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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 19.

Gli invasori

Traduzione di Emperor Vegeta, adattamento di Prosavio

Quando il vascello dell’impero del Freddo si fermò sopra la capitale, svariate forme di vita intelligente l’avevano già circondato, fluttuando a una distanza… non necessariamente rispettosa. Una di queste creature cominciò addirittura a toccare lo scafo esterno, per poi fermarsi quando un altro, chiaramente una sorta di capo tribù, lo rimproverò.

“Bene, bene… Sembra che siano tutti capaci di volare… senza nessun tipo di ali. Nessuna armatura da notare su di loro. Hanno tutti un controllo sufficiente della propria energia per rimanere in aria.”

“Un’intera popolazione in grado di volare? Sì, giusto. Quelle che vediamo attenderci sono le loro truppe d’élite! Guarda, sono disposti in un’autentica formazione militare. Stiamo per combattere subito una vera battaglia… Ci siamo appena imbattuti in una città presidiata.”

“Non ci sono solo loro! Ne vedo altri in volo, e ovviamente non sono soldati.”

“E quindi? È una specie che può volare. Non c’è nient’altro oltre a questo. Non sono nemmeno Namecciani… Il portello si sta aprendo. Andiamo!”

Quel soldato non si rese conto di quanto si stesse sbagliando…

 

La luce del sole entrò attraverso l’apertura principale della nave. La sesta divisione di Lord Chilled ne uscì in ordine, rimanendo a galla. Il Generale Sanana la comandava. Aveva capito il potenziale di questi nemici e aveva portato i 200 uomini immediatamente. Una volta che furono tutti fuori, con le armi pronte, i nativi si erano già mossi per affrontarli, verosimilmente con il loro capo al comando.

“Il traduttore automatico…? Bene, funziona. Ahem…” Il generale alzò la voce, guardando fermamente negli occhi il comandante avversario. “Io sono il capo di questo esercito e un rappresentante dell’Impero dei Demoni del Freddo, che governa tutto ciò che esiste in questo universo fin dall’alba dei tempi! Anche voi appartenete a quell’impero, e ci dovete la vostra obbedienza! Adesso, inchinatevi e ponete entrambi i vostri pugni a terra, in gesto di sottomissione! Se vi rifiuterete, sarete tutti decimati!”

Per un momento ci fu silenzio. Il capo avversario lo guardò come se la minaccia dichiarata fosse completamente assurda. All’interno dei ranghi, un Saiyan cominciò a ridere, ma era l’unico e si fermò subito. Guardò il più attentamente possibile verso le strane creature, con tonalità e facce distinte, che costituivano l’esercito di Chilled.

“Ahem… Io sono il capo del nostro esercito, quello Saiyan, che ha governato… tutto questo, da sempre. Non apparteniamo a nessuno, specialmente non a degli stramboidi con facce da dinosauro o pellicano, che non hanno messo piedi qui nemmeno per cinque minuti!... Se volete decimarci… Siete invitati a provarci!”

“Finisce sempre in questo modo…” Disse il generale. “Probabilmente dovremo affinare meglio il nostro discorso di introduzione…”

“Sai bene quanto me che il suo unico obiettivo era quello di scatenare le ostilità, Generale.”

“Avanti!” Urlò Sanana. “Massacrate questi pazzi indigeni, distruggete le loro case, uccidete qualunque sopravvissuto rimasto, anche donne e bambini!”

Un urlo molto breve risuonò all’interno del reggimento, e i soldati si dispersero in formazioni di tre (la specialità di questa divisione) verso i nemici disarmati.

 

Due metri e quattordici centimetri, contando le corna da toro che si sviluppavano verticalmente. Una coda da lucertola con spuntoni in cima, un’appendice che in media uccideva una volta a settimana. Tra i ranghi di Lord Chilled il minimo errore è pagato con la vita, essendo schiacciati dalla coda del padrone. Era il suo piacere occasionale. Con le braccia incrociate e le gambe ferme, la sua coda squarcerebbe improvvisamente l’aria. E il folle ufficiale sarebbe tagliato in due dalla violenza del colpo, mentre la sua grossa testa volava via in tutte le direzioni.

