DB Multiverse

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Dragon Ball Multiverse: Il Romanzo

Scritto da Loïc Solaris

Traduzione e adattamento di Transporter, ValentDs, BK-81, Crix

Riscopri la storia di DBM con più dettagli! Questo romanzo è verificato da Salagir e contiene anche aggiunte di suo pugno mai raccontate sul manga. Ciò rende questa storia un vero e proprio allegato al fumetto!

La prossima pagina verrà rilasciata tra: 2 giorni, 18 ore

Intro

Parte 0 :0
Parte 1 :12345

Round 1-1

Parte 2 :678910
Parte 3 :1112131415
Parte 4 :1617181920
Parte 5 :2122232425
Parte 6 :2627282930

Lunch

Parte 7 :3132333435

Round 1-2

Parte 8 :3637383940
Parte 9 :4142434445
Parte 10 :4647484950
Parte 11 :5152535455
Parte 12 :5657585960
Parte 13 :6162636465
Parte 14 :6667686970

Night 1

Parte 15 :7172737475
Parte 16 :7677787980
Parte 17 :8182838485
Parte 18 :8687888990

Round 2-1

Parte 19 :9192939495
Parte 20 :96979899100

Round 2-2

Parte 21 :101102103104105
Parte 22 :106107108109110
Parte 23 :111112113114115

Night 2

Parte 24 :116117118119120

Round 3

Parte 25 :121122123124125
Parte 26 :126127128129130
Parte 27 :131132133134135
Parte 28 :136137138139140
Parte 29 :141142
[Chapter Cover]
Parte 26, Capitolo 130.

Capitolo 130

Traduzione e adattamento di Crix

Pan corse a tutta velocità lungo il corridoio in direzione degli appartamenti. Aveva capito dalla faccia del padre quanto fosse seria la situazione, realizzando che sua madre era in pericolo, e che non lo avrebbe mai permesso. Con il Nyoibō* in mano, entrò dalla porta con i sensi all'erta.

* (Nota del traduttore: il bastone magico regalato a Goku da suo nonno)

"Mamma!"

Fu un sollievo immediato vedere sua madre al sicuro, ma con il fiatone e gli assalitori a terra come dei rottami. Videl ne aveva fissato uno al suolo con il braccio attorcigliato dietro la schiena mentre questo imprecava dal dolore.

"Figlia di put****!"

"Oh, cara" fece Videl, girandosi verso sua figlia sorridente.

"Mamma, stai bene? Non sei ferita, vero?"

"Sì tesoro, sto bene. Non posso dire lo stesso di questi quattro. Ho provato a dar loro una lezione, ma continuano a rialzarsi, mi ricorda qualcosa..."

Il solo fatto di ripensare Spopovich era abbastanza per farle ricordare il calvario che aveva passato. Era stata la peggiore sconfitta della sua vita, e ne conservava un pessimo ricordo persino diversi anni dopo. Il Majin pelato era dotato di una resistenza innaturale, resistendo persino con il collo rotto, e quegli idioti al tappeto avevano lo stesso sguardo scuro e pieno d'odio. Erano tutti dei mostri...

Videl rinsavì dai suoi ricordi a causa di un rumore sordo. Pan si era trasformata in Super Saiyan e aveva messo KO uno degli assalitori che si era rialzato e si stava preparando ad attaccare ancora. Questa volta, grazie all'attacco della giovane Saiyan, era stato decisivamente sconfitto.

"Ecco!" Esclamò Pan. "Non si rialzerà più."

Dal corridoio provenne un suono di passi, ed entrambe si voltarono posizionandosi sulla difensiva, ma si rivelò essere soltanto Ub con un'espressione seria. Si rilassò soltanto dopo aver visto che la situazione era risolta e le ragazze erano salve.

"Il maestro Goku mi ha chiesto di darvi una mano, ma sembra che abbiate risolto."

Uno degli assalitori si rialzò e si scagliò contro di lui, urlando dalla rabbia. Ub lo bloccò e gli scagliò un colpo leggero sulla sua faccia da pazzo, facendolo ruotare in aria.

"Sta' attento, Ub! Potranno sembrare deboli, ma continuano ad alzarsi!" lo avvertì Videl, stringendo la presa sul braccio di un Majin.

Lì vicino, l'uomo che Pan aveva mandato al tappeto poco prima si stava già alzando. Usando una delle tecniche prese in prestito da Gotenks, Ub sparò una ciambella energetica che incastrò tutti i quattro intrusi e aggiungendo un po' della sua magia per rafforzare la presa. Nessuno di loro era in grado di liberarsi, nonostante stessero urlando con tutte le loro forze. La magia di Ub impedì loro di lanciarsi in qualsiasi tipo di attacco, qualcosa che Ub trovò alquanto utile.

