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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 2, Capitolo 6.

L'allenamento

Traduzione e Adattamento di Prosavio

Molti Saiyan spalancarono gli occhi alla vista di Nizouki che si avvicinava al villaggio. Probabilmente doveva essere pazzo, per fare una cosa del genere. Era stato bandito dal villaggio, visto il suo comportamento, e ora si stava mettendo contro la legge.

In queste condizioni, non vi era nessun motivo di vergogna per attaccarlo in più persone insieme. E questo è ciò che stavano per fare.

Quando il Generale del Re raggiunse la piazza principale, metà degli abitanti lo stava circondando, scrocchiando le loro dita o con le braccia incrociate sul petto, guardandolo con disprezzo. Erano giusto in attesa di un segnale per lanciarsi all'attacco. Ma non venne pronunciata nessuna parola.

Hanasia, velocemente, arrivò in volo.

“Ancora tu?”

Nizouki si voltò verso di lei e sorrise.

“Ebbene sì. Ancora io. Ma non sono qui per combattere. Piuttosto, mi piacerebbe parlare con te, in privato.”

“Avrai bisogno di una buona mascella per farlo.” Disse lei, avvicinandosi col pugno alzato. “E di uno stomaco, con tutto ciò che contiene. Capirai che, nei prossimi minuti, potrebbero mancarti.”

Tutti i Saiyan del villaggio erano carichi, pronti a lanciare palle di fuoco per venire in aiuto di Hanasia. Nizouki, invece, si alzò in aria, prendendo alla sprovvista tutti quanti. E visto che ben pochi di loro sapevano volare, solo Hanasia fece lo stesso.

“Sono un Generale della città del Re. Sono stato l'addestratore di molti Saiyan, e tu, ragazza, hai un potenziale che non avevo mai visto prima d'ora.”

“Ed è per questo che sei tornato?”

“Grazie al mio allenamento diventerai la più forte tra i Saiyan. Più forte di me, più forte del Re...”

“Pfui.”

“Più forte del Guerriero Millenario.”

“Non è mai esistito.”

“Non solo è esistito, ma sono anche passati un migliaio di anni dalla sua ultima apparizione. E la prossima può verificarsi in qualsiasi momento. Solo tu potrai sconfiggerlo.”

“Lo pensi veramente?”

“Il mio lavoro consiste nel pensarla così. Questa è la missione che mi è stata assegnata.”

Hanasia gli lanciò uno strano sguardo, apparentemente infastidita. Non aveva più voglia di colpirlo, che peccato. Inoltre, suo padre sarebbe arrivato presto. Doveva prendere una decisione.

“Pensavo che il tuo lavoro fosse quello di uccidere le persone che non ti vanno a genio.”

“Ho mentito. Ero alla ricerca di un Saiyan da allenare per sbloccare il suo potenziale.”

“Uhm...”

 

Diverse settimane dopo, la presenza di Nizouki veniva tollerata nel villaggio, e lui, ogni giorno, dava delle lezioni ad Hanasia. E ogni volta, numerosi abitanti del villaggio erano presenti. Alcuni di loro erano lì per aiutare il loro “quasi Capo” nel caso in cui il “quasi bandito” dovesse fare qualcosa di strano; altri erano lì per avere il privilegio di assistere alle lezioni di lotta del Generale. Hartich non andava spesso, ma oggi era presente.

“Capo” disse un Saiyan, indicando Hanasia che era stata attaccata con una strana tecnica. “È con questo attacco che hai sconfitto Kumppin, il Capo del villaggio occidentale?”

“Sì, è la stessa. L'ho imparata alla capitale” rispose.

“Allora perché non l'hai insegnata a tua figlia?”

“Le ho insegnato di meglio. Ehi, Hanasia!! Afferragli quella cazzo di gamba!!”

I due combattenti si fermarono un momento.

“Ma se lo facessi, non sarei in grado di difendermi, padre.”

“Prenderai un pugno in bocca, ma potrai comunque colpirgli lo stomaco... o le palle, se preferisci. Questa tecnica, del tutto scorretta, è da utilizzare solo contro gli idioti.

 

L'allenamento riprese, stavolta basato sui riflessi. Alcuni Saiyan li stavano guardando e replicavano le loro mosse.

Sapevano che il loro leader era il più forte della regione grazie ai suoi numerosi viaggi al suo allenamento in città.

“Hartich, credi che Hanasia sarà in grado di superare quel tipo un giorno? Quel vecchio... è tremendo, riesce a schivare ogni cosa. Un po' come te, ma dieci volte meno.”

“Non è poi così forte.” Rispose il capo “Non rispetto a...”