Il trono del Signore era al centro del cuore della nave. Non per farla volare, no, ma per controllare tutto quello che lo circondava… nel raggio di svariati anni-luce. Un’immensa costruzione, fatta del più solido ed estensivo materiale esistente, affinché il capo potesse sedersi senza doversi preoccupare troppo della propria forza.

Chilled vi era seduto, e giocava col suo bicchiere. L’oggetto fatto di cristallo, capace di contenere un litro, era estremamente prezioso e fragile. Attraverso le sue multiple sfaccettature e intagli, il liquido all’interno rifletteva il proprio colore in modo differente in base secondo l’angolo. Pendeva a destra e a sinistra, poiché Chilled lo teneva sulla punta del suo dito, guardando i riflessi della luce cambiare…

Poi si fermò e tolse la mano. Il vetro cadde, ma rapidamente lo prese prima che si potesse rompere, e terminò con un ultimo sorso.

“Come si sta svolgendo la battaglia? Trasmettete il video dall’esterno.”

Come se i muri fossero di vetro, era possibile vedere l’esterno a 360 gradi intorno alla nave. Che sorpresa. La battaglia era violentemente ìmpari, ma non nel modo che era abituato a vedere. I nativi potevano sparare fuoco dalle loro mani. Potevano volare e combattevano con notevole forza e velocità. Le tecniche di combattimento erano rudimentali, nondimeno questi guerrieri erano sorprendentemente potenti.

“Non staremo mica perdendo qui?”

“Temo di sì, mio Signore. Sono numerosi e veramente potenti…”

“Uh... Bene, allora… Questo va bene… Molto bene. Suonate la ritirata, io andrò a divertirmi.”

 

Il Generale Sanana era gravemente ferito. Era stato un massacro e una grande umiliazione per il suo reggimento. Sapeva cosa sarebbe accaduto in seguito… La domanda era se Chilled sarebbe intervenuto sul campo di battaglia o avrebbe aspettato senza fretta. La sua sopravvivenza ora dipendeva unicamente dal divertimento del suo padrone. Nel frattempo, poteva solo difendersi il più a lungo possibile.

Il gigantesco mostro, che era il loro capo e signore, apparve alla luce del giorno, quasi graffiando la cima dell’apertura con le sue corna. Al suo arrivo, giudicando dal suo fare imponente e dalla sua altezza molto superiore a quella degli altri invasori, i locali capirono che la sua comparsa avrebbe cambiato l’intero corso della battaglia. I soldati, che lo sapevano allo stesso modo, si allontanarono per lasciare al loro signore i propri avversari, che non erano più dei combattenti, ma delle prede.

I ventisette soldati sopravvissuti si attaccarono alla nave non appena Chilled fluttuò tra i Saiyan. Una volta che si trovava al centro del campo di battaglia aereo, ruppe il silenzio sparando una palla di fuoco, quasi dall’aspetto innocuo. Tuttavia, rapidamente, partì alla ricerca di un bersaglio casuale, e senza che i Saiyan facessero una minima mossa, come se fossero ipnotizzati, trafisse la testa di uno dei loro combattenti, come una palla di cannone che colpiva un castello di carte.

Con quello era cominciato il massacro.

 

“Esattamente come previsto.”

Abricota guardava attentamente verso lo schermo quando il capo riportò il suo aggiornamento.

“Il loro esercito non è una minaccia per una società avanzata come la nostra, o per una potente come quella dei Saiyan, ma il loro capo, il loro mostruoso capo…! Così è questo, un Demone del Freddo! Sta uccidendo quei Saiyan con una tale facilità che pare stia usando dei trucchi in un videogioco!”

“Guardate”, disse un altro osservatore, “uno squadrone dell’esercito Saiyan ha sparato sulla sua schiena allo stesso tempo… Erano dodici. La potenza dell’esplosione era equivalente al fuoco di un cannone AT-6. Nessun danno. Tranne che per il suo mantello fatto a pezzi, non si è nemmeno mosso!”

