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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 2, Capitolo 8.

Il contastorie

Traduzione e Adattamento di Prosavio

Harik era ormai guarito, e quel giorno andava tutto per il meglio. Hanasia e suo padre stavano mangiando un pezzo di dinosauro.

Per una parte della giornata aveva piovuto, quindi bisognava festeggiare la partenza di queste nubi scure. Tutti i Saiyan erano andati a caccia di pomeriggio, e stavano sistemando un tavolo nella piazza centrale. In maniera non certo delicata, alcuni abitanti stavano lanciando palle di fuoco verso il terreno, in modo che si potesse asciugare più velocemente: i tavoli sul fango… sarebbero affondati.

Altri Saiyan stavano ancora portando i trofei di caccia del pomeriggio, e anche interi alberi.

Altri stavano preparando il falò, e i restanti strappavano le pelli degli animali per la festa. Hartich e sua figlia stavano verificando che la carne fosse buona.

Il piccolo Harik correva in tutte le direzioni. Nonostante i numerosi dentini mancanti – non è grave, sarebbero rispuntati – sfoggiava un sorriso pieno di gioia, e saltava in alto, sperando di poter volare. A un certo punto, saltò molto in alto, e mentre il villaggio si allontanava dai suoi piedi, guardava lontano: a Sud, le nuvole nere si allontanavano; a Ovest, dietro la collina, c’era il villaggio più vicino; in basso… il suolo, ora, si riavvicinava rapidamente.

Ad un tratto, rallentò, catturato da Hanasia.

“Prima di tutto, non saltare così in alto quando non sai dove stai atterrando. Secondo, cerca di cadere in piedi, non di testa!”

Egli replicò con una risata, poi disse:

“Ho visto qualcuno che sta venendo dalla nube.”

“Dal Sud? La capitale? Accidenti, se è ancora Nizouki, ho intenzione di spaccargli la faccia.”

Hanasia volò e osservò le nuvole scure. In lontananza, pioveva ancora intensamente. E in effetti, vide un punto che si muoveva, una persona che stava volando sotto la pioggia. Un pazzo!

Hartich volò verso di lei. Il punto lontano era passato attraverso le nuvole, e stava volando in alto.

“Perché quel pazzo di un Saiyan sta volando sotto le nuvole, papà?”

“Penso che stia seguendo un percorso particolare. Da lassù potrebbe perdere i punti di riferimento a terra.”

Il punto si fermò, poi si precipitò verso il villaggio.

“Ci ha visti, stava cercando questo posto”

“Ma allora, potrebbe essere…”

“Un contastorie, semplice. Quei tipi appaiono sempre quando c’è una festa!”

 

I due Saiyan scesero verso il villaggio, dove anche lo straniero si stava dirigendo. Atterrò in un modo che Hanasia trovò stranamente elegante.

Il Saiyan era piuttosto alto, magro, giovane e indossava un grosso mantello, ancora gocciolante e con qualche piccola roccia, che lo aveva protetto dalla pioggia. Portava uno stemma che lo riconosceva come contastorie ufficiale. Questo titolo si poteva ottenere solo alla capitale, o rubandolo a un vero contastorie.

Non era così magro, in realtà. Aveva dei muscoli effettivamente sottili, ma davano l’impressione di una grande potenza. La maggior parte dei Saiyan maschi aveva dei muscoli enormi a causa dell’alimentazione forzata. Ma per un contastorie, dopotutto, l’importante era potersi muovere velocemente e in modo efficiente.

“Buongiorno.” Disse, con un accento tipico della capitale, che divertì Hanasia. “Sono Corrne, contastorie della città. E sto portando notizie da tutto il mondo.”

“Benvenuto nel nostro villaggio.” Rispose Hartich.

“Sei fortunato, stasera abbiamo un grande banchetto.”

Il narratore replicò con un sorriso. Non aveva intenzione di confessare che, quando stava volando per seguire la sua strada, aveva scelto questo villaggio, tra i due che riusciva a scorgere, per via del falò ben visibile, segno di festa e cibo in abbondanza.

In serata, erano state arrostite diverse bestie, e Hartich strappò una enorme zampa di dinosauro per offrirla al contastorie. Quest’ultimò mangiò avidamente, visto che era in viaggio da tanto tempo.

“Hai volato in mezzo a quella tempesta per tutto il giorno?” Chiese un vicino di posto. “Non sei mica una tartaruga di ferro, ragazzo!”

“È la pianura del Sud.” Disse un altro. “Non ci sono punti di riferimento per diversi chilometri. Se vai spesso fuori di casa, dovresti saperlo!”

Corrne finì di rosicchiare l’osso, poi si voltò verso di loro.

“Che novità volete per prime?”

“Sulla Capitale!” risposero i due Saiyan, e non fu una sorpresa per nessuno. Tutti volevano sapere della Capitale.

Si avvicinò verso il centro della folla e cominciò con voce forte e chiara, per uno che aveva il busto così piccolo:

“La mia missione è di raccontare in tutti i villaggi del Guerriero Millenario. Ne avete sentito parlare?”

“Siiiiiì!” Fecero gli abitanti. Hanasia preferì rispondere con un sospiro. Era questo che aveva fatto impazzire Nizouki.

“E credete nella sua esistenza?” Chiese il narratore, come un presentatore che intrattiene il suo pubblico. Dei “nooo” e “siiì” risuonavano ovunque.

“Beh, dovreste crederci, perché esiste! Esiste e dovrebbe avere 15 anni, in base a quello che sappiamo. Ne sono passati 1000 dall’ultima apparizione, perciò è in mezzo a noi. E poiché, ovviamente, sarà il Saiyan più potente di tutti, chi pensa di esserlo è invitato a raggiungere la capitale per sfidare il Re!”