Un'ondata di incoraggiamento dall'arena catturò la loro attenzione. Il combattimento stava apparentemente prendendo una piega inaspettata, ma preoccupati com'erano, si riconcentrarono sulla situazione.

"Bel lavoro Ub, grazie!" Disse Videl, asciugandosi la fronte con la manica. "Non so cosa li porti ad attaccare, ma credo di avere un'idea..."

La sua mente si svuotò improvvisamente, come se stesse per venirgli in mente qualcosa ma non riusciva a raggiungere la parola giusta. La stessa cosa accadde a Ub e Pan, ed entrambi immediatamente soffrirono degli stessi sintomi. Nascosto nell'appartamento dell'universo 11, Babidi era al lavoro per lanciare un incantesimo che potesse rimuovere le prove che testimoniassero la sua presenza dietro a quell'assalto. Fu particolarmente attento allo sradicare ogni tipo di prova della loro innaturale resistenza che li riconducesse a Spopovich. Nessuno avrebbe potuto ricollegare l'accaduto, dato che lo preoccupava particolarmente il fatto che a Videl fossero familiari le abilità che aveva donato ai suoi schiavi. L'ultima cosa che voleva era avere l'universo 18 alle sue calcagna, i loro cuori erano troppo puri da manipolare, quindi doveva pulire le loro menti...

Pan si girò verso sua madre con un'espressione curiosa, aspettando che continuasse, quando si percepì un tonfo sordo dall'arena. Seguirono grida di disgusto ed entusiasmo e i tre membri dell'universo 18 si sbrigarono a raggiungere la porta, spinti dalla curiosità. Ub portò con sé gli intrusi, senza realizzare che nello stesso momento anche loro avevano perso la memoria...

Poco prima, mentre Pan e Ub erano ancora negli appartamenti, lo scontro tra i titani Hildegarn e Cell stava scuotendo l'asteroide. L'androide perfetto aveva ripetutamente mandato al tappeto l'avversario gigante, ma ogni danno causato dai suoi colpi, nonostante la potenza, sembrava scomparire istantaneamente dal corpo di Hildegarn. Stava diventato sempre più frustrante per Cell scontrarsi con un avversario così invincibile, e Vegeth non aiutava cercando di incoraggiarlo. L'arroganza del Saiyan fuso era insopportabile e lo stava distraendo dal trovare un modo per sconfiggere il mostro. Quel che lo faceva infuriare ancora di più era come i colpi del mostro non erano nulla al suo confronto, o forse era lui che era diventato troppo forte? Forse quella creatura gli avrebbe causato qualche problema se fosse stato allo stesso livello del Cell Game, ma questa era solo la prova di quanto fosse migliorato da allora.

Ad ogni modo, colpendo il mostro, Cell si era accorto di alcuni particolari. Colpendolo in modo tagliente o con attacchi energetici, si scatenava il meccanismo per trasformare i colpi in fumo. Gli venne così l'idea di tentare un attacco del genere senza che la bestia di Tapion se ne rendesse conto. Dopotutto, Cell era composto dalle cellule di alcuni dei migliori combattenti dell'universo... era fiero delle sue abilità per superare gli ostacoli con tattiche ben congegnate.

"Tsss, la faccenda si sta facendo fastidiosa!" Gridò Cell, mentre dentro di sé ideava un piano. "Solo uno di noi uscirà vivo da questo scontro, capito? Prendi questo!"

Il colosso urlò dalla rabbia, provocato dall'esca e attaccò l'androide. Cell spostò la testa di lato per schivare il pugno del nemico, per poi piantare una scarica di colpi nell'addome del mostro. Poi, ritirò il pugno per scagliarne un altro ancora più potente, ma all'ultimo momento tirò fuori le dita appena prima di aver raggiunto il petto di Hildegarn, e le fece scivolare appena sotto la spalla del gigante, facendogli uscire sangue viola dalla ferita appena creata. Il mostro di Tapion urlò dal dolore, e Cell fece un sorrisetto soddisfatto. Il suo braccio cominciò immediatamente ad espellere calore in modo rovente, come se stesse cuocendo le carni di Hildegarn dall'interno. Dalla ferita si mise a fuoriuscire del vapore, mentre il gigante si contorceva dal dolore per poi cadere in ginocchio accecato dalla sofferenza.

