DB Multiverse

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Dragon Ball Multiverse: Il Romanzo

Scritto da Loïc Solaris

Traduzione e adattamento di Transporter, ValentDs, BK-81, Crix

Riscopri la storia di DBM con più dettagli! Questo romanzo è verificato da Salagir e contiene anche aggiunte di suo pugno mai raccontate sul manga. Ciò rende questa storia un vero e proprio allegato al fumetto!

La prossima pagina verrà rilasciata tra: 2 giorni, 23 ore

Intro

Parte 0 :0
Parte 1 :12345

Round 1-1

Parte 2 :678910
Parte 3 :1112131415
Parte 4 :1617181920
Parte 5 :2122232425
Parte 6 :2627282930

Lunch

Parte 7 :3132333435

Round 1-2

Parte 8 :3637383940
Parte 9 :4142434445
Parte 10 :4647484950
Parte 11 :5152535455
Parte 12 :5657585960
Parte 13 :6162636465
Parte 14 :6667686970

Night 1

Parte 15 :7172737475
Parte 16 :7677787980
Parte 17 :8182838485
Parte 18 :8687888990

Round 2-1

Parte 19 :9192939495
Parte 20 :96979899100

Round 2-2

Parte 21 :101102103104105
Parte 22 :106107108109110
Parte 23 :111112113114115

Night 2

Parte 24 :116117118119120

Round 3

Parte 25 :121122123124125
Parte 26 :126127128129130
Parte 27 :131132133134135
Parte 28 :136137138139140
Parte 29 :141142143144145
Parte 30 :146
[Chapter Cover]
Parte 22, Capitolo 109.

Chapitre 109

Tradotto da BK-81, revisionato da Crix

Cold non provava paura. Questo Saiyan non era alla sua altezza, lo avrebbe sconfitto velocemente e senza problemi, ne era certo. Nessuno aveva mai avuto una possibilità contro di lui. Le parole rivolte a Bardak erano state veritiere: nessuno di coloro che si erano opposti a lui avevano mai potuto godersi un futuro. Beh, a parte un’eccezione.

Videl dell’universo 9 avrebbe avuto un futuro. Certo, facendo parte di un torneo le cose erano diverse, non si trattavano di lotte all’ultimo sangue o di punizioni capitali come quelle eseguite innumerevoli volte nel suo universo. Per cui questa eccezione non avrebbe rubato il sonno a Re Cold. La fiducia nelle sue capacità era irremovibile, anche dopo aver assistito ai poteri di esseri come Vegeth o Broly. Lui era molto cauto. Mentre a casa sua non aveva paura di rimanere nella sua seconda forma di riduzione, qua non era certo il caso.

La sua prima avversaria si è dimostrata degna di poter ammirare la sua prima forma di riduzione, una forma che Cold usava molto raramente. Non era la sua favorita, anche se ogni tanto Freezer la usava per divertirsi a spaventare i suoi sottoposti.

Cold sapeva benissimo che molti guerrieri avevano qualche asso nella manica come trasformazioni, tecniche segrete, abilità magiche… Tornare alla sua forma originale era saggio, non si sa mai. Nel primo round Videl aveva speso tutto il suo potenziale in combattimento, e si era arresa soltanto quando tutto si era dimostrato inutile.

Bardak, un Saiyan, era l’ultimo rappresentante di tutta la sua razza dell’universo 3, la stessa razza di scimmie che Freezer aveva cancellato con un semplice gesto della mano (o meglio, dito). Era a conoscenza della leggenda del Super Saiyan. A quanto pare in diversi universi la leggenda si era avverata, e un Super Saiyan era stato capace di sconfiggere in qualche modo entrambi i suoi figli e lo stesso Cold. Bardak era uno di questi, e aveva l’aria di possedere una vasta esperienza sul campo… doveva impegnarsi a fondo fin dall’inizio.

