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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 2, Capitolo 12.

La lotta che conduce all'Inferno.

Traduzione e Adattamento di Prosavio

 

Il mostro che si avvicinava al villaggio era troppo potente per Hanasia. Era più forte, e aveva più potenza di quanta ne aveva lei al momento della morte del guerriero ucciso l'altro giorno. Era più grosso, più rapido, più mostruoso in tutti i sensi. Non aveva alcuna possibilità.

E per quale motivo dovrebbe affrontarlo? Perché trasformare il villaggio e i suoi dintorni in rovina? Perché perdere i suoi amici a causa di una lotta insensata? Non aveva niente a che fare con il Guerriero Millenario, era un problema della capitale. È Nizouki, ancora quel Nizouki, che l’aveva condotto da lei. È un procura guai.

Mentre pensava a questo, il suo volto apparve sullo schermo di Chiin-Lee. Fece zoom, e la faccia di Hanasia apparve nella parete più grande della sala. Chiudendo tutte le immagini degli altri schermi, su una decina di metri di altezza e altrettanti di larghezza, venne visualizzato in primo piano il volto emotivo della ragazza Saiyan.

Chiin-Lee la guardò attentamente, concentrandosi su tutti i dettagli e riflettendo profondamente. Gli altri Tsufuru presenti nella stanza, un po' scioccati dal display gigante, iniziarono a porsi delle domande.

“La tartaruga è là? Inviatela verso di lei, subito!”

Chiin-Lee era nota per la sua conoscenza dei Saiyan e, in questi casi, era necessario andare avanti senza obiettare. E così fecero, mentre lei si avvicinava al centro di comando che aveva il pieno controllo della tartaruga. L'attore che faceva da voce arrivò velocemente, e ora stava attendendo seduto nella sua postazione. Lei si fermò vicino a lui e orientò lo schermo gigante nella loro direzione.

“Ti darò le indicazioni, adattale se pensi sia il caso, ma il messaggio deve essere chiaro. Attivazione 3D!”

L'ultima parte non era diretta all'attore, ma allo schermo di fronte a lei. Il display 3D avrebbe occupato troppo spazio, e in quelle sale erano soliti utilizzare degli ologrammi piatti con percezione di profondità. Ma Chiin-Lee aveva richiesto un vero e proprio display a tre dimensioni. La ragazza si avvicinò all'ologramma e fece comparire una propria riproduzione in scala reale. Sembrava proprio che si trovasse faccia a faccia con Hanasia. Il risultato fu sorprendente, ed era inquietante trovarsi di fronte ad uno dei più potenti guerrieri Saiyan.

“Non abbandonare il combattimento.”

Hanasia si voltò bruscamente e vide una tartaruga meccanica, dal colore piuttosto strano, che volava e parlava! Era una voce quasi irreale, non ne aveva mai sentite di simili. Cos'era questo essere? Chi parlava? E come ha fatto a indovinare... ciò che stava provando?

“Io sono la dea delle tartarughe di ferro. Vengo per aiutarti nella lotta contro il Guerriero Millenario.”

“...”

“Questo Guerriero non è un pericolo solo per te, ma distruggerà ogni cosa. Annienterà ogni forma di vita, Saiyan o tartaruga che sia. Nulla in questo mondo sopravvivrà alla sua potenza devastante.”

Hanasia guardò il mostro che si avvicinava con sguardo feroce. L'avrebbe presto raggiunta, era una questione di pochi secondi.

“Tutti noi abbiamo bisogno di te. Per salvare il mondo, per salvare il vostro villaggio, i tuoi amici, e tutte le tartarughe.”

Il dipartimento di ricerca aveva assunto persone competenti. Per essere sicura che la traduzione fosse corretta, Chiin-Lee, scrutava le reazioni della Saiyan, analizzando i suoi movimenti e le emozioni che provava ad ogni parola della tartaruga, chinandosi per vedere quando abbassava la testa (inutile nascondersi quando si è riprodotti in un ologramma). Così, stava parlando direttamente ad Hanasia, e “la voce” ripeteva, senza cambiare nulla, con un accento e padronanza della lingua che la Saiyan non aveva mai udito prima. Per questo, aveva usato un tono specifico per fingersi una divinità delle tartarughe. Faceva pure finta di essere emozionato usando un tono di voce tremolante, per ingannare ancor di più la Saiyan.