Ridendo con crudele soddisfazione, Cell aumentò la temperatura del suo corpo ancora e ancora. L'urlo del demone torturato risuonò in tutta l'arena, alcuni spettatori distolsero lo sguardo, altri sembravano scioccati e altri erano entusiasti dello spettacolo. Molti partecipanti, specialmente quelli dall'universo 12, 16, 18 e 19 fecero una smorfia disgustati dalla perversione di Cell. Il Dr. Raichi si colpiva le ginocchia preoccupato per il giovane uomo a cui si era affezionato. Il suo odio per i Saiyan era tale che aveva quasi dimenticato che altre creature potevano rivelarsi selvagge e mostruose al pari di quegli scimmioni. Sulla balconata dell'universo 7, Gast era appoggiato al muro con le braccia incrociate come al solito, e al lato della sua bocca, si poteva notare una curvatura delle labbra in maniera disgustata.

I Kaiohshin avevano superato il momento dell'avversione e stavano protestando apertamente contro tale orrore. Il grande Kaiohshin guardava con repulsione il Bu imprigionato che sorrideva maliziosamente.

Tapion si sentiva soffocare nella fornace che stava bruciando nel loro corpo condiviso, come se stesse provando lo stesso dolore di Hildegarn. Ma un pensiero gli attraversò la mente. Se avesse potuto concentrarsi, forse sarebbe riuscito a inondare la mente del mostro con vibrazioni positive che avrebbero potuto tamponare il dolore.

Si connesse con la creatura, cercando di farle percepire la sua empatia e compassione e sperando che la bestia comprendesse, nonostante il loro cattivo trascorso, il suo supporto nella battaglia. Il demone era stato destinato a guerre e distruzioni e fu sorpreso dall'impulso emotivo che lo investì. Per la prima volta, sentì estrema tristezza e non solo dolore, e insieme a ciò trovò la forza per rialzarsi e ricominciare a combattere. Tapion e il mostro erano uniti spiritualmente e si scagliarono contro il loro avversario con tutta la loro furia e forza.

Cell si ritrovò sorpreso dal contrattacco come tutti gli spettatori e non riuscì a reagire abbastanza velocemente. Prese un colpo in faccia e tornò alla sua solita temperatura corporea. Indietreggiò spiazzato e si rese conto che la forza del mostro era sicuramente aumentata.

Hildegarn afferrò il braccio del bioandroide tentando di staccarglielo dal petto, ma nonostante l'aumento della sua forza, era ancora piuttosto debole. Cell gli afferrò il collo e lo strizzò saldamente.

"Ahaha, beh, mi sorprendi!" Ridacchiò l'androide. "Credo però che sia il momento di finirla. Sicuramente sei stato utile per allenarmi, ho apprezzato il nostro combattimento. Almeno morirai sapendo di essere stato un discreto antipasto prima di Vegeta, la mia portata principale..."

Ovviamente, né Tapion né Hildegarn erano intenzionati a cedere. Il mostro aveva cominciato a evaporare per scappare dalla presa di Cell, quando quest'ultimo fece un largo sorriso.

"Codardo!" Sogghignò Cell. "Molto bene, goditi i tuoi ultimi 30 secondi di vita..."

Il pugno del colosso apparve immediatamente dietro a Cell, colpendolo nello stesso modo in cui lo aveva colpito all'inizio del combattimento. Ma l'androide perfetto non era più disposto a scherzare, e afferrò il pugno bianco con una mano, poi con l'altra mano gli graffiò il polso. L'arto sanguinante del mostro evaporò mentre Cell rideva sadicamente.

"Non puoi fuggire più da nessuna parte. Ogni parte solida del tuo corpo sarà ferita immediatamente!"

La situazione per Tapion e Hildegarn cominciava ad essere critica. Non potevano raggiungere direttamente il loro avversario e la loro unica opzione era attaccare da lontano, e decisamente fuori portata da Cell. Aprendo un portale, il mostro sparò un getto di fiamme con tutto il potere che aveva raccolto. Ma la speranza del colosso evaporò non appena Cell si circondò di una barriera energetica e parlò con il suo solito tono sbeffeggiante.

"Non puoi nemmeno toccarmi, non hai speranze. Sei stato surclassato!"

Poi Cell esalò un grosso respiro risucchiando tutto il vapore che Hildegarn aveva emanato. La tipica nebbiolina del colosso scomparì risucchiata dalla bocca del bioandroide, che la ingoiò diventando molto più grosso. Vegeth scoppiò a ridere dopo aver visto il viso sorridente di Cell sfigurato dal significativo aumento di peso. Dopo la scomparsa, i Varga cominciarono a contare.