“È così denso che l’impatto non l’ha spinto nemmeno di un po’, la sua levitazione è troppo forte. Inoltre, sembra ovvio che non si è nemmeno riscaldato.”

“Argh! Ha appena superato la velocità del suono di tre volte per girare intorno a loro! Che disastro, ha appena trafitto i loro corpi con le sue stesse mani…”

“Considerando che i Demoni del Freddo hanno già piegato al loro volere civiltà più avanzate della nostra e che la forza bruta dei Saiyan non è alla loro altezza, c’è qualcosa che possiamo fare?”

“Non abbiamo ancora esaurito le nostre opzioni riguardo alla forza bruta”, disse Abricota. “La ragazza che può trasformarsi non ha lasciato casa sua un’ora fa?”

“Uhm…” Disse un collega, mentre guardava un altro schermo. “Sì… sì, è arrivata giusto ora! Lo sapremo presto…”

 

Molto lontano, la grande città poteva essere vista con il mare dietro di essa. Hanasia non era mai andata nella capitale e non aveva idea che il potere che l’aveva guidata l’avesse portata là. Ma non c’era spazio per il dubbio. Una città così estesa con tali costruzioni, un grido lontano dai muri decomposti del suo villaggio. Poteva essere solo la capitale.

Il potere individuato era stato scatenato un paio di minuti prima. Ovviamente era ostile. E Hanasia sentiva le vite dei Saiyan scomparire una dopo l’altra.

“Io sono il Re della nostra gente e ti sfido!”

Chilled rilasciò il cadavere immobile che aveva in mano, lasciandolo schiantare contro il suolo 30 metri più in basso. Sì, era sicuramente il loro Re. Ma difficilmente avrebbe fatto qualche differenza… Chilled non aveva motivo di onorare la sua presenza. Senza rispondergli, sfrecciò dritto verso di lui. Il Re a malapena ebbe il tempo di parare il colpo che sentì tutte le sue ossa frantumarsi. Sputò sangue e il suo corpo fu mandato a schiantarsi molto indietro, contro una delle torri di vedetta del palazzo reale. Intrappolato nella roccia, il Re perse conoscenza.

Dalla sommità di quella torre, il consigliere provò la stessa sensazione d’impotenza che aveva provato quando fu di fronte al Guerriero Millenario. Era inutile provare a contrastarlo. Che cosa poteva fare davanti a una tale potenza? Un punto venne da lontano a piena velocità… e si fermò a qualche metro dal mostro.

Una strana abitazione volante, animali bipedi vestiti che guardavano verso la scena, cadaveri di Saiyan e di quegli stessi animali sul terreno e sui tetti delle case. Un Saiyan o due in volo, uno stringendosi le costole, l’altro, senza un braccio, che ignorava il dolore e il sangue che fuoriusciva. E al centro di tutto questo, un enorme mostro, anche più grande del forestiero rosso dell’altra volta, coperto da sangue Saiyan. La fonte del potere malefico che aveva percepito fin dall’inizio. Questo era tutto quello che Hanasia vide appena arrivata. Si avvicinò ai due Saiyan rimasti, che stavano per attaccare prima di essere fermati dal suo arrivo.

“È lei! La riconosco!” Disse uno dei Saiyan, essendo un soldato che l’aveva vista quando aveva minacciato Nizouki.

 

“Mostro, sei venuto dal cielo per uccidere la mia specie! Ti avrei capito se avessi cercato di sfamarti, ma tu distruggi solo per il piacere di farlo! Non so da dove vieni, ma compatisco quel luogo immondo. Riporta il tuo braccio sanguinante da dove è venuto! Hai ucciso ogni cosa nel cielo, e adesso vieni qua? Questi sono i tuoi ultimi attimi di respiro...!”

Lord Chilled sorrise con un largo ghigno, poi sparì improvvisamente. Riapparve con il suo pugno conficcato nello stomaco di Hanasia, piegata a metà, poi si girò per colpirla con la sua coda. Gli spuntoni la trapassarono, e l’onda d’urto la fece schiantare a centinaia di metri, sul suolo.

