DB Multiverse

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Dragon Ball Multiverse: Il Romanzo

Scritto da Loïc Solaris

Traduzione e adattamento di Transporter, ValentDs, BK-81, Crix

Riscopri la storia di DBM con più dettagli! Questo romanzo è verificato da Salagir e contiene anche aggiunte di suo pugno mai raccontate sul manga. Ciò rende questa storia un vero e proprio allegato al fumetto!

La prossima pagina verrà rilasciata tra: 3 giorni, 14 ore

Intro

Parte 0 :0
Parte 1 :12345

Round 1-1

Parte 2 :678910
Parte 3 :1112131415
Parte 4 :1617181920
Parte 5 :2122232425
Parte 6 :2627282930

Lunch

Parte 7 :3132333435

Round 1-2

Parte 8 :3637383940
Parte 9 :4142434445
Parte 10 :4647484950
Parte 11 :5152535455
Parte 12 :5657585960
Parte 13 :6162636465
Parte 14 :6667686970

Night 1

Parte 15 :7172737475
Parte 16 :7677787980
Parte 17 :8182838485
Parte 18 :8687888990

Round 2-1

Parte 19 :9192939495
Parte 20 :96979899100

Round 2-2

Parte 21 :101102103104105
Parte 22 :106107108109110
Parte 23 :111112113114115

Night 2

Parte 24 :116117118119120

Round 3

Parte 25 :121122123124125
Parte 26 :126127128129130
Parte 27 :131132133134135
Parte 28 :136137138139
[Chapter Cover]
Parte 26, Capitolo 126.

VENTISEIESIMA PARTE: CREAZIONI INQUIETANTI

Capitolo 126

Traduzione e adattamento di Crix

I due Super Saiyan erano faccia a faccia, senza fare alcun movimento. Kakaroth ancora frastornato, tremava mentre la sua rabbia continuava a salire. Il suo giurato peggior nemico non era stato contento di schiacciare il suo Oozaru e di tagliargli la coda. Adesso voleva abbassarsi al suo livello di Super Saiyan 1 per umiliarlo. La sua indignazione era troppa, non c'era alcun modo in cui glielo avrebbe permesso.

"Tu..." tuonò con la voce piena di risentimento. "Feccia dorata! Combatti a piena potenza, non voglio la tua pietà, bastardo! Giuro... che ti uccido! Pezzo di merda!"

Immediatamente, Kakaroth alzò la mano in avanti e sparò un veloce colpo energetico, il suo avversario fece un passo di lato, evitandolo facilmente. Sentendo già la sua pazienza scivolare via, Kakaroth cominciò a scagliare sfere energetiche verso Vegeta. Il principe le schivò tutte senza che apparisse in difficoltà. Tutt'intorno all'arena, le sfere esplosero contro la barriera energetica, senza avere abbastanza energia per essere un problema. Il livello che aveva mostrato come scimmione d'oro era ormai chiaramente perso come dimostrato dallo sguardo di disappunto degli spettatori intorno. Il subordinato dell'universo 13 ringhiò con odio e concentrò l'energia nei pugni circondandoli con una forte luce viola. Vegeta sobbalzò, si fermò immediatamente ed evitò il gancio di Kakaroth in arrivo. Poi piantò i piedi sul ring rompendolo e facendo andare in aria dei pezzi di pietra, per poi lanciarli verso il suo pazzo avversario che li parò con le braccia protese in avanti. La reazione era stata una conferma per Vegeta. Nonostante la sua pazzia e l'apparente mancanza di intelligenza, Kakaroth possedeva il vero istinto di combattimento Saiyan. Era un guerriero capace di mostrate ingenuità e talento all'occasione del combattimento, come il suo alter-ego. Combattere contro un avversario capace di tenergli testa aveva in qualche modo acceso una scintilla in Vegeta, facendolo decidere di limitarsi. Con un grigno in viso, il Saiyan dell'universo 18 scagliò un calcio verso la testa di Kakaroth il quale evitò la decapitazione giusto in tempo. Il pazzo Saiyan rispose con i suoi pugni distruttori che il suo avversario evitò con facilità prima di ripartire al contrattacco. Il feroce duello riprese immediatamente e ogni colpo poteva essere fatale.