"Tapion è stato completamente risucchiato! Cominceremo il conto alla rovescia. Uno, due..."

"Tapion?" Ripeté Trunks dell'universo 18, esasperato. "Ancora non l'hanno capito, non è vero?"

"Che stia per esplodere?" Si chiese Goku a voce alta.

Vegeta dietro di lui, si girò stupito. "Ovviamente no, non ha niente a che fare con quello che ha fatto in passato con noi, quello che sta facendo Cell in questo momento è tentare di tenere il mostro fuori dal raggio visivo dei Varga per trenta secondi..."

Fu interrotto dall'eco del suono di uno strappo. Gli occhi di Cell uscirono dalle loro orbite quando vide la coda del mostro uscire dal suo petto. Aveva percepito cosa stava succedendo dentro di lui e aveva assunto un'espressione di puro terrore non appena aveva compreso quello che sarebbe successo un istante prima che accadesse. Il paffuto androide esplose in centinaia di pezzi nel momento in cui emerse la forma completa di Hildegarn coperta di sangue e parti vive di Cell. Tutte gli spettatori in tribuna vomitarono, inclusi i Varga nella loro torre di controllo. L'odore nauseante del vomito permeò l'arena, per non parlare del fetore delle interiora di Cell. Il Kaiohshin del nord si era già affrettato ad aiutare coloro che si erano sentiti male. Uno dei Varga, dal suo punto di osservazione, riuscì a parlare non senza difficoltà.

"Riprendere il conto per Cell questa volta... Blurp..."

La coda di Hildegarn era stata utilizzata come una tagliente spada per permettere la sua fuga. Erano già trascorsi sette secondi e Tapion, all'interno del colosso, aveva chiuso gli occhi dal sollievo e dalla stanchezza. La battaglia era stata intensa, ma aveva imparato molte cose. L'immagine di Minosha nella sua testa era chiara e anche Hildegarn sembrava più empatico ora, come se i due si fossero legati in un modo del tutto nuovo. Presto avrebbe potuto esprimere il suo desiderio.

Nessuno, eccetto Buu e Vegeth, realizzò che qualcosa stava accadendo sotto i piedi del colosso. Cell aveva passato mesi, anni e decenni ad allenarsi e migliorarsi: era la sua natura. Ma non aveva lavorato solo sulla sua potenza, velocità e sulle sue tecniche. La rigenerazione era uno dei suoi maggiori vantaggi durante una battaglia, e l'aveva migliorata attraverso allenamenti basati sull'auto-amputazione.

Quando il timer dei Varga raggiunse i nove secondi, Tapion si considerava già il vincitore, rilassando i suoi sensi. In quel momento, Cell si era già rigenerato completamente nella sua taglia normale e aveva sparato un colpo verso l'alto. Poi, con le ali spiegate volò da una parte all'altra del corpo del mostro e, come un paio di forbici, al massimo della velocità, tagliò il mostro dall'addome al capo. Né Tapion né il suo demone realizzarono cosa fosse accaduto, e le loro vite si spensero prima ancora che il corpo della colossale creatura potesse toccare il suolo. Cell sorrise deliziato al tonfo delle due metà del corpo del mostro che piombavano a terra, lasciando cadere Tapion immerso in un liquido viola.

"E ancora, parte il timer per Tapion." Annunciò un Varga dall'alto.

"Non perdere tempo." Disse Cell ridendo e guardando sovrappensiero il corpo del suo avversario. "È morto, così come la sua creatura. Giusto per essere più precisi."

Le sue parole erano state sentite da Raichi poco lontano da lì, il quale non riusciva a nascondere la sua espressione di rabbia e orrore. Lo Tsufuru non riusciva a trovare le giuste parole per descrivere il suo stato d'animo. L'omicidio di un uomo dal cuore così puro, un suo amico... per mano di un mostro così crudele e sadico che sembrava così vicino ai Saiyan... fece bruciare il suo odio più che mai, alimentando Hatchiyack di un furore senza limiti. C'erano così tanti universi, migliaia, milioni, tutti pieni di malvagità e di spazzatura come quel mostro! La sua missione sarebbe stata quella di sconfiggerli tutti, senza pietà, avrebbe vendicato così miliardi di oppressi innocenti. Il Dr. Raichi strinse i pugni con un solo pensiero in mente durante quei trenta secondi.

"Vittoria per Cell dell'universo 17!"

"Ragazzo... Ti vendicherò!"

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