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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 31.

L'armata del Freddo in movimento

 

Nella grande sala del Trono dell’Imperatore, la tensione era così forte che alcuni guerrieri capaci di ridurre in cenere un intero paese fissavano il suolo tremando. Era raro e un cattivo presagio vedere più principi nella stessa stanza, nello stesso momento e con il padre.

Tutti avevano visto, procurandosi illegalmente una copia del video, il combattimento di Chilled contro un essere al suo stesso livello. Non c’era nessun trucco.

Tutti avevano sentito e seguito i recenti avvenimenti in quanto alle diverse rivolte. Alcuni guerrieri avevano persino abbandonato un pianeta in guerra per rispondere alla chiamata.

Non c’era nulla di cui andare fieri.

Sicuramente alcuni di loro avevano ottenuto qualche piccola vittoria, ma lo stato generale della situazione era negativo. Erano passati secoli da quando l’Impero non era stato attaccato così duramente.

I rapporti arrivavano da ovunque, tutti i monitor della sala segnalavano diverse informazioni provenienti dalla carta cosmografica della galassia. Alcuni monitor mostravano delle persone al videofono in cammino verso il pianeta che ospitava il palazzo reale o troppo occupati in una battaglia contro i ribelli per potersi muovere.

Delle persone entravano ed uscivano costantemente dalla stanza. Alcuni guerrieri furono mandati a difendere importanti posizione nell’universo, o a rinforzare un’armata in una battaglia. Dei consiglieri di guerra prendevano la parola di volta in volta.

In tutto ciò, l’Imperatore Blizzard non aveva detto una parola, rimanendo totalmente in silenzio. Il più attivo era suo figlio Snower il quale gestiva la difesa logistica magistralmente.

Durò ore ed ore. Snower, che non si era fermato un attimo, non mostrava il minimo segno di affaticamento, e suo padre, il minimo segno di noia. Non avevano ancora capovolto la situazione, ma l’armata Imperiale aveva riguadagnato terreno in molte parti dell’universo. Molto battaglie erano state vinte e pianeti ribelli messi in ginocchio. L’unico dettaglio che pochi avevano notato era che di tutte le battaglie che si stavano svolgendo non si erano ancora trovati forti guerrieri ribelli.

“Tra i numerosi vascelli che atterrano e partono da qui, uno di questi sarà riempito di guerrieri ribelli potentissimi – pensò Dijicharate nell’ombra. – Attaccheranno la corte imperiale per simboleggiare la perdita di potenza dell’Impero, e con lo scopo di disturbare il nostro centro di controllo.

La guerriera assassina continuò a scandagliare intorno a lei ogni essere presente e ogni angolo per individuare qualsiasi segno che avesse potuto segnalarle la presenza nemica. Non era il caso di fidarsi della sicurezza. Dopotutto se lei poteva oltrepassare le difese così facilmente non sarebbe stato impossibile anche per un ribelle.

“Con tutti questi Demoni del Freddo nel palazzo, il gruppo ribelle si farebbe sicuramente massacrare. Sanno che un attacco del genere sarebbe un attacco kamikaze. Dovrebbero uccidere più tirapiedi possibili. Potrebbero arrivare oggi, domani o tra una settimana. Non devo mai rilassarmi.”

Tutti i guerrieri e gli stessi Demoni del Freddo erano rappresentati con delle etichette su una grande cartina interstellare in 3D. La maggior parte si trovavano vicino al fronte con il campo di battaglia. Frosty tornava a palazzo accompagnato da Avoka. Avevano appena distrutto due armate nello spazio e sottomesso un pianeta, distruggendo un continente.

Ice Kurima era raffigurato dentro una nave che partiva verso una battaglia che avrebbe cominciato entro qualche giorno. Nel groviglio di nodi fondamentali e la complessità logistica, bisognava concentrarsi e avere una grandissima intelligenza per rendersi conto della falsità di quella informazione.

L’imperatore si girò verso suo figlio, che si rese conto dell’attenzione che il padre gli stava rivolgendo. Guardarono altri punti raffigurati sul monitor.

“Che tutta la nostra armata cambi direzione! – disse Snower ai consiglieri. -Abbiamo nuove direttive per i comandanti, metteteli al corrente.”

 

 

“Ci hanno individuato. Ci hanno individuato, bene.”

Era un generale dei ribelli che parlava e ciò non calmò il comitato degli Tsufuru.