Nello spazio dell'universo 18, Pan aveva i brividi, era sbalordita da una delle persone che ammirava di più, un vero e leale eroe che rischiava la vita in una battaglia che avrebbe potuto finire all'istante se avesse voluto. Ma ora capiva, poteva sentire la vibrazione nelle ossa di ogni vero Saiyan, la stessa sensazione che aveva percepito quando si era trasformata e aveva combattuto contro Kakaroth. Grazie alle parole di incoraggiamento di Vegeta, era stata rincuorata e aveva affrontato quel pazzoide, un'esperienza che l'aveva aiutata a crescere ben oltre la sua effettiva età. Ora Vegeta si stava volontariamente limitando per sentire la stessa sensazione del brivido dello scontro, per spingere i suoi sensi al limite per dimostrarle la sempre presente necessità di miglioramento. Un giorno sarebbe stata in grado di competere in un combattimento tanto intenso e non c'era dubbio sul fatto che avrebbe raggiunto i suoi obiettivi. Pan torno in sé e riportò l'attenzione sul ring e sul principe dei Saiyan. Dietro di lei, Piccolo e Gohan sorridevano.

Non lontano, Vegeta dell'universo 13 sorrideva allo stesso modo, ma per ragioni diverse. Il presuntuoso Kakaroth stava venendo preso a pugni e pestato come una patetica poltiglia. Nonostante la sua sbruffonaggine e la sua scioccante e spaventosa nuova trasformazione, l'eterno nemico di Vegeta stava tornando al suo posto grazie ad un Saiyan dal sangue reale. L'imperatore dell'universo 13 non era sicuro che il suo Super Saiyan 2 sarebbe stato capace di fronteggiare lo scimmione d'oro. Sicuramente, se avesse dovuto affrontare l'Oozaru trasformato prima di combattere contro Raichi le cose sarebbero potute andare male...

Sul ring, Vegeta trovò immediatamente un'apertura accelerando e piantando una violenta gomitata nella faccia del suo avversario. Dopo un getto di sangue uscitogli dalla bocca, Kakaroth venne scagliato qualche metro più in là, per poi cercare di tornare in piedi il più velocemente possibile. Appena alzato, vide Vegeta lanciarsi verso di lui con una sfera energetica già materializzata sulla sua mano dritta. Agitato, Kakaroth alzò rapidamente due dita in aria e una parte del ring esplose laddove si trovava Vegeta. L'ampiezza dell'attacco provocò una nuvola di polvere e fumo in tutte le direzioni, trasportati da un forte vento. Kakaroth non riusciva a capire se era riuscito a colpire il suo target.

"Ehi, sei ancora vivo?" sbuffò affaticato. "Non sento più vantarti, per questo chiedo!"

"Stai diventando disperato" replicò una voce dall'alto dell'arena.

Kakaroth alzò la testa notando il suo avversario ai limiti dell'atmosfera dell'asteroide, quasi nello spazio. Il guerriero dai capelli a punta alzò il braccio verso l'infinita oscurità accumulando energia nel palmo dalla profondità della galassia. Intorno al suo corpo cominciò a ruotare un vortice di energia viola con l'epicentro in una piccola sfera viola. Chi guardava dallo spazio dell'universo 18 era sconvolto nello stesso modo in cui lo era il Vegeta dell'universo 13 che aveva un'altra opportunità per studiare e osservare la sua controparte, dato che vedevano questa nuova tecnica per la prima volta.

"Gah..." si lamentò Kakaroth. "Speravo di non dover usare questo stupido attacco, ma al diavolo il mio orgoglio, tutto ciò che conta è distruggere Vegeta. Non me ne frega un cazzo del resto. Mi hai sentito, Vegeta? Ti distruggerò, dovesse essere l'ultima cosa che faccio!"

Piantò i piedi come sostegno, portò le mani indietro adottando una posa familiare a molti presenti del torneo. Una luce d'energia blu apparse tra i suoi palmi confermando la sua abilità nell'eseguire la classica mossa del Maestro Muten.

