DB Multiverse

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DBM Universi 12-14 e "Mirai" world : Twin Pain

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di kibasennin, Prosavio, ValentDs, SonGoku94

In questo mondo alternativo "del futuro" da cui è venuto Mirai Trunks a bordo di una macchina del tempo, tutti i nostri eroi furono uccisi dai cyborg... Questa storia ne racconta i dettagli, con una parte narrativa comune per gli universi 12 e 14.

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[Chapter Cover]

Traduzione e adattamento di ValentDs

Il piccolo uomo scuote la testa, sperando di disperdere quella nebbia che lo rendeva confuso… Apre e chiude gli occhi, imprecando contro i limiti del suo corpo, che sembra rispondere con orgoglio a queste sollecitazioni… lo sguardo di Crilin ritrova un po’ di precisione, e l’ordine dei suoi pensieri riacquista quasi tutta la sua chiarezza.

Ora vede il coraggioso Yamcha afferrare quella morsa spietata… lotta per allentare quelle dita fredde e barbariche che asfissiano il fantastico guerriero che ormai non è più di uno straccio sotto quella potente stretta d’acciaio.

Si accorge a malapena della rapidità del gesto folgorante del cyborg che toglie la sua mano sinistra dal pugno di Piccolo, che ricade pesantemente, per afferrare immediatamente il collo del povero Yamcha.

L’uomo, ferito, non può che opporre una breve e inutile resistenza… in un primo momento cercando vanamente di raggiungere il suo aguzzino, poi afferrando con entrambe le mani quella macchina infernale che gli comprime dolorosamente la gola… finché le sue braccia non scivolano delicatamente, scendendo verso l’altro lato del suo corpo.

Il corpo danneggiato di Crilin è pervaso da collera, disperazione e impotenza che lo scuotono provocando uno spasmo nervoso.

Ma con le cervicali spezzate, il coraggioso guerriero non può fare nemmeno una mossa per aiutare i suoi compagni torturati.

La sua vista è ora offuscata da lacrime umide e calde, mentre per la sua gola passa un grido silenzioso che la schiaccia:

“NOOO!!!”

No, lui non aveva vissuto, lottato fino ad oggi solo per assistere a un tale incubo!

In un istante rivede le straordinarie emozioni della sua incredibile avventura dal momento in cui sbarcò nell'isola dell'eremita della tartaruga fino al ritorno del suo vecchio amico.

Quell'amico che aveva perso per sempre... quel guerriero che pensava fosse ormai invincibile.

Come non crederci...? Aveva abbattuto il nuovo Freezer e suo padre con una facilità disarmante... con quell'aura dorata, emanava una tale forza!

Eppure... eppure... il potente Super Saiyan aveva contratto un virus sconosciuto, aggravatosi nel giro di pochissimi giorni... un microbo ricevuto chissà dove... probabilmente è stato contagiato quando era in giro per lo spazio.

Il destino ha giocato proprio un brutto tiro!

Una folata di vento lo travolge, costringendolo a chiudere gli occhi sotto pressione del dolore... la stessa che ha provato nel vedere la bara di legno mentre veniva deposta sotto terra... la stessa che lo ha paralizzato quando si era accorto di non poter più sentire la voce di Tenshinhan.

Il suo volto si contorce ancora di più.

Tenshinhan... Jaozi... come dirlo a Jaozi.

Dopo lo scontro con Nappa, il grande guerriero con tre occhi insistette sul fatto che il suo compagno doveva starsene lontano dai combattimenti... temendo per la vita del suo amico con i poteri telecinetici.

Mai, non sarebbe mai stato in grado di affrontare quel piccolo viso rotondo e dirgli della sua morte.

Goku, Tenshinhan ... NO!

No, non si poteva allontanare ora da Piccolo e Yamcha!

Piccolo... colui che poteva garantire una speranza!

Fosse morto lui... tutti gli altri non potrebbero più tornare in vita... persi per sempre come Goku...

No, no, no!!

Si impone di far tacere i suoi pensieri... col cuore pieno di speranza... intensa e vana al tempo stesso.

Nessun segno della presenza di Vegeta...

Ci si aspettava che il Principe tornasse a vendicare il suo orgoglio calpestato!

Ma no... niente... nient'altro che un silenzio continuo di quelle tre figure.

Decisamente, dopo la morte di Goku, tutto andava storto.

Niente era più come prima ... un'ombra oscura aveva ormai coperto la vita di tutti... e poi questi due giovani erano emersi dal nulla ... uccidendo, distruggendo ogni cosa sul loro cammino allegramente come fossero a una festa, e tutto questo era impunito... con una sfacciataggine incredibile.

Le sconfitte si stavano accumulando... tutte le loro strategie stavano fallendo...

La luce dell'aura di Vegeta Super Saiyan aveva acceso per un momento la fiamma della speranza nel suo cuore ... perché gli aveva fatto rivivere i ricordi del sorriso di Goku, sempre pieno di ottimismo... credeva di vedere in lui il lieto fine dopo questa esperienza sanguinosa.

Ma tutto era finito in un istante... come la superbia di questo guerriero venne spezzata di fronte a questi due mostri.

Apre gli occhi per guardare di nuovo... questi mostri apparentemente banali, sembravano due normali giovani che sorridevano.

Il suo sguardo si sofferma sul volto impassibile della biondina che fissava la morte dei due guerrieri con totale indifferenza.

Questo non è possibile! Non è possibile che non ci sia un cuore dietro questo bel faccino, quegli occhi color del paradiso... quella bellezza che era così spaventosa...

Senza prima accorgersene, a suo malgrado, Crilin le stava dicendo a bassa voce:

"C-18 ... ti prego abbi pietà... fermalo..."

Il suono di questa voce a malapena udibile per via dell'angoscia e del dolore... sembra svegliare la ragazza da un sogno lontano... Sembra sorpresa dal guardare quella figura immobile ai suoi piedi.

I suoi occhi azzurri scintillanti stavano guardando il volto di Crilin mentre piangeva, mentre le lacrime cadevano nella cenere sottostante, formando un cerchio sempre più grande.

Ora lei gira la testa per guardare il fratello, perfettamente immobile, come fosse una marionetta.

Crilin stava osservando mentre si muove verso il suo trio di amici, pietrificati... poi sente la voce della ragazza che dice in tono leggero:

"Se li uccidi ora... non ci annoieremo troppo in fretta...?"

C-17 rimane inizialmente sorpreso da questa richiesta... prima di allentare improvvisamente la presa dalla sua preda.

In un solo movimento, le sue prede si accasciano al suolo senza alcuna reazione... il ragazzo guarda la posa che aveva assunto per una loro lenta e dolorosa agonia.

Ora si stava pulendo le mani, come se le avesse sporcate contro di loro, e decide di soddisfare la richiesta della sorella:

"Hai ragione ... uno alla volta ... questo è quello che abbiamo deciso!"

Crilin, stupito, li segue con gli occhi mentre se ne vanno via, e ormai erano solo due puntini nell'orrizzonte.

Poi chiama... con una voce che avrebbe voluto fosse più forte... forte come la folle speranza che aveva nell'anima:

"Pi ... Piccolo... Yamcha... per favore rispondetemi... ditemi che non siete morti..."

Per un po' di tempo c'è una forte tensione nell'aria, fin quando improvvisamente il grande corpo verde si riprende... una mano stava soccorrendo la sua gola, in cui vi erano delle pensanti ferite violacee.

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