“Quest’armata era chiaramente diretta verso un altro settore, per prestare man forte ad un avamposto che ne aveva gran bisogno. Ma in effetti, sono partiti dritti verso il vostro pianeta, abbandonando la postazione. Arriveranno tra 16 ore, e noi in 35. Dovrete battervi da soli in un lasso di tempo considerevole.”

Chiin-Lee ebbe una sensazione che non aveva mai avuto. Era la paura di morire, di vedere il suo mondo distrutto.

“Diteci tutto.- Chiese il ministro della difesa Tsufuru. - Hanno guerrieri potenti?”

“Sì. Una dozzina di loro sono immensamente forti e guidano squadroni d’élite. Per ciò che concerne i loro vascelli e le loro armi, la vostra intera armata sarà… largamente inferiore. Per il corpo a corpo vi servirà l’aiuto dei vostri Sayan. In proporzioni di dieci contro uno, saranno sicuramente utili contro le squadre d’élite. Ma per quanto riguarda i guerrieri della corte… solo il vostro Super Sayan potrà batterli.”

“Perché… non distruggono il nostro pianeta alzando semplicemente un dito?” Disse Chiin-Lee tremando.

“Voglio essere sicuri di ciò che attaccano e distruggono. Se la Super Sayan fuggisse su un vascello e loro radessero al suolo il pianeta, non saprebbero mai se sarebbe veramente morta. In più vogliono indagare su di voi.”

“Bene… - borbottò Chiin-Lee senza rendersene conto. Lesse sul monitor le schede dei diversi guerrieri che stavano per arrivare.

“Da quello che posso vedere in termini di potenza, - cominciò il ministro – dovremmo essere in grado di trattenere le loro forze e se possiamo effettivamente cooperare con i Sayan, potremmo facilmente annullare completamente la loro flotta aerea. Infatti, potremmo addirittura affidare alla Super Sayan la missione di distruggere da sola tutta l’armata terrestre nemica. Penso ce la potrebbe fare.”

“No.” Disse Chiin-Lee.

Tutti si girarono verso di lei, la quale fissava il bordo del tavolo, o il piccolo monitor.

“Hanasia non dovrà combattere, o almeno senza trasformarsi. Non ci dovranno essere dei Super Sayan in questa battaglia.”

Tutti erano sbalorditi.

“Abbiamo deciso ciò… con alcuni ribelli… La Super Sayan deve rimanere un mistero a tutti i costi. L’Impero non deve sapere dov’è o al massimo deve temere che lei si trovi nello spazio alla ricerca di un altro Demone del Freddo da uccidere.”

“Non abbiamo scelta, disse un altro Tsufuru. Mi dispiace per il piano, ma…”

Chiin-Lee sorrise. Era un sorriso cinico, riluttante, che imprimeva una stana impressione sul suo viso ricoperto di sudore.

“Massacreremo questa armata, senza la minima difficoltà. – Disse. – Ma per fare ciò dovremo rivelare un’altra nostra arma segreta, tutto qua. Non avremo bisogno nemmeno di usare i nostri vascelli.

Chiin-Lee incontrò al più presto il responsabile del progetto su cui lavorava da anni nel proprio laboratorio scientifico. Gli fu affidata una squadra e l’ordine di impiegare l’arma che stavano preparando da così tanto tempo.

“Sedici ore? E’ troppo poco!” Disse il responsabile pigiando un tasto sul proprio computer per contattare i suoi vecchi colleghi e farli arrivare d’urgenza.

“Non abbiamo scelta. E’ la guerra. Non aspetteranno che saremo pronti. Per quando saranno arrivati, probabilmente alla capitale, sarà giorno. E in altre sette ore sarà giorno su tutto il continente Sayan. Problematico, no?”

“Non del tutto, non con il nostro sistema.”

“E’ ridondante?”

“Lo sarà. Abbiamo installato numerose macchine, possono sparare più volte. Spero non si siano arrugginite. Ho già chiamato una squadra di manutenzione."

“Bene, nel frattempo io devo avvertire la Regina dei Sayan.”

Hanasia toccò con la punta del dito il monitor che brillava nella stanza segreta dietro la sala del trono. Cliccò l’immagine della Tsufuru che parlava e poi selezionò l’ologramma che raffigurava delle orecchie. Ancora si stupiva di vedere qualcuno che non fosse realmente lì.

“Non le interessa?” Chiese Chiin-Lee, guardandola infastidita.

“Certo che mi interessa… ma ancora… - Hanasia ritirò la sua mano.