“Hanasia, devi andarci!” Gridò un ragazzo.

“Sì, ma non è un combattente destinato a distruggere il Mondo?” Disse un altro. “È come… di troppo, per il pianeta…”

“Hanasia non andare lì!” Esclamò ancora il ragazzo.

“Giustamente, il Guerriero Millenario dovrà affrontare la sfida.” Disse Corrne. “Il Re sta reclutando una nuova grande armata. Il più potente esercito Saiyan di sempre! E se questo combattente, divenuto Re o meno, inizia a uccidere tutti come nella leggenda, il nostro esercitò interverrà per fermarlo.”

C’era un po’ di confusione tra la folla. Il concetto dell’armata era troppo difficile da comprendere per i Saiyan, che erano abbastanza individualisti.

“Tutti coloro che volessero entrare nell’esercito sono invitati a recarsi nella capitale. Impareranno a volare e a padroneggiare le migliori tecniche!”

Questi erano dei buoni argomenti.

Corrne parlò poi dei diversi eventi che hanno avuto luogo in tutto il mondo, come la tempesta che aveva distrutto un intero villaggio lontano da qui, e delle numerose vittime che aveva provocato. Nessuna notizia sugli Tsufuru (come al solito). Poi, dettagli sull’esercito, sui membri, che erano più di un centinaio. E ancora, a proposito di due sconosciuti villaggi di montagna che continuavano a combattere l’uno contro l’altro.

Infine, parlò di alcune sfide che il Re aveva vinto facilmente.

“Hartich e Hanasia dovrebbero andare lì, per dargli un po’ di botte.” Disse qualcuno.

“Non la penso così.” Replicò Hartich.

“Hai già incontrato il Re?” Proseguì Corrne. “È davvero molto forte, ed è enorme: largo come due Saiyan, e alto almeno due metri. Quando viene colpito non sente nulla, mentre, quando colpisce lui, l’avversario vola a una distanza considerevole. Non per niente, il Re dei Saiyan è il Re dei Saiyan (è un modo di dire della capitale).”

Corrne, poi, simulò una battaglia del Re contro un avversario che lo aveva sfidato, alla quale egli aveva assistito. Rappresentò la scena assumendo, alternativamente, il ruolo dei due protagonisti, cambiando il tono di voce, muovendosi in tutte le direzioni e lanciando palle di fuoco…

Mentre il racconto della lotta proseguiva, il contastorie aumentò la sua potenza e le sue mosse erano ancora più spettacolari, anche se erano solo la simulazione di una lotta reale. Un forte vento fece tremare l’intera piazza, proprio al momento del pugno finale del Re, che venne riprodotto molto lentamente ma con grande forza, e lanciando palle di fuoco contro il suolo. Poi si spostò per inscenare l’avversario: la folla venne accecata da una potente luce, e si poteva vedere solo il narratore schiacciato a terra in una sorta di cratere, urlando qualcosa del tipo “Io mi vendicherò!”. In realtà, lo sfidante era ancora vivo ma aveva rinunciato alla rivincita.

Corrne venne acclamato con un fragoroso applauso, poi si alzò, lavò alcune sue ferite, e tornò a mangiare.

Hanasia provava molta ammirazione verso quel contastorie. Non era di bell’aspetto, e le ragazze Saiyan cercavano dei tipi grossi e muscolosi. Ma lui aveva comunque una particolare grazia che piacque molto all’unica donna sensibile del Pianeta.

Tutti avevano mangiato e bevuto fino al mattino, e verso le prime ore dell’alba, alcuni tornarono a casa, altri dormivano sul posto, e altri ancora avevano ancora un osso in mano. Hartich era andato via con una ragazza del villaggio, e Hanasia non voleva tornare nella casa comune. Era volata su un tetto, dove aveva dormito finché i raggi del Sole non l’avevano svegliata.

Era talmente presto che gli uccelli non cantavano ancora. Non c’era nessun rumore, a parte quello di qualcuno affaccendato.

Hanasia si alzò, e lentamente volò verso la piazza. In lontananza vide Corrne, che si stava riscaldando. Aveva mangiato al sorgere del Sole e si era rivestito con i suoi abiti da viaggio. Ora, stava volando fuori dal villaggio. Hanasia accelerò e lo raggiunse.

“Te ne vai già?”

“Sì.”

“E al tuo ritorno…”

All’improvviso, Hanasia lo afferrò violentemente, circondandogli il braccio e il petto col suo braccio sinistro. La sua mano destra gli afferrò il collo. Avvicinò il volto a quello del suo prigioniero per mettere la lingua nella sua bocca. Come entrò nella sua cavità orale, strofinò le sue gambe su quelle di lui (stavano volando). Dopo un po’, lei gli lasciò il collo, e Corrne fece un respiro profondo.

“…passa di qua.”

Ci fu un attimo di silenzio, durante il quale Hanasia allentò lentamente la presa. Corrne fissava il suo volto, ancora a pochi centimetri dal suo. Deglutì e rispose:

“Lo farò.”

Poi volò a tutta velocità lontano dal villaggio.

Hanasia lo guardò per un po’, poi tornò a dormire.

Mentre era in volo, Corrne era sorpreso. Non che questo tipo di amore fosse raro nella società Saiyan. Anzi, era piuttosto comune. In realtà, fu sorpreso dal fatto che lei non lo avesse violato sul posto. Gli ha lasciato la possibilità di accettarla, ma anche l’obbligo di tornare indietro, anche se non era quella la sua strada. Era davvero strano! In ogni caso, lui era rimasto affascinato. Sarebbe tornato, questo era certo.

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