DB Multiverse

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Dragon Ball Multiverse: Il Romanzo

Scritto da Loïc Solaris & Arctika

Traduzione e adattamento di Transporter, ValentDs, BK-81, Crix, PGV 2

Riscopri la storia di DBM con più dettagli! Questo romanzo è verificato da Salagir e contiene anche aggiunte di suo pugno mai raccontate sul manga. Ciò rende questa storia un vero e proprio allegato al fumetto!

La prossima pagina verrà rilasciata tra: un giorno, 5 ore

Intro

Parte 0 :0
Parte 1 :12345

Round 1-1

Parte 2 :678910
Parte 3 :1112131415
Parte 4 :1617181920
Parte 5 :2122232425
Parte 6 :2627282930

Lunch

Parte 7 :3132333435

Round 1-2

Parte 8 :3637383940
Parte 9 :4142434445
Parte 10 :4647484950
Parte 11 :5152535455
Parte 12 :5657585960
Parte 13 :6162636465
Parte 14 :6667686970

Night 1

Parte 15 :7172737475
Parte 16 :7677787980
Parte 17 :8182838485
Parte 18 :8687888990

Round 2-1

Parte 19 :9192939495
Parte 20 :96979899100

Round 2-2

Parte 21 :101102103104105
Parte 22 :106107108109110
Parte 23 :111112113114115

Night 2

Parte 24 :116117118119120

Round 3

Parte 25 :121122123124125
Parte 26 :126127128129130
Parte 27 :131132133134135
Parte 28 :136137138139140
Parte 29 :141142143144145
Parte 30 :146147148149150
[Chapter Cover]
Parte 29, Capitolo 141.

VENTINOVESIMA PARTE: BUDOKAI ROYALE

Capitolo 141

Tradotto da BK-81, revisionato da PGV 2

“Finalmente è finita, Gast Carcolh dell’Universo 7 viene dichiarato vincitore di questo combattimento… gli dobbiamo la nostra gratitudine!” Il moderatore Varga si lasciò cadere indietro nella sua sedia, completamente esausto. Nei minuti seguenti vennero restaurate le luci dello stadio, mentre tutti i Namecciani presenti si affrettarono a controllare se qualcuno avesse bisogno di cure. Anche il Varga che aveva perso conoscenza per colpa del grido di Hatchiyack venne risvegliato, ma soffriva ancora di violente convulsioni. Quel mostro aveva veramente creato danni ingenti.

Gast venne raggiunto da quattro dei suoi fratelli nella speranza che insieme potessero dargli le cure necessarie. Mentre appoggiavano le loro mani su di lui, non poterono fare a meno di guardare con sospetto quell’accumulo di cenere accanto a loro.

“Quel demone era un vero abominio, tutti noi vi dobbiamo la vita, signore. Non si preoccupi, eviteremo di resuscitare sia lui che il suo mostro.”

“Dubito che le Sfere del Drago possano riportare in vita Raichi…” rispose Gast chiudendo gli occhi. “Ma forse è meglio cosi`…”

Accanto, nel corridoio dell’Universo 3, un’ombra stava ascoltando con attenzione. Per Bardak quel commento di Gast fu una grande sorpresa, ma una ben accetta. “Allora Raichi è stato eliminato per davvero e per sempre? È quasi troppo bello per essere vero, faccio fatica a realizzarlo. Beh, a questo punto non fa molta differenza… il mio popolo, i miei amici, loro sono ancora morti.”

“Le tue riflessioni non interessano al Signor Babidi” lo interruppe Il Grande Re Demone Piccolo dietro di lui con un sogghigno. “Ha richiesto la tua presenza. Sembra abbia capito che tu possiedi un certo… talento che gli potrebbe essere utile. Ti vuole al suo fianco come guardia personale. Ora vai.”

“Okay, comunque sia…” brontolò il Saiyan mentre durante il passaggio la sua spalla toccava il Namecciano con poca gentilezza.

Là nell’area dell’Universo 16 Gohan si stava occupando dei membri della sua famiglia. Fortunatamente sua moglie e sua figlia avevano evitato la maggior parte delle grida di Hatchiyack. Preoccupato, Piccolo stette in piedi appoggiato al muro. Ma Vegeth era seduto a terra, appoggiato con la schiena al muro, rimanendo immobile.

“Tutto okay, Vegeth? Quella sofferenza era dura da sopportare, lo so ... ma sicuramente tu puoi sopportare molto di più di noi.”

