DB Multiverse

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DBM Universi 12-14 e "Mirai" world : Twin Pain

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di kibasennin, Prosavio, ValentDs, SonGoku94

In questo mondo alternativo "del futuro" da cui è venuto Mirai Trunks a bordo di una macchina del tempo, tutti i nostri eroi furono uccisi dai cyborg... Questa storia ne racconta i dettagli, con una parte narrativa comune per gli universi 12 e 14.

La prossima pagina verrà rilasciata tra: 22 ore, 35 min

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[Chapter Cover]

Traduzione di kibasennin, adattamento di Prosavio

Con gli occhi rivolti verso lo spazio chiuso del soffitto... il grande Namecciano ringhia e stringe i denti, preso da una rabbia tanto improvvisa quanto profonda:

“Quei schifosi bastardi...!”

Vegeta reagisce subisce subito, con impazienza:

“Dove sono...?! Non sento niente!”

Ma invece di rispondere... Piccolo cambia ancora espressione... adesso la sua faccia esprime lo sbalordimento e lo shock più totale.

D’un tratto, senza alcun gesto di preavviso, il grande guerriero cade, in ginocchio... piegato sotto la pressione causata da un dolore violento, sotto gli occhi sorpresi dei due Saiyan. Vedere il guerriero orgoglioso inginocchiarsi preoccupa i bambino:

“Piccolo...?! Che ti succede... stai male...?”

Il Namecciano adesso si mantiene appena con una mano a terra... respira con molta fatica, mentre Gohan si precipita da lui per sostenerlo... una smorfia di dolore deforma il viso di Piccolo, che si stringe il petto con l’altra mano... prendendo fiato, prova a parlare, ma riesce ad emettere solo alcune parole:

“Presto... loro stanno...”

Gohan reagisce con sangue freddo, mentre Vegeta si spazientisce sempre di più, senza mostrare nessun segno di compassione:

“Stanno cosa...?! Continua!”

Il giovane Saiyan fruga nella sua cintura:

“Non ti preoccupare... ho un Senzu di riserva...”

Piccolo impugna il braccio di Gohan con forza... rialza la sua testa per guardare Vegeta... apparentemente sforandosi per parlare il più possibile:

“Inutile... fate presto... Dio... lo stanno...”

Non riesce a finire la sua frase... ma a Vegeta non occorre altro... dopo una sorpresa che gli dura un secondo, sferra un raggio d’energia verso il soffitto, così forte che Gohan deve tenere Piccolo, ormai troppo debole per resistere all’urto dovuto all’attacco, per poi volare via ad una velocità mai vista prima d’ora, mentre l’urlo di una donna risuona dai piani superiori.

Gohan guarda con stupefazione il buco nel soffitto lasciato da Vegeta, per poi girarsi verso Piccolo, preoccupato... Ormai sdraiato tra le braccia del bambino, la voce del Namecciano è ormai un mormorio. Si aggrappa al mantello del Saiyan, che aveva modellato basandosi sul suo.

“Ra- raggiungilo... presto... al Santuario... non lasciarlo da s-...”

La voce gli rimane in gola. Il dolore è tremendo. Ma a Piccolo non importa. La sua fine è qui. Lo sa, ormai. Ma non importa. Ha un’ultima cosa da dire, e nessuna quantità di sofferenza lo fermerà...! Si sforza per parlare... il suo corpo intero gli duole anche solo per emettere la voce. Ma non importa. Piccolo guarda Gohan con intensità, e malgrado il dolore insopportabile, riesce finalmente a dirgli:

“Lo sai... ho... fi... ducia... in...”

L’ultima parola si spegne, assieme alla fiamma della sua vita: “... te...”

Il grande corpo del Namecciano, prima irrigidito dalla sofferenza intensa, ma anche da una volontà di ferro, si lascia andare, mentre la testa cade a terra, immediatamente, senza essere ritenuta.

Gohan chiude gli occhi con forza... occhi che rilasciano lacrime di disperazione, tristezza e, ormai, solitudine... le sue piccole mani si stringono con intensità sulle spalle del suo migliore amico, che è appena morto tra le sue braccia.

Forzandosi per riaprirli, chiude con delicatezza quelli di Piccolo, poiché rimasti aperti, prima di posare pian piano a terra il suo corpo, con attenzione... richiude il suo mantello bianco, avvolgendo il cadavere del Namecciano con tenerezza... poi si rialza lentamente... senza muoversi... con la testa bassa... lasciando cadere una pioggia di dolore che non prova a contenere.

Una porta si apre, dietro di lui, e qualcuno ne esce, esitante... con precauzione... cosa che gli fa raddrizzare la testa... attraverso la sua vista offuscata dalle lacrime, intravede Bulma, che tiene la sua testa nell’uscio della porta socchiusa... Questa guarda stupefatta il buco nel soffitto, e le macerie attorno alla stanza, prima di notare finalmente il bambino che piange, inginocchiato davanti al corpo del Namecciano sdraiato a terra. La giovane donna è sconvolta, e si precipita verso al cadavere di Piccolo... la sua voce trema quando si rende conto che non respira più:

“Piccolo... non è possibile...”

Alza lo sguardo incredulo verso il bambino, che è finora rimasto immobile:

“Gohan... dimmi che non è vero!”

Le lacrime sono le uniche risposte che le dà il piccolo Saiyan... la faccia di Bulma mostra un’espressione confusa... continua a guardare il ragazzo e poi il cadavere, senza capire, mentre anche i suoi occhi si riempiono di lacrime:

“Ma... che cos’è successo...? Insomma... spiegamelo subito...!”

A quel punto, il grande corpo atterrato si smaterializza, scomparendo in un fumo leggero, appena percettibile.

Per un attimo sorpreso, Gohan continua a non rispondere. Si accontenta di stringere i pugni, mentre il suo sguardo s’indurisce, pieno di determinazione.

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