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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 18.

La quiete dopo la tempesta

Traduzione di Emperor Vegeta, revisione di Prosavio

 

L’esercito Saiyan si smantellò da sé in un sol colpo. Non era così tanto un male, quanto piuttosto un fatto. Una volta che il Guerriero Millenario fu sconfitto, l’obiettivo cessò di esistere, per cui la maggior parte dei soldati dedusse che il loro servizio aveva raggiunto la sua fine. Il giorno seguente tre quarti delle truppe era andata a casa, con la loro formazione da battaglia dietro di loro, pronti ad ottenere una promozione nel proprio villaggio natio.

Il ricordo della ragazza Saiyan rivestita da un’aura gialla svanì, soprattutto vista la semplicità del personaggio. Dato che non aveva ricercato la popolarità in seguito a questi eventi, i Saiyan la dimenticarono. Sono ostici al riguardo.

I resti del Re furono cremati con grande fanfara da potenti esplosioni di Ki, essendo la capitale piena di forti Saiyan. Il più valoroso e potente dei generali lo sostituì dopo alcuni scontri poveramente organizzati, ma abbastanza convincenti della sua forza.

I contastorie erano già andati in giro per il mondo per riferire i racconti di ciò che gli era stato raccontato, e già ci furono giovani coraggiosi pronti a cimentarsi nell’ottenere il trono reale. Il nuovo monarca si scontrò con duri sfidanti, ma rimase imbattuto nonostante tutto.

 

Sul fronte Tsufuru, si tennero lunghi incontri. Molti dei loro piani furono sufficientemente inutili, in particolare la loro bomba atomica, che non era nemmeno stata impiegata. Nonostante ciò, la competenza dell’agente Chiin-Lee non era stata messa in discussione.

Il file degli “Dèi” alieni fu spedito rapidamente ad un altro dipartimento e Chiin-Lee non ne sentì più parlare.

Il caso in cui era coinvolta la ragazza Saiyan era l’argomento più popolare. Gli scienziati avevano concluso che la sua aura ed il suo potere erano molto diversi da quelli del Guerriero Millenario, e che la differenza di genere non era sufficiente ad indicare che lei potesse manifestare sintomi differenti. Teorizzarono anche che tutti i Saiyan avevano il potenziale di trasformarsi come fece lei, cosa che instillò in loro paura. Uno osò anche dire che questa fosse una ragione più che sufficiente per giustificare lo sviluppo del virus a larga scala, ma Chiin-Lee e alcuni altri disapprovarono fortemente.

Ciò fu giustificato con la rarità dell’evento. La forza media dei Saiyan difficilmente era incrementata negli ultimi 500 anni, e ci sarebbe voluto molto di più prima che potessero raggiungere un tale livello di potenza. Chiin-Lee non esitò nemmeno ad attaccare i suoi stessi progetti, per ricordare loro che essi stessi erano la ragione della trasformazione avvenuta in primo luogo. Aggiunse che il Saiyan in questione era diverso dagli altri anche sotto il profilo psicologico, e che le sue azioni sarebbero state monitorate.

 

L’intero villaggio di Hanasia velocizzò il ritmo nel ricostruire le case danneggiate. Ad esempio, i giochi di costruzioni dei bambini furono rimpiazzati con veri mattoni a grandezza naturale. Pannelli dei muri che collassano uno dopo l’altro, lo spostamento dei massi e la casuale frantumazione di essi, in modo da dare loro una sorta di forma cubica, era lo scenario generale ovunque. Anche i muri meglio costruiti non avevano angoli per loro. Per non parlare delle case costruite senza rispetto di ciò che vi era intorno, e quelle che addensavano le case di altri venivano distrutte. A rendere le cose anche più interessanti, il gruppo geloso che invidiava quelli il cui lavoro stava generando un favorevole progresso, stava discretamente rimuovendo ciottoli dalla base di quelle fondazioni…

Tutto rivelava un buon umore generale supportato da lotte a suon di roccia, niente di così allarmante.

Hanasia ancora provava a tenere a mente che sarebbe stato bello per i bambini avere una casa con un tetto durante il prossimo periodo di pioggia.

Hanasia era il capo “de facto” del suo villaggio.

 

E poi ebbero la loro prima visita.

