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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 2, Capitolo 16.

L'interrogatorio

Traduzione e Adattamento di Prosavio

Hanasia non sentiva più la potenza del Guerriero Millenario.

Sul pianeta, tutti guardavano verso il cielo, pensando che il nemico stesse per cadere. Ma non lo fece.

“È tutto a posto, è morto” disse la ragazza, volando lentamente verso il suo villaggio. Metà degli abitanti guardava il cielo, l’altra metà guardava verso Hanasia.

“Il signore rosso ti ha ridato la vita!” Gridò Harik.

“Non ero morta, mi ha solo guarita. Le persone non possono tornare in vita.”

“Le rocce giganti se ne stanno andando!”

“Che cos’è quella roba?” Domandò Hanasia, vedendo i vascelli Tsufuru allontanarsi.

“Uhm, francamente… non lo sappiamo.”

“E tutte quelle persone laggiù?”

“Sono dell’esercito, evidentemente… Hanno inviato tutti insieme un’enorme palla di fuoco che ha scagliato il Guerriero Millenario in cielo.”

“Ho visto. Tra l’altro, ciò mi ricorda… Nizouki!!!”

L’armata dei Saiyan scrutava il cielo.

“Non ricade giù.”

“Dunque sarebbe morto?”

“Considerato quello che ha sopportato prima, non penso che il suo corpo sia andato distrutto. Dovrebbe ricadere.”

“Si è incastrato nel cielo! Ha oltrepassato l’altezza dove non si respira più, poi si è schiantato!”

“Non dire stupidaggini, il cielo è infinito!”

“Sì, come il fondo degli oceani!”

“Visto il colpo che gli abbiamo inviato, penso che stia ancora salendo. Salirà ancora, e tra qualche giorno… cadrà a terra.”

“E sarà morto!”

“Certamente…!”

Era finita, avevano sconfitto Romanesco e il Generale ne era molto fiero.

Ma, improvvisamente, sentì una presenza ostile.

“Nizouki.”

“Argh!!” Fece, scoprendo che dietro di lui c’era Hanasia, volando in piedi, e soprattutto viva e vegeta, anche se ferita.

“Ho creduto che ti avesse uccisa!”

“Sarebbe stato meglio per te, non è vero Generale?”

“No, no… Anzi, sono felice… Il tuo combattimento ha provato che… avevo ragione. Tu eri la sola Saiyan al mondo capace di contrastare il Guerriero Millenario! Inoltre – proseguì, confermando con un cenno – anche gli Tsufuru lo pensano.”

“Ti avevo vietato di ritornare qui.”

Un brivido freddo investì la pianura, e i membri dell’armata più vicini, in gran parte generali, osservavano la scena, congelati da quella improvvisa tensione combinata con la strana aura di quella ragazza che sembrava molto forte, nonostante il suo aspetto e la sua età… e che stava quasi facendo tremare il leggendario Generale Nizouki!!

“Non solo sei tornato, ma pure con quel mostro che ha distrutto il mio villaggio… E la cosa peggiore è che sei tornato dopo tutto quello che hai fatto… Hai osato riapparire, mentre solo ieri hai mandato il tuo demone assassino… il tuo maledetto assassino! Complimenti, effettivamente mi ha resa più forte… ma la cosa non sarà a tuo vantaggio!!!”

“Uhm… Ho l’impressione che tu non stia parlando di quel Romanesco!”

“Che m’importa del nome di quel degenerato… Ha ucciso la mia gente… ha ucciso mio padre!!”

“Pensavo che gli abitanti del tuo villaggio si fossero messi al sicuro” fece Nizouki, guardando verso le persone che volavano al largo e si avvicinavano, ma ovviamente erano più lenti di Hanasia. Sarebbero arrivati tra qualche momento.

“Pensavi male!!!”

L’aria intorno ad Hanasia si riscaldò, e la ragazza venne circondata da un vortice. Tutti erano sorpresi. Spostò la sua mano puntandola semplicemente verso il Generale, e lui si sentì schiacciato… schiacciato dalla sua energia. Nizouki tremò, e raccolse tutte le sue forze.