"È la kamehameha!" Esclamò Pan preoccupata. "Ha detto che sapeva come usarla, ma l'ha presa in giro, ha detto che era patetica e da dilettanti."

"Vero, ma ha chiarito il fatto che sapesse usarla" replicò Gohan. "Probabilmente gli rode di essere arrivato a tanto, ma non ha altra scelta. E' troppo debole per continuare a fronteggiare Vegeta colpo dopo colpo nella zuffa e la sua energia restante è abbastanza solo per un'onda energetica."

Goku fece un cenno positivo con il capo. " Mi ricorda la prima volta che ho combattuto contro Vegeta! Ha sparato il suo Galick Gun cercando di distruggere la terra, ero già esausto per il Kaioken, ma ho dovuto bloccarlo con la Kamehameha a piena potenza! Mi domando come questo possa funzionare..."

Mentre Vegeta continuava a caricare il suo nuovo attacco energetico, anche lui riconobbe la posa del suo avversario, senza esserne sorpreso. Sapeva che Kakaroth non avrebbe sparato la sua onda energetica prima di lui. Esibendo la sua nuova tecnica, Vegeta avrebbe dato a Cell e al suo rivale Goku un'assaggio della loro prossima battaglia. La sfera energetica dalla tinta viola nella sua mano , aveva cominciato ad essere più brillante fino a diventare completamente carica.

In basso, un agitato Kakaroth scagliò in avanti le sue mani, rilasciando una gigantesca Kamehameha. Cell sorrise notando che era forte quasi quanto quella che aveva lanciato contro Gohan anni fa, prima di perdere numero 18 e di tornare come Super Perfect Cell. L'energia della disperazione poteva rivelare delle sorprese. Vegeta, con aria impassibile, osservava la grossa onda energetica avvicinarsi a lui, poi lanciò la sua sfera energetica contro Kakaroth gridando:

"Prendi questa!" Annunciò alla fine, estendendo il braccio e rilasciando la sfera energetica.

La sfera viola si schiantò contro la Kamehameha di Kakaroth ruotando violentemente come una turbina, ma il globo energetico non riuscì a fermare l'onda energetica che continuò il suo tragitto verso il principe dei sayan. Kakaroth grignò in maniera perversa e Pan ebbe paura. Il raggio azzurro raggiunse Vegeta un istante più tardi, ma come lo toccò si divise in due passando intorno al Saiyan che continuò a fissare il suo avversario. Vegeta dell'universo 13 gridò stupefatto:

"Ma... cosa ha fatto? Non ho capito come ha fatto!"

"Dev'essere stata la piccola sfera viola!" Esclamò Radish al suo lato.

Kakaroth era perplesso, non poteva credere che il suo ultimo attacco aveva fallito. Annullò la Kamehameha per risparmiare energia e si ritrovò faccia a faccia con la sfera viola che si dirigeva verso di lui a tutta velocità. Terrificato, si lanciò di lato e l'attacco distrusse la spalliera della sua armatura. Quando si girò nuovamente, incrociò lo sguardo furioso di Vegeta di fronte a lui.

"Quest'attacco è un concentrato di massa energetica dell'ambiente intorno a noi, mischiata alla mia. Distrugge tutto ciò che incontra e non si dissolverà prima di qualche ora. Anche mentre parliamo, avrà attraversato tutto l'asteroide e starà vagando nello spazio. Se non l'avessi schivata, saresti stato un idiota con un buco nel petto."

C'era un simile sentimento di stupore tra gli spettato degli universi 13,16,17 e 18.

"Che attacco!" Esclamarono entrambi i Piccolo. "Non è solo riuscito a raccogliere l'energia dell'atmosfera intorno a noi, l'ha integrata alla sua e ha creato un nuovo tipo di attacco. Mi fa venire i brividi!"

"Sì, non male, lo ammetto." Confermò Vegeth. "Ci avrei pensato anche io. Ho molto di meglio in serbo, ma sono contento di avere la sua inventiva dentro di me."