Hanasia sentì che qualcuno stava raggiungendo il villaggio. Si alzò in volo per cercarlo, poi lo trovò. Stava volando a un’altitudine piuttosto alta ed era ancora lontano. La sua acuta percezione fece scattare in lei la sorpresa… Una volta avvicinatosi, lo avrebbe riconosciuto: era un contastorie!

Si era piazzata sul sentiero per il villaggio, verso il quale lui si stava dirigendo, in modo da salutarlo, come avrebbe fatto suo padre. Lui arrivò e sorrise quando la riconobbe. Quasi preoccupato appena ricordò la loro separazione di qualche settimana antecedente, gettò uno sguardo su quello che avrebbe dovuto essere un insieme di case.

“Ah, ti ho trovata! Dove si trovava il tuo villaggio adesso vi è solo un ammasso di crateri.” Prese fiato ancora, poi continuò.

“Ho appreso che la fine del Guerriero Millenario ha avuto luogo vicino al tuo villaggio… E direi che i crateri lo confermano… Sono venuto… Per raccogliere l’informazione alla fonte.”

Hanasia gli lanciò uno sguardo che diceva: “Ah, solo per questo?”, anche se non era veramente intristita da ciò. Anche alcuni abitanti del villaggio erano lì. Guardarono orgogliosamente il loro nuovo capo, che in realtà era al centro della storia riguardo al Guerriero Millenario.

“Informazione… così se dovessimo riferire la storia al contastorie, questa volta offrirà un pasto a tutti quanti noi?”

“Ah ah”, disse imbarazzato, “ma anche io ho qualcosa da riferire… Conosci l’inizio della sua storia?”

“Ecco come faremo”, disse Hanasia, sfoggiando un sogghigno che non ispirava nulla di buono. “Se tu ci dici la tua storia, puoi restare. Ma se vuoi che noi ti diciamo la nostra… Dovrai battermi in una corsa.”

Ci furono risate tra la folla di Saiyan raccolti e il quasi scioccato contastorie rise allo stesso modo.

“In una corsa? Tu stai sfidando me, Corrne, il più veloce contastorie dell’intero paese, a una corsa?”

“Il primo a raggiungere la roccia laggiù vince. Parto quando parti tu.”

“Ah! Bene allora! Bene… allora.”

E volò come il vento.

 

Corrne scattò verso la roccia designata senza guardarsi indietro. Sarebbe stato lì in meno di venti secondi. E non appena divise l’aria, vide che era stato superato dalla ragazza, due volte veloce più di lui, che poteva tranquillamente adattarsi alla sua velocità una volta che gli era davanti. Incredibile!

Concentrò quanta più energia poteva per aumentare la sua velocità di volo, ma come accelerò non solo la Saiyan si trovava ancora davanti a lui, accelerando solo quanto bastava a non farla sudare, ma si girava anche per rivolgersi verso di lui, incrociando entrambe le braccia e le gambe nel modo meno aerodinamico possibile in completa tranquillità. Che umiliazione!

“Sei già stanco, contastorie? Prendimi, se ci riesci!”

La gara era cambiata, e Corrne non era sorpreso. Sapeva anche a cosa avrebbe portato. Ma in quel momento, aveva un solo obiettivo: sorpassarla in velocità. E non sarebbe stato un compito semplice…

Mise più energia possibile nel suo volo, pensando di poterla sorpassare, ma lei continuò a volare al rovescio ad alta velocità, andando così lontano da aumentare la distanza tra di loro. Adesso erano il più vicino al suolo che potevano e si chiese se lei si sarebbe schiantata contro una roccia a caso o un albero, ma la ragazza ovviamente aveva gli occhi dietro la testa.

“Eh eh eh!”

Comportandosi come una fatina beffarda, si lasciava lentamente raggiungere, per poi restare esattamente a cinquanta centimetri da lui. Con le braccia e le gambe incrociate, sembrava come trascinata da un filo. Improvvisamente, tirò fuori la coda e con essa stuzzicò la faccia di lui. Corrne, che stava volando con le braccia lungo il corpo, le gettò in avanti per afferrarla, ma lei le evitò senza indietreggiare troppo. La sua frustrazione era vicina al punto di ebollizione quando iniziò a muovere le sue braccia in ogni direzione, mentre volava a velocità massima, solo per afferrare quella coda così abile che letteralmente continuava a strofinargli la faccia.