“Tu parli troppo!” Disse il mostro. E si girò nuovamente verso gli altri due. Ma lei non era morta.

 

Hanasia si rimise in piedi, spingendo via le macerie di una casa. Guardò la sua ferita: il sangue colava, ma non sembrava così grave. Si alzò per vedere cosa ci fosse intorno a lei e, trovandosi parecchio lontano dal luogo della battaglia, notò parecchi cadaveri di combattenti Saiyan. La sua rabbia ribollì ulteriormente, e non appena volò verso il mostro, la familiare luce gialla la rivestì e si trasformò.

“È lei! La Saiyan che ha tenuto testa al Guerriero Millenario!” Disse il soldato Saiyan.

“Che cos’è questo potere?” Fece Chilled, vedendola arrivare sempre più velocemente. Pensò che da quella luce stesse sparando un colpo esplosivo verso di lui, ma era questo il caso.

Era pronto a colpirla nel momento in cui fosse su di lui, ma lei si fermò all’ultimo secondo e il suo pugno colpì solamente lo spazio tra di loro. Poi lei cominciò a martellarlo di colpi con una forza che lui non mai sentito prima in uno sconosciuto.

 

Chilled fu gettato a sinistra, a destra, poi ancora a sinistra, e scagliato in ogni direzione. Non poteva crederci. Questa potenza, questa forza esisteva solo tra i Demoni del Freddo. Un tale livello di potenza poteva esistere solo nei membri della sua famiglia. Doveva darsi una mossa. E così si riprese.

Chilled si tirò fuori dalla serie mortale di colpi e riuscì ad allontanarsi.

“Incredibile, questo è impossibile!” Disse, guardando verso il suo strano avversario. “È possibile che sia stata tu quella a diffondere queste insolite onde attraverso lo spazio?”

Gli uomini di Chilled non potevano crederci. Non avevano mai visto questo prima d’ora. Il loro signore, colpito da uno dei suoi nemici! Mai.

“Parecchi assassini si sono incrociati con me. Uomini pazzi che traevano gioia dall’uccidere. Perché fate tutto questo?”

“Eh? Tu hai un potere riservato solo a quelli in cima alla gerarchia. In questo universo sei l’unica altra persona che, al contrario, dovrebbe capirlo. Il nostro potere, infatti, è quello della morte. Tutto ciò che è vivo mi appartiene, ed è mio diritto decidere quando ognuno deve morire.”

“Questo è... stupido!”

“Che cosa…?” Qualche parola deve essere sfuggita al traduttore. Uccidere questi insetti significa ricordare loro che sono io il loro Dio [nota: nella sua lingua, la parola “Dio” è lo stesso di “Demone” in “Demoni del Freddo”]. E anche se tu non sei un semplice insetto, io sono il tuo Dio. Te lo dimostrerò. Morirai”

“Il tuo unico obiettivo nella vita è uccidere gli altri?! Sarai tu a morire!”

 

Hanasia non sentiva più il dolore della sua ferita. Da quando si era trasformata, si era chiusa da sola, da quello che poteva vedere. Era al massimo della sua forza e non avrebbe lasciato vivere quel mostro ancora di più. Si gettò nella battaglia con l’intenzione di vincere e di ucciderlo.

Chilled aveva completamente cambiato il suo modo di combattere. Stava lottando sul serio contro qualcuno della sua taglia. Era terrificante quanto questa creatura lo avesse cambiato. Pensò di sondare ogni centimetro del pianeta per trovare anche la minima informazione su di lei. Ma adesso non era il momento di pensare a progetti futuri. La battaglia non sarebbe stata facile.

Tra i due schieramenti, si afferrarono le braccia tra di loro e cominciò uno scontro di pura forza. Se uno di loro avesse lasciato andare, le braccia si sarebbero slogate, lasciando un attimo di apertura per un altro colpo. La luce gialla che circondava la ragazza s’intensificò, come per aggiungersi al suo sforzo. Iniziando a stancarsi, Chilled iniziò a capire che aveva meno forza fisica di lei. Incredibile.