Nel primo round Bardak si era scontrato con suo figlio Radish, un guerriero di basso rango che affermava di aver superato il Capitano Ginew! Bah! Ridicolo! Ginew era stato ai suoi tempi l’essere più forte esistente dopo i membri della famiglia di Cold… Prima di essere stato giustiziato in modo poco cerimoniale dal suo ex-capo.

Ma Cold doveva arrendersi alla realtà: Ginew non era così forte come Radish, che dal canto suo era più debole di Bardak, e lui era limitato dalle prestazioni del primo livello di Super Saiyan. In questa forma Cold era molto più forte.

Il primo scontro di colpi consisteva in un doppio colpo di avambracci, iniziato dal Demone del Freddo. Non provò quasi nulla. Bardak si stava trattenendo oppure era tutto qua il suo potere? Per esserne sicuro Cold gli offrì l’onore del prossimo attacco. Lo bloccò senza fatica, trovando sia forza che velocità abbastanza alla sua portata, e continuò ad eguagliare la sua forza a quella del Saiyan evitando colpi diretti e ribattendo vari blocchi.

Era innegabile, Bardak era inferiore a lui.

Alla fine contrattaccò, contenendo ancora la maggioranza della sua forza per testare il suo avversario. Tentò una ginocchiata al torace che era stato evitato, così come il pugno seguente. Lentamente iniziò ad accelerare il suo ritmo, forzando Bardak a parare i colpi anziché evitarli.

Pochi attimi dopo Cold si rese conto che i suoi colpi erano troppo per Bardak. Un colpo andato a segno sarebbe stato devastante su questo corpo fragile. Nemmeno i suoi figli potrebbero sopportare colpi del genere.

Dopo essere stato appena in grado di eseguire un doppio blocco sopra la testa, il Saiyan saltò indietro aumentando la distanza tra di loro. I suoi denti erano stretti nonostante non avesse ancora incassato alcun colpo veramente pesante. Ma era solo all’inizio.

“Che forza devastante! Devo evitare di incassare colpi diretti.”

Cold non gli concesse nessun momento di respiro. Dopo ogni scansata attaccò più in fretta e con più brutalità. Inseguì Bardak immediatamente, facendo fluttuare il suo mantello. L’espressione agitata del Saiyan fece apparire un ghigno sul volto di Cold, e Bardak era chiaramente sorpreso di come le cose si erano voltate contro di lui. La gioia era raddoppiata dall’annuncio vanitoso di prima usando le sue visioni per dissuaderlo. Era una tattica intelligente e Bardak doveva esser stato abbastanza furbo da aver potuto sopravvivere al genocidio della sua razza, ma in questo scontro ogni vantaggio era perso. La colpa era una fallace interpretazione delle sue visioni, oppure arroganza? A Cold non importava.

Gli attacchi di Bardak si facevano sempre più disperati mirando alla faccia attraente di Cold, ma quest’ultimo si scansò velocemente. La sua rappresaglia arrivò come una completa sorpresa, il Saiyan non vide neanche il colpo che si piantò nella parte laterale della sua pancia. Il primo pugno gli tolse il respiro, e il colpo seguente al volto lo lanciò al suolo.

Il Saiyan era a terra, ma si alzò dopo neanche cinque secondi.

"Bene, molto bene", pensò Cold. "È veramente resistente, ma fino a quando potrà mantenere questo ritmo?"

Il Demone del Freddo si stava appena riscaldando, e poteva andare avanti così per giorni. Vincerebbe anche soltanto facendo affidamento sulla sua resistenza, anziché infliggere danni.

Bardak sputò una goccia di sangue sul ring, ma sul suo volto non vi era traccia né di debolezza né di paura. Piuttosto determinazione. Strinse i pugni e scatenò l’aura dorata tipica della sua razza. Cold rimase stoico e fermo. Voleva prendersi tutto il tempo con questa scimmia, gustandosi la vittoria e ogni singolo colpo.

