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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 23.

Snower, lo Stratega

Traduzione di Emperor Vegeta, adattamento di Prosavio

L’interno del palazzo reale Saiyan era vasto e intimidatorio. I soffitti alti più di 10 metri non erano esattamente la specialità dei Saiyan. Infatti, gli Tsufuru li avevano segretamente assistiti nella loro concezione. Avevano anche piazzato delle telecamere nascoste e un appropriato sistema di accensione. Solo quelli di alto rango che erano a conoscenza dei segreti del Re avevano il privilegio di accedere a stanze con tale tecnologia.

Mentre il gruppo di Saiyan girava per il castello, Hanasia stava perdendo velocemente il suo senso dell’orientamento. Non si ricordava il cammino percorso a partire dall’entrata. Si fecero strada verso una piccola cella arredata solo da due letti, con gli invasori sopravvissuti che riposavano su di essi. Indossavano delle bende e altra attrezzatura medica che Hanasia non conosceva.

“Questi sono i nostri due soli prigionieri… Non ucciderli. Da quanto hanno confessato, vengono dal cielo, da un mondo al di là dell’altezza in cui il sole brucia, il freddo morde e non possiamo più respirare. Lì ci sono altri mondi simili al nostro, e con le loro case volanti, che hai appena visto, possono viaggiare da un mondo all’altro. Ci hanno anche confessato che sono venuti qui solo per sconfiggerci e distruggerci.”

“Invasori, duh.”

“Hanasia, per favore prova a capire! Il loro mondo è pieno di tizi come quelli, e presto molti verranno in altre case volanti! Tu sei l’unica che può fermarli.”

“Hanasia uccidi il Guerriero Millenario, Hanasia uccidi gli invasori, bla bla bla…”

“Devi restare qui e diventare la Regina dei Saiyan.”

“Sta’ zitto, Nizouki. Non voglio diventare una Regina.”

“Davvero? Guadagnerai il rispetto di tutti i Saiyan, tutto il cibo e le bevande che potrai digerire, ogni uomo potrà essere tuo, avrai combattimenti a volontà, comodità, e altro ancora… Chi non vorrebbe tutto questo?”

“Devo prendermi cura del mio villaggio.”

“Troveranno un altro capo” disse Nizouki, “o potrebbero venire a vivere qui, è solo un piccolo villaggio. Potrei aggiungere che la Regina ha anche relazioni privilegiate con la popolazione Tsufuru.”

“Mmmh, sul serio?”

Il consigliere era sorpreso, non poteva immaginare che questo argomento le avrebbe mai importato. Alla maggior parte dei Saiyan non importava degli Tsufuru, o non gli piacevano, senza nessuna ragione. In generale, il Re dei Saiyan non era felice di apprendere che il loro potere era nato dagli Tsufuru.

“Mi piacerebbe apprendere di più sugli Tsufuru”, concluse Hanasia, guardando verso gli oggetti nella stanza, che chiaramente venivano dalla civiltà Tsufuru.

 

 

L’Imperatore Blizzard aveva quattro figli. I principi avevano qualche secolo di differenza tra di loro. Più invecchiavano, più diventavano forti. Pertanto, se volevamo indovinare quale principe fosse il migliore, sarebbe stato facile, dovevamo soltanto conoscere la loro età. Ma d’altra parte, la loro forza doveva essere trattenuta, e più i Demoni erano vecchie, più erano numerose le loro forme di riduzione.

Ice Kurima, il più giovane, era nella sua prima forma ridotta. Questa faceva di lui un essere grande e imponente, e piuttosto intimidatorio.

Chilled, il suo fratello più grande, era nella sua seconda forma di riduzione. Hanasia gli aveva impedito di raggiungere quella che sarebbe stata la prima forma di riduzione, prima di raggiungere la forma originale.

Snower, il maggiore tra i fratelli sopracitati, era nella sua terza forma. Dotato più in intelletto che fisicamente, non aveva cercato di conservare il suo potere, ed era il primo dei Demoni del Freddo ad assumere una forma così avanzata. Essi diventavano più forti con ogni generazione, e non avevano avuto bisogno di essere trattenuti così tanto in passato.