Hanasia abbassò lo sguardo, essendo all'oscuro di essere spiata con della tecnologia avanzata, e il suo volto era ben visibile per la "divinità delle tartarughe". Ancora una volta, una lacrima le scendeva lungo la sua guancia e cadde nel vuoto. Chiin-Lee tese la mano per prenderla, istintivamente. La goccia d'acqua copriva lo spazio 3D in diagonale, e quando passò attraverso la mano di colei che l'aveva spedita verso la sua morte, la Saiyan era già scomparsa.

La ragazza era a livello del suolo, col braccio già teso verso il Guerriero che era appena arrivato al villaggio. La nave volante si avvicinò, per poi superarla. Nizouki ebbe appena il tempo di scorgerla, e si lanciò fuori, ma era già a un centinaio di metri di distanza da lei.

La ragazza concentrò tutta la sua rabbia e lanciò una terribile sfera di fuoco che scosse le case a lei adiacenti. L'attacco esplose a distanza ravvicinata su Romanesco, che altrimenti avrebbe investito Hanasia nel suo cammino, come se non esistesse nemmeno.

Sorpreso da questo attacco, la sua corsa fu rallentata, come un aereo che perde un reattore, e cadde, schiantandosi contro alcune case, e creando un cratere sul terreno. Hanasia, intanto, stava tremando al pensiero che un mostro di tale potenza fosse così vicino a lei, e già stava sudando di terrore. Il Guerriero si alzò, e con un'esplosione di energia distrusse le macerie intorno a lui. Con questo attacco, si era rivelata più forte di Nizouki, e quindi il mostro cambiò il suo obiettivo. Si precipitò su di lei per abbatterla.

Intorno a lui, la terra si stava letteralmente frantumando. Emanava talmente tanto calore e luce che ciò che si vedeva attraverso la sua aura era distorto, come quando fa molto caldo, o come lo stesso effetto che provoca un miraggio.

Sembrava la morte che si avvicinava a lei. Senza rendersene veramente conto, Hanasia stava già volando in direzione opposta al mostro, che la stava inseguendo. Alzò leggermente la testa e vide sopra di lei, in cielo, la metà degli abitanti del villaggio.

La guardavano, la sostenevano, e non avrebbero mai abbandonato il villaggio. Alcuni tenevano per mano altri Saiyan, visto che non tutti erano ancora in grado di volare. Non sarebbero di certo intervenuti nel combattimento, anche perché sarebbero stati solo d'intralcio. Restare in alto era la soluzione migliore. Sapevano anche che, in vita loro, non avrebbero visto un combattimento più importante di questo. E avevano fiducia nel loro nuovo Capo.

Lei doveva proteggerli.

Il pugno gigante di Romanesco era a 14 centimetri da lei, quando sentì un dolce calore attraversare il suo corpo, dalla punta delle dita, fino ai capelli. Il mondo sembrò fermare la sua rotazione, e il Guerriero smise di avvicinarsi. Non si sentiva più nulla, se non la potenza allo stato puro. Hanasia afferrò il pugno e cercò di riavvicinarlo a lui.

Le braccia di lei erano rallentate dall'aria, e si avvicinavano al viso del mostro con difficoltà, come una scena al rallentatore. All'improvviso, vinse la resistenza del vento, e ci fu un'esplosione nel momento in cui il pugno stava per essere respinto.

 

 

L'urto generato fu così violento che si aprirono delle voragini sul terreno. Tutte le abitazioni, sia quelle integre che le macerie, erano state scagliate lontano in ogni direzione. I due Saiyan, dopo aver provato sul proprio corpo tutta quella potenza, furono anch'essi sbalzati via a diverse centinaia di metri di distanza.

Nizouki, mentre volava lontano dal villaggio, con le mani sulle orecchie, aveva appena scoperto la vera potenza della sua allieva, che emanava con sua grande sorpresa un bagliore giallo come Romanesco.

“La lotta è appena iniziata” fece un osservatore.