Nello spazio dell'universo 17, Cell era altrettanto deliziato. Vedere tanta ingenuità dal suo prossimo avversario avrebbe reso il loro prossimo incontro ancora più eccitante e non riusciva ad immaginare il possibile esito. Lo scopo di Vegeta era quello di provocarlo e Cell se ne era reso conto. Sarebbe stato contento di rispondergli mostrandogli quello che teneva in serbo in suo onore.

Quanto ai Saiyan dell'universo 13, ognuno di loro era molto sorpreso. Il Vegeta dell'universo 18 era pieno di sorprese e con ogni nuova rivelazione il loro leader imparava qualcosa.

"Quella tecnica... sembra simile alla falsa luna che creavamo... solo che l'ha reinterpretata in un modo completamente diverso." Disse Vegeta a voce alta.

Permise alla sua curiosità di prendere il sopravvento sulla sua gelosia e decise che sarebbe andato a parlare con la sua controparte più tardi. Se fosse riuscito ad ingoiare il proprio orgoglio, avrebbe potuto ampliare la sua conoscenza direttamente dalla fonte.

Sul campo, di fronte a Vegeta, Kakaroth si era raddrizzato, ma era ancora senza fiato e tremante. Sopra di lui, il principe dei Saiyan aveva un'aria severa. Il pazzo Super Saiyan tentò di attaccare ma si beccò immediatamente un colpo in faccia. Kakaroth sputò nuovamente sangue dalla bocca, assaporando la polvere e la sporcizia del ring.

"Questo è per la ragazza maga di cui hai abusato." Lo condannò Vegeta. " Il tuo comportamento mi ha infastidito e anche se me ne infischio di lei, mi hai comunque dato fastidio."

Il Saiyan pazzo, accecato dalla rabbia, tentò nuovamente di attaccare l'avversario ma un altro calcio nel ventre lo lasciò senza fiato per poi essere colpito da un manrovescio che lo stese nuovamente a terra, facendogli uscire un filo di sangue.

"Questo è per Pan. E' mille volte più coraggiosa di te e umilierà degli idioti della tua specie in futuro. Se hai un briciolo di intelligenza, imparerai da lei e realizzerai perché sei così patetico. Fino ad allora, non sarai degno di rispetto.

Vegeta diede un altro calcio a Kakaroth il quale fu gettato qualche metro più lontano mentre urlava di dolore. Non riusciva più a raddrizzarsi e la sua respirazione aveva cominciato a diventare difficile. Vegeta lo aveva raggiunto di nuovo e lo aveva preso dall'armatura per farlo stare dritto, poi gli aveva dato una testata per farlo inginocchiare e alla fine si era girato.

"Questo perché non meriti di guardarmi negli occhi."

Il Saiyan a terra non poteva reggere oltre. Come poteva essere trattato in quel modo, da una virtuosa controparte del suo più acerrimo nemico?! Si rifiutò di ascoltare un'altra parola, guidato solamente dal suo istinto omicida.

"Ti credi superiore, eh Vegeta? Aspetta... "

Vegeta avanzò verso di lui con passo sicuro. Kakaroth lo sentiva avvicinarsi. Preparò il suo ultimo assalto, accumulando tutta l'energia restante nella sua mano. Lo avrebbe decapitato e si sarebbe servito della sua testa come pallone per giocare nel suo spazio. Sì, era la miglior cosa da fare! Sentì che il suo nemico era vicino e si girò improvvisamente lanciando un Kienzan all'altezza del collo di Vegeta esclamando:

"Non lo hai visto arrivare, giusto?!"

Nell'universo 18, sulla terra, nello specifico alla Capsule Corporation, Bulma ebbe un sussulto al cuore. Un'inquietante premonizione le era giunta non molto dissimile da quella avuta quando Vegeta si era sacrificato contro Majin Buu. Chi Chi che era con lei per bere un caffè, la vide in quello stato e le chiese:

"Bulma, stai bene? Che succede?"

"Non lo so... Ho una strana sensazione, come se fosse successo qualcosa di terribile a Vegeta... Spero stia bene..."

"Pensi che possa essere successo loro qualcosa?" Si preoccupò Chi Chi.

