dell’Universo 9, a gran sorpresa di Tenshinhan e Crilin.

“Cosa sei venuto a fare, Saiyan?” chiese Crilin sospettoso. “Sei già uscito dal torneo, che cavolo vuoi?”

“Ho bisogno di parlare con il vostro Kaiohshin.” la voce di Radish era ferma e non mostrava alcun timore davanti agli sguardi minacciosi di Crilin e Tenshinhan. “Si tratta di una cosa molto importante e no, non ho tempo per spiegarvelo.”

“Non farai neanche un altro passo verso di lui, Saiyan!” ringhio Tenshinhan bloccando la porta. “Conosciamo bene te e gli altri barbari dell’Universo 13. I Saiyan degli universi 16 e 18 hanno dimostrato il loro valore, ma tu sei dello stesso sterco degli altri Saiyan… al minimo indegni di fiducia, alla peggio assassini. Sparisci, subito.”

“Non mi ripeterò!” minacciò Radish. “Lasciatemi passare, si tratta di una faccenda di importanza vitale per me e mio fratello!”

“Ora basta…!”

“Lasciatelo entrare!” chiamò una voce anziana dall’interno dell’appartamento. “Voglio ascoltare il ragazzo. Avvicinati, Saiyan.”

Radish sorrise e s’incamminò verso il corridoio, guardando il volto di un Tenshinhan frustrato mentre passava. Lo sguardo del tre-occhi sembrava volerlo fulminare. Dal balcone dell’Universo 13 Vegeta continuò a seguire l’energia del suo sottoposto finché non scomparve all’interno. Radish aveva ricevuto il permesso di entrare nelle camere dell’Universo 9, il che era una cosa promettente e rassicurante. L’Imperatore dell’Universo 13 s’era quasi aspettato che Radish tentasse di stipulare un’alleanza con i Saiyan degli Universi 16 o 18, che secondo lui erano i più degni.

 

I suoi pensieri vennero interrotti dall’annuncio di un Varga, dato che il ring era stato completamente riparato.

“Ci scusiamo per la lunga attesa! Ma prima che continuiamo con la nostra attrazione principale, vorremmo iniziare il nostro torneo secondario, che includerà tanti combattenti che sono stati eliminati finora. Continueranno, per modo di dire, ad intrattenervi al massimo!”

La massa di spettatori si alzò in piedi e gridò dalla gioia di poter vedere altri combattimenti e l’auspicio di poter vedere nuovi visi in competizione. Sapevano che Vegeth non partecipava, un fatto che generò sia sollievo che delusione. Tra i contendenti l’emozione del sollievo era molto più condivisa. Il guerriero fuso in questione, che era ancora deluso e imbarazzato per essersi lasciato sfuggire quell’occasione, ricevette uno sguardo avvilente da parte di sua figlia, mentre Gohan cercò di tranquillizzarla.

“Questo torneo...” continuò il Varga, “consisterà in combattimenti due contro due! Abbiamo abbinato i ventotto partecipanti a caso per realizzare i sette incontri del primo round! Le squadre rimarranno congiunte per tutta la manifestazione, finché il torneo parallelo avrà il suo duo di campioni! Le regole sono severe: uccidere è assolutamente vietato e comporta la squalificazione. Se un membro rimane incosciente per venti secondi verrà rimosso dal ring da un Kaiohshin, ma il match continuerà finché non avranno perso entrambi i membri di una squadra. La regola dei venti secondi vale anche per lo scomparire dagli sguardi dei giudici. A differenza del torneo principale, la gravità del ring non verrà aumentata. Ovviamente è sempre permesso arrendersi. Ed ora bando alle ciance, diamo inizio alla competizione! La prima squadra sarà composta da Pan dell’Universo 16 e Pan dell’Universo 18!!”

Le due ragazze fecero un salto di gioia e si salutarono attraverso lo sguardo infastidito di Cell che era incastrato nel mezzo. Il fatto che il suo combattimento sarebbe stato ritardato per colpa di quel torneo secondario per lui era una rottura seria, specialmente dopo essersi eccitato alla dimostrazione di Vegeta. L’androide biologico doveva scaricare adrenalina, ma al momento era intrappolato. Almeno uno dei suoi figli poteva scatenarsi sul ring al suo posto. Con un sospiro di rassegnazione chiuse gli occhi.

Le due ragazze Saiyan identiche volarono sul ring atterrando in sincronia e con un sorriso abbagliante. Si batterono le mani e iniziarono subito a chiacchierare, mentre attendevano la comparsa dei loro avversari.

“Combatteranno contro C-17 dell’Universo 14 e Radish dell’Universo 13!”

Questo annuncio fece trasalire leggermente Nappa e Vegeta. Al momento Radish era occupato e separato dal mondo, per cui non sapeva che era già stato scelto. Non potevano immaginare che fosse già arrivato il suo turno, a parte il fatto che nessuno sapeva quando sarebbe iniziato quel torneo secondario. Una sfortuna, ma la sua missione attuale era molto più importante di un combattimento di rango B.

“Radish si ritira!” gridò Vegeta velocemente.

C-17, ancora nella sua area, aggrottò le ciglia. “Sembra che dovrò cavarmela da solo, se non s’inventano qualcosa…” si chiese. A tal proposito si avvicinò un Varga.

“Mi scusi, signore…” iniziò timidamente. “Sembra che Lei non abbia altra scelta che combattere da solo… anche se, dato che è il primo match… sarebbe possibile scovare un sostituto…” il Varga venne colpito da una realizzazione: se dovessero riaprire le iscrizioni, sarebbe sicuro che Vegeth vorrebbe quel posto… quel pensiero fece rabbrividire il Varga.