Hanasia stava ridendo a crepapelle, con gli occhi chiusi, mantenendo la situazione sotto controllo, quando poi iniziò a ruotare intorno all’asse della sua coda (e della traiettoria che aveva disegnato) disperdendo le sue tuonanti risate. I suoi capelli toccavano il suolo ogni tanto, e dal suo sguardo poteva vedere il mondo girare intorno a lei, e anche il contastorie stava girando su se stesso, non essendo in grado di togliere gli occhi dalla punta della sua coda. Era molto divertente.

 

Hanasia aveva bisogno di staccare la spina, aveva bisogno di esaurire la sua energia, e aveva bisogno di avere il suo spazio con un ragazzo. Il bel contastorie aveva avuto un tempismo perfetto.

Improvvisamente stanca di giocare con lui, si fermò bruscamente. Senza preavviso, ora stava in piedi fermamente sul terreno. Solo l’aria continuava il suo corso e sollevava la polvere. Per quanto riguardava Corrne, vedendo nulla se non qualcosa per una frazione di secondo, si schiantò contro di lei a 400 km/h.

I due Saiyan rotolarono lungo il suolo colpendosi una trentina di volte per poi finire contro una roccia che ridussero in granelli. Quando infine si fermarono, furono l’uno contro l’altro e Corrne era già prigioniero di Hanasia. Provò a muovere le sue braccia, ma provando quanto poteva con tutta la sua forza non si mossero, fermamente strette da una delle mani della ragazza. Le sue gambe inoltre erano schiacciate dal suo peso (vale a dire che lei stava volando verso il basso, come era stato detto una volta), e la sua coda era tenuta dalla… stessa coda di Hanasia! Aggrovigliati uno all’altro come un serpente su un bastone.

Anche se era prosciugato dalla corsa, sapeva molto bene che, anche se non fosse stato per quello, ogni tipo di resistenza sarebbe stata… inutile. Cessò poi di resistere per prendere parte all’azione, mentre Hanasia aveva già finito con i preparativi, visto che con la sua mano libera si era già liberata delle pellicce che la coprivano e stava procedendo nel rimuovere i suoi vestiti, il tutto mentre gli leccava il viso con la sua lingua.

 

Come in tutte le produzioni di buon gusto (ah ah!), lasceremo i nostri due piccioncini farsi gli affari loro senza spettatori, distogliendo discretamente la telecamera.

Ma questo non è quello che fecero gli Tsufuru.

 

“Così guardi le scimmie accoppiarsi durante il lavoro?”

“Oh, Brie! Che cosa stai facendo qui?”

“Sto solo gironzolando, Chiin… Sono in pausa… E dato che non ti ho più vista dall’incidente con il tizio Millenario, la sto facendo nel tuo settore… Ma non provare a cambiare discorso. Così, stai guardando Saiyan che si accoppiano?”

“È carino da parte tua passare da queste parti. Le grandi riunioni sono finite, le cose si stanno calmando qui, e adesso devo tenere d’occhio questa Saiyan.”

“E così adesso si sta accoppiando. Veramente suggestivi, i tuoi documentari… Sei sicura che non sia stupro? Perché uno di loro sta trattenendo l’altro… Ah, lascia stare, si stanno trattenendo l’un l’altro e si stanno leccando dappertutto.”

“È così che fanno… Ti sei persa l’inizio, molto romantico.”

“Sì, sono sicura… Mostrami il tuo pugno, che io ti mostro il mio… On no! Allarme di emergenza!”

L’amica di Chiin-Lee premette un pulsante sui dispositivi su uno dei suoi polsi, e poterono veder apparire una mappa dello spazio esterno, con un punto rosso lampeggiante vicino al pianeta, rappresentato da una sfera.

“Maledizione… Un oggetto non identificato si sta avvicinando… Non è una meteora… Altri allarmi! Oh, accidenti. A dopo!”

Abricota si fiondò fuori per riunirsi ai suoi reparti di sorveglianza spaziale.

 

Tutto era a soqquadro. Le stanze tecniche e di osservazione lampeggiavano di rosso, ma Abricota era stata convocata ad una riunione. Il capo dipartimento fu rapidamente sui suoi passi e quando Abricota arrivò aveva già acquisito tutte le informazioni vitali.