“Cosa? Tutti gli abitanti della città sono così potenti?”

“No, ragazzo. Intendo rispetto a se stesso di una ventina di anni fa. Doveva essere veramente forte. Sai, non ci sono molti generali. E per quanto riguarda Hanasia... non è impossibile che raggiungerà il livello di un generale... ma non è neanche certo.”

 

Diversi giorni dopo, Nizouki e Hanasia erano finalmente soli. Stava piovendo abbondantemente, e i Saiyan restavano in tranquillità nelle loro case. È evidente che anche per un Saiyan la pioggia poteva far male, cadendo ad alta velocità in un Mondo in cui tutto era pesante. Inoltre, poiché erano presenti molti minerali, le gocce erano quasi solide, e ogni tanto succedeva che qualche casa mal costruita venisse distrutta dalla pioggia.

Un piccolo Saiyan correva, lontano dal villaggio, verso i due, tenendo sopra la sua testa un grosso osso che lo proteggeva dalla pioggia.

“Piccolo Harik, che ci fai qui?” chiese Hanasia.

“Gli ho chiesto io di venire.” Rispose Nizouki.

“Harik, non devi obbedirgli, non è lui il tuo Capo!”

“Faccio quello che voglio!” rispose il bambino “Voglio aiutarti con l'addestramento, Hanasia.”

“Per l'allenamento speciale di oggi, ho bisogno di un ostaggio.” Disse Nizouki.

“Un cosa?” fecero gli altri due, allo stesso tempo, mentre il Generale afferrò il bambino e lo sollevò in alto, togliendogli il suo “ombrello”. Harik mise le sue mani davanti al viso, gemendo per il dolore “Ahi, ahi”.

“Lascialo andare!” urlò Hanasia. “È troppo giovane per stare esposto alla pioggia per tanto tempo!”

“Per questo, ho bisogno che mi mostri la tua forza, cara allieva! Quando apparirà il Guerriero Millenario, sono sicuro che il tuo potere si manifesterà per aiutare qualcuno, ma dovrà essere ben superiore a quello che mi hai mostrato. Con tutto l'allenamento che hai fatto, potresti fare di meglio.”

“Vuoi prendere colpi, è così? In qualità di figlia del Capo, io proteggerò i bambini del mio villaggio!”

“È quello che vorrei vedere!” gridò Nizouki, che immediatamente lanciò una potentissima palla di fuoco, con la sua mano libera, verso Hanasia. Poiché non era pronta, la ragazza venne colpita e non vide Nizouki volare verso la sua direzione. Così, la colpì allo stomaco con una ginocchiata, e lei cadde a terra, stringendo con le mani la parte dolente.

“Alzati!” le ordinò il suo 'aggressore'. “Credi che il Guerriero Millenario colpisca solo un po' più forte di me?” Concluse con un calcio in volto e la ragazza venne scagliata indietro per diversi metri, per poi rotolare sul fango.

Agitata, non vedeva nulla a causa di quella pioggia scura. Riusciva giusto a distinguere la figura del Saiyan, lontana, che stava facendo qualcosa. Sentiva le urla di Harik sempre più forti. Nizouki lo stava picchiando!

“Sai...” urlò, affinché lei potesse sentirlo.

“Penso che morirà”. E continuò a colpire il bambino.

Hanasia cercò di alzarsi, ma era molto ferita. La donna, furiosa, si mise in piedi, intontita, ma scivolò nel fango e ricadde pesantemente. La pioggia incessante batteva sulle sue ferite, aumentando il dolore che già sentiva.

“Fermati... Basta...”

“Come dici? Non sento nulla!” Gridò lui.

“È questo il modo in cui proteggi il tuo villaggio? Permettimi di ridere!” Lanciò il suo ostaggio in aria e gli colpì il ventre col suo ginocchio. Harik gridò e cercò invano di combattere, rifiutandosi di chiedere aiuto.

Fermooooooooooo!!” Urlò Hanasia, alzandosi in volo. Non sentiva né il dolore, né la pioggia, e la sua energia aumentava progressivamente. Alzò i pugni, concentrandosi su quella lontana figura scura dalla quale era provenuto l'urlo. Il vento cominciò a soffiare all'improvviso, e le gocce di pioggia intorno a lei cambiarono direzione, come se fosse una tempesta.

“Accidenti... Che potenza... Ma se pensi che il Guerriero Millenario rimanga ad aspettare...” E inviò una palla di fuoco nella sua direzione.

Stupita, ebbe giusto il tempo di vederla arrivare, e con una violenta esplosione, cadde all'indietro. Quel vecchio aveva ancora un'energia straordinaria.