Questa terza forma aveva divertito i suoi fratelli. Lo rendeva molto minuto, ancora più basso che in forma normale. Chilled aveva insistito sul fatto che questa forma avrebbe portato delle conseguenze per la loro reputazione, poiché avrebbe potuto portare la popolazione universale a temerli di meno. Ma alla fine, Snower rimase in questa forma, ed era ancora abbastanza potente da instillare paura in tutti quelli che lo conoscevano. Paura che non era solo limitata alla sua apparenza, ma era piuttosto uno psicologico, viscerale e molto più intimidatorio senso di terrore. Snower aveva compensato la sua mancanza di controllo nelle forme più elevate con l’efficienza e la rettitudine che mostrava nel governare e conquistare. I suoi fratelli lo tenevano in gran considerazione, e la sua consulenza era richiesta e seguita alla lettera.

Frosty, il fratello più vecchio, era l’esatto contrario del secondo fratello. Era quasi un pazzo, ma era diverso poiché aveva lavorato nel controllare il suo potere, e si vantava della sua abilità di assumere con noncuranza la sua forma finale, senza motivo di preoccuparsi. Aveva bisogno di sentirsi invincibile. Aveva una leggera paura di essere assassinato dai ribelli. Quella paura di un colpo di stato si era solamente intensificata quando suo padre si era seduto sul suo trono senza intenzione di alzarsi mai più. Aveva quasi mai più preso parte alle conquiste di nuovi pianeti. Invece, sarebbe andato ovunque fosse sbocciata una ribellione, in modo da schiacciarla sotto il suo pugno di ferro.

Quanto a loro padre, l’Imperatore Blizzard era nella sua seconda forma ridotta. Ma, alto e terrificante com’era, molti credevano fosse nel primo stadio di riduzione.

Per molto tempo i fratelli si erano a mala pena incrociati, impegnati com’erano a gestire un sempre crescente impero. Il Pianeta Capitale che ospitava il palazzo di loro padre era il luogo di incontro più comune.

La nave di Snower atterrò accanto al palazzo, e il Demone del Freddo ne uscì librandosi al di sopra del terreno come faceva di solito. Con le sue gambe corte, il suo andamento era ridicolo. Spesso aveva considerato il pensiero di un sedile volante di qualche tipo, per muoversi attorno con maggior dignità. Ma, per il momento, il volo era sufficiente.

 

La vasta sala della corte dell’Imperatore era vuota. Una rara vista da ammirare. Gli schermi erano spenti e Snower sapeva che era lo stesso per i microfoni o per ogni altro dispositivo di sorveglianza. I nuovi servitori erano abbastanza degni di fiducia e niente di ciò che suo padre stava per condividere con lui avrebbe lasciato la sala.

La corte vuota gli ricordò la loro ultima riunione di famiglia. Loro padre aveva condiviso con loro segreti molto specifici sui Demoni del Freddo di cui nessuno aveva mai saputo. Dettagli riguardo le loro trasformazioni, su come si sarebbero spartiti l’universo. Ovviamente, c’era un’altra riunione in corso, ma questa volta senza la presenza di alcuno dei suoi fratelli.

Non avrebbe dovuto dichiarare la sua presenza. Suo padre ne era a conoscenza dal momento in cui aveva messo piede nel palazzo, allo stesso modo in cui egli stesso percepiva e sentiva i respiri di Blizzard da alcune stanze di distanza. Girò intorno al gigantesco trono sul quale l’Imperatore era seduto.

“Buongiorno, padre.”

“E tuo fratello?”

“Sarà qui in due giorni.”

“Non importa, lo ripeteremo. Chi è il nano?”

Blizzard si stava riferendo al piccolo servitore al fianco di suo figlio, che praticamente si appiattì in segno di rispetto e umiltà nell’ascoltare l’Imperatore parlare. La sua presenza non era benvenuta alla segreta riunione di famiglia.

“È il mio assistente personale, padre. Ha la mia completa fiducia per ogni mio segreto.”

“Avrà anche la mia, allora. So che non correresti il minimo rischio. Bene, allora, hai ricevuto tutti i dati, dimmi che cosa ne hai dedotto.”

“Bene, padre, il nuovo pianeta scoperto che abbiamo soprannominato ’Plant’ ha davvero i suoi segreti. Per cominciare, è ovvio che l’intero video è una costruzione.”

“Ah sì?”

“Certo. Prima di tutto, nessuno può ucciderci, specialmente non in modo così rozzo.”

La reazione di Blizzard prese Snower alla sprovvista. Guardò suo padre e capì che non era d’accordo con la sua valutazione. Blizzard chiese semplicemente: “È questo il tuo unico argomento?”

