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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 32.

La battaglia di Plant

 

Solo l’armata della Regina doveva essere ancora raccolta al di sopra della capitale, quel giorno. Quasi tutti gli abitanti erano là, anche la gente dei dintorni e chi era stato alle varie feste.

Formavano una grande nuvola nera e disordinata, eccetto per i ranghi dell’armata. Giovani e vecchi, Sayan maschi e femmine, tutti lì pronti a combattere gli invasori. Eccitati, motivati stavano per ascoltare il discorso della loro Regina che avrebbe parlato a tutti tramite la sfera magica.

“Mi domando come gli Tsufuru possano avere un trucco del genere.” Fece un Sayan al suo vicino.

“Io mi chiedo perché non si vedono mai.” Rispose l’altro.

Dei piccoli cannoni su alcune piattaforme volanti comparvero in cielo. Alcuni atterrarono mentre altri continuarono a fluttuare sparando alcuni colpi. I proiettili erano strane sfere energetiche che salirono in cielo lentamente.

“Divertenti quelle cose.”

“Se questo è il loro modo per sparare sfere energetiche, si può fare a meno di queste merde di Tsufuru.”

“Ma no, sono sfere che andranno a rimpiazzare la luna.”

“Ah.”

I Sayan si allontanarono gli uni dagli altri e le piccole sfere energetiche sembrarono esplodere in cielo. Diventarono enormi sfere luminose e il cielo fu invaso da una dozzina di lune piene.

Davanti questo incredibile spettacolo, tutti restarono per un istante senza voce e sentirono la caratteristica scintilla elettrica che percorreva il loro corpo e che faceva loro rizzare i peli della coda da scimmie. I denti cominciarono a diventare più affilati, il pelo cominciò a crescer loro ovunque e pian piano diventarono sempre più grandi…

Dovettero allontanarsi ancora di più tra di loro dato che erano un’enorme massa di scimmie pelose che copriva tutta l’area e quasi si trovavano gli uni sopra gli altri. Alcuni di loro cominciarono a volare immediatamente, ma solo pochi Sayan era in grado di farlo in questa forma poiché le opportunità per esercitarsi erano rare.

Dopo essersi presi un piccolo momento per rendersi conto di essere scimmioni nel bel mezzo del giorno, i Sayan fecero un verso all’unisono che si fece sentire dall’alto dello spazio dove migliaia di navi erano appena arrivate. Con i portelloni già aperti, l’Impero faceva già uscire un’armata di soldati in armatura e ben ordinati, centinaia di vascelli da combattimento, qualche bestia da combattimento e guerrieri potentissimi.

“Ma cosa sono quelli?!?!”

“Mostri giganti! Ovunque!”

I soldati si domandarono dove fossero. Quella folla di animali non era affatto la folla di popolazione autoctona che si attendevano.

Dal vascello di comando, gli schermi mostravano lo spettacolo dall’esterno: un vero e proprio zoo.

“In una dozzina di secondi appena, Generale, si sono trasformati in mostri giganti!”

“E’… incredibile. Ma ciò non cambia nulla al programma. Massacrateli tutti!”

“Soldati! Questi mostri sono gli indigeni che dovete combattere. Sono cambiati di forma, ma non lasciatevi impressionare!”

“Generale, non è normale. Se si possono trasformare come un Demone del Freddo, perché non l’hanno fatto nel video del signor Chilled?”

“E’ come pensavo, questo pianeta è un covo di trappole e questo è un altro dei loro sotterfugi.”

“Generale – disse un luogotenente. – Abbiamo visto da questo video che sono queste sfere luminose a causare la loro trasformazione.”

Il generale guardò lo schermo. Gli scimmioni gridavano in modo terrificante e saltavano senza difficoltà per centinaia di metri, rendendo inutile fuggire in cielo. I soldati normali si facevano distruggere e i piccoli vascelli da combattimento si schiantavano come mosche.

“Trovate … un modo per distruggere queste sfere. – Disse il Generale. – Anche se temo che una volta trasformati, sia troppo tardi…”

La potenza di fuoco dei vascelli e dei soldati, scaldavano appena la pelliccia dei mostri giganti mentre quest’ultimi erano in grado di generare attacchi energetici di potenza mostruosa. Inoltre, con la loro cieca rabbia e follia, non colpivano solo le navi ma anche i gruppi più numerosi di nemici senza preoccuparsi troppo dei loro alleati. Nonostante ciò, ogni li avvantaggiava sempre di più sui nemici.

Il vascello ammiraglio si allontanò ma gran parte fu lo stesso distrutto.

“Non ci avevate avvisato che avremmo combattuto dei mostri forti quanto un guerriero della corte! – Sbottò il generale. – Anche i nostri soldati d’élite cadono uno dopo l’altro!!! E dov’è la squadra Hot?!”

“Non… sono ancora usciti” disse un soldato che si vergognò di dover riportare tale notizia.

“Il generale corse verso il lato opposto della nave. Erano lì, tranquillamente seduti su dei divanetti e guardavano la battaglia come se fosse una partita di calcio.