Sentendo solo la pioggia che la bombardava con violenza, Hanasia credeva di avere perso conoscenza. L'oscurità totale cominciava ad invadere la sua vista, quando un pensiero attraversò con forza la sua mente: Harik!

“È impossibile.” Disse tra sé e sé.

“Sono troppo stanca, non riesco più a muovermi...”

Harik! Harik!

“Non posso fermarmi... non adesso...”

Harik, Harik sta per morire!

“Sto male, sono distrutta...”

Harik... Harik non ha nemmeno 4 anni. Ascoltalo, piange ancora!

 

“Piccolo Saiyan, la tua salvatrice non è in grado di aiutarti.” Disse sadicamente Nizouki. “Penso che stia per affondare tutta sola nel fango. E tu dovrai andare con lei. Non ho mai minacciato senza andare fino in fondo. Se lei non dovesse tornare...”

Improvvisamente, ricevette un colpo potentissimo. In pieno viso, come la prima volta. Non l'aveva vista arrivare, nemmeno avvicinarsi e alzarsi. A causa di quel pugno lasciò cadere Harik, ma si riprese immediatamente. Non aveva intenzione di farsi colpire di nuovo. Nizouki volò per controllare la caduta e mise le braccia in posizione di difesa, per prevedere la prossima mossa.

Hanasia volò a tutta velocità dietro di lui, e gli assestò un calcio. Lui si voltò per lanciare una palla di fuoco, che si schiantò su Hanasia senza danneggiarla più di quanto una goccia di pioggia potesse fare.

Per il momento smise di colpirlo, e Nizouki poté rialzarsi e vederla di fronte a lui. Non poteva credere ai suoi occhi: c'era un cratere di fango ai suoi piedi, un vento soprannaturale che la circondava, e il suo sguardo era duro come il ferro. Provò alcuni attacchi segreti che aveva appreso alla capitale, ma ogni volta lei era troppo veloce e lo faceva cadere a terra.

Dopo pochi minuti, la potenza di Hanasia era ancora la stessa, e Nizouki non riusciva più a stare in piedi. La donna si avvicinò lentamente, e lui scivolò, cercando di rimettersi in posizione, ma la donna lo afferrò e lo lanciò in aria.

Aveva usato tanta potenza da fargli oltrepassare le nuvole. Sotto il Sole, all'improvviso, sentì come un peso voler esplodere nel suo petto, e le orecchie sembravano scoppiare. È quello che succedeva quando si volava in verticale troppo velocemente. Provò a usare la tecnica del volo per fermarsi a quell'altezza, per abituarsi a quel peso, che è semplicemente dovuto al cambio di pressione.

Hanasia recuperò Harik dal fango a si assicurò che fosse ancora vivo. Lentamente, usando il proprio corpo per proteggerlo dalla pioggia, volò via. Quando arrivarono vicino alle nuvole, sentiva il solito brusio dovuto alla variazione di pressione, perciò rallentò.

“Chiudi naso e bocca e soffia.” Disse ad Harik.

Lui lo fece e le sue orecchie si stapparono. Salirono ancora più in alto, superando lo strato di nubi. Alla luce del Sole, controllò le ferite del piccolo: sembrava non avere molte ossa rotte. In ogni caso, sopravvivrà.

“Sei fortissima... grazie a me.” Disse con orgoglio il piccolo, sputando un dentino.

 

 

Girò la testa per vedere Nizouki, lontano da lì, che si asciugava il sangue che gli stava ancora scorrendo fuori dal naso. Lui la guardava con furia negli occhi, la stessa furia che di solito hanno negli occhi i perdenti che odiano il proprio avversario. In realtà le sue condizioni erano peggiori di quelle del bambino.

Hanasia volò verso di lui, tranquilla e sicura di sé.

“So a cosa stai pensando... ma non ci sarà una prossima volta. Se dovessi tornare nel mio villaggio, ti ucciderò, e non mi importa quale sarà la tua scusa.”

Nizouki sorrise dentro di sé. Così, anche diversi minuti dopo la rabbia, lei aveva mantenuto ancora la sua “carica”. Infatti, la sua potenza era la stessa di prima. Non sarebbe stato saggio provare ad attaccarla adesso.

E lei lo aveva lasciato in vita: incredibile, dopo tutto quello che aveva fatto.

“Mi sarebbe piaciuto insegnarti qualcos'altro in più. Eh già, molto di più... Ma dal momento che mi lasci vivere di nuovo, preferisco andare dal Re e dirgli che ho trovato il Saiyan in grado di sconfiggere il Guerriero Millenario. E tornerò. Tienilo a mente, tornerò!”

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