DB Multiverse

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DBM Universi 12-14 e "Mirai" world : Twin Pain

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di kibasennin, Prosavio, ValentDs, SonGoku94

In questo mondo alternativo "del futuro" da cui è venuto Mirai Trunks a bordo di una macchina del tempo, tutti i nostri eroi furono uccisi dai cyborg... Questa storia ne racconta i dettagli, con una parte narrativa comune per gli universi 12 e 14.

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[Chapter Cover]

Traduzione di kibasennin, adattamento di Prosavio

Anche Crilin si gira d’un tratto in direzione della vegetazione abbondante della foresta…

Mentre Chichi apre la bocca per parlare, la grossa mano di suo padre la ferma immediatamente... sorpresa, osserva i tre uomini scrutare nei paraggi... Crilin la incoraggia a fare silenzio mettendo il dito indice davanti alla bocca.

Allora anche lei si mette a guardarsi intorno... a guardare e ad ascoltare... ed è così che nota finalmente ciò che aveva messo in guardia i tre guerrieri.

La sinfonia di moltitudine di uccelli era sparita completamente, rimpiazzata da un silenzio pesante, interrotto solo dal canto improvvisamente terribile di una piccola sorgente d’acqua nelle vicinanze.

Adesso, tutti guardano con ansia verso il bosco...

Un forte rumore fa sobbalzare i quattro amici...

Uno stormo d’uccelli è appena scappato dalla foresta, spiccando velocemente il volo.

Ancora più tesi di prima guardano il punto preciso del mucchio di vegetazione da cui proveniva lo stormo.

Una voce chiara, dall’altra parte della radura, li sorprende...

“Eccoli, dunque... è gentile da parte vostra venire a farci visita!”

C-17 emerge con calma dagli alti cespugli, quando l’esclamazione di sua sorella fa eco dall’altra parte del boschetto, sorprendendo nuovamente il gruppo:

“Stai scherzando, spero! Obbligarci ad inseguirli senza lasciarci il tempo di sbarazzarci di questi stracci… non è molto corretto da parte loro...”

Questa doppia apparizione lascia Crilin senza voce... Yamcha invece urla:

“Come avete fatto a trovarci...?!”

C-17 risponde con una risatina ironica... con un gesto vago punta verso il ferito, seduto ai piedi dei due amici:

“Non ci vuole uno scout per seguire le tracce che ha lasciato lui!”

Poi mette in mostra la punta delle dita insanguinanti del suo guanto:

“Persino Pollicino non avrebbe potuto fare di meglio...”

Questa rivelazione stordisce Crilin, come una scossa al cuore...

Come aveva potuto scordare di coprire le tracce della severa ferita di Gyumao...?

Semplicemente, non aveva mai considerato che queste macchine fossero abbastanza scaltre da poter seguire una pista del genere...

Un errore gravissimo che adesso avrebbero pagato caro tutti quanti!

Perché, ormai, usare di nuovo il Taiyôken sarebbe inutile... quei due psicopatici non gli lascerebbero il tempo di farlo...

E una nuova fuga da parte del gruppo sarebbe... improbabile... irreale...

Sforzandosi a pensare, guarda Gyumao... nel suo stato, non riesce neanche ad alzarsi da solo... Chichi...

Una luce speranzosa chiarisce il suo sguardo!

Lei, però, ce la può fare!

Indietreggiando leggermente, cercando di non attirare l’attenzione dei cyborg... si avvicina a Chichi, mentre Yamcha continua una conversazione vuota di senso con i due cyborg... ed ha ragione... ogni minuto guadagnato è un minuto di vita in più...

Appena è abbastanza lontano, le sussurra:

“Chichi... ascoltami attentamente... noi attireremo la loro attenzione... appena ce la fai... striscia sotto quei cespugli dietro di te, sono abbastanza spessi per nasconderti... sparisci e fuggi il più velocemente possibile...”

Chichi guarda Crilin sgranando gli occhi... poi guarda suo padre.

Si accorge che la sua taglia enorme e le sue ferite non gli permetteranno di venire con lei... sconvolta, balbetta:

“Ma... ma...”

Gyumao, che ha sentito tutto, si china verso di lei:

“Fai come ti dice... non discutere, e ascolta tuo padre... noi ti raggiungeremo appena potremo... se resti qui, ci metti tutti in pericolo... pensa a Gohan...”

È angosciata, terrorizzata dall’idea di perdere quel padre così dolce e che la ama così tanto, e prova amarezza per il fatto di essere una donna debole e incapace di proteggere gli uomini ai quali voleva bene. È una nausea che le fa rivoltare lo stomaco.

La vergogna e la rassegnazione le fanno abbassare la testa... malvolentieri, è costretta ad ammettere che hanno ragione... farà dunque come le è stato detto... anche se le fa male al cuore... ma come le ha ricordato suo padre, deve pensare prima di tutto a suo figlio.

Crilin capisce con sollievo che, per una volta, Chichi non farà niente di testa sua.

Adesso non resta loro che guadagnare del tempo, attirando l’attenzione dei cyborg... e soprattutto restare in vita.

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