"Non ne sono sicura. Spero di no." Rispose Bulma. "So che Vegeta si era allenato allo sfinimento per un'opportunità come questa. Con tutto quell'allenamento, sono sicura non gli possa succedere nulla."

"Ehi, non dimenticarti dei miei Goku e Gohan" replicò l'altra donna. "Sanno cavarsela in caso di crisi, lo sai! In più anche Goten e Trunks sono diventati abbastanza forti. Sono sicura che tutti insieme non avranno problemi!"

"Umpf" fece Bulma utilizzando lo stesso tono beffardo di suo marito. "Ammetto che Goku è sempre stato l'eroe del pianeta, anche Vegeta ha accettato il suo essere il numero uno, ma non sai quanto si sia allenato duramente questi anni. Neanche io so cosa è realmente capace di fare, ma è in grado di occuparsi di situazioni delicate quanto Goku!"

"Vedremo quando Goku avrà riportato a casa la vittoria!" Replicò Chi Chi ridendo sotto i baffi. "Ma sai, Vegeta sembra aver preso veramente a cuore Pan, non trovi? Lo ammira molto, quanto suo nonno! Parla sempre di lui."

"Oh, assolutamente" concordò Bulma. "Vegeta è diventato un punto di riferimento per lei e un uomo molto rispettabile, anche se passa tutto il tempo ad allenarsi. Non sono mai stata tanto contenta, lo amo molto con tutto il mio cuore."

Arrossendo, bevve un altro sorso di caffè mentre la sua amica contemplava il liquido nella sua tazza con lo sguardo perso. Sì, Goku e Vegeta erano i più grandi guerrieri che potessero esistere e nulla poteva resistere loro. Ma che vincessero o perdessero, sperava solamente che ritornassero tutti vivi e in buono stato.

"Cazzo..." Kakaroth sussultò, accasciandosi al suolo completamente esausto.

Vegeta lo guardò diagonalmente con la testa inclinata per schivare il kienzan. Aveva intuito questo attacco ben prima che si formasse l'idea nella mente di Kakaroth. A questo punto nulla lo avrebbe sorpreso. Il suo nemico stava a malapena in piedi e gli spettatori lo ammiravano, ma il combattimento era ormai finito.

"Sei veramente pietoso, Kakaroth." Cominciò semplicemente.

Con tutte le sue energie rimaste Kakaroth provò a scagliare il pugno in aria, riuscendo solo a sputare saliva e sangue. Con gli occhi vitrei, vide la mano di Vegeta trapassare l'armatura di suo fratello nello spazio dell'universo 13 e il suo dorso e il guanto del principe imbrattato di liquido rosso scuro. Cadde in ginocchio ed ebbe solo il tempo di ascoltare le ultime parole di Vegeta.

"Dovresti prendere esempio da una certa ragazzina e dal suo valoroso nonno, un grande Saiyan che si chiama Son Goku."

Tutto ciò che Kakaroth vide fu il suo nemico girarsi mentre lui si afflosciava al suolo e perdeva conoscenza.

L'ombra lo circondò da ogni lato, travolgendo il Saiyan. Era improvvisamente alla deriva, in un abisso senza fine, un mare di oscurità. Dal profondo della sua anima poteva sentir piangere. La sua mente aveva cominciato a proiettare ricordi del passato. Era di nuovo un neonato nella culla, sentiva la voce di sua madre che ordinava il massacro di chiunque incrociasse il suo cammino. Poi, solitudine e pena.

Poi era un bambino che correva libero distruggendo qualsiasi cosa, gli smidollati erano i suoi sacchi da box, le loro facce semplici bersagli con cui fare pratica. Poteva ancora sentire l'eco della voce nella sua testa:"uccidi tutti gli umani!"

Il piacere di rompere ossa risvegliato nella sua mente e sperimentato per la prima volta, accresceva la sua forza. Era un Saiyan, la razza più forte in tutto l'universo, guerrieri conquistatori e distruttori! La sua missione sulla lontana Terra era per la gloria del suo popolo. Fu allevato da un vecchio il cui nome ricordava del cibo, un élite tra gli umani, permettendogli così di essere educato anche se non aveva mai avuto il tempo di comprendere la sua lezione. Una volta diventato abbastanza forte, seguì il consiglio di quella voce femminile che sentiva da neonato. Fissò la luna diventando un mostro e calpestando il vecchio come se fosse un'insignificante formica, distruggendo tutto ciò che c'era nella vicinanze.