Chilled alla fine cedette e poté sentire un dolore acuto in entrambe le braccia, seguito da due colpi allo stomaco. Poteva sentire l’impatto correre attraverso il suo intero corpo e si tirò indietro per evitare il colpo successivo. Ma lei era già dietro di lui. Le sparò contro qualche corpo esplosivo, ma a causa della fretta non furono abbastanza potenti e scivolarono sul viso di Hanasia, come se li avesse evitati. Una ginocchiata in faccia e, prima che potesse recuperare la vista, lei gli afferrò la mano. Usandola come una leva, estese il suo corpo e i suoi piedi si scontrarono con la testa di Chilled, il tutto mentre gli stava slogando il braccio.

Questo era troppo. Caricò la sua energia nel braccio non infortunato, e questa volta attese abbastanza da produrre un potere notevole. Incassò qualche colpo prima di sparare. Poiché Hanasia era molto vicina mentre lo martellava di colpi, non fu difficile per Chilled colpirla. Sia Hanasia che il colpo esplosivo si schiantarono al suolo. Poi, dal cratere di detriti rocciosi, fu di nuovo in piedi. I suoi vestiti stavano bruciando e aveva qualche graffio, ma niente di troppo grave. Fece qualche respiro prima di volare di nuovo e ricominciare a combattere.

Chilled si diede un bel colpo alla spalla, trattenendo il suo urlo di agonia quando sentì le sue ossa rimettersi in sede, e si preparò per quello sarebbe successo dopo.

 

“Lasciarla in vita ne è valsa la pena dopo tutto, non è vero?”

“Penso che i popoli dei sistemi stranieri amerebbero vedere questa scena… La nostra ragazza Saiyan schiacciare questo Demone del Freddo!”

“Tutto questo potrebbe portare parecchie implicazioni”, spiegò il capo del servizio spaziale Tsufuru. “Primo, questo segna la fine del nostro isolazionismo. Saremo in grado di comunicare e commerciare liberamente con ogni altra civiltà, visto che siamo stati scoperti dai Demoni del Freddo. Secondo, tutti vorranno il potere dei Saiyan. Se non vogliamo che delle navi da cargo vengano e ne prendano migliaia con la forza per studiarli, dovremo tenerli al sicuro e vigilare costantemente il nostro pianeta, con gli incrociatori da battaglia pronti.”

Ognuno prese in considerazione quello che disse. Così era la fine di un’era. Sicuramente avrebbero tutti vissuto affianco di altri alieni molto presto, a qualche anno da adesso… avrebbero avuto dei nuovi nemici. Avrebbero dovuto dire ai Saiyan dei nuovi pericoli che li minacciavano entrambi…

“Se i Demoni del Freddo sono inferiori a un Saiyan travolgente, questo segna la fine del loro regno. Noi siamo quelli che possiedono un’arma in grado di distruggerli. Tuttavia mi chiedo… Non è tutto troppo semplice?”

Guardarono sul gigantesco schermo sul quale la battaglia continuava il suo corso. La Saiyan avrebbe vinto. Era molto chiaro. Il demone aveva strane tecniche mai viste, ma lei era più forte, più veloce e più resistente di lui.

“Pensate che lui possa nascondere qualcosa? O pensate che non sia normale il fatto che siamo i soli nell’universo a ospitare creature come i Saiyan? O entrambe le cose?”

“Io credo sia così, e penso anche che, se dovessimo debellare una minaccia grande al pari del Guerriero Millenario, altre civiltà sarebbero in grado di fare altrettanto. Perché i Demoni del Freddo non sono stati eliminati nello stesso modo?”

“Il Guerriero Millenario era una bestia selvaggia. I Demoni del Freddo sono una razza astuti imperatori.”

“Ben detto. Un’ultima cosa: perché il cosiddetto Kaiohshin dell’Est, il quale controlla anche gli altri punti cardinali, non ha distrutto anche questi Demoni?”