“Non sono sicuro su cosa sia successo esattamente…” rispose il Saiyan fuso sospirando e scuotendo la testa. “Forse il fatto di possedere due anime mi ha fatto reagire così violentemente. Due al prezzo di uno, ho pagato il doppio. Ho ancora un po' di mal di testa, ti prego di scusarmi…”

Gohan fece una pausa. “Sapete, sono preoccupato anche per Bra. Dovrei andare a controllare come sta. Se papà è stato colpito così forte, non mi sorprenderebbe se anche lei fosse stata influenzata così tanto…”

Vegeth si voltò. “Non ora, Gohan, non disturbarla. Dopo l’avventura con Ginew e il demoniaco mostro cibernetico di Raichi, credo ne abbia avuto abbastanza. Lasciatela riposare un po', la sveglieremo per il suo prossimo combattimento. Dopotutto ha il diritto ad un buon sonno e non voglio che venga interrotto.”

“Allora guardo solo se sta bene”, disse Trunks correndo nel corridoio. “Non preoccuparti, non la sveglierò.”

Trunks dell’Universo 12 faticò di più a riprendersi. Il dolore era calato, ma i ricordi di tutte quelle grida di terrore stavano ancora rimbombando nella sua mente. C-16 lo stava osservando in silenzio. Il Saiyan mezzosangue scosse la testa con i denti serrati, quando percepì il tocco di una mano sul suo capo. Si voltò per vedere dietro di lui Vegeta dell’Universo 13 che sembrava essere completamente imperturbato.

“Alzati, ragazzo!” ordinò l’imperatore dall’alto. “Dovresti essere mio figlio, o sbaglio? Allora smettila di comportarti come tutti questi smidollati qua attorno, fatti uomo e sopporta il dolore senza fare scenate.”

“Tu non sei mio padre!” rispose Trunks con tono aggressivo. “Esteriormente forse sei uguale, ma durante il viaggio i vostri sentieri si sono separati. L’unico che sia mai stato mio padre è il Vegeta dell’Universo 18: un uomo orgoglioso, coraggioso e buono. Tu in confronto impallidisci.”

“Umpf” fece Vegeta con disprezzo. “Stai parlando di quel tipo che ha faticato nel suo combattimento contro quell’idiota di Kakaroth? E che ha sofferto così tanto quei lamenti patetici? Pietoso. Ma… suppongo che da qualche parte in te sia ancora nascosto il seme della vera regalità Saiyan, ragazzo. Faresti meglio a ricordartelo la prossima volta che ti comporti da vigliacco.”

La rabbia di Trunks stava per esplodere, quando C-16 da dietro gli poggiò una mano sulla spalla. Gli diede un cenno col capo per calmarlo prima che si voltasse nuovamente verso Vegeta. Egli invece si era già voltato e stava per andarsene.

“Tu sei un Saiyan. Tu sei mio figlio. Cerca di esserne degno, bamboccio...” disse l’imperatore prima di lasciare l’area.

Trunks era sbalordito. Sembrava che nonostante le sue tendenze genocide, quel Vegeta e gli altri possedessero sempre una certa nobiltà. Una cosa era certa, per loro l’orgoglio sarebbe sempre stato al primo posto- e avere un figlio Super Saiyan era una cosa molto desiderata.

Trunks dell’Universo 16 strisciò attraverso l’appartamento sulle punte dei piedi senza fare rumore e chiuse la porta con grande cautela. Si avvicinò alla porta della stanza di Bra, aprendola pian pianino e sbirciò attraverso l’apertura. Sua sorella stava dormendo tranquillamente sotto le coperte, il flusso calmo della sua energia ne era la prova. Se Hatchiyack l’aveva turbata, ora non vi era più nessuna traccia del suo influsso. Rassicurato, Trunks chiuse la porta gentilmente e se ne andò, senza rendersi conto della strana magia che si stava mettendo in atto intorno a loro sia nell’arena che nei corridoi…

Un guaritore Namecciano corse verso la nave spaziale dei Demoni del Freddo, dato che era stato richiesto da Freezer e Cooler. I due figli lo attesero davanti alla camera di rigenerazione con le braccia conserte, mentre il guaritore venne scortato da diversi soldati. Era chiaramente nervoso e desiderava finirla in fretta.

“Avete richiesto un Namecciano, qualcuno ha bisogno di cure?”

