DB Multiverse

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Dragon Ball Multiverse: Il Romanzo

Scritto da Loïc Solaris

Traduzione e adattamento di Transporter, ValentDs, BK-81, Crix

Riscopri la storia di DBM con più dettagli! Questo romanzo è verificato da Salagir e contiene anche aggiunte di suo pugno mai raccontate sul manga. Ciò rende questa storia un vero e proprio allegato al fumetto!

La prossima pagina verrà rilasciata tra: 6 giorni, 7 ore

Intro

Parte 0 :0
Parte 1 :12345

Round 1-1

Parte 2 :678910
Parte 3 :1112131415
Parte 4 :1617181920
Parte 5 :2122232425
Parte 6 :2627282930

Lunch

Parte 7 :3132333435

Round 1-2

Parte 8 :3637383940
Parte 9 :4142434445
Parte 10 :4647484950
Parte 11 :5152535455
Parte 12 :5657585960
Parte 13 :6162636465
Parte 14 :6667686970

Night 1

Parte 15 :7172737475
Parte 16 :7677787980
Parte 17 :8182838485
Parte 18 :8687888990

Round 2-1

Parte 19 :9192939495
Parte 20 :96979899100

Round 2-2

Parte 21 :101102103104105
Parte 22 :106107108109110
Parte 23 :111112113114115

Night 2

Parte 24 :116117118119120

Round 3

Parte 25 :121122
[Chapter Cover]
Parte 23, Capitolo 114.

Capitolo 114

Traduzione di Crix, revisione di SuperBardack

“Sta per iniziare l’ultimo incontro del secondo round!”, annunciò un Varga dalla stanza di controllo. “Convoco sul ring Gast Carcolh dell’Universo 7 e il Grande Re Demone Piccolo dell’Universo 3! Date inizio al combattimento!”

“Finalmente! Ce ne hanno messo di tempo!”, rise quest’ultimo con braccia conserte. “Quel vecchio se l’è presa comoda col suo incontro!”

Raichi, che era appena ritornato nella sua area, udì le parole di lamentela del Namecciano e si fermò. Aveva faticato immensamente con quel dannato Saiyan, vincendo per un soffio, e venir criticato così era irritante. In ogni caso, uno dei due Namecciani sarebbe stato il suo futuro avversario.

I due Namecciani atterrarono sul ring a qualche metro di distanza. Si osservarono senza muoversi. Nessuno dei due sembrava risentire della gravità aumentata, cosa che sorprese i due Piccolo.

Quel Grande Re Demone era dunque molto più forte di quello che avevano conosciuto, anche se esteriormente era identico a quando si era separato da Dio.

“Grande Re Demone, eh? Un nome più pretenzioso non potevi trovarlo?”

“… Parla il tipo che si è battezzato come una Divinità Namecciana?”, rispose Piccolo con tono irrispettoso. “Cos’è, una gara su chi è il più arrogante?”

“Smettila”, rispose Gast con sguardo duro. “Non sai nulla dei Namecciani, le nostre usanze, il nostro popolo. In te non c’è nessun briciolo di dignità Namecciana, soltanto le tue colpe malvagie e le tue perversioni. Tu stesso ti identifichi come un demone, perciò smettila di pretendere di sapere qualcosa di noi.”

Piccolo rise di gusto. Il fatto che gran parte delle sue conoscenze sulla razza Namecciana le aveva acquisite lì, nei due giorni del torneo ascoltando le conversazioni, era esilarante. Aveva imparato qualcosa anche sulla Terra, quando alcuni Namecciani erano venuti per cercarlo. Quello bastava per riconoscere il nome del suo avversario, non che gliene importasse qualcosa.

“Hai ragione!”, gridò Re Piccolo. “Non sono un Namecciano! Sono il male assoluto, un’oscurità schiacciante, la tua nemesi! Lo vedrai presto, ti sono superiore in tutto, e te lo proverò!”