Finalmente Bardak attaccò con un pugno. Cold estese soltanto la sua mano e lo fermò, chiudendo le sue dita intorno alle ossa dei Saiyan, finché questo si lasciò scappare un grido di dolore. Lanciò alcune ginocchiate sul busto di Cold per liberarsi, ma invano. L’armatura resistette e Cold non senti quasi nulla. Tenendo ferma la mano lo trascinò a terra per poi calciarlo via di alcuni metri. Ancora una volta rimase sorpreso di come il Saiyan era capace di stabilizzarsi ancora in aria, riuscendo a fermarsi. Ma Cold era spietato, e afferrò la sua gamba con la lunga coda. Quindi l’Imperatore scagliò alcuni pugni violenti contro la scimmia umanoide per poi lanciarla a terra. Soltanto in quel momento lasciò la presa liberando il guerriero.

“Hah! Allora, le tue visioni non ti hanno avvertito che avresti visto il pavimento da così vicino, eh?”, rise di gusto. Ma dato che non ricevette risposte, si zittì. Non è che aveva ucciso il suo avversario? Non che sarebbe stato una tale sorpresa, aveva usato di nuovo troppa forza…

Si avvicinò alla potenziale salma, inginocchiandosi lo afferrò per una caviglia e si alzò nuovamente. Il Saiyan era appeso davanti a lui, completamente inerme. No, non era morto… per ora.

“Questo sarebbe allora un Super Saiyan. Uno di quelli che avrebbero sterminato la nostra famiglia in alcuni universi…?”

Bardak rimase silenzioso e immobile. Cold guardò gli altri Saiyan presenti al torneo. C’era quello dell’universo 12 che aveva battuto suo figlio Cooler, il quartetto dell’universo 13, incontrastati a casa loro, l’incomprensibile Vegeth e sua figlia dell’universo 16, e la squadra dell’universo 18. Fra tutti quelli Bardak era probabilmente il più debole.

“Bah, patetico!”, aggiunse il Demone. “Sei completamente alla mia mercé, così a testa in giù.”

Finalmente Bardak aprì gli occhi, sembrando molto più calmo, quasi riposato. “A testa in giù? Sei tu quello a testa in giù!”, rise, colpendo in pieno lo stomaco do Cold con una tempesta di pugni.

Stavolta la sua armatura cedette, e i colpi erano vigorosi abbastanza per spingerlo indietro sul ring. La catena di attacchi era alquanto potente e continuò con velocità impressionante. Cold si era fatto prendere alla sprovvista come un principiante impreparato, credendosi già vittorioso. Che errore insolito, non degno di uno come lui…

L’ultimo calcio del Saiyan in pieno volto finalmente lo svegliò. Stava per contrattaccare, ma Bardak si era già portato a distanza sicura, una reazione istintiva. Ma Cold non lo perse mai di vista e notò immediatamente l’aura intensa che si stava formando nella mano destra del Saiyan: un attacco energetico!

Ancora una volta era troppo veloce per scansarsi e incassò l’esplosione in pieno volto. Il boato rimbombò nello stadio, e se Cold non avesse alzato la sua aura all’ultimo istante sarebbe stato molto più devastante. Chiaramente possedeva ancora vaste riserve di energie, e non si sarebbe mai più fatto sorprendere da una tale messinscena.

Mentre la polvere si stava dissolvendo, Bardak continuava a prendersi gioco dell’Imperatore dei Demoni del Freddo.

“Scimmia immonda”, ringhiò Cold. “Come osi ridere? Non lascerai vivo questo ring…”

Strinse i pugni; la sua pelle aveva subito alcune scottature, ma non erano danni seri - a parte la sua armatura che ancora una volta era ridotta a brandelli -. Ma la cosa più infuriante era l’espressione di fiducia che ancora una volta era comparsa sul volto del Saiyan.