“Sì, lui” rispose Cooler, indicando la camera con un dito.

“Sbrigati a curarlo!” ordinò Freezer stringendo gli occhi e battendo il terreno con la sua coda.

“Vedo che avete cambiato idea dopotutto” disse il Namecciano mentre appoggiava la sua mano sul vetro.

“Il nostro signore ha insistito” sbuffò Freezer.

“Muoviti!” ringhiò Cooler, zittendo suo fratello con uno sguardo.

Pian pianino la carne sfracellata, strappata e ferita si rimarginò magicamente. I danni sul corpo di Cold scomparvero e finalmente il Demone aprì gli occhi ... lo sguardo diede al Namecciano una cattiva sensazione. Gli occhi dell’imperatore brillarono dalla malizia e il guaritore desiderò soltanto lasciare la nave il più presto possibile.

Anche nell’area dell’Universo 1 i Kaiohshin si stavano riprendendo. Tutti loro possedevano una grande predisposizione per l’empatia, dato che si preoccupavano costantemente del destino dei mortali innocenti, e per quello erano stati le vittime perfette per le grida del mostro.

“State un po’ meglio?” chiese il Dio del Nord tenendosi la testa.

“Potrei stare meglio…” ringhiò quello del Sud.

“Beh, siamo vivi grazie a Gast…” aggiunse quella dell’Ovest. “Siamo stati fortunati che l’ultimo attacco non si sia concluso, o non ce la saremmo cavata.”

“Sicuro di stare bene?” chiese Bu al suo secondino. “Non hai una bella cera.”

“Non preoccuparti per me” rispose il Grande Kaiohshin con un sorriso. “C’è bisogno di molto di più per decretare la mia fine.”

Bu fischiettò casualmente, attirando lo sguardo severo dei altri Dei che lo presero per una presa in giro. Ma in realtà il Majin non voleva farsi beffe di lui, qualcos’altro aveva attirato la sua attenzione. Probabilmente fra un po' la pace nell’arena sarebbe finita.

Nell’arena i membri dell’Universo 18 erano preoccupati per lo stato di tutti. Gohan abbracciò Pan e Videl mentre Piccolo si accertò delle condizioni di Trunks e Goten. E Vegeta tenne in braccio sua figlia tremante.

“Stai bene, Bra?”

“P-Penso di si…” rispose con voce tremante. “Mi dispiace che ti abbia fatto preoccupare, papà…”

“Non esserlo” rispose con un sorriso. “Finché tu stai bene, per me è tutto a posto. È quello che conta.”

Anche Bra sorrise e diede a suo padre un breve abbraccio per poi sedersi sul piccolo muretto di confine con l’Universo 17. Son Goku invece era rimasto affascinato da quel gesto affettivo del suo rivale. Aveva saputo da Piccolo che il principe aveva tenuto in braccio Trunks prima di affrontare la battaglia mortale contro Majin Bu. Ma stavolta Vegeta non si era curato di ripeterlo davanti a tutti, in pubblico. I suoi istinti paterni per una volta avevano prevalso sul suo orgoglio?

“Maestro” chiese Ub, che nel frattempo si era ripreso mentalmente. “Vorrei andare a trovare Son Bra per vedere se sta bene.”

“Sono sicuro che apprezzerebbe la tua preoccupazione, Ub” rispose Gohan sorridendo. “Ma ora non è il momento giusto, non possiamo lasciarti andare.”

“Perché mai?” gridò Ub.

“Tra pochi minuti inizieremo con il quarto round” risuonò l’annuncio dei Varga attraverso lo stadio. “Stiamo effettuando alcune riparazioni e un check-up completo dei sistemi. Nel frattempo, se volete voltarvi verso gli schermi, mostreremo alcune pubblicità! Son Goku e Ub dell’Universo 18, vi prego di prepararvi per il vostro incontro!”

“Ecco, per quello!” rise Goku.

Gli occhi di Ub si allargarono. L’incontro tanto atteso con il suo maestro stava per aver luogo. Il suo cuore iniziò a battere all’impazzata e la sua preoccupazione per Bra svanì all’istante. Provava sia entusiasmo che panico, il momento per spingersi fino ai limiti estremi delle sue abilità era finalmente giunto.

Mentre la sua mente stava vagando, si poté sentire un boato di applausi da parte di tutti gli spettatori. Gast Carcolh stava per lasciare il campo di battaglia per avviarsi verso la sua area, e il pubblico ormai guarito gli stava regalando applausi in piedi pieni di gratitudine. Quasi tutti adoravano quel Namecciano e tifavano per il loro eroe. Contaminato da quell’atmosfera, Ub gridò verso il suo maestro.