“Le navi che si stanno avvicinando non sono solo navi da guerra, ma trasportano anche guerrieri. Il loro numero e la loro forza è maggiore di quella dei guerrieri che accompagnavano il Demone del Freddo la prima volta.”

Hanasia, il consigliere e Nizouki che era attualmente comandante temporaneo dell’armata della Regina, sapevano che stavano per affrontare la loro prima grande battaglia.

“Dopo aver sconfitto gli invasori – fece Hanasia – ci sarà un altro Demone del Freddo?”

“Non lo sappiamo. Ma alcuni dei guerrieri presenti saranno di gran lunga più forti che i vostri migliori combattenti, lei esclusa. E l’armata è d’élite. Se li combatteste, perdereste molti dei vostri membri. In più, non siete abituati a battervi contro le armi dei loro vascelli. Non vogliamo subire un massacro.”

“Non abbiamo paura di morire – disse il consigliere. – Siamo in superiorità numerico rispetto a loro, no? Una bella parte del popolo Sayan può essere presente sul campo di battaglia in sedici ore, se voi inviasse un messaggio magico direttamente.”

“E in più la Regina può raggiungerci in qualche minuto ovunque sia, e massacrare l’intera armata da sola, immagino – disse Nizouki.”

“In realtà, vorremmo evitarlo. – Rispose Chiin-Lee. Poi, spiegò il motivo per cui nascondere la sua presenza e i suoi poteri.”

“Mi dispiace per il vostro piano – disse Hanasia. – Non lascerò i miei Sayan morire per farvi un piacere. Mi trasformerò appena possibile.”

“Aspetti, mia Regina – disse Chiin-Lee. – Non vi ho detto tutto. Abbiamo un’arma segreta e sono sicura che il vostro popolo vincerà ad occhi bendati la battaglia senza che voi vi agitiate.”

“ah, davvero?”

Chiin-Lee spiegò il piano dettagliatamente. Voi lettori lo vedrete nel prossimo capitolo anche se credo l’abbiate già indovinato. I sayan furono impressionati e Hanasia accettò di restare in disparte e di non trasformarsi in Super Sayan, solo se non ce ne fosse stato realmente bisogno.

La riunione terminò e dei messaggeri Sayan partirono in tutti i villaggi a grandissima velocità per comunicare il piano degli Tsufuru. Quest’ultimi avrebbero potuto usare i loro schermi televideo disseminati nel continente per comunicare il piano, ma pensavano che i Sayan non si sarebbero mai fidati di loro. In più, rivelare come gli Tsufuru fossero già ovunque, non avrebbe fatto loro piacere.

“Sarà terribile – commentò Chiin-Lee ad un collega dopo che la comunicazione fu terminata. - Una magnifica alleanza tra Tsufuru e Sayan.”

“Mi scusi, Mad'zelle Sapindaceae Rosids, rispose il collega arrossendo, ma me lo sono sognato o ha chiamato veramente la Sayan “mia regina?”

 

 

“Nello spazio nessuno la sentirà lamentarsi.”

“Niente di più frustrante – disse Borgo. – siamo ad un intera settimana di distanza da quella che probabilmente è la battaglia più importante di questa guerra.”

“Fidati di loro, Maestro Namecciano. Vinceranno. In più, mentre l’Impero sarà occupato con Plant, noi passeremo inosservati.”

“Ma non facciamo grandi cose, abbiamo giusto compiuto due o tre colpi – disse Yshar. – Frosty è tornato al castello e ci sono tre nuovi demoni in circolazione. Quando potremmo attaccarli?”

“Il momento propizio arriverà. Continuiamo a restare in incognito e li prenderemo alla sprovvista.”

“non sta andando la squadra Hot su Plant? Sono temutissimi.”

“Sì, lo sono… Scommetto che quel pianete sarà la loro tomba.”

“Ho sempre desiderato battermi contro Chili.”

“E’ proprio perché lo hai sempre voluto e mai fatto, che tu sei ancora in vita oggi. Con quei poteri paranormale, potrebbe persino mettere in pericolo un Demone del Freddo.”

“Senza dubbio.”

“Andiamo, che importa la forza e la resistenza quando si è sotto controllo?”

“Il controllo mentale funziona solo con gli essere deboli. E’ vero che Chili può controllare esseri con la sua potenza, ma sono sicuro che non funzioni con esseri forti come un demone. E per questo penso che non controllerà mai il Super Sayan.”

“Lo spero.”

 

 

Esattamente all’orario predestinata, nel sistema solare di Plant, arrivò l’armata dell’Impero.