“Sì, okay… soffri di amnesia, un Namecciano corrotto dal male, lo so. Ma sei troppo debole per darmi una sfida. Non sarà nemmeno un combattimento.”

“…Debole?!”, ripeté l’altro guerriero dalla pelle verde con un ghigno da 24 carati. “Non ne sarei così sicuro!”

Alzando gli avambracci, il Re Demone rilasciò una quantità enorme di Ki, facendo tremare il suolo. Le pietre iniziarono a muoversi, per staccarsi dal terreno e alzarsi in aria. L’energia scatenata suscitò l’attenzione di parecchi spettatori.

“Aspetta… quest’energia… è la mia!”, balbettò Piccolo sorpreso. “Ma come?”

“Cosa intendi con ‘tua’, Piccolo?”, chiese Goku.

“Voglio dire che questo Re Piccolo non è come quello contro cui hai combattuto da bambino. Ad un certo punto, lui si è fuso con Dio! È ritornato ad essere un’unica persona, come me prima di combattere contro C-17 e Cell imperfetto. Non so come sia stato possibile.”

Su nel ring, Gast era rimasto impassibile. La forza mostrata da Re Piccolo era veramente impressionante, specialmente per un Namecciano di tipo guerriero, ma per lui non era un problema, cosi chiuse gli occhi e rilasciò un sospiro. Almeno il suo avversario avrebbe potuto dargli una breve distrazione, prima di dover rivelare la sua vera potenza come la singola incarnazione di un popolo intero.

Dato che aveva fallito nel suscitare la reazione desiderata, Il Re Demone strinse i denti e si buttò su quella “divinità” arrogante. Con velocità impressionante, attaccò il volto del grande Namecciano con una serie di pugni, ma quello alzò solamente le braccia e li parò casualmente. Senza sosta Piccolo alzò il ritmo e cambiò continuamente posizione, alterando pugni, calci e ginocchiate. Ma anche così non riuscì a destabilizzare il suo avversario, che si limitò a bloccare ogni attacco con una facilità sconcertante.

Gast sembrava avere un talento nel far infuriare il Re Demone, che spalancò la bocca per sparare un raggio direttamente sulla faccia del Super Namecciano. Ma lui si piegò indietro e fece collidere il raggio contro la barriera protettiva, creando un boato assordante. Gast estese il braccio e lo fece sprofondare nel suolo per farlo emergere direttamente sotto al Demone. Il Namecciano con l’amnesia venne colpito in pieno e lanciato in aria, ma prima di atterrare nuovamente un calcio lo colpì al ventre, rubandogli il respiro. Venne scaraventato via per decine di metri, ma si fermò ancora a mezz’aria per rivolgersi verso il suo nemico con uno sguardo assassino. Tornò all’attacco, ma Gast lo accolse con un altro calcio.

Due ex-rivali osservarono attentamente il combattimento dal balcone dell’Universo 18.

“Allora pensi che abbia in qualche modo intrappolato Dio? Magari attaccandolo, forse ha forzato la fusione?”

“No”, rispose Piccolo deciso. “Non funziona così. L’assimilazione dev’essere consenziente da entrambi. Quando io mi sono fuso con Nail e Dio, li ho solo toccati ed ho aspettato… forzare un’assimilazione non è possibile. Non so come e perché, ma in qualche modo il Re Demone ha convinto Dio a fondersi con lui. Certamente non sarebbe stato in grado di sconfiggerlo in battaglia, nessuno sulla Terra ne era in grado. Forse era convinto che con la fusione avrebbe potuto avere un controllo sul male. Ma sembra che mio padre abbia in qualche modo scacciato ogni traccia di bene dal suo cuore. Sembra veramente il vecchio bastardo di sempre!”

Non sapeva che, grazie all’udito Namecciano, il Demone Piccolo stava seguendo il suo discorso. Sorrise alle teorie del figlio del suo alter-ego, ma quella distrazione momentanea fu la sua disfatta. Il Namecciano gigante lo colpì in piena faccia, rompendogli il naso. Piccolo cadde a terra e per un momento rimase come paralizzato.

