DB Multiverse

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DBM Universi 12-14 e "Mirai" world : Twin Pain

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di kibasennin, Prosavio, ValentDs, SonGoku94

In questo mondo alternativo "del futuro" da cui è venuto Mirai Trunks a bordo di una macchina del tempo, tutti i nostri eroi furono uccisi dai cyborg... Questa storia ne racconta i dettagli, con una parte narrativa comune per gli universi 12 e 14.

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[Chapter Cover]

Traduzione di kibasennin, adattamento di Prosavio

Una vibrazione familiare interrompe le riflessioni del piccolo pensieroso...

È qui! È lui, ne è sicuro...!

Con un balzo, il giovane ragazzo raggiunge l’ingresso di casa, e in un batter d’occhio ha la mano pronta ad aprire la porta; il tempo di un battito delle ciglia, e sua madre è dietro di lui, fermando bruscamente il suo slancio.

“Dove credi di andare così di corsa? E non raccontare storie, perché lo so bene che non hai terminato i tuoi esercizi!”

Il peso incommensurabile del mondo materno incombe sul povero Gohan, che sospira irritato:

“Mamma, per favore...”

La voce supplicante del figlio non ha chiaramente effetto sull’inflessibile Chichi, che continua con una voce seccata:

Per favore cosa?! Non è andando in giro a fare il delinquente che riuscirai a diventare un grande studioso!”

Gohan non ha più il tempo di riflettere per preparare una misura di difesa contro il muro materno... Un rombo sordo fa vibrare bruscamente il suolo, facendo tremare i muri della casetta con un brivido inquietante.

Il giovane ragazzo coglie l’occasione al volo… e ne approfitta per scappare così velocemente da non essere più là quando le sue parole risuonano sulle orecchie attonite di sua madre:

“Scusa Mamma... ma devo vederlo!”

All'irascibile Chichi non occorre tanto tempo prima di reagire. Subito si lancia in una corsa furiosa all’inseguimento di suo figlio, strillando istericamente con una voce acuta e stridente:

“Vedere cosa?! GOHAAAAN!!! Torna qui subitoooo!!”

Quest’ultimo non è tanto lontano, si è fermato poco più in fondo... Chichi accelera ancora, senza chiedersi cosa abbia potuto fermare suo figlio che era partito così prontamente.

Ma presto, come lui, arresta la sua corsa... e come Gohan, si mette a fissare quella sagoma vibrante d’energia, la quale rabbia fa tremare il paesaggio tutto attorno a loro.

Vegeta!

È laggiù... sta visibilmente bruciando di una rabbia contenuta a fatica, mentre si trova ai piedi di una tomba ancora fresca.

Che cosa ci fa qui?

Non era mai tornato alla loro casetta fin da quel giorno di lacrime, quello nel quale aveva aspettato, taciturno e ostile, in silenzio... aspettato, come tutti loro, l’inevitabile e l’inaccettabile... prima di sparire nell’orizzonte, subito dopo aver appreso la terribile notizia. Son Goku era morto di una malattia misteriosa, e colui che pretendeva di essere il suo più grande nemico non era riuscito a nascondere la sua tristezza.

Affascinata dall’enigma vivente che era quest’uomo, per il quale suo marito provava una strana amicizia, Chichi ebbe comunque il riflesso di avvicinarsi a suo figlio per stringere con le sue mani delicate le spalle tese del giovane ragazzo.

No, davvero non riusciva a capire, e non avrebbe mai potuto sapere cosa Goku poteva trovare di simpatico in un essere così crudele e arrogante.

Lo sguardo di Chichi si abbassa verso suo figlio, del quale accarezza i capelli ... questo bambino che, appunto, ne parlava sempre con affetto, come se fosse un vecchio amico, un membro della famiglia... si erano dunque tutti scordati cos’era venuto a fare su questo pianeta? Non si ricordavano del conquistatore crudele, il combattente spietato che sognava solo di morte e vendetta?

I suoi occhi puntano nuovamente verso il guerriero dai denti stretti e dai pugni chiusi... una sfera di collera lo circondava, e la rabbia risuonava nel suo cuore.

