DB Multiverse

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DBM Universi 12-14 e "Mirai" world : Twin Pain

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di kibasennin, Prosavio, ValentDs, SonGoku94

In questo mondo alternativo "del futuro" da cui è venuto Mirai Trunks a bordo di una macchina del tempo, tutti i nostri eroi furono uccisi dai cyborg... Questa storia ne racconta i dettagli, con una parte narrativa comune per gli universi 12 e 14.

La prossima pagina verrà rilasciata tra: un giorno, 10 ore

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[Chapter Cover]

Traduzione di kibasennin, revisione di Prosavio

Il grande Namecciano è nei guai, ingombrato dal corpo del suo piccolo prediletto… è in una brutta posizione, e lo sa!

Il sorriso dei due cyborg gli basta per capire che lo sanno anche loro.

Buttarsi così, nella tana dei leoni, era un idea stupida... riesce ad immaginare lo stress che deve sentire Dio, lassù, nel palazzo sopra le nuvole...

Si trova qua... infrangendo l’ordine che gli aveva dato... contro ogni logica... contro ogni ragionamento... per amore di un bambino che non è neanche della sua razza... il figlio del suo nemico, come se non bastasse... che stupidaggine che aveva fatto...!

Se avesse saputo che quel bastardo di Vegeta l’avrebbe lasciato venire da solo contro questi due assassini... non gli avrebbe mai fatto lasciare il palazzo!

Vegeta...! In questo momento, il rancore è diretto più su di lui che sui cyborg.

Per il momento, non si muovono... aspettano probabilmente di vedere quale sarà la sua prossima mossa per scappare da questo pasticcio.

Non sanno che non è fatto della stessa pasta dei suoi amici terrestri... che è dotato di una pazienza senza limiti... che è capace di restare perfettamente immobile, senza bere né mangiare, per giorni, o settimane intere...

Se il gioco è “chi si muove per primo ha perso”... Allora vince lui per definizione, a prescindere dai cyborg.

Un silenzio macabro regna nel boschetto... un silenzio come sempre interrotto dalla musica del ruscello... una musica che ormai ha preso intonazioni lugubri... come se fossero le lacrime dei sassi e degli scogli che lo traversano...

Una musica di morte che sembra arrestare ogni nozione del tempo.

Una voce piena di sarcasmo interrompe la pesante tensione...

“E dimmi, cosa credevi di fare dopo questo intervento...?”

Tutti alzano lo sguardo... sopra di loro, Vegeta, con le braccia incrociate, li osserva da quel che sembra un bel po’ di tempo.

Un grido involontariamente sollevato saluta la sua apparizione. “Vegeta!”

Nessuno si era accorto della sua presenza… nemmeno il Namecciano e i suoi sensi super-sensibili…

Ma appena passa il suo momento di sorpresa, Piccolo ringhia subitamente:

“Sei venuto a vedere il risultato della tua stupidaggine...?!”

Vegeta atterra lentamente... si mette davanti ai cyborg, senza dar loro importanza, per poi andare da Piccolo:

“Non farmi ridere! Tu, che mi fai la morale sulla stupidaggine...?!”

C-17 e C-18 si guardano, perplessi per via della fiducia in sé che sta dimostrando Vegeta...

La voce di Piccolo rimbomba, dimostrando chiaramente la sua rabbia:

“L’hai mandato deliberatamente al macello! Me la pagherai!”

Vegeta, senza esitare, guarda il gigante verde, la quale rabbia farebbe paura a chiunque altro.

“Quando vuoi. Sono qui ad aspettarti.”

Piccolo finalmente sputa il rospo:

“Te lo eri portato appresso solamente per usarlo, non per allenarlo!”

Vegeta alza il tono, facendosi più minaccioso:

“Pensa quello che vuoi. Non ho bisogno di spiegare le mie azioni a un muso verde!”

Il Principe si avvicina di nuovo al grande guerriero:

“Quel ragazzo è un Saiyan, e quel che ne faccio riguarda soltanto me!”

La rabbia di Piccolo s’ingigantisce ancora... lascia da parte la sua reputazione di Namecciano silenzioso:

“È un bambino, non un pupazzo da usare per soddisfare la tua dannata megalomania!”

Anche Vegeta perde la pazienza:

“Un guerriero Saiyan non è il pupazzo di nessuno! Non cresce in un nido pieno di coccole e amore! È colpa vostra, tra l’altro, se ha bisogno d’indurirsi... almeno questa batosta gli insegnerà a vivere la sua vita! E soprattutto a pensare, prima di agire!”

Il Principe indica la piccola radura con un braccio minaccioso:

“Dimmi, cosa diamine è venuto a fare qui?! Salvare due cadaveri e mezzo?!”

Torna a guardare il guerriero Namecciano:

“Non mi sorprende, quando penso a chi l’ha allenato per la prima volta!

Eccoti, il paladino della giustizia, salvatore del mondo!

Salvatore di chi?! Di cosa?!

Non hai capito che non rischiava niente?!

Quei due cretini l’avrebbero lasciato in vita per un altro giorno, un’altra batosta! E non dirmi che era per l’altro tappo laggiù... la biondina non aveva chiaramente intenzione di lasciare che l’altro burattino lo uccidesse!

Chiunque l’avrebbe capito! Chiunque... tranne te... e quello che hai allenato, ovviamente!

Quando penso a cosa ne hai fatto, dopo un anno sotto la tua tutela... un codardo... mi viene la nausea!”

Piccolo ringhia:

“Non ti permettere...!”

Vegeta lo interrompe seccamente, stringendo minacciosamente i pugni. Pronto a combattere.

“Prova a fermarmi, allora! Intanto, torna indietro: le tue belle lezioncine lezioni a quanta gente hanno costato la vita?!

Tu, meglio di chiunque, lo sai, no?!”

Vegeta conclude con un tono pieno di disgusto, mentre il Namecciano abbassa la testa, impotente contro un tale ragionamento logico:

“Oggi il moccioso avrà commesso tutti gli errori che vuoi... ma almeno ha combattuto FINO ALLA FINE! Allora se c’è qualcuno che non ha né il diritto di farmi la predica… sei tu!”

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