DB Multiverse

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DBM Universi 12-14 e "Mirai" world : Twin Pain

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di kibasennin, Prosavio, ValentDs, SonGoku94

In questo mondo alternativo "del futuro" da cui è venuto Mirai Trunks a bordo di una macchina del tempo, tutti i nostri eroi furono uccisi dai cyborg... Questa storia ne racconta i dettagli, con una parte narrativa comune per gli universi 12 e 14.

La prossima pagina verrà rilasciata tra: un giorno, 23 ore

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[Chapter Cover]

Traduzione di kibasennin, adattamento di Prosavio

Finalmente ci fu un po’ di silenzio nella città morta, piena di polvere grigiastra, cadaveri e macerie.

Il vecchio si ricorda di quel piccolo momento di grazioso silenzio dopo lo spaventoso fracasso delle varie esplosioni che lo avevano quasi assordato.

Si ricorda di quell’istante in cui si era finalmente ritrovato da solo, con il suo dolore e la maledetta polvere grigia! Nient’altro esisteva a quel punto, a parte il silenzio, il dolore, e la polvere.

Chi non aveva mai visto l’inferno da sé, con i propri occhi, non avrebbe mai capito la magia di questo istante. Il silenzio, il dolore, e la polvere. Nient’altro. Niente grida, niente furore, né sangue versato. Solo il silenzio, il dolore, e la polvere.

Alcune esclamazioni di voci sconosciute posero fine questo momento magico. Si era quindi forzato ad obbligare i suoi occhi, ormai chiusi, liberi, sebbene dolorosi e sofferenti, a riaprirsi e a irritarsi nuovamente per via della luce, che brillava ancora.

Gli servì qualche secondo per riprendersi, dato che il suo spirito indebolito dal dolore e dalla fatica si sforzava a stare al passo con la realtà. Sì, alcuni lunghi secondi, per dar modo ai suoi occhi di riabituarsi a guardare oltre i riflessi che la luce produceva fra i granelli di polvere, e per dar modo alle sue orecchie di sforzare i timpani per decifrare le parole pronunciate da quelle voci.

Quando fu infine del tutto conscio, capì che erano gli eroi caduti che si chiamavano l’un l’altro, rispondendosi.

Sì, erano tutti vivi. Battuti e feriti, ma vivi.

Notò uno di loro, il piccolo pelato vestito d’arancione, che faceva uno sforzo sovrumano per sedersi. Lo aveva visto ingoiare qualcosa che aveva preso da una sua tasca, e poi rialzarsi, come se non avesse mai combattuto, come se non fosse mai stato ferito.

I suoi occhi sgranati l’avevano seguito mentre dava ad ognuno dei suoi compagni uno strano rimedio che permise anche a loro di rialzarsi senza il minimo dolore.

Che prodigio era mai questo?

Eppure non aveva sognato! Aveva ben visto come i corpi di questi guerrieri erano stati spezzati uno ad uno da quei due demoni dalle apparenze angeliche.

Il vecchio aveva a quel punto scosso la testa. E se tutto questo fosse solo un incubo? Si può fare un sogno anche da svegli? A quel punto, il risveglio sarebbe dei più dolci...

Ma l’ora della dolcezza non era ancora giunto. Era l’ora della sofferenza e della polvere, del sangue e del silenzio. Il silenzio degli innocenti, martiri, uccisi sull’altare della crudeltà.

Un silenzio religioso che era stato interrotto da delle voci lontane.

Le stesse voci che adesso rimbombano nella mente del vecchio che continua a visualizzare il suo schermo azzurro dei suoi pensieri.

Non sente più il dolore prendere possesso del suo corpo, non sente più il tocco la polvere a contatto con la pelle, non sente più il sapore del suo stesso sangue sulla sua lingua. Ormai non vede più neanche le rovine che lo circondano, l’ultima visione che vede sono le sagome dei guerrieri, adesso in piedi.

Li vede, e il cuore si stringe un po’ di più quando aveva visto l’arcangelo volarsene via appena rialzatosi.

La speranza è volata via così presto... ma ormai tutto ciò non conta più. Tutto quel che conta è lo schermo azzurro.

Questo schermo che cambia colore, ora più blu, più verde... questo schermo che si allunga per formare un corridoio lungo e scintillante. E in fondo a questo corridoio... sì, laggiù c’è... Alba... la sua bella Alba, che lo aspetta, che lo chiama.

Alba, così bella... per sempre.

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