“No”, rispose Snower, sorpreso, “la civiltà che abbiamo potuto vedere su Plant era priva di tecnologia, e Chilled chiaramente non è atterrato in campagna, ma accanto a una grande città. Tuttavia, la nave era arrivata specificamente perché era stata individuata una forte sorgente di energia, che poteva essere una fonte di potenza vivente, sì, ma una volta avvicinati al pianeta, sono state raccolte anche parecchie frequenze radio e trasmissioni in codice, assieme a molti altri elementi di prova che suggerivano che il pianeta brulicava di tecnologia avanzata. Come tale, il video è solo un inganno.”

“Capisco. Tuttavia, qualcosa ci viene nascosto. Ma è veramente possibile produrre un filmato falso e averlo mandato dalla nostra nave?”

“Sì, padre. La nave è rimasta sul pianeta. Ognuno dei miei tecnici specializzati potrebbe realizzare tale impresa. Infatti, credo che questo pianeta sia una trappola modellata specificamente contro di noi.”

“Ma questo video… Sembra tutto così reale!”

Un sorriso si formò sulle labbra di Snower. “Padre, questo perché tu non guardi mai film”, disse.

“Non sono di mio interesse.”

“Tuttavia, sono perfetti per rilassarsi. Pipo, riproduci una clip sui nostri grandi schermi”. Il folletto brandì un grande controllo remoto e premette alcuni tasti. Gli schermi si illuminarono per mostrare un breve filmato.

Snower e Chilled erano in primo piano. Stavano discutendo di una situazione e di un problema di cui Blizzard non era a conoscenza. Riguardo a un virus che aveva devastato interi pianeti. I due figli camminarono verso la sala del trono, e parlarono con Blizzard, che ordinò loro di ispezionare un pianeta specifico per scoprire la fonte del problema. C’era un qualche tipo di musica ambientale che suonava in sottofondo, il che era strano, considerando che nessuna musica era mai stata presente a palazzo.

“Questo non è mai accaduto prima”, disse Blizzard. “È finzione? Ma come avrebbero potuto filmarci nel dire tutto questo?”

“Non siamo mai stati filmati in primo luogo. Tutti i personaggi presenti in questa scena sono disegnati. Sono modelli animati generati al computer per comportarsi come a chiunque pare, e come puoi vedere, la somiglianza è quasi perfetta. Ma se metto in pausa il filmato…”

Pipo mise in pausa.

“… Puoi vedere alcuni difetti sui nostri corpi e una piccola mancanza di realismo nell’immagine.”

“Infatti. Posso vederlo adesso. Non è altro che una volgare contraffazione. Ma non è pericoloso? Qualcuno potrebbe semplicemente fabbricare messaggi o ordini falsi a nostro nome con questo?”

“Non preoccuparti, padre. Questi modelli sono altamente limitati a chi vi ha accesso e la produzione di opere dove siamo protagonisti è rigorosamente regolamentata. La finzione deve essere evidente, e la nostra immagine non può essere coperta di ridicolo. Ti consiglio questo filmato. In esso, abbiamo abilità straordinarie. Possiamo teletrasportarci, sputare fuoco, e affrontiamo una gigantesca bestia tentacolare. Non oso anticiparti il finale, ma hai incredibili abilità telepatiche, tali da agire su un pianeta molto lontano dalla comodità della tua residenza imperiale. Tutto questo lavoro ha fatto bene alla nostra immagine.”

“Uh… Forse… Non importa”, disse Blizzard, pienamente consapevole che non avrebbe mai visto questo racconto. Per fortuna, non gli aveva mostrato gli spettacoli per bambini, tutti disegnati a mano per questo motivo, in cui i crudelmente deformi Demoni del Freddo insegnavano ai bambini a leggere, contare, e amare il loro Imperatore. Non avrebbe capito.

“Così hai notato tali imperfezioni nel video riguardo Chilled?” Continuò Blizzard.

“C’è da dire… No. Ma modellare una tale frode non è un compito impossibile. Tutto ciò che è necessario è molta precisione e un grande budget con cui lavorare. Non è così inconcepibile concludere che una civiltà nascosta dalla nostra vista per decine, o forse centinaia di anni, possa aver avuto i mezzi per produrre un simile falso. Questo video era in opera da anni, e una volta pronto, hanno semplicemente attirato Chilled verso di loro con una forte emissione di energia.”

“Quindi?”