“L’oggetto è stato chiaramente identificato: una nave spaziale. Sta arrivando dritta verso il nostro pianeta. Non sta mostrando il minimo tentativo di mettersi in contatto con noi. Niente. Sta arrivando, è tutto. Il problema è il seguente: Professor Arturdent Camellia Sinensis, stiamo ascoltando.”

“Bene. Quando parlammo con gli alieni quasi cento anni fa, ci sollecitarono di essere discreti, questo a causa degli esseri conosciuti come Demoni del Freddo.”

Continuò ad andare avanti, sebbene non fosse necessario, perché tutti avevano già capito.

“E la nave che sta venendo nella nostra direzione sfoggia il simbolo di quei demoni, giudicando dai modelli che ci furono mandati un secolo fa.”

“Abbiamo il ministro della difesa in linea. Per favore ci dica cosa sa di loro.”

“Sono conquistatori che invadono i pianeti su larga scala, demoni che non esitano ad estinguere le loro intere popolazioni! Nessuna arma funziona su di loro, non solo a causa del loro immenso esercito, ma anche a causa di loro stessi! Sento di non essermi spiegato bene, quindi devo ribadire. I Demoni del Freddo sono creature molto specifiche, pochi di numero, ma nati con poteri magici inimmaginabili. Non c’è nulla nell’universo che si avvicina a quello che sono. Sono invulnerabili e uno solo di loro supera il potere distruttivo di un esercito. - Prese fiato. - Per esempio, atterrano su un pianeta con la loro nave, trasportando un esercito di piccole dimensioni, e se viene decimato dalle forze nemiche il demone prende in mano la situazione. L’esercito che si difende potrebbe concentrare tutta la potenza di fuoco a loro disposizione, e ancora il demone ne uscirebbe senza nemmeno un graffio. Poi, dalle sue mani disarmate, lancerebbe una sorta di palla di fuoco capace di distruggere un intero continente! È stato testimoniato!”

“Mi ricorda molto il Guerriero Millenario dei Saiyan. Ciò significa che ci capita proprio di avere già i mezzi per combattere una tale minaccia. La nostra bomba potrebbe realmente avere uno scopo! Per quanto riguarda il suo esercito, i nostri mezzi convenzionali dovrebbero bastare nel respingerli.”

“Il Guerriero! Verosimilmente è a causa sua che il nostro pianeta è stato scoperto! La sua energia diffusa per tutto lo spazio potrebbe aver fatto girare qualche testa!”

“Poco importa, a questo punto. Affrontiamo questi Demoni del Freddo adesso, e gli dimostreremo che siamo capaci di distruggerli!”

“Uh… Non dovremmo almeno provare a parlare con loro prima di tutto questo?”

“Non serve, rispose il professore. Sono mostri guidati dalla conquista. In ogni caso, lo vedrai non appena atterrano. Ma dobbiamo preparare le nostre difese e velocemente!”

“Del resto, un intero pianeta sottomesso da una singola nave spaziale… Nemmeno una gigantesca nave da guerra… Possiamo individuare duecento forme di vita all’interno.”

“Questo è esattamente quello che li rende così terrificanti.”

“Allora ci dobbiamo preparare per il loro arrivo. Le navi del nostro esercito si stanno già organizzando.”

“Ecco una domanda interessante”, disse Abricota… “Dove atterreranno?”

“Beh, non lo sappiamo.”

“Allora perché non farli atterrare vicino ai Saiyan?”

“Perché … oh…”

“Se attaccano i Saiyan, sapremo sicuramente le loro intenzioni, e tutto il danno collaterale sarà sul loro lato del globo. Per non parlare del fatto che è il loro guerriero, in primo luogo, ad attirare attenzioni indesiderate. Inoltre… Non c’è la ragazza Saiyan che assomigliava al Guerriero Millenario? E pertanto simile a questi demoni? Visto che le altre nazioni extraterrestri non sono mai riuscite a sconfiggerli con la tecnologia, sarebbe folle da parte nostra provarci.”

La dichiarazione di Abricota fu seguita da alcuni attimi di silenzio.