“Sarà un onore battermi con Lei, Maestro! Farò del mio meglio!”

“Credi di poter vincere?” chiese Goku con un sogghigno.

“Eh? Beh…”

Non aveva il coraggio di rispondere. Vedendo il ragazzo così imbarazzato e intimorito, Pan sorrise. Son Goten apparve dietro a suo padre e mostrò a Ub due pollici alzati sopra la spalla di suo padre. Ub sorrise e strinse i pugni.

“Vincerò certamente!”

“Grande!” rispose Son Goku soddisfatto. “Farò del mio meglio, come te. Non ho nessuna intenzione di lasciarti vincere!”

“Ahahaha!” rise Ub col tono da sfida.

Alla vista dello scambio felice tra maestro e allievo, gli sguardi di Piccolo e Gohan s’incrociarono. Goten ridacchiò per poi lasciarli per andare al bagno, non senza salutare Ub. Persino Vegeta sogghignò, quando vide lo sguardo di Ub gli mostrò discretamente un pollice alzato. Il giovano guerriero era circondato da amici così di supporto, ma la gioia e l’orgoglio di essersi guadagnato la stima di Vegeta erano superiori a tutto.

Purtroppo l’espressione gioiosa del Saiyan si oscurò presto. Dopo uno scambio di sguardi seri seguiti da un cenno della testa, il duo lasciò la veranda per avviarsi verso l’Universo 11…

Nell’appartamento adiacente, la fronte dello stregone Babidi era ricoperta da gocce di sudore per la concentrazione prolungata. Le sue mani stavano tremando mentre le teneva sospese sopra la sua sfera di cristallo che fiammeggiava di un’aura violacea. Majin Bu lo osservò incuriosito.

“Cosa sta facendo, Babidi?”

“Silenzio!” ordinò il Re dei Demoni. “Sta lanciando una formula su tutta l’arena per trasformarla in una stanza magica.”

Il corpo di Babidi svenne scosso da una sorta di crampo e la figura magrolina dovette interrompere brevemente la recitazione del sortilegio.

“Dannazione, dannazione, dannazione! Sembra che non riesca a raggiungere gli appartamenti con la mia magia! Non solo sono ben protetti, ma sono anche troppo vasti! Così gli Universi che non sono riuscito a convertire saranno un problema!”

“Ce ne occuperemo personalmente, Signor Babidi!” si offri Darbula. “Ormai abbiamo un numero sufficiente di combattenti, ed anche parecchi guerrieri potenti al nostro fianco. Niente ci può più fermare.”

“Certo, è solo…” sospirò Babidi col fiato affaticato. “Lascia che recuperi le mie energie…”

“Forse ci manca il lusso di tempo da perdere, Signore!” gridò Darbula puntando la sfera magica. “Vegeta dell’Universo 18 sta arrivando direttamente da noi!”

“Cosa??!!” gli scappò a Babidi in preda al panico.

“Posso mangiarmelo?” chiese Bu contento.

“Dannazione, hai ragione. Dobbiamo accorciare i tempi e lanciare l’attacco in anticipo! L’attacco inizierà ora! Darbula, sai cosa devi fare!”

Il Re dei Demoni s’inchinò e corse verso l’uscita, mentre Babidi iniziò a recitare una formula magica lunghissima muovendo le mani sopra la sua sfera di cristallo. Aumentare il più possibile la distanza tra i guerrieri non corrotti e l’arena era essenziale. Ma grazie a Vegeta gli mancava il tempo di trovare un pianeta veramente nell’altra parte dell’Universo. Il tempo stava per scadere, ma poi trovò un pianeta tossico ad alcuni bilioni di parsec dall’arena. Quello sarebbe andato bene. Sarebbero morti tutti per la mancanza di ossigeno prima di riuscire a trovare l’asteroide e teletrasportarsi indietro.

Finì la formula appena in tempo, quando Vegeta passò davanti all’Universo 13, scambiando uno sguardo veloce con la sua controparte. Babidi sospirò sollevato di essere stato in grado di evitare quell’attacco a sorpresa, poi appoggiò le mani sulla sfera e fece scatenare i suoi poteri.

Molto presto tutti gli Universi sarebbero diventati suoi.

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