“Mi prendete per il culo?! – Gridò il generale. – Ci stanno massacrando! Gli altri guerrieri della corte sono già usciti!”

“Silenzio. – Disse Chili cui unica autorità superiore a bordo era Dio. – Assira sta pensando.”

Chili non era impressionante solamente per i suoi due metri e i suoi occhi brillanti. Ogni parola da lui pronunciata era intrinseca del carisma di dieci capi di guerra. E come ogni volta che parlava, dal semplice soldato al più alto generale, tutti obbedivano.

“Non possiamo uscire adesso – disse Mipan – la cui testa arrivava alla taglia di Chili. – Che disordine! Un’armata professionale di questo calibro sconfitta da degli animali senza guinzaglio. Ridicolo. Non posso apparire in pubblico lì in mezzo.

“Hum…” commentò Assira pensieroso. Le grosse vene della sua testa sembravano pulsare sul capo calvo.

“Un guerriero della corte è morto! - Esclamò Peronipe. – Tre mostri su di lui! Insieme, non si è trattato di fortuna!”

L’immenso Peronipe era molto più vivo di spirto di quanto mostrasse il suo linguaggio. Usava le sue facoltà intellettive dove erano più necessarie.

“Grazie per avercelo fatto notare, Perinopé – aggiunse Assira. – Questi gorilla si distinguono in due gruppi, dobbiamo farci attenzione. I primi sono un’armata regolare, sono ordinati e molto efficaci. Attaccano in gruppo i guerrieri della corte senza tirarsi in dietro.”

Il generale non l’aveva notato. Voleva chiedere loro di uscire ed unirsi alla battaglia, ma era stato pietrificato dall’unica frase di Chili.

“Il secondo gruppo è costituito da civili. Nonostante siano molto forti. Dato che non hanno vestiti o almeno, non più, solo le loro azioni permettono di sapere a quale gruppo appartengono.”

“Pensi che si debba attaccare prima l’esercito?” Domandò Mipan.

“Sicuramente. I nostri soldati sono stati massacrati per il 97% e non hanno ucciso una sola di queste scimmie. L’armata d’élite è stata uccisa per il 65% e hanno ucciso appena 35 di questi primati. I piccoli vascelli da combattimento sono stati tutti distrutti e hanno sconfitto solo una scimmia. I colpi del vascello ammiraglio hanno fatto fuori 12 scimmioni. Ma sono rimasti solo 3 vascelli tra cui il nostro e visto che sono tutti fuggiti, non sparano più.”

“Non credo siamo arrivati a questo punto. Sembrano essere intorno alle centinaia. Forse migliaia?”

“Non ho finito. I guerrieri della corte hanno ucciso 66 scimmioni, ma due di loro sono già morti. Resta solo Igmar che allo stremo, Talon e noi. Inoltre il guerriero che ha ucciso Chilled non è là.”

 

Hanasia era appoggiata ad un muro. Dalla stanza reale, nella capitale, non guardava fuori dalla finestra. Non doveva trasformarsi in una scimmia gigante. Non doveva essere là.

Nonostante i suoi occhi chiusi, sentiva svolgersi all’esterno tutta la battaglia. Sembrava stessero vincendo, ma stavano decimando soprattutto i ranghi più bassi dell’esercito nemico. I guerrieri più forti non erano in campo ed era impossibile che gli invasori non ne avessero come asso nella manica.

“Se voi foste uno scimmione come gli altri Sayan, nessun extra terrestre vi riconoscerebbe – disse un consigliere che sperava in una vittoria facile.

“No, dimostrerei troppa energia. Non ci si controlla bene quando si è trasformati e saprebbero immediatamente che si tratta di me.”

Per questo era lì, in attesa.

Spalla contro spalla, i guerrieri della corte Igmar e Talon sembravano essere gli unici sopravvissuti al campo di battagli. In un ora di combattimenti, la più grande armata dell’Impero era stato sconfitta.

I guerrieri d’élite sopravvissuti si erano raggruppati e attaccavano i nemici, con qualche successo, ma erano comunque pressati costantemente dalla superiorità numerica delle bestie giganti, che non esitavano a colpirsi a vicenda per prendere un solo soldato, come non avrebbero esitato a schiaffeggiarsi a vicenda per prendere una semplice mosca.

“Dannazione… huff, huff… non credo che ne abbiamo fatti fuori nemmeno la metà!”

“Che diavolo sta facendo la squadra Hot? Quegli stronzi stanno aspettando la nostra morte per prendersi tutto il merito dell’impresa.”

Qualche scimmione li caricò. I due combattenti si liberarono in volo per evitarli e colpirono insieme uno scimmione sulla colonna vertebrale che morì sul colpo.

Talon sentì solo una folata di vento colpirlo. Era una scimmia che aveva schivato qualche minuto prima. Si ricordava di lui perché non era riuscito a colpirlo. La mano gigante del primate gli schiacciò la schiena. Talon si girò per riprendere a volare ed evitare il colpo seguente, ma l’avversario non era più lì. La massa gigante del suo avversario l’aveva già circondato per finirlo con una sfera energetica che scagliò Talon in cielo.