“Quindi è probabile che i nemici del nostro impero si siano alleati con questa civiltà, o peggio, che siano i loro antenati, su questo pianeta sconosciuto. Per assestarci un colpo devastante, atto ad annientarci, quando il tempo fosse stato propizio. Una strategia stratificata formulata almeno un decennio fa. Mostrando all’universo intero che un semplice guerriero ha ucciso uno di noi, cisarebbero presto seguite ribellioni su larga scala. I nostri eserciti sarebbero potuti essere sopraffatti. Poiché non possiamo essere ovunque allo stesso tempo, nel peggior caso possibile, avremmo potuto perdere un gran numero dei nostri pianeti, e il nostro Impero sarebbe in rovina.”

Una rivolta. Uno stratagemma architettato. Sì… A Blizzard piaceva l’idea. Salvo che…

“Allora, cosa è successo a Chilled?”

“Per un motivo o per un altro, non è in grado di stabilire un contatto con noi.”

“Ancora una volta, produci un eccellente spettacolo di lungimiranza. Per questo ti lodo, perché sono fortemente d’accordo con la tua teoria. Infatti, probabilmente è ciò che è trapelato. Tuttavia… Devo evidenziare il difetto fondamentale nel tuo ragionamento.”

“Un difetto?”

“Sì. Infatti, il tuo principale argomento, che ha reso la tua ipotesi l’unica possibile spiegazione, è falso. È possibile ucciderci in un combattimento ravvicinato. Esiste un eccezionale… — Blizzard spostò un occhio in direzione di Pipo, assicurandosi che non stesse prendendo nota — un eccezionale essere i cui poteri superano i nostri.”

 

Snower rimase in silenzio per breve tempo. Poteva dire dallo sguardo di suo padre che era molto serio.

“Avevo pensato di condividere questo con te molto più in là nella tua vita, ma per come stanno le cose, è probabilmente nel tuo miglior interesse saperlo prima che dopo.”

Tirò fuori da sotto il suo posto una valigetta nera, un antico portatile a prova di apertura che non era connesso a nessuna rete senza fili. Questo era dove memorizzava i suoi segreti, e lo aveva già usato in alcune occasioni in presenza dei suoi figli.

“È stato poco dopo la nascita di Kurima. Ero in ritiro su questo pianeta idilliaco dove mi piaceva stare per riprendermi dopo la nascita dei miei figli. Dopo essermi pienamente ripreso, ero pronto a partire, quando è apparso davanti a me.”

“Mi ricordo”, parlò Snower. “La tua intera guardia era stata uccisa, il che mi sorprese al tempo. Non mi dessi nessuna credibile spiegazione per quello.”

“Uh… Non fu lui a farlo. Fui io. Per mantenere il segreto. Lui è questo qua.” Blizzard mostrò sullo schermo un’immagine olografica, presa sul pianeta del suo ritiro. Era un anziano elfo con una lunga barba, che non sembrava affatto forte. Una specie sconosciuta a Snower.

“Mi disse che avevo troppi figli. Che avrebbe tollerato la nostra presenza solo fino a quando avessi tenuto il nostro numero limitato, e che stavo ovviamente infrangendo una regola che i miei antenati avevano trascurato di condividere con me: il fatto che noi non abbiamo il diritto di riprodurci e di conquistare allo stesso tempo. Puoi immaginare? Per me, benedetto con l’abilità di produrre più di due soli discendenti, apprendere che l’atto di essere padre di quattro sia un crimine… Io mi sono preso gioco di lui, e gli ho detto che se voleva limitare il nostro numero, non avrebbe che dovuto ucciderci.”

Snower deglutì per la nervosa previsione.

“Disse che solamente io ero colpevole, non i miei figli, e che non vi avrebbe uccisi, a meno che anche voi non avreste infranto la regola. E si precipitò su di me.”

Pipo iniziò a sudare nervosamente.

“E quel vecchiardo mi batté pesantemente. Non ci sono altre parole per descrivere quello che fece. Non potei atterrare o bloccare un colpo. Vicino a lui, ero uno scherzo. Patetico, pietoso. Mentre assaporavo il mio stesso sangue, a terra, terminò la sua minaccia. Devo menzionare il fatto che non ha nemmeno versato una goccia di sudore.

Per quanto potente la tua specie possa crescere, non sarai mai all’altezza di un Grande Kaioh (“Re dell’Universo”). Se non vi sottometterete alla nostra legge, morirete tutti. Non generare più figli, e assicurati che essi non ne generino più di due. Adesso, per assicurarmi che ti rimanga in mente...