“Generale – domandò un membro dell’equipaggio del vascello ammiraglio – abbiamo individuato una nave di piccole dimensioni che si dirige su Plant, con un’ora di vantaggio rispetto a noi. Potrebbero essere rinforzi per i ribelli, o un vascello venuto per prelevare… il guerriero.”

“No – disse il generale. – E’ una sonda inviata da noi. Ignoratela.”

“Una sonda? Ma non c’è alcuna missione di questo tipo sul nostro registro. Potrebbe essere…”

“Una sonda. – Lo interruppe il generale. – Non l’ha mai individuata. E’ chiaro?”

“Sì, generale.”

La falsa sonda atterrò lentamente in un deserto del continente Sayan. Ne uscirono due esseri. Il secondo sarebbe dovuto essere immenso, ma era di statura piccola, costretto a quella forma per viaggiare in quello spazio così ristretto.

In effetti, Ice Kurima era nella sua forma originale. Tutti lo conoscevano nella sua forma alta due metri e mezzo, con la testa allungata all’indietro e delle spalliere che assomigliavano ad un’armatura, invece adesso arrivava a malapena ad un metro e sessanta. Il suo corpo era liscio, brillava al sole. L’unica cosa che rovinava il suo look erano due enormi corna che uscivano dai suoi avambracci.

Se Ice Kurima era il minore della famiglia e a priori il più debole dei fratelli demoni, così trasformato di fatto era più forte del Chilled che Hanasia aveva combattuto.

“Finalmente siamo arrivati! Che pianeta del cazzo, non ho mai viaggiato così scomodamente da quando sono fuggito da papà in una cassa per i commerci. Avrei dovuto trovare delle casse più grandi nelle quali nascondermi. Purtroppo quando Frosty ti sta cercando, le opzioni sono molto limitate. Per fuggire ci sono giusto i trasporti clandestini. Cosa non si farebbe per una sbornia su Blizzard 8.”

“Ricordo la sua fuga. La cronaca spaziale parlava solo di lei. Bisogna dire che ogni volta che metteva piede su un pianeta, suo padre veniva avvisato immediatamente e non faceva in tempo ad arrivare che lei aveva già depredato il pianeta.”

“Che bei tempi. Beh, sono anni che non sfodero la mia massima potenza. Ho paura di eliminare questo guerriero troppo velocemente. Ad ogni modo, novità?”

“Abbiamo un’ora di vantaggio in confronto all’armata. Non siamo stati individuati dagli abitanti del pianeta. Abbiamo il tempo di prendere la nostra posizione, trovare il guerriero ed eliminarlo durante la battaglia.”

Perfetto, perfetto… immagino che nel loro pianeta di selvaggi pieni di segreti e di trappole, penseranno di poter affrontare l’armata ma saranno sbalorditi quando vedranno che il loro guerriero magico si farà uccidere da me, mentre tu ucciderai tutti gli altri.”

“Sì, quando avranno sfoderato tutte le loro armi per affrontare l’armata, noi due passeremo inosservati.”

“Varie migliaia di selvaggi che sono considerati al livello dei nostri guerrieri d’élite non ti fanno paura, Chatterton?”

“Per nulla, signore. In più, sono sicuro che lei parteciperà alla battaglia prima che io mi stanchi.”

 

 

Blizzard e Snower non erano i tipi da inviare nemici sempre più forti contro i loro avversari e permettergli così di migliorarsi sconfiggendoli progressivamente.

I vascelli ammiragli erano circondati da incrociatori e piccole navi. Un quarto di questa flotta avrebbe costretto la flotta mondiale degli Tsufuru alla resa. Meno della metà sarebbe stata sufficiente ad uccidere completamente la popolazione sayan.

In alcuni vascelli c’erano i soldati e i guerrieri. Quest’ultimi potevano fare la differenza rispetto al miglior pezzo d’equipaggiamento esistente. I combattenti erano ordinati secondo una gerarchia molto chiara.

I soldati avevano delle formazioni di combattimento e generalmente un’arma a mano. Potevano anche condurre delle piccole navicelle. Avevano le stesse debolezze psicologiche e fisiche di qualsiasi altro essere vivente. Nonostante fossero ben addestrati, non avrebbero potuto nulla contro esseri fuori dal comune come… un Sayan adolescente.