Poi, improvvisamente, si liberò dalla presa, e di riflesso si fiondò verso di lei, per sferrarle un colpo mortale. Ma mentre stava per toccarla, a un tratto fu respinto da un’aura luminosa e carica di energia proveniente dalla ragazza, e venne spinto come da un vento di incredibile potenza.

 

“La tua vera forza… è quella del Guerriero empatico… nonostante questo, hai intenzione di uccidermi…?”

Nelle file dell’esercito, questa trasformazione aveva terrorizzato tutti. Non avevano mai visto il Guerriero Millenario da vicino, ma avevano giusto lanciato il loro colpo contro un’aura luminosa. Vederlo di nuovo qui significava soltanto una cosa… Era sopravvissuto!!

Tutti si misero nuovamente in posizione di attacco e si disposero attorno ad Hanasia. L’aria si caricò di tensione…

Nizouki lo sentiva e comprese la loro reazione. Lui stesso era sorpreso nel vedere Hanasia brillare intensamente, ma nonostante le somiglianze, sapeva che non era lo stesso tipo di aura del Guerriero Millenario.

“Questo non è il Guerriero Millenario!” Gridò agli altri. “È la combattente che ho allenato per sconfiggerlo!”

Prima che gli altri furono attoniti dal silenzio, il Generale continuò.

“Ha combattuto ad armi pari contro di lui quando siamo arrivati! Senza di lei, il Guerriero Millenario avrebbe avuto il tempo di distruggere completamente il nostro pianeta! Si tratta di Hanasia, la Saiyan più potente del mondo! Non è nostra nemica, al contrario, potete ringraziarla!!”

Ci fu una confusione generale tra le persone intorno. I commenti, mossi dall'anonimato della folla, erano all'ordine del giorno.

“Ne abbiamo già sistemato uno, possiamo sconfiggere anche l’altro!”

“Questa luce non è normale, lo dico io!”

“Se è così forte, perché non è la regina?”

“È una trappola, è lei la Millenaria!”

“E chi avremmo colpito allora? Una nube?”

“Beh, forse.”

“Silenzio!” Gridò Nizouki all'armata. “Quello che abbiamo respinto è il vero Guerriero Millenario. Ve lo posso assicurare, si è perso nell'infinità del cielo.”

“È proprio morto.”

“Che cosa?” Dissero molti dei presenti.

“È morto.” Disse Hanasia. “Ho sentito la sua presenza allontanarsi sempre più in fretta, e improvvisamente non l’ho sentita più. È morto.”

“Tu puoi ‘sentire’ la sua presenza?” Domandò il Generale, incredulo.

“Credi che io abbia ottenuto solo forza e luce…?”

“No… no…” Fece Nizouki, notando che la ragazza gli stava parlando molto meno gentilmente di prima, ma era meno intenzionata a ucciderlo. L’uomo si voltò di nuovo verso l’esercito. “È morto! Missione compiuta!”

Gli uomini dell’armata tirarono un sospiro di sollievo. Alcuni Saiyan iniziarono ad andarsene. Anche Nizouki iniziò a muoversi.

Ad Hanasia tornò in mente l’immagine del bambino del suo villaggio che era stato ucciso in modo violento. La visione del suo torso strappato la faceva star male.

“Aspetta Nizouki.” La sua voce era fredda, molto fredda, e lui comprese che stavolta non sarebbe riuscito a fuggire.

“Chi ha deciso, oltre a te, di mandare il guerriero di ieri? E hai allenato altri assassini come lui?”

“Quale guerriero di ieri?”

“Romanesco.”

“È arrivato da poco più di un’ora!”

“Non il Guerriero il Millenario! L’assassino folle di ieri!”

“Ieri?!”

“Tu neghi.”

“Ho appena avuto il tempo di tornare alla capitale, sono arrivato oggi…! Non ho inviato nessuno! Chi è questo assassino?”

Hanasia sapeva che questo vecchio generale non era codardo al punto di negare per salvarsi la vita. Sul suo volto si leggeva stupore, non aveva idea di cosa stesse parlando.

“Sai, sei frustrante… molto frustrante.”

La ragazza abbassò la testa e si mise nuovamente a piangere. Tornò al suo stadio normale e se ne andò verso i membri del suo villaggio.

“Hanasia!” Gridò Nizouki. “Attualmente sei la più forte dei Saiyan! Non vuoi andare alla capitale?”

