DB Multiverse

Home Fumetto Minicomic Fan Art Autori FAQ Canali RSS Bonus Eventi Promo Siti Affiliati Tabellone del Torneo Lista degli Universi
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

DBM Universi 12-14 e "Mirai" world : Twin Pain

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di kibasennin, Prosavio, ValentDs, SonGoku94

In questo mondo alternativo "del futuro" da cui è venuto Mirai Trunks a bordo di una macchina del tempo, tutti i nostri eroi furono uccisi dai cyborg... Questa storia ne racconta i dettagli, con una parte narrativa comune per gli universi 12 e 14.

La prossima pagina verrà rilasciata tra: un giorno, 8 ore

1234567891011121314151617181920212223242526272829303132333435363738394041424344454647484950515253545556575859606162
[Chapter Cover]

Traduzione e adattamento di Prosavio

Col viso piegato in avanti, il grande Namecciano ha ritrovato la sua solita espressione neutra.

Immobile, solo il suo lungo mantello si agita sotto l’effetto del vento leggero che gioca col tessuto di seta sul bordo della piattaforma circolare.

Non lascia trasparire alcuna emozione mentre mille pensieri si mescolano nella sua mente, surriscaldata dalla frustrazione.

Non servirebbe a nulla mostrare agli occhi del resto del gruppo la sua rabbia, la sua collera e la sua impotenza mentre riceve le vibrazioni lontane degli attacchi mortali dei due degenerati bionici che devastano in tutta libertà il mondo che hanno conquistato.

Meglio mantenere questa preziosa energia per più tardi… per il momento adatto… perché è convinto che ci sarà, senza dubbio… era sicuro di questo… finché non doveva giusto cercare di convincere se stesso.

Ora guarda mentalmente dietro di lui… e “vede” Yamcha seduto sui gradini del palazzo… sente l’impazienza nervosa della camminata di Crilin, che va di qua e di là, e la presenza tranquilla e placida di Mr. Popo, che attende con una serenità sorprendente.

In ogni caso, non serve a nulla spazientirsi… non è ancora giunto il momento… resta ancora un quarto del quadrante dell’orologio per completare il suo secondo turno.

Proietta il suo spirito più lontano… ma invano, lo sa bene… è impossibile percepire qualcosa che si trova nell’altra dimensione che compone la Stanza dello Spirito e del Tempo. Gli piacerebbe porre fine all’ansia sorda che aveva raggiunto la sua mente, già tormentata dal giorno precedente, dal momento in cui aveva visto quella pesante porta chiudersi sul piccolo profilo del suo ex allievo… che considerava come un figlio… quasi suo figlio adottivo.

Avrebbe voluto accompagnarli… ma quel Saiyan ottuso e arrogante aveva categoricamente rifiutato!

Questo Principe e le sue maniere insopportabili… la sua arroganza insolente è pari solo al suo incredibile egoismo che ostentava senza la minima preoccupazione.

Ma il fatto è che ora avevano bisogno di lui!

Le sue pupille scorrono adesso verso destra, senza lasciare alcuna traccia di quel movimento.

Con la coda dell’occhio si accorge della lunga sagoma incurvata, le cui mani nodose stringono il bastone sacro, aggrappandosi ad esso, tradendo la sua ansia.

Come lui, anche Kami, vecchio riflesso di un’anima gemella, assiste impotente alle urla terribili che accompagnano il volo silenzioso di quelle numerose anime ingiustamente strappate dal loro destino rubato.

Come lui, il suo volto non lascia trasparire alcuna emozione… come lui, è in attesa.

Entrambi attendono il miracolo della trasmutazione del distruttore di mondi in salvatore dell’umanità.

Oh, non era stato facile da trovare… perso nel bel mezzo di un paesaggio di montagna, deserto e ghiacciato, dall’altra parte del pianeta… non era stato facile uscire da un silenzio ostinato e ostile… non era stato facile convincere quel mostro di egocentrismo e di orgoglio.

È stato lui, Piccolo, ad avere l’idea, ma era obbligato a chiedere l’aiuto del vecchio Dio, che stava soffrendo in silenzio al suo fianco.

Era impossibile, infatti, localizzare l’irascibile guerriero che aveva nascosto con particolare cura la sua potente energia.

Una volta che l’avevano trovato, era impossibile ottenere la sua attenzione e strappare una parola da quella roccia cupa che stava rimuginando in cima a un monte, trasformato in una sorta di vulcano estinto dalla furia del Saiyan. La pietra dura e fredda era stata completamente schiacciata, frantumata, annerita dai numerosi attacchi del guerriero indignato, e tutto quel ghiaccio e quella neve si erano fusi su una zona incredibilmente vasta.

È stato ancora Kami ad aver trovato le parole per far venire fuori quel bambino viziato e togliergli il suo broncio. Quali parole, quali promesse, e quali argomenti aveva potuto trovare per riuscire là dove lui stesso si era incontrato con un muro silenzioso e ostile…?

Aveva guardato con angoscia quel vecchio uomo avvicinarsi a quella sorgente di collera e di sbalzi di umore distruttivi… Ed era rimasto sorpreso quando tutti e due erano spariti in un inaspettato crepitio.

Dove erano andati? Né l’uno né l’altro ne avevano parlato… Ma Piccolo si era fatto un’idea… conosceva bene la sottile intelligenza che animava lo spirito di Dio, e non ignorava la sua capacità di poter viaggiare fino alle porte dell’altro mondo…

Al loro ritorno, gli avrebbe fatto affrontare un altro mostro… senza dubbio ancora più pericoloso… ovvero una madre assordante e istericamente possessiva. Pensava che avrebbe avuto gli occhi strappati, quando le aveva annunciato che doveva portare via sua figlio.

Fortunatamente per lui, quel mostro aveva la normale energia di una donna terrestre, e non sapeva volare. Così era solo in grado di seguirli con le sue urla stridenti.

Lui non era uno stupido, comprendeva quello che la donna poteva sentire vedendo il suo unico figlio, l’unica cosa rimasta del suo amore defunto, partire per un combattimento dall’esito incerto.

Ma non aveva scelta, non avevano proprio scelta!

Le sorti del pianeta dipendevano da questo bambino alle porte dell’adolescenza e da quel Principe e le sue strane e imprevedibili reazioni.

Commenti sulla Pagina:

Caricamento dei Commenti in corso...
[it]
EnglishFrançais日本語中文EspañolItalianoPortuguêsDeutschPolskiNederlandsTurcPortuguês Brasileiro
MagyarGalegoCatalàNorskРусскийRomâniaCroatianEuskeraLietuviškaiKoreanБългарскиעִבְרִית
SvenskaΕλληνικάSuomeksiEspañol Latinoاللغة العربيةFilipinoLatineDanskCorsu