“L'esercito sarà qui fra 17 minuti” disse un altro.

“E l’armata Saiyan entro 45 minuti” concluse un altro ancora.

“Sarà sicuramente troppo tardi. A meno che non li mandiamo direttamente da lei” disse Chiin-Lee. “Questo generale, Nizouki... è stato davvero bravo. Voglio dargli il comando per lanciare un’enorme sfera energetica con l'intera armata. Inviategli un mezzo volante e ditegli di entrare per prendere parte all'assalto.”

Romanesco si rialzò dalle macerie e, con le braccia tese e la faccia rivolta verso l'alto, si mise a ridere di gusto. Finalmente un avversario forte! Il Guerriero era contento. A parte il Re, che aveva rapidamente superato, nessun avversario, finora, l'aveva impressionato.

Anche Hanasia si alzò dalle macerie. Non tremava più: ora che la battaglia era iniziata, tutte le sue emozioni erano state sostituite dalla incredibile fiducia in sé stessi che provoca la trasformazione in Super Saiyan. Ma nonostante questo, aveva capito che il suo avversario non aveva sentito alcun dolore, ma era semplicemente euforico. Questa nuova potenza appena scoperta dalla ragazza era già stata surclassata dal Guerriero Millenario.

Allora, cercando una soluzione, lanciò una serie di colpi energetici verso di lui, e altri con traiettoria diversa, per colpirlo da diversi punti. Senza difendersi, il Guerriero incassò tutti i colpi, mentre la sua aura di colore verdastro cominciava ad aumentare visivamente. Continuò a ridere durante le forti esplosioni sul suo corpo. Il numero di colpi, improvvisamente, diminuì, perché aveva terminato di lanciarli, e solo quelli lanciati con traiettorie diverse lo stavano ancora colpendo. Appena gli ultimi attacchi l'avevano raggiunto, Hanasia era già lì per colpirlo in pieno petto con una raffica di pugni. Per via della diversa stazza, lo colpiva più in basso del torso.

Il corpo di Romanesco era stato spinto all'indietro dopo aver incassato questi pugni, ma ancora una volta non sembrava aver provato dolore. Allora, a sua volta, la colpì così rapidamente da non darle il tempo di difendersi. Perciò, rimbalzò più volte sul terreno, per poi fermarsi a causa dell’urto con una roccia, che subito si frantumò. Ripresasi dal dolore, si rialzò, ma lui l'aveva già raggiunta nuovamente.

Hanasia volò in verticale per schivare appena in tempo il pugno del nemico, che invece colpì il suolo, provocando un cratere che fece inabissare un paio di case. Successivamente, la inseguì, e lei gli lanciò una grossa sfera di energia, approfittando del rinculo per scappare più velocemente. Dopo essere stato colpito, riprese a volare verso di lei, e si fermò bruscamente a mezz'aria.

 

Romanesco gonfiò i pettorali e respirò profondamente. Allargò le braccia e sembrava che risucchiasse tutto il potere del mondo dentro di lui.

“La potenza... viene ancora...!” Disse il Saiyan, con sorpresa di Hanasia, che non pensava nemmeno che potesse parlare. Senza muoversi da lì, lasciò che il suo potere aumentasse da solo.

“Non si muove, dovrei approfittarne” borbottò Hanasia, che si precipitò su di lui, e dato che in quel momento non reagiva, fu colpito più volte. Lo attaccò alla testa, visto che quando prima l'aveva colpito nel torace non gli aveva arrecato alcun danno.

Quando riuscì a scaraventarlo al suolo, continuò ad attaccarlo con delle sfere di energia e, appena sprofondò nel terreno, gli scagliò un attacco più potente.

Guardando il cielo, Romanesco si mise a ridere stupidamente come un pazzo.

Hanasia puntò le braccia, come fossero un cannone, verso il suo nemico. Piegò leggermente le dita, tranne l'indice e il pollice, dando al prossimo attacco un “effetto vortice”. Il colpo sarebbe così stato più lento ma più efficace. Una volta caricato al massimo, lo lanciò.