“Perché non è un suo problema.” Tutti si girarono verso lo Tsufuru che fino ad ora non aveva detto una parola. “Ho trovato questa informazione sulle reti extraterrestri. Il Kaiohshin dell’Est, durante il suo servizio nell’universo per dieci milioni di anni, o forse più, è intervenuto solo in casi in cui le minacce erano su scala universale. Il problema dei tiranni del Freddo senza scrupoli non lo riguarda.”

Ci fu un momento di silenzio.

“Il potere del Guerriero Millenario aumentava costantemente e uccideva tutto quello che si trovava sulla sua strada. Era una minaccia degna di nota, specialmente se avesse continuato a spostarsi di pianeta in pianeta.”

“Ah…” Fece il capo, guardando ancora sullo schermo, dove gli indicatori di potenza oscillavano improvvisamente. “Penso che il segreto di cui temevamo l’esistenza stia per rivelarsi.”

 

Ci fu sbigottimento tra i ranghi dell’esercito di Lord Chilled. Contro questa strana creatura di luce poteva solo essere battuto. Avevano visto per la prima volta il sangue del loro signore. Ce n’era sul suo volto, sul mantello ridotto in brandelli, e sull’armatura fatta a pezzi. La sua posizione di combattimento era difensiva.

Solo la fiducia del Generale Sanana non vacillava. Sapeva che il suo signore non poteva perdere, ed era a conoscenza di quello che stava per rivelare.

“Miserabile insolente!” Gridò Chilled, più al cielo che ad Hanasia. “Stai per scoprire quello che è veramente un Signore dei Demoni del Freddo! Stai per incontrare una morte riservata solo ai più grandi, dovresti esserne grata!!!”

E Chilled si mise in posizione rannicchiata, come un feto. In seguito la sua energia cominciò ad aumentare, ancora e ancora senza ragione, com’era successo con il Guerriero Millenario. Il suo corpo iniziò a cambiare. Gli spuntoni sulla sua coda cominciarono a crescere. La sua testa iniziò a gonfiarsi e ad allungarsi, fino a che diventò lunga e piatta, anche più mostruosa dell’ultima, sulla quale adesso c’erano anche degli spuntoni.

Un solo pensiero preoccupava la mente di Hanasia in quel momento. “Devo ucciderlo quando è fermo.” E lo attaccò.

Gli occhi del Generale Sanana si spalancarono alla vista di tale affronto. Attaccare il suo Signore durante la sua trasformazione! Che irrispettosa! Come osava?! “Fuoco!!” Urlò al suo esercito, che procedette nello sparare ad Hanasia.

Sentendo qualche esplosione sul suo corpo, anche se completamente inefficace, si girò e mosse il braccio in modo circolare verso la loro direzione. Una lama di energia si scagliò verso i soldati e, con una precisione inaspettata per un movimento così breve e sciatto, trapassò una buona parte dell’intero esercito, opportunamente allineato vicino alla nave.

Mentre i corpi tagliati a metà cadevano al suolo, Hanasia era sul mostro. Letteralmente sopra di lui. Avvinghiò le sue gambe sul suo corpo e strinse con entrambe le mani sul suo cranio. L’energia sprigionata dalla trasformazione la bruciò. Stava tirandogli la testa con tutte le sue forze. Le nuove corna della trasformazione tagliarono le sue braccia.

Chilled provò un dolore acuto. Doveva muoversi, ma si stava trasformando: non aveva ancora i mezzi per respingerla indietro. Sapeva che ognuna delle trasformazioni lo avrebbe guarito, chiudendo qualunque ferita avesse sofferto in precedenza, ma questa volta il suo collo era il bersaglio dell’attacco del suo nemico. Contrasse i muscoli il meglio che poté per resistere all’assalto.

Hanasia lo strinse fermamente nonostante la sensazione di bruciore. Girò la testa del mostro intorno all’asse del suo collo. Era stata dura, ma aveva messo tutta la sua forza per riuscirci.

Poi seguì il rumore sinistro di uno scricchiolio, il suono che è sinonimo di vittoria se sei un Saiyan. La testa del Demone adesso era rivolta verso la sua stessa schiena.

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