Hanasia si avvicinò agli abitanti del villaggio. Prese Harik, che correva verso di lei, e lo abbracciò. Poi si girò verso la sua migliore amica e abbracciò forte anche lei. Continuò con i Saiyan più vicini, mentre le lacrime continuavano a scorrere sul suo viso.

Tutti tornarono a casa felici perché Hanasia aveva mostrato un volto allegro, e le sue lacrime erano di gioia. Felicità che stava volgendo al termine.

“Andiamo, dobbiamo trovare un buon posto. Dobbiamo ricostruire il villaggio.”

“Potresti essere la regina!” Gridò ancora Nizouki.

Guardò la gente del villaggio che si allontanava ignorandolo. Allora si voltò, e ripartì verso la capitale.

 

“Lasciate la tartaruga in zona, ci sarà utile come mezzo di comunicazione con la ragazza quando non si trova nella capitale dei Saiyan.” Disse Chiin-Lee, mentre tutti sistemavano le attrezzature, preparando il ritorno dei loro armamenti.

“Ma questa ragazza…”

“Non siamo più in emergenza. Faremo una riunione a riguardo. Per il momento dobbiamo tutti prenderci un po’ di riposo.”

“È inutile attaccare la ragazza. Il suo cuore è puro.”

Tutti gli Tsufuru si voltarono bruscamente verso il gigante rosso, che era appena riapparso.

“Vengo per confermarvi la morte del vostro avversario.”

“Abbiamo rilevato che è scomparso in direzione del Sole. Sicuramente per merito suo. Molte grazie.”

“Vi restituisco anche questo.” Kibith lasciò cadere dalla sua mano un oggetto brillante di forma sferica. Ci fu un grido, e alcuni Tsufuru, di riflesso, si fiondarono dietro le loro sedie.

Chiin-Lee rimase impassibile, perché sapeva che la loro micro-bomba nucleare non sarebbe esplosa per uno shock così piccolo. L’oggetto rimbalzò per alcune volte e si appoggiò innocentemente sulla sala di controllo. Kibith guardò tutti quanti con un’espressione seria e ieratica. Non aveva nulla da dire. Aspettò giusto per assicurarsi che il messaggio fosse chiaro. Molti abbassarono lo sguardo, come fanno i bambini quando vengono rimproverati.

“Abbiamo fatto il possibile con i nostri mezzi, signore.” Disse Chiin-Lee, fermando il suo sguardo. “L’intero pianeta era minacciato. Ora distruggeremo quest’arma, può starne certo.”

“Farete lo stesso col veleno.”

Come faceva a esserne al corrente? Era un dio, perciò Chiin-Lee non si mise il problema.

Prima che potesse rispondere “Certamente”, fu interrotta da un violento e arrogante Tsufuru che non le era mai piaciuto:

“Ne abbiamo ancora bisogno, perché ce n’è un altro.”

Dentro di sé, Chiin-Lee ribolliva di rabbia.

Questo cretino non aveva notato che era stato lo stesso dio rosso ad aver guarito quell’altra Saiyan? Un tecnico si mise le mani in testa, e pensò: “Stiamo per morire tutti quanti!” E lo pensò così forte che Kibith lo sentì senza volerlo.

“Distruggete il veleno. E per quanto riguarda l’altro, al momento è la vostra più grande protezione. Vi aspettano altri pericoli, e quella guerriera è il vostro miglior mezzo di sopravvivenza.”

Ci fu un silenzio generale. Il messaggio era passato chiaramente.

“Non ci vedremo di nuovo.”

“Oh, aspetti prima di sparire!” Chiin-Lee non poteva lasciarlo andare con una domanda in sospeso. “Per quale motivo… il dio che è venuto non è quello del nord?”

“Perché è morto.”

E il dio rosso scomparve.

Chiin-Lee ridacchiò. Un dio morto! La teologia perde colpi.

Poi guardò su uno degli schermi che mostravano la Saiyan e il flusso di emozioni sul suo viso raggiante. Sorrise, e anche i suoi occhi erano lucidi. “Non temiamo più nulla” pensò la Tsufuru. “Siamo protetti dagli dèi e dalla Saiyan che piange”.

Chiin-Lee lasciò la stanza, felice.

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