“Okay. Invieremo loro svariate onde radio che possano captare dalla capitale. Se sono conquistatori che ricercano la battaglia, vorranno trovare qualcosa che assomigli ad una città ricca di tecnologia. Inoltre avremo tutto il necessario per osservarli.”

 

Anche dopo aver raggiunto l’estasi svariate volte, Hanasia non rilasciò il suo prigioniero. Voleva di più, ma era abbastanza consumata. L’amore con i Saiyan era crudele, e spesso egoista. Lui poteva solo provare a scappare o lottare, o tornare a ciò che stavano facendo. Presto notò, gettando lo sguardo su di lei, che non si stava affaticando per niente. Sapeva di non poter scappare da lei, così radunò le energie che gli erano rimaste. Dopo tutto, sembrava che stesse migliorando ogni volta di più.

“Ah, alla fine sei tornata in piedi…”

Hanasia si fermò improvvisamente e guardò in alto. Preoccupata, lasciò andare Corrne, che non provò a scappare.

“Che cos’è…?” Disse lei, preoccupandosi ogni secondo di più.

“Cosa c’è che non va?” Chiese Corrne, non appena si rese conto di non conoscere il suo nome.

Hanasia scrutava il cielo, ma sapeva che il potere che percepiva era troppo lontano da lei affinché potesse vederlo coi propri occhi. Era un tipo di potere che non aveva mai percepito prima. Era così diverso da ciò che conosceva, come lo erano quei guerrieri rossi e viola che erano venuti ad aiutarli nello scontro con il Guerriero Millenario. Ma era una versione molto meno benefica di quello. Molto potente, troppo, immensamente, da quello che poteva percepire da dove si trovava.

Corrne si rialzò per guardare nella stessa direzione e non vide nulla fuori dall’ordinario. Mise le sue braccia intorno a lei e cominciò ad accarezzarla per farla risvegliare dal suo fantasticare.

“Stanno per succedere cose terribili.” Disse in risposta, prima di raccogliere le sue pellicce per rimettersele addosso.

Corrne fece lo stesso, senza nemmeno sapere il perché, il che lo deluse ulteriormente.

Hanasia si alzò in volo in alto e velocemente, verso la direzione in cui stava guardando. Stava andando molto più veloce di prima.

“Sì, Consigliere Saiyan del Re, sono in ascolto.”

“Devi avvisare il Re”, rispose il bracciale luminoso. “Una nave sta venendo dal cielo e non appartiene agli Tsufuru. Sono invasori. Mostri venuti dal cielo per prendere la vostra terra.”

“Come? Non ha senso…”

“Li abbiamo visti arrivare. Dovrebbero raggiungere la capitale in un’ora! Stiamo preparando il nostro esercito, fate lo stesso!”

“Ma… ma… dal cielo??”

Il nuovo Re non capiva veramente l’utilità di un consigliere e del suo, così chiamato, “contatto con gli Tsufuru”, questi esseri che si sono nascosti da loro per anni. Dopo il loro primo incontro, pensava che fosse solo un lunatico con strane gemme fluorescenti. Ma Nizouki e i Saiyan più anziani gli dissero che questo consigliere era vitale. Il nuovo Re, sapendo che se Nizouki avesse avuto 30 anni di meno lo avrebbe schiacciato facilmente, aveva allora accettato il suo ruolo.

Ma questo, questo era uno strano sviluppo.

Non avrebbe creato alcun danno radunare gli uomini. Diede l’ordine ai suoi generali di riunire l’esercito Saiyan, del quale la maggior parte dei membri si trovava probabilmente in città, a giocare o a bere.

E il Re penso di rivalutare la sua opinione sul consigliere, poiché non stava mentendo dopotutto.

 

 

“Siamo arrivati, finalmente??”

“Siamo molto vicini alla città che abbiamo individuato, ancora qualche minuto, mio Signore.”

“Era ora, mi stavo stancando di vedere questo sistema che ha eluso i nostri rivelatore per così tanto tempo!”

“Le loro emissioni sono deboli, mio Signore. Verosimilmente, stanno a mala pena entrando nell’era tecnologica.”

“Ah ah ah, così sarà ancora più divertente, contro catapulte e frecce infuocate. Niente di così impressionante.”

“E forse esplosivi, mio Signore.

“Mwahahah!”

“Sarà facile, Lord Chilled.”

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