Gast era sopra di lui come un’ombra imponente, e parlò con una voce profonda. :

“Per un Namecciano sei parecchio forte, bravo. Ma io sono molto più fenomenale. Non hai nessuna chance di battermi.”

Vegeth stava battendo i piedi dal nervoso. “Ma che ha da essere cosi arrogante quello lì?” i suoi compagni lo fissarono con bocche spalancate.

“E riguardo al male assoluto”, continuò il Namecciano, ignorando quella frase. “Ti stai ingannando da solo. Guardati intorno, qua ci sono malvagi molto peggiori. Siamo circondati da criminali senza rimorsi, che hanno schiavizzato interi pianeti, sterminato gli abitanti di centinaia di mondi, ma tu… sei dimora di bontà e amore per gli altri.”

Il Re Piccolo era ammutolito. Lui, un buon samaritano? Lui, che ogni giorno propagava terrore e disperazione? Lui, il demone più malvagio mai esistito?

“Ma che diavolo stai dicendo, idiota? Io ammazzo dozzine di umani per divertimento, perché mi piacciono le loro grida di morte! Torturarli lentamente mi esalta, li obbligo ad osservarmi mentre trucido le loro famiglie e i loro bambini davanti ai loro occhi! Direi che non è rimasta in vita neanche metà della popolazione Terrestre!”

“Parli come se fossi chissà ché, ma non sei cosi malvagio”, rispose Gast. “Vedi quei due Cyborg laggiù? Nell’Universo 14 hanno massacrato l’intera popolazione Terrestre, non solo metà. Il loro odio per l’umanità è molto più forte del tuo. Adori chiamarti cattivo, ma sei lontano dall’essere il male assoluto. Tra le altre cause, fondendoti con la tua controparte benevole, sei stato corrotto… DAL BENE!”

“Che…? No… Non è possibile?!”, gridò il Demone stupefatto.

“Tu ami la Terra e gli umani”, continuò Gast con un sorriso sulle labbra. “In te vive il bene… e presto sarai convertito! Non farai più soffrire le persone, sarai buono! Il Demone si trasformerà in un angelo custode che protegge i deboli, gli innocenti e i bisognosi!”

Re Piccolo fissò Gast con un espressione incredula. Non poteva essere vero… ma… gli tornarono alla mente alcune immagini. Recentemente c’erano stati dei momenti in cui aveva agito atipicamente. Si ricordava di come stava camminando attraverso una città che aveva distrutto, seguendo le grida di una bambina in lacrime nascosta in un vicolo buio. Stava per ucciderla, il braccio era già alzato, quando vide i suoi occhi bagnati dalle lacrime. Quegli occhi azzurri innocenti, impauriti, lo avevano scosso e congelato. Aveva abbassato la mano e distrutto un muro anziché la bambina, per poi lasciarsela indietro senza voltarsi. A volte aveva anche ordinato ai suoi demoni di risparmiare alcuni villaggi, affermando che se li voleva tenere per dopo. Ma quelle immagini raffiguranti bambini umani si erano rivelate come un blocco mentale.

Goku era affascinato da quella discussione. “Cosa ne pensi, Piccolo? Dio potrebbe influenzarlo dall’interno senza che se ne accorga? Se non ricordo male, durante il torneo Tenkaichi Dio stava esitando ad affrontarti. Credi che se ti fosti fuso con lui a quei tempi, saresti diventato uno di noi lo stesso?”

“Sinceramente non lo so”, rispose il Namecciano pensieroso. “Quando mi sono fuso con Dio ero già cambiato. In più c’era la minaccia di Cell alle porte. Quello che mi aveva cambiato era avvenuto prima di quel momento, era stato il mio tempo con te e Gohan. Anche per quel Piccolo, i cambiamenti devono essere molto graduali.”