 

Il Guerriero era caduto vicino al villaggio, ma ai Saiyan non importava molto delle cose materiali. Una sfera di energia scosse la terra e si ingrandì, disintegrando i resti della città, e successivamente aumentò ancora, generando un potente incendio che si propagò al di fuori dell'enorme esplosione. Un terremoto di 9 gradi della scala Richter fu rilevato per un'area di diverse migliaia di chilometri quadrati.

Tutto il villaggio era coperto dal residuo luminoso del colpo e da una spessa coltre di fumo. Quando si dissipò, il villaggio non c’era più. Solo un enorme cratere, perfettamente rotondo, ma non somigliava a nessun altro cratere provocato da un attacco energetico. Sul fondo stava accadendo qualcosa. Hanasia non sapeva che l'impatto di una tale potenza potesse trasformare la terra in magma. Intorno alle pareti, la terra cominciò a sgretolarsi e cadere verso il fondo.

Nessuna traccia del Guerriero Millenario.

“Non lo so... questa dovrebbe essere una buona o una cattiva notizia?” disse uno Tsufuru.

“Questa potenza...”

“La buona notizia è che se questo è il limite di quei Saiyan, allora il pianeta sarà al sicuro, saranno distrutte solo alcune città, e qualche Saiyan.”

“E la cattiva?”

“Io sono assolutamente certo che questo non sia il loro limite... Sono sicuro che gli attacchi dell’esemplare maschio possano essere ancora più potenti. E soprattutto... presumo che l'impatto sia stato fortemente ridotto... Il suo corpo ha fatto da scudo al suolo.”

I volti in quella sala erano perplessi, e alcuni sgranavano gli occhi. Avevano visto perfettamente il risultato dell'impatto sugli schermi più grandi, ed era estremamente impressionante. Solo dei meteoriti che si schiantano su un pianeta senza atmosfera avrebbero potuto fare una cosa simile. Ma lo Tsufuru che aveva parlato era uno scienziato molto rispettato e di grande intelligenza. Non parlava mai senza cognizione di causa.

Chiin-Lee diede un'occhiata ai rilevatori di potenza. Il livello di Romanesco era sempre presente, ed era addirittura aumentato negli ultimi minuti. Era ancora vivo.

“Il villaggio! Non c’è più il villaggio!” Disse Harik, aggrappandosi alla gamba del suo presunto padre.

“Chi se ne frega” rispose il Saiyan, alzando lo sguardo su Hanasia che, ansimante, scrutava il fondo del cratere.

“Ma avevo lasciato il mio guscio di tartaruga a casa!”

“Ne prenderai degli altri. Piuttosto, guarda Hanasia.”

“Ora è mia moglie!” Rispose il ragazzo. “Faremo dieci figli! Portami da lei!”

“No, il combattimento potrebbe non essere terminato.”

Non erano passati nemmeno dieci secondi, ma furono sufficienti ad Hanasia per prendere fiato e recuperare le forze. Era molto stupita delle sue nuove capacità, ma non era sicura che fossero sufficienti.

Tese nuovamente le braccia per una nuova palla di fuoco potente e molto precisa. Scese lentamente, con le braccia puntate verso il cumulo di terra al centro.

La terra tremò e ne venne fuori il Guerriero, come se uscisse fuori dal bagno. Sfoggiava un grande sorriso e respirava profondamente per riprendersi dall’emozione. Il suo corpo, nero e bruciato, era coperto di terra e di altre cose di cui Hanasia ignorava la natura. Ma non c’era alcuna traccia di sangue.

Le braccia di Hanasia caddero, quasi come fossero senza forza. C’era qualcosa che avrebbe potuto danneggiarlo?

Lui invece era come ubriaco. Era difficile riconoscerlo perché era stato acciecato, assordato e spiaccicato. Ma più il tempo passava, e più si riprendeva. Guardandosi intorno, si mise a ridere nuovamente ad alta voce.

Hanasia cercò di non farsi prendere dalla disperazione. Eppure sembrava essere diventato ancora più forte di quanto non fosse all'inizio del combattimento. La ragazza deglutì.