E Bulma…? Come ha fatto una donna così intelligente e acuta a soccombere davanti al fascino di un essere così cinico… e a quale fascino? Come poteva amare qualcuno che concentra sentimenti negativi e pieni di risentimento?!

Eppure il fatto era così! Bulma aveva visibilmente trovato il modo di vedere amore laddove sembrava esserci solo odio... ne ha avuto la prova il giorno in cui li aveva incrociati tutti e tre al centro commerciale…

Sì, tutti e tre! La signora Briefs, come sempre eccitata... Bulma, raggiante come di solito... e il bebè!

Un neonato magnifico, tutto rosa, paffuto, e pieno di vigore!

Eppure Crilin aveva parlato della strano rapporto che aveva notato tra la saccente inventrice e il tenebroso Principe che lei aveva continuato a ospitare… ma Chichi non aveva mai voluto crederci…

Fino al fantastico modo di ridere della signora Briefs quando Gohan aveva fatto notare, con quella innocenza che appartiene solo ai bambini, che il neonato non assomigliava molto a Yamcha.

E infatti, non poteva certo assomigliare a Yamcha... perché quel piccolo meraviglioso era il figlio di Vegeta!

Incredibile! Quel mostro di freddezza era quindi stato capace di farsi amare... e allora aveva osservato la faccia di Bulma... senza dubbio, era pieno di felicità! Ciò significava che lui stesso si era mostrato tenero e affettuoso?

Il suo istinto femminile le diceva di sì. Nient’altro al mondo se non un amore pienamente reciproco poteva mettere così tanta luce negli occhi di una donna.

Ritorna ad osservare con incomprensione quell’enigma vivente, la cui furia scuote la terra vicina con sempre più forza.

Contaminato da questa rabbia, il cielo stesso si scurisce, mentre gli animali del bosco cercano disperatamente la fuga, spaventati da quelle onde di energia furiosa.

Le mani di Chichi, che dovevano essere rassicuranti e protettive… ora stringono fortemente sulle spalle di Gohan, mentre un lungo brivido scuote la donna.

Oramai, tira suo figlio verso di sé, premendolo verso il suo corpo per poterlo circondare con le sue braccia tremolanti.

Sì, è sommersa dalla paura, mentre Vegeta sembra mescolare la sua collera con quella del cielo.

Con un rombo furioso, scoppia ad un tratto una tempesta. Fulmini giganteschi cadono nella foresta, strappando la corteccia degli alberi, mentre una pioggia brutale e calda ha fatto cadere una tenda su quella piccola radura.

L’urlo del Principe dei Saiyan rimbomba, coprendo il suono della pioggia che tocca terra, del tuono, e della tempesta stessa:

“PERCHÉ?!”

Il suono della potente esplosione di sgomento non ha il tempo di spegnersi: tutta la tensione che il guerriero sembrava contenere esplode brutalmente.

Una deflagrazione formidabile di energia pura fa perdere l’equilibrio al giovane Saiyan, che fino ad allora era restato immobile come un’àncora nell’oceano, di fronte a questo spettacolo di rabbia. Chichi si aggrappa ancora più forte al suo bambino. Attorno a loro, tutte le foglie degli alberi sono catturate dal soffio potente che fa esplodere i vetri delle finestre della casa dietro di loro.

Un soffio che scava un profondo cratere circolare sotto i piedi di Vegeta, la cui aura fiammeggiante viene adesso ricoperta da un numero impressionante di fulmini più vividi dei fuochi fatui.

L’istante successivo, come svuotato della sua rabbia, Vegeta abbassa lentamente la testa, lasciando ricadere le sue mani in mezzo alla pioggia battente, il cui martellamento è ora coperto dal rumore delle strane pulsazioni della sua energia di Super Guerriero.

Mormorando, a voce bassa... emettendo quasi un gemito, ripete:

“Perché...?”

Poi, bruscamente, come se si fosse percorso da una scarica elettrica, si raddrizza per urlare alla tomba, sfidandola:

“È TUTTA COLPA TUAAAA!!!”

Prima di decollare via, infuriato, ad una velocità fantastica, l’unica traccia della sua presenza è la scia dorata che lascia dietro di sé mentre vola via, sotto lo sguardo stupefatto dei testimoni di quella incredibile scena.

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