Anche Gohan dietro di loro pensò la stessa cosa. Voltò lo sguardo verso Re Piccolo e sorrise. Conosceva Piccolo meglio di chiunque altro e aveva assisto alla sua trasformazione completa, quel Demone poteva ancora essere salvato. L’interessato sul ring stava nuovamente orecchiando con gli occhi spalancati dalla frustrazione, non era possibile, si rifiutò di accettarlo! Lui era l’incarnazione del male, l’incubo dell’umanità!

“Zitto! Zitto!”, gridò Il Re Demone prendendo a pugni il suolo, creando vari crateri. “Stai farneticando! Non importa cosa blateri, sono IO che ho il controllo… non diventerò mai uno schiavo del bene! Io… Sono… IL DEMONE PICCOLO!!”

Sempre gridando si lanciò su Gast, quel falso santo che ormai era al centro del suo immenso odio. Ma il suo attacco attraversò solo l’aria vuota, dato che in un batter d’occhio Gast si era spostato dietro di lui, per poi afferrarlo per la testa e cozzargliela al suolo. Piccolo era intontito e faticava nel tornare in sé.

“Ma dentro di te, non è quello che brami?”, continuò Gast. “Quando vedi disperazione e angoscia vorresti proteggerli, salvarli! Non reprimere questi sentimenti, smetti di lottare! Arrenditi al lato buono!”

“No! NOOO!”, gridò Re Piccolo tenendosi la testa con entrambe le mani per bloccare quelle parole impure che penetravano la sua mente e la sua coscienza in ugual modo. Gast alzò le braccia, i suoi occhi si tinsero di un bianco divino e una specie di luce si propagò da tutto il suo corpo oscurando tutto intorno a lui. Tutti i presenti si sentirono come rapiti da quella visione che li fece tremare, come se un essere mistico fosse apparso davanti a loro. Era la vera presenza di Gast Carcolh, mentre pronunciava quelle parole con voce calma e profonda.

“È inevitabile. È il tuo destino.”

Queste ultime parole per Re Piccolo ebbero l’effetto di una sveglia, e si alzò in piedi con un salto.

“Preferisco essere sordo che sorbirmi un’altra parola di queste stupidaggini!!”

Afferrando le sue orecchie con le mani se le strappò via, sorprendendo il suo avversario. Le sue parole avevano spinto il Re Demone fino alla follia? Questi pensieri vennero ben presto smascherati come falsi. Il Grande Re Demone iniziò a fischiare fortemente, aumentando la frequenza e il volume per ogni secondo che passava. L’onda acustica fu insopportabile e costrinse Gast sulle ginocchia, dato che quel dolore acuto stava inondando i suoi sensi.

“Cos’è questo suono?! È orribile! ARGH!!”

Senza tregua, Piccolo colpì Gast con una ginocchiata senza smettere di fischiare. Il colpo fece indietreggiare Gast e una goccia di sangue volò via. Carcolh si riprese subito, ma per via di quel suono maledetto non riusciva a trovare la concentrazione necessaria.

Invece il Re Demone era estasiato. Poteva costringere un avversario cento volte più forte di lui a prostrarsi davanti a lui con un semplice movimento dell’aria e delle labbra! Aver combattuto altri Namecciani era stata una fortuna, ed era ben a conoscenza dei punti deboli della sua razza; ma questo in particolare lo aveva scoperto sulla Terra. Quando aveva subito quel suono per la prima volta, per la collera aveva fatto esplodere una sfera energetica che aveva ridotto in ceneri un’area di cento chilometri.

Giù negli spalti, un individuo con gli occhiali da sole e i vestiti marcati dallo stemma dei Kaioh iniziò a spiegare tutto a quelli intorno a sé.

“Per un Namecciano il suono dei fischi è insopportabile come lo scricchio su una lavagna! Gast aveva le carte in regola per finire la partita, ma sembra che la partita se ne sia infischiata!” dopo questa frase, iniziò immediatamente a ridere tra sé e sé. “Infischiata! Capito? Bahaha! Mi sto scompisciando! Mfffhahahaha!”