“Beh” disse tra sé e sé. “La forza bruta non gli arreca alcun danno. Ma il corpo Saiyan ha dei punti deboli. Sicuramente la coda, ma anche la giugulare, il punto all'interno del gomito, la clavicola, la base delle unghie, e molti altri che mi ha insegnato mio padre. Per colpirlo in quei punti, però, devo avvicinarmi il più possibile e con abilità. A partire da ora, sarà il combattimento più duro e complicato che si possa immaginare.”

“Ti aiuterò.”

Hanasia girò la testa, e vide che la tartaruga era di nuovo là. Era così tranquilla e così… irreale… che ogni volta la sorprendeva. In realtà, non era un essere vivente, e Hanasia non percepiva la sua presenza.

“Se lasci che io ti tocchi, posso rimuovere tutta la stanchezza dal tuo corpo.”

Hanasia era un po' sospettosa.

“I miei amici sono arrivati.”

Dal cielo, effettivamente, si vedevano degli enormi carri volanti che arrivavano, sospesi in aria. Fu impressionante vedere qualcosa più grande di una casa volare così in alto. Si misero in posizione. Dai carri spuntarono diversi cannoni e altri strani oggetti.

Quelle armi, tutte insieme, rilasciarono dei raggi e delle sfere d'energia. Il Guerriero veniva colpito da ogni lato, e non riusciva a capire cosa fossero tutti quegli attacchi. La terra venne nuovamente frantumata da violente esplosioni, accompagnate da un intenso fumo. Il mostro, intanto, venne ancora circondato dalla luce.

Subì tutti quegli attacchi per parecchio tempo, e per Hanasia era davvero impressionante. La tartaruga aveva estratto dal suo guscio magico un piccolo tubo che terminava con la punta di un ago.

“Con questo inietterò una medicina sul tuo corpo” disse la tartaruga.

“Inviate il liquido rinvigorente!” ribadì Chiin-Lee ai suoi colleghi. “Non il virus.”

“Ma...” fece il tecnico. “Questa è un'occasione d'oro.”

“Abbiamo bisogno del suo potere distruttivo. È evidente che il più pericoloso dei due è l’esemplare maschio. Se si è fidata di noi volta, sarà possibile ingannarla in futuro. Iniettatele anche delle vitamine e dei farmaci per aumentarle le capacità.”

“Va bene.”

Hanasia abbassò il suo potere per lasciare che la tartaruga infilasse l'ago nella sua pelle. Le fece un po' male, ed ebbe una strana sensazione mentre il liquido si disperdeva nel suo corpo.

Gli unici veleni che i Saiyan conoscevano erano quelli che si mangiavano. Perciò, nemmeno pensò che avrebbero potuto avvelenarla in quel modo.

Molto presto, Hanasia sentì una nuova forza dentro di sé. Non era impressionante come la trasformazione in Super Saiyan, ma era comunque tonificante. Provò qualche mossa, e sembrò soddisfatta. Tornò in battaglia, mentre la tartaruga si aprì, mostrando un tubo più grosso.

“Un'ultima cosa!” Fece la tartaruga, mentre levitava. “Tendi un attimo la mano, per favore.”

Dal tubo rotolò una sfera grigia e brillante, che poi cadde a terra. Hanasia la prese. La teneva saldamente sul palmo della mano.

“Perfetto” disse il tecnico Tsufuru. Dunque, era necessario rimuovere la sicura, e la bomba scivolava giù dalla canna.

“Anche alla potenza minima, non avrei potuto tirarla sulla Saiyan senza che sembrasse un’aggressione.”

“E per farla esplodere?” Chiese Chiin-Lee.

“Nessuna differenza. Si basa su dei sensori interni, manuali o automatici. Con la simulazione non potrei sbagliare neanche durante un combattimento in mezzo a del fumo denso.”

“È una buona idea lasciare questa unica bomba nucleare nelle mani di questo pericolo pubblico?” Chiese uno Tsufuru, il cui ruolo, finora, era limitato a delle osservazioni poco interessanti.”

“La velocità di questo guerriero è ben superiore a quella di un oggetto lanciato ad alta velocità. La probabilità che un attacco così venga parato è anche maggiore di quella di poter giocare a golf con la sua bocca. Non capisco il suo disappunto, signorina Urushiole. La possibilità di abbattere in un colpo solo due Saiyan non vi interessa?”

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