Crescendo, era vissuto nella solitudine diffondendo terrore ovunque andasse. Centinaia cadettero sotto di lui man mano che la pazzia prendeva il sopravvento nel suo spirito. L'unica cosa in grado di soddisfare i suoi contorti desideri erano le grida terrificate, il suono delle ossa distrutte, del sangue che usciva, dei deboli livelli energetici che si spegnevano e la completa distruzione lasciata dietro ogni città che visitava. Diventato adulto, aveva sradicato quasi l'intera umanità, rimaneva solo la resistenza di alcuni guerrieri, compreso un uomo pelato con tre occhi e uno con una cicatrice. Senza altro da fare, dava loro la caccia senza sosta solo per trovarli già massacrati. Il loro assassino era un guerriero dai capelli lunghi che gli dava la strana sensazione di un déjà-vu. La sua forza era notevole, ma imperterrito, l'istinto di Kakaroth lo portò ad attaccarlo lo stesso. Fu sconfitto facilmente, portato via contro il suo volere e rinchiuso in un posto sconosciuto per molti mesi.

"Uccidi tutti gli umani!"

Il suo isolamento rafforzò solo la sua voglia di sangue al punto di attaccare chiunque si avvicinasse alla gabbia, anche chi voleva solo osservarlo o nutrirlo. L'altro guerriero, il suo carceriere, che aveva un livello energetico ben più alto, lo controllava. Quest'uomo diceva di essere suo fratello e da qualche parte nel suo profondo, i ricordi erano stati risvegliati. Il così detto Radish spiegò ogni cosa, perché era stato mandato in missione e perché era venuto a prenderlo. Per mesi, si erano allenati insieme, migliorando significativamente. Kakaroth cominciò a sviluppare un legame con qualcuno, per la prima volta nella sua vita provò affetto per qualcuno. Il genio delle tartarughe non contava più come qualcuno a cui avesse tenuto. Dopodiché, viaggiarono verso un pianeta ben difeso, uno che sarebbe stato difficile da conquistare, ma per lui che aveva sviluppato nuove abilità sulla Terra, sapeva cosa fare.

"Uccidi tutti gli umani!"

In una pozza di sangue, Kakaroth riprese per un attimo coscienza sentendo una voce lamentarsi con disprezzo. Non sapeva dove fosse, riconobbe il tono della voce, ma il dolore lo sommerse di nuovo spingendolo di nuovo a dormire. Gli tornò in mente il primo incontro con gli altri due membri della sua razza, un principe e il suo subordinato che avevano avuto per lui solo insulti e disdegno anche se aveva conquistato i nemici. Un odio senza fine era nato in lui, mischiato con la sua pazzia e la sua angoscia aveva portato il terribile guerriero ad uscire completamente di senno. Dopo erano andati verso un pianeta con sette sfere magiche, arrivando su un pianeta verde i cui abitanti assomigliavano a colui che si faceva chiamare "kami" sulla Terra.

"Uccidili! Andiamo, uccidili!"

C'era stata una lunga e difficile battaglia contro un tiranno e i suoi sottoposti che dicevano di essere i loro padroni. Il principe, dopo molti tentativi, aveva scoperto una nuova trasformazione e aveva sconfitto il sovrano. Un nuovo imperatore aveva preso il suo posto e dopo molti sofferenti tentativi, anche Kakaroth aveva scoperto la nuova trasformazione, indispensabile ma non abbastanza forte per potersi vendicare. Tutto ciò che voleva era distruggere l'oggetto del suo risentimento, quella faccia che odiava così tanto; questo era ora lo scopo della sua vita. Nient'altro sarebbe stato importante se fosse riuscito a rompere le costole di Vegeta, far schizzare il sangue di Vegeta, assaggiare le sue carni e usare la sua testa come trofeo. Il suo unico desiderio era di soddisfare quella voglia di vendetta, di calpestare il suo superiore che lo screditava, lo rimproverava, lo prendeva in giro e e lo insultava...