“Mi scusi”, si intromise una persona dietro di lui. “Capisco che vuole essere spiritoso, ma sto cercando di seguire il torneo. Potrebbe gentilmente smettere di commentare sempre e tutto?”

Il Kaioh si voltò con una goccia di sudore sulla fronte. “Oh! Ah, sì. Mi scusi.”

Ma il suo commento era stato interessante. Tutti i Namecciani nell’arena, guaritori e guardiani, caddero in ginocchia, incapaci di concentrarsi. A quanto pareva quel suono era un’arma per tutti loro, tutti cercarono di tapparsi le orecchie. Anche i Varga iniziarono ad andare nel panico, chiedendosi se dovevano fermare l’incontro o meno.

Nel frattempo Piccolo continuò il suo assalto verso Gast, che era incapace di difendersi. Ogni gancio trovò il suo bersaglio con potenza e sparse sangue viola sul ring. Goten dell’Universo 18 era alquanto scettico.

“Ma è stupido! Perché non si stacca le orecchie come l’altro tipo?”

Inaspettatamente, Gast afferrò la faccia del Demone, coprendogli la bocca con la sua grande mano e zittendo finalmente quel requiem fastidioso. Poi si voltò verso Goten.

“Ma per piacere...! Stavo cercando di creare un combattimento interessante, limitandomi un po’…”

“Hiiii! Mi ha sentito!!”, si spaventò Goten.

“Signore, è proibito aiutare un concorrente”, lo avvertì in Varga. “Anche con consigli. La prossima volta squalificherò il vostro Gotenks.”

“M-ma… ma non stavo parlando con lui!!!”, si difese Goten in panico.

Nel frattempo Piccolo riuscì a liberarsi dalla presa di Gast e cercò subito di ricominciare a fischiare. Ma l’altro lo colpì semplicemente con lo schiocco dell’indice destro dritto in faccia, facendolo collassare al suolo. Il suo corpo era completamente sciolto e sembrava non essere in grado di riprendersi. I Varga si sbrigarono ad annunciare il risultato.

“La vittoria va a Gast Carcolh dell’Universo 7!”

“Hai ancora tanta strada da fare”, disse il Grande Namecciano, mentre si inginocchiava al fianco del suo avversario svenuto. Piazzò una mano sul petto di Re Piccolo e circondò il “demone” con una luce verde che curò il suo corpo, ricomponendo anche le orecchie. Il Namecciano si svegliò di colpo e si sedette sorpreso.

“Io… sono guarito?”

Confuso, fissò Gast che ormai se ne stava già andando via. L’essere creato dall’assimilazione di tanti individui gli parlò un’ultima volta senza voltarsi.

“Pensa a cosa ti rende veramente felice… torturare gli altri o vederli evolversi sotto la tua guida attenta e protettrice? Soggiogarli con malizia o vedere sorrisi di gratitudine, e sentire le parole di amore e grazie, lasciando che la loro luce illumini il tuo cuore? Considera la verità, fermati e pensaci bene. Non hai bisogno di trovare subito le risposte. Guarda dentro di te, cerca senza pregiudizi, dimentica cosa dicono gli altri. Quando arriverai alla giusta scelta e avrai bisogno di restaurare le vite che hai rubato, vieni da me. Ho intenzione di vincere, e se avrò un desidero in più, lo userò per te.”

Il Grande Re Demone si fermò, mentre le parole del saggio Namecciano stavano ancora fluttuando nell’aria. Strinse i pugni con rabbia e incertezza. Quello che Gast aveva detto… poteva essere vero? Poteva veramente difendere i deboli, vederli fiorire e felici… grazie a lui?! Preso dai suoi pensieri, tornò indietro nell’area dell’Universo 3 e scomparve nei suoi appartamenti privati, passando davanti ad un Raichi alquanto cupo.

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