“Poi mi alzò come una piuma, e affondò su di me parecchi colpi di una forza indicibile. Senza il minimo sforzo ovviamente. Quei colpi mi infortunarono gravemente. Me ne andai solo alcune settimane più tardi, quando le mie ferite non erano più evidenti.”

“E ancora rimani seduto…”, continuò suo figlio.

“Perché quelle ferite, due interi secoli dopo, devono ancora guarire. Sì, quando faccio qualche grande movimento, è ancora doloroso oggigiorno.”

Snower e Pipo erano entrambi scioccati.

“Così, l’alieno che ha sconfitto Chilled… Che possa essere un Grande Kaioh?”

“Non ne sono sicuro.”

“Padre, dammi tutti i dati riguardo questo Re dell’Universo. Condurrò un’investigazione e apprenderò che cos’è successo veramente. Se è in alcun modo collegato a quel pianeta, lo sapremo!”

 

 

“Questi sono i vostri alloggi.”

“Non sono ancora Regina.”

“Preferireste dormire fuori? Pioverà stanotte.”

“Allora, gli Tsufuru conoscono veramente tutto? Anche il futuro?”

“Dicono che il meteo può essere facilmente predetto.”

“Quando mi incontrerò con loro?”

“Devi essere incoronata Regina, prima.”

“Vatti a capire.”

Hanasia si sedette sul letto, poi si sdraiò, si alzò ancora, poi ancora giù, ottenendo una bella sensazione per quello qua e là.

“Così comodo! È così pulito! Non ho mai sentito niente come questo!!”

“Gli Tsufuru possono produrre vestiti e biancheria molto al di là del regno della pelle di bestie.”

“Perfetto. Devi filartela, adesso. Mi schianterò su questo coso e non voglio essere disturbata! Whaaaa, è cosìììììì bello…”

“Me ne andrò fuori. Ci sarà un importante evento domani, con combattimenti per decidere il nuovo Re. Avrai gli onori.”

Il letto prodotto dagli Tsufuru era qualcosa di grande. Hanasia continuava a girarsi su se stessa, premendo sul materasso. Era morbido, era elastico, era impressionante.

Poi, si ricordò improvvisamente che aveva lasciato il suo villaggio in fretta senza avvisare. Non avrebbe dovuto perdere qualche ora per rassicurarli? Bah, poteva lasciarli per qualche giorno. Ed erano ignari della crisi e degli invasori. Non si sarebbero preoccupati.

 

Infatti, al villaggio, non c’era nessuno, tranne uno, che aveva mostrato segni di preoccupazione: il contastorie. Hanasia non aveva un’aria ansiosa prima che ne se andasse dal nulla.

Inoltre, era ritornato alla villaggio a mani vuote, non in grado di spiegare l’assenza di lei. Ma fu sollevato una volta capito che nessuno degli abitanti del villaggio lo reputava forte abbastanza da farle del male. Gli fu dato un pasto gratuito per la sera, durante il quale investigò la situazione.

“Così Hanasia è diventata super forte?”

“Molto di più di quello. Straordinaria. Invincibile.”

“Ma non ha potuto sconfiggere il Guerriero Millenario.”

“Forse no, ma… Anche lui era invincibile. Anche lui aveva la luce gialla.”

“Dimmi di più al riguardo.”

“Hanasia era già più forte di chiunque altro, incluso il Generale Nizouki, che prese a calci. E poi, lei sviluppò la sua trasformazione. I suoi capelli diventavano gialli, e una luce dorata usciva fuori di lei. I suoi occhi cambiano. Questo è quando è invincibile.”

“Invincibile…”

“Un mostro aveva attaccato il nostro villaggio. Era veramente potente, e aveva ucciso parecchi dei nostri. Lei non avrebbe potuto batterlo, ma quando si è trasformata lo ha distrutto con un singolo colpo!”

“Un mostro che può uccidere i Saiyan? Mai sentito. Che aspetto aveva?”

“Quello di un Saiyan.”

“Ma non era un Saiyan”, aggiunse un altro abitante, “era un mostro. Era arrabbiato, o qualcosa del genere, e non poteva parlare.”

“Che strano…”

“Ha ucciso Hartich, il nostro vecchio capo, e lui era veramente forte. Hartich faceva rispettare la legge in tutti i villaggi circostanti, puoi chiederlo anche a loro.”

Corrne prese appunti a mente.

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