"Uccidili, Kakaroth!"

Un nuovo spruzzo di sangue uscì dalla sua bocca nel momento in cui si svegliò e aprì gli occhi. Sotto shock, provò a raddrizzarsi scoprendo di avere il dorso perforato. Sconvolto, si ricordò dell'ultimo colpo dell'altro Vegeta. Quindi... aveva perso. Digrignando i denti, si chiese quanto tempo era stato incosciente. Si girò verso l'arena, percependo un intenso combattimento. C'erano quattro persone sul ring, non aveva realizzato che quella era la seconda parte del torneo. Uno era un terrestre, lo riconobbe. Ora era un cyborg, lo stesso uomo ucciso da Radish. C'era anche il Namecciano dell'universo 3 che combatteva contro il figlio della sua controparte dell'universo 18 (In realtà, Goten dell'universo 16 ma Kakaroth si era dimenticato di Vegeth). Per finire c'era anche Rekoom, uno dei soldati di Freezer che avevano ucciso tanto tempo fa, il quale era stato sfigurato dal Namecciano.

Kakaroth aveva perso molto sangue, a malapena capace di pensare a causa del dolore.

"Già sveglio?" Fece notare qualcuno vicino a lui. "Dannazione, che palle..."

Kakaroth fu assalito dall'odio. Vide Vegeta girato verso il combattimento che lo osservava con la coda dell'occhio, visibilmente scontento. Quando Kakaroth realizzò cosa Vegeta gli aveva fatto, il risentimento si moltiplicò per dieci.

"Perché le mie ferite non sono state trattate?" Urlò da dove si trovava. "Vegeta sei una merda!" Urlò contro il suo leader che era ancora girato testardamente.

"Attento a quello che dici," replicò il suo capo severamente. "A meno che tu non voglia un altro buco in petto, ti rivolgerai a me come tuo superiore, capito? Sono molto più forte di te e la mia controparte ti ha asfaltato senza nemmeno combattere seriamente. Stai a terra come il verme che sei, il terreno è tutto ciò che ti appartiene."

"Bastardo..." sussurrò Kakaroth. "Cosa speri di ottenere da ciò, una risata dalla mia sofferenza? E dov'è mio fratello Radish? Fottuto guaritore, vieni subito!"

Un Namecciano lì vicino che aveva sentito il richiamo dalla debole voce del Saiyan, si avvicinò immediatamente ponendo le mani sul petto di Kakaroth. Dopo una ferita del genere era incredibile che fosse ancora vivo. Lentamente, l'enorme ferita cominciò a saturarsi e il sangue a rigenerarsi ma non senza che il Saiyan provasse dolore continuando ad imprecare. Alla fine, nuovamente in piedi, il Saiyan lanciò un'occhiata truce verso Vegeta con tutto il suo odio per poi entrare nell'appartamento da solo e in silenzio. Gli occhi di Nappa lo seguirono fino all'entrata del corridoio.

Kakaroth voleva trovare suo fratello maggiore, per chiedergli come aveva potuto lasciarlo tra vita e morte per così tanto tempo. Non era tipico dei Saiyan mostrare tanto affetto, ma lui e Radish avevano una sorta di connessione ed erano soliti proteggersi a vicenda, gli aveva addirittura salvato la vita molte volte! Essere stato abbandonato in quel modo era inconcepibile. Doveva trovarlo,chiedergli spiegazioni ed insegnargli la disciplina a pugni, se necessario. Era così arrabbiato da non aver notato che qualcuno di grosso lo stesse seguendo.

"Radish!" Urlò calciando la porta della stanza di suo fratello. "Vieni fuori! Come hai potuto..."

"Non è qui" lo interruppe una voce scontrosa che conosceva troppo bene.

Kakaroth si girò verso Nappa guardandolo direttamente negli occhi con delle vene pulsanti di rabbia nei pugni nello stesso momento. L'altro, rimanendo sulla soglia, lo guardava altrettanto severamente. Kakaroth non aveva dubbi riguardo alla ragione della sua presenza lì.

