DB Multiverse

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DBM Universi 12-14 e "Mirai" world : Twin Pain

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di kibasennin, Prosavio, ValentDs, SonGoku94

In questo mondo alternativo "del futuro" da cui è venuto Mirai Trunks a bordo di una macchina del tempo, tutti i nostri eroi furono uccisi dai cyborg... Questa storia ne racconta i dettagli, con una parte narrativa comune per gli universi 12 e 14.

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[Chapter Cover]

Traduzione di kibasennin, adattamento di Prosavio

Lontano dalla piccola città del martirio… in una casa dall’architettura familiare, piazzata in mezzo alla foresta… un giovane ragazzo è pensieroso.

Con i gomiti sulla scrivania, circondato da libri e quaderni, succhiando distrattamente l’estremità della sua matita, Son Gohan ha lo sguardo perso nel vuoto, e non sembra concentrato sulle equazioni matematiche che ricoprono le pagine aperte davanti a lui.

Il bambino emette un lungo sospiro…

“Che noia!”

Sua madre sta esagerando adesso! Va bene che si era sempre mostrata possessiva e protettrice... ma dalla scomparsa di suo marito, la sua propensione alla paranoia si è ingigantita da far diventare la vita del povero Gohan un incubo!

Oramai Gohan non è più un bambino seguito, coccolato, adorato... adesso è un bambino soffocato...

Questa riflessione fa sospirare ancora di più il giovane Gohan, che non riesce a non guardare la luce di quel gioioso giorno irradiare attraverso la finestra chiusa. Questa finestra ormai condannata... una scappatella da questa uscita era ormai impossibile... o almeno, impossibile da fare silenziosamente, perché per quanto rumoroso sia il vetro, non avrebbe potuto fermare il ragazzo, se quest’ultimo l’avesse davvero voluto.

Ma Chichi era oramai inconsolabile, quindi questo era il peggiore dei momenti per farla arrabbiare più di quanto non lo sia già.

Gohan chiude gli occhi, come per focalizzare meglio i suoi pensieri… ricordandosi le ricreazioni improvvisate di suo padre, che gli mancavano da morire.

Quando il papà era con lui, tutto era molto diverso... aveva un buonumore permanente, questa gioia di vivere così comunicativa che contagiava tutti quelli che gli stavano attorno, in contrasto con la forza che emanava il suo potente corpo... e la mamma... gioiosa, contenta... piena d’energia...

Cosa non avrebbe dato per poter fare ancora le gare di velocità con lui, in mezzo alle nuvole... fare la lotta con quel combattente senza pari, ma dall’eterno sorriso... andare a pesca con l’amico di tutti gli animali del Monte Paozu... o ingozzarsi con i pasti squisiti della mamma, guardandola mentre mostra la sua finta aria da casalinga indignata.

Non è giusto!

Non è giusto che questo guerriero perfetto, questo colosso dal cuore tenero, questo padre affettuoso e radioso abbia potuto morire così, a causa di una stupida malattia!

La visione del bambino è offuscata a causa dalle lacrime… si riprende immediatamente, pulendosi il viso con un polsino.

Con gli occhi ancora un po’ bagnati, guarda di nuovo il paesaggio delimitato dalla finestra della sua camera.

Chi sono dunque questi strani sconosciuti che riducono le città a fuoco e sangue? Perché lo fanno?

Nessuno ne sapeva niente... le poche informazioni diffuse dai media dicevano giusto che erano in due… un ragazzo e una ragazza.

Era tutto quello che sapevano. Quasi niente.

Crilin, Tenshinhan e Yamcha li avevano inseguiti... Piccolo aveva fatto altrettanto... ma Vegeta...?

Aveva giurato di non combattere mai più dopo la morte di Goku... eppure il giovane ragazzo aveva riconosciuto il suo ki durante l’ultimo combattimento, le cui vibrazioni energetiche erano arrivate fin là. Insomma, dire che l’ha riconosciuto è un po’ esagerato, dato che, a dire il vero, era cambiato in un modo istantaneo, raggiungendo un livello fantastico... l’aura di Vegeta emanava pulsazioni così potenti... e talmente familiari…

La stessa aura che aveva suo padre quando si scatenava per trasformarsi in Super Saiyan.

Il suo sguardo si rivolge verso la porta che dà sul pianerottolo... l’unica via d’uscita per accedere alla libertà...

Vegeta Super Saiyan... doveva vederlo con i suoi occhi!

Certo, conosceva a memoria la formidabile maestria del combattente fiammeggiante che era il principe dei Saiyan, la forza del suo carattere, la sua ossessione di voler superare suo padre... ma un Super Saiyan... non si aspettava che Vegeta avrebbe raggiunto un tale livello di perfezione!

Anche se adesso, però, aveva dei dubbi sulla correttezza del termine perfezione... dalla sua camera, conosceva già la triste fine di quel combattimento.

Yamcha, Tenshinhan, Crilin, Piccolo... erano stati sconfitti tutti quanti, battuti sonoramente ogni volta... e adesso anche Vegeta! Qualunque sia il loro livello, le loro tecniche o il loro numero, nessuno aveva potuto competere con lo strano potere di questi sconosciuti.

Ma chi erano allora… anche quando combattevano, quegli stranieri non rilasciavano nessuna energia vitale… nessuna forza latente palpabile... L’unica energia che si poteva sentire era quella dei loro colpi… cosa si nascondeva dietro tutto ciò?

Aspettava con impazienza il ritorno di Crilin, in modo che potesse informarlo!

Crilin... per fortuna c’era ancora, lui che era sempre amico fedele e degno di fiducia... un legame che aveva mantenuto anche con suo padre, nel passato... quel passato del quale sua madre non gli parlava mai.

Era già passato un po’ di tempo dalla sua ultima visita, e quindi senza dubbio non avrebbe tardato a riportare il sorriso nella loro piccola casetta.

Finalmente gli avrebbe potuto descrivere questi strani individui nei particolari... dirgli cos’è veramente successo durante quei combattimenti lontani... e soprattutto, com’è il nuovo Super Saiyan.

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