Soddisfatto, Nizouki si girò verso l’altro guerriero della corte.

“Vedi – disse Assira. – Questo è un élite dell’armata regolare. Ne ho individuati ben otto come questo. Di cui due già morti.”

“Andiamoci – disse Chili. – Evitiamo che Igmar muoia, mi deve 300 brouzoufs.”

 

Nella sala di controllo generale degli Tsufuru, Chiin-Lee si felicitò della riuscita totale del piano.

“E’ fantastico! I Rinforzi Sayan dagli altri villaggi non sono nemmeno arrivati e la battaglia è già stata vinta! Senza i nostri vascelli e senza la Regina!”

“Sì, la potenza dei Sayan aumentata grazie all’influenza della luna piena è sicuramente impressionante. Senza dubbio che dopo ciò, arriveranno richieste di rinforzi in altre battaglie in tutto l’universo.”

“Stanno distruggendo le lune! – Urlò un tecnico. – Hanno provato ogni tipo di attacco laser che hanno a disposizione e ne hanno finalmente trovato uno che funziona.”

“Dobbiamo solo crearne altre – disse uno Tsufuru. – Preparate i cannoni.”

“No! – Fece Chiin-Lee. – Non creeremo nuove lune fino a quando i nove decimi non saranno distrutte! Così, penseranno che ciò che fanno non serva a nulla, o nella peggiore delle ipotesi, che non possiamo crearne altre.”

“Molto bene.”

“Inoltre, quando sparate, fatelo con una piccola parte dei cannoni. E non cambiate cannoni fino a quando non sono più utilizzabili. E’ anche necessario che non capiscano dove si trovano i cannoni.”

“Perfetto, possiamo andare avanti per molto in questo modo. E a meno che non abbiano qualche sorpresa nascosta, vinceremo sicuramente.”

La squadra Hot uscì dal vascello ammiraglio.

 

 

Nizouki provò un dolore allucinante. Era come se un ago stesse ripetutamente bucando il suo corpo. Vide qualcosa uscire dal suo stomaco. Uno dei combattenti ci aveva dato dentro come se il suo corpo fosse fatto di burro. Non se lo sarebbe mai aspettato, non riusciva ancora a crederci. La sua vista stava iniziando a cedere. Riusciva a percepire il freddo che entrava nel suo corpo, e cadde steso sul pavimento.

“ Brutta scimmia, muori!” Peronipe sparò un'altra volta ad un Sayian, che morì sul colpo.

“ Quanta gloria! Dobbiamo assolutamente portare in salvo tutta questa pelliccia, deve valere una fortuna!”

Disse Mipan mentre si dimenava tra pugni più grandi di lui. Cambiò improvvisamente direzione e sferrò un calcio ad un nemico alla testa, facendolo cadere a terra.

“Tu sei un membro d'élite di questa forza - pronunciò Assira rivolgendosi ad una grande scimmia che era indubbiamente il capo istruttore dell'armata Sayan. - Hai ucciso uno dei guerrieri della corte, 27 soldati d'èlite, 83 fanti, distrutto 32 caccia stellari, e una delle nostre navi ammiraglio.”

Assira vide di sfuggita una delle scimmie che cercava di colpirlo, e si avvicinò con l'intero corpo ad essa. Sorpreso, l'istruttore cadde in avanti, la sua faccia a pochi centimetri dal suo piccolo avversario, che aveva le mani tese davanti a sé.

Assira sparò un colpo a bruciapelo, lasciando cadere la scimmia rimasta senza testa.

“Massacra i tuoi simili!” Urlò Chili ad una scimmia. Questo ordine rimbombò nella testa di Saiyan, il quale iniziò lentamente a svanire. Non era più sulla terra ferma, ma nel mezzo di un mare torrenziale. Voci acute catturarono le sue orecchie mentre delle mani uscirono dall'acqua, cercando di affogarlo.

Così morse uno di loro a sangue, in un raptus di rabbia. Ma quel braccio apparteneva ad un altro Sayan, che urlò di dolore. Ancora fuori di sé, lo colpì nel petto, rompendogli le costole ed uccidendolo.

 

Hanasia intuì quelle quattro aure, molto più potenti delle altre, che erano appena apparse. Riusciva anche a intuire lo scomparire di tutti i suoi compagni, che stavano morendo ad un ritmo allarmante uno dopo l'altro.

“Li stanno massacrando lì fuori! Lo sapevo c'è un Demone del Freddo con loro!”

Si precipitò fuori dalla finestra, solo per fermarsi sui suoi passi. Tornò indietro e di diresse verso il suo guardaroba. Strappò alcuni vestiti e lì avvolse intorno alla sua testa in modo da non essere riconosciuta. Dopo, iniziò a seguire le energie che riusciva a sentire, distruggendo la finestra doppiamente rinforzata della sua camera reale.

Assira sogghignò, sparando