“Sinceramente non m’importa” rispose C-17 calmo. “Contro una coppia di smorfiose come quelle non ho bisogno di aiuto. Sbrigati a iniziare l’incontro, ce l’ho in pugno.”

“Ehm… come desidera, signore” disse il Varga leggermente sollevato, dopodiché fece alcuni gesti verso la torre di controllo per comunicare la decisione del Cyborg.

C-17 si avviò verso il centro del ring, gasato al massimo. In quel torneo era stato umiliato da Son Goku, che lo aveva stecchito con un singolo colpo devastate. Anche se quelle ragazzine erano Saiyan capaci di trasformarsi, nel suo Universo aveva già schiacciato alcuni Super Saiyan. Vegeta, Gohan, Trunks… nessuno poteva superarlo in battaglia. In confronto a loro quelle due Pan erano nullità e peccavano di seria mancanza di esperienza sul campo. Sicuramente non erano all’altezza dei loro nonni o padri, come lo dimostravano le loro sconfitte al torneo. Era passato troppo tempo da quando si era divertito veramente in un combattimento, e si sarebbe vendicato della sua sconfitta umiliante riducendo le ragazze a maschere di sangue, con i loro familiari costretti a guardare. C-18 guardò suo fratello con aria preoccupata.

“Avanti, dateci dentro!” gridò C-17.

Le due ragazze si trasformarono subito, dato che il ragazzo dai capelli corvini era già su di loro. Il suo pugno era pesante, ma venne fermato da una mano aperta. C-17 era esterrefatto: come aveva potuto una smorfiosa come lei fermare il suo pugno con tale semplicità? Pan 16 sorrise e piegò il suo braccio per fargli perdere l’equilibrio e poi gli piantò un potente calcio sullo stomaco. C-17 sputò sangue e saliva e si piegò a terra, sorpreso di quanto più potente del previsto fosse stato quell’attacco. Stava per riprendersi e rialzarsi in piedi, quando un potente colpo si abbatté sulla sua testa. La faccia del Cyborg si scavò nel terreno e per poco non lo fece svenire. L’altra Pan si era portata dietro di lui e lo aveva colpito con un doppio pugno alla massima potenza. Persino la ragazza era sorpresa dall’efficacia del suo attacco, dato che si era ricordata delle storie narratele da suo padre. Anche se entrambe conoscevano C-18, la moglie di Crilin, che era diventata una persona simpatica e amichevole, questi provenivano da un Universo dove nessuno dei gemelli possedeva un briciolo di potenziale umano ed erano macchine di morte senza rimorso. La cosa che Pan non si aspettava era il fatto che uno dei due terribili Cyborg potesse essere così debole.

Le due ragazze attesero una accanto all’altra, mentre i Varga davano inizio al Countdown.

“…7…8…9…”

Finalmente C-17 si sedette, tenendosi la testa dolente e ansimante, con la faccia coperta di polvere. La sua forza… l’aveva abbandonato. Soltanto ora si rendeva veramente conto di quanto si fosse indebolito… e, anche se era esasperante, quanto aveva avuto ragione Yamcha. Ma perché a differenza di sua sorella non era stato riparato come per magia? Immerso della sua gelosia non poteva capire, perché il destino gli si era rivoltato contro?

Vicino a lui, nel palmo del Grande Kaiohshin, Bu iniziò fischiettare con finta innocenza. Certo, avrebbe potuto riparare anche C- 17 già che c’era, se lo avesse saputo. Non ci sarebbe stato nessun problema, ma non ne aveva visto l’utilità. In ogni caso il Majin era più preoccupato per XXI, e riparare C-18 era stata una necessità per motivare il mago a mostrare qualcosa.

“Voi due…!” borbottò il gemello con sguardo feroce. “Non la passerete lisca! Prendete questo!!”

Il Cyborg estese le sue braccia, puntando una mano contro ciascuna ragazza e sparando due potenti raggi di energia. La reazione delle due combattenti fu veloce e precisa, colpendo i raggi con il dorso delle mani. Senza esitare, le ragazze unirono le mani e caricarono un attacco energetico a quattro mani.

Gli occhi di C-17 si allargarono e cercò disperatamente di attivare il suo scudo energetico.

Un grido sincronizzato: “Kame-Hame-HA!!”

Con le braccia incrociate, C-17 deviò tutta la sua energia nella barriera che venne travolta dal raggio celeste. I piedi dell’androide iniziarono a scavarsi nel terreno del ring e serrò i denti, ma le due Super Saiyan lo stavano spingendo indietro sempre di più. Ogni secondo rivelò i limiti della sua energia, finché venne spinto contro la barriera del ring. L’energia azzurra esplose intorno a lui, ma C-17 era già caduto a terra, privo di coscienza.

“C-17 ha perso conoscenza!” annunciò un Varga. “Pan e Pan sono le vincitrici!”

“Bel lavoro!” “Anche tu!” le due ragazze si complimentarono tra di loro trionfanti.

Mentre le due guerriere si strinsero le mani ancora una volta, si unirono al tifo i loro amici dei rispettivi Universi. C-18 si sbrigò a raccogliere suo fratello, portandolo indietro nello spazio del loro Universo, dove un Namecciano lo stava già aspettando. Durante il volo non poté non essere in pensiero per suo fratello. Era sempre stato così fiero della sua forza, ed ora era lui l’anello debole. Doveva essere una catastrofe per lui, lei lo sapeva, e gli voleva veramente bene. Determinata a calmare il suo dolore e la sua vergogna, C-18 decise di darsi una mossa e di andare a parlare con Yamcha. Non importava il costo, era probabile che lui fosse l’unico ancora disposto ad aiutarli.

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