“Eheh! La tua sconfitta si sta avvicinando…”

Senza proferire una parola Cold in meno di un secondo liberò il massimo del suo potere. I suoi muscoli duplicarono la loro massa, e aumentò drasticamente la sua velocità e potenza. Con grande soddisfazione notò che la sua trasformazione stava risucchiando via tutta il vento della presunzione del Saiyan.

“Papà ha raggiunto il cento per cento… in meno di un secondo?!”, si lasciò scappare Freezer.

“Che?”, rispose Cooler con le braccia incrociate. “Cosa vuoi che sia, tu quanto ci metti?”

“… Al massimo qualche minuto…”

“Ah! Dammi al massimo cinque secondi…!”, rise Cooler. Ma in realtà stava mentendo per non perdere la faccia. Lui si era sempre concentrato sulla sua forma aggiuntiva anziché perfezionare il suo stato massimo. Perché perdere tempo ed energie aumentando la massa muscolare se puoi trasformarti in un livello molto più potente, rendendolo quindi obsoleto?

Comunque sia, ammirare suo padre nella sua forma originale era già stato eccezionale. E vedere che poteva raggiungere il cento per cento in un lasso di tempo così breve per Cooler finora era stato impensabile. Aveva avuto l’intenzione di sfidarlo in futuro per conquistarsi il titolo di Imperatore dell’universo… ma ora come ora non sarebbe più così facile, neanche con la sua quinta forma…

Trunks si voltò verso C16 accanto a lui. “Cosa ne pensi? Ora è più forte di te?”

“Esattamente.”

“Incredibile. La sua potenza ora è quasi pari a quella del Cell imperfetto. Sai, quello che aveva assorbito C17. Non avrei mai pensato che potesse diventare così forte…”

Nell’area 18 era Goku a commentare. “Se questo Bardak vuole vincere, deve resistere finché Cold non si stanca…”

Vegeta sollevò una sopracciglia. “Quel Bardak è tuo padre, tienilo a mente.”

“Aspetta, davvero? Anche questo qua?”

“Argh… non importa se è dell’universo 10, 13, o 44.000, pagliaccio! Lui è e rimane tuo padre!”

“Oh, ehehe”, ridacchiò Goku imbarazzato. “Avevo quasi dimenticato il suo nome… ma ora che me lo fai notare noto una certa somiglianza con Radish...”

Vegeta si trovava in uno stato di profonda incredulità.

“Ci siamo sbagliati tutti”, li interruppe Piccolo.

“In che senso, Piccolo?”, chiese Gohan.

“Abbiamo sempre pensato che nessuno della famiglia di Freezer perdesse tempo con l’allenamento, dato che erano già molto superiori all’élite dell’intero universo. Chiaramente eravamo in errore. Il Freezer di qua è capace di mantenere la sua forma originale. Cold idem, con facilità. Il Trunks del Futuro lo aveva ucciso, sì, ma mentre stava ancora usando una forma di riduzione. E Cooler è capace di mostrare addirittura una forma aggiuntiva che è più forte del 100%.”

Vegeta sbuffò. “Cosa ce ne importa, oggi? In confronto a noi non sono niente.”

Prima di rispondere Gohan rimase silenzioso qualche secondo. “Ma non sei minimamente curioso, Vegeta? Se si fossero allenati per tutto il tempo come noi… per esempio passando un anno nella stanza dello spirito e del tempo…? Immagina come sarebbero migliorati… Mi chiedo che effetti avrebbe potuto avere su di loro…”

“Non m’importa!”, insistette Vegeta. “Non sapremo mai cosa sarebbe successo. Ma se hai voglia, perché non glielo vai a chiedere direttamente a loro: Bardak, Bojack, Nappa, magari anche a Cell… Non ho tempo per questo, ho degli incontri da seguire!”

Sul ring il Saiyan e Il Demone del Freddo si stavano preparando per il prossimo round…

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