"Quindi il cagnolino di Vegeta è qui per sorvegliarmi?" Ringhiò. "A cuccia, cane! Pensate tutti io sia un imbecille, un pazzo...!"

Nappa si accigliò. Mentre stava per prenderlo in giro, il suo compagno di camerata si era messo le mani alla testa e aveva cominciato a gridare e piangere dalla frustrazione. Nappa continuò con la sua presa in giro.

"Oh, non c'è dubbio che tu sia pazzo..."

Kakaroth alzò lentamente la testa e gli rivolse uno sguardo talmente minaccioso che anche il calvo Saiyan avrebbe avuto i capelli drizzati dalla paura, se ancora ne avesse. Non c'era più disgusto o frustrazione in lui ora, ma solo genuina paura.

"...Ma", Kakaroth sussurrò con un ampio ghigno, "...la mia mente non è mai stata più chiara..."

Nappa rimase congelato dal terrore per un istante prima di essere travolto da un mal di testa improvviso anche lui. Afferrandosi la testa con entrambe le mani, sentì Kakaroth sogghignare mentre realizzava che qualcosa non andava decisamente. Il dolore si intensificò costringendolo ad inginocchiarsi. Nel suo spirito tormentato, dozzine di immagini ipnotiche gli si pararono davanti: Lord Vegeta che gli baciava i piedi, danzatrici esotiche che lo circondavano e che si prendevano cura di lui, un livello energetico al di sopra dei suoi più grandi sogni, l'intero universo inchinarsi a lui in segno di sottomissione...

Tutte le sue ambizioni e invidie erano emerse e chi poteva resistere a tali brillanti promesse? Di certo non quel Saiyan e Babidi aveva esplorato il suo cuore e scoperto le sue debolezze facilmente. Quelle scimmie sarebbero state servi di valore, entrambi intrappolati dalla malvagità dei loro cuori. Ad ogni modo, non aveva intenzione di sfidare la sorte con Vegeta dell'universo 13. Anche il quarto Saiyan sarebbe stato difficile da corrompere in quel momento. Invece, si era concentrato su Nappa e altri lo avrebbero seguito più tardi. In pochi secondi, sentì lo spirito del Saiyan arrendersi e assumere lo stesso grigno del suo compagno.

"Cosa dobbiamo fare, padrone?" Esclamarono entrambi all'unisono.

"Voi? Oh, nulla per il momento." Rispose Babidi da dietro la sua sfera di cristallo. "Rimanete nel vostro appartamento per ora, ho grandi progetti per voi più tardi."

"Ai tuoi ordini, Padron Babidi." Replicarono i due Saiyan.

Il mago sbiadì l'immagine delle menti dei due Saiyan dalla sua sfera per rivolgere l'attenzione ad un gruppo di spettatori corrotti. Aveva ordinato loro di intrufolarsi negli appartamenti dell'universo 18, chiaramente il più pericoloso a parte quello dei Kaioshin dell'universo 1.

Nessuno di loro poteva essere soggiogato ed erano tutti molto forti. In caso fossero stati un problema, aveva bisogno di un ostaggio per poterli ricattare e la donna che li seguiva faceva al caso suo. La ragazzina poteva trasformarsi come i suoi compagni, quindi era impossibile da catturare. Stessa cosa per la figli di Vegeta, specialmente se assomigliava alla sua controparte dell'universo 16... La terza donna era molto più abbordabile, una normale terrestre. Si sarebbe impossessato di lei e avrebbe minacciato di ucciderla se l'universo 18 fosse intervenuto nei suoi affari. Sì, era la miglior cosa da fare.

Tutto era pronto, doveva solo dare l'ordine. Cambiò immagine sulla sfera per osservare il Cell gigante combattere. Una volta terminato il combattimento, in caso fosse ancora vivo, anche la lucertola verde sarebbe diventata sua schiava. Nonostante ci fosse una piccola parte in lui che ricordava Vegeta, era talmente malvagio che non avrebbe importato nulla, senza contare il fatto che sarebbe stato più debole dopo questo combattimento. Nemmeno uno potente come Cell avrebbe resistito al grande e terribile mago Babidi!

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