L’armata dei guerrieri conteneva dei combattenti agguerriti che prendevano difficilmente degli ordini. La loro forza era fuori dal comune e chiunque come loro non fosse sotto gli ordini dei demoni potrebbe regnare su una remota nazione tramite l’uso della forza. Uno di questi sarebbe potuto essere una degna sfida per un Sayan adulto. Potevano capitare dei casi eccezionali dove un guerriero poteva battere dieci avversari alla volta, ma questo avveniva anche nella popolazione Sayan. Il battaglione che stava per raggiungere il pianete Plant, aveva più di un centinaio di questi combattenti, abbastanza da eliminare, non senza qualche problema, l’intera popolazione della capitale Sayan o abbastanza da tenere a bada l’esercito Reale della Regina.

Sopra queste rare gemme c’erano i guerrieri della corte. Lì presenti, erano in otto. Ed era impressionante. Ognuno di loro avrebbe potuto distruggere la capitale con un attacco. Ognuno avrebbe potuto uccidere tutta l’armata sayan. Ognuno avrebbe potuto seminare morte e distruzione su sistemi interi senza poter essere fermato.

Quattro di questi guerrieri erano dei bruti indipendenti che obbedivano ai demoni dal giorno in cui ne avevano incontrato uno. Si chiamavano Talon, Micer, Igmar e Tokerras. Malgrado la loro apparente invincibilità, malgrado il fatto che siano nella top 0,0001 % dell’universo in termini di potenza, non dedicheremo loro molto tempo. Gli altri quattro erano molto più forti e formavano un gruppo molto conosciuto.

Erano guerrieri della corte particolarmente potenti, militanti nella top 10. Oltre alla loro forza mostruosa, erano ben organizzati tra loro nonostante la differenza di taglia, stile di combattimento ed elocuzione. Erano stati raggruppati per fare missioni critiche. La squadra Hot era temuta in tutto l’Impero. Fare dei guerrieri della corte un commando di forze speciali era una tradizione che perdurava da molto tempo.

In totale, si poteva dire che questa armata aveva tra le dieci e le venti volte la forza necessaria per distruggere l’intera forza dei Sayan e degli Tsufuru congiunte.

Ma tutto ciò non aveva alcun senso se un essere della forza di un demone del freddo era là. I ribelli come gli Tsufuru se ne sarebbero dovuti rendere conto. Era evidente che un demone del freddo avrebbe potuto distruggere questa armata facilmente. Dunque anche il suo avversario dai capelli gialli.

Per questo Ice Kurima era stato inviato in segreto. Mobilitare un demone per rinforzi logistici, richiedeva che la postazione occupata da quest’ultimo precedentemente divenisse mille volte meno protetta. Spostarne addirittura due avrebbe costato un terzo dei pianeti sotto controllo dell’Impero. E se il guerriero dai capelli gialli non fosse più su quel pianeta? Una o due settimane perse con i demoni ai confini della galassia.

Avevano notato come il guerriero sarebbe stato sicuramente sconfitto da Chilled nella sua prima forma di riduzione. Un solo demone senza forma di riduzione sarebbe stato sufficiente.

Ma di fronte ad una crisi del genere, la parola “sufficiente” non sarebbe bastata. Ma un’armata inutilmente grande, con troppi soldati d’élite e guerrieri della corte non era abbastanza. Un Demone del Freddo non era abbastanza. Come asso nella manica in grande segreto, era venuto il più potente (secondo molti racconti) dei guerrieri della corte.

Come si è visto, la gerarchia militare poteva essere mostruosa. Se la squadra Hot avrebbe potuto distruggere la maggior parte dei guerrieri della corte, Chatterton avrebbe potuto sconfiggere la squadra Hot. Senza dubbio era più forte di Avoka, Yikoun e Dijicharatte. Chatterton era di una potenza che non era mai stata vista all’infuori di un Demone del Freddo da più di cento anni. La sua mutazione dalla nascita, il suo allenamento, il suo corretto stile di vita e senso di giustizia, la sua passione per il miglioramento, il suo rispetto per i maestri ne avevano fatto un guerriero unico ed indistruttibile. La maggior parte della gente riteneva che Chatterton sarebbe diventato talmente forte da essere un pericolo per gli stessi Demoni del Freddo e che un giorno sarebbe stato eliminato proprio da quest’ultimi.

Si diceva che la sua spiccata lealtà era la ragione per cui era ancora in vita. Ma ciò che s’ignorava era che lui stesso aveva compreso quando Blizzard si era alzato dal suo trono, che l’immenso Chatterton era ancora lontano dall’essere un pericolo per un demone.

Il pianeta Plant e tutti i suoi abitanti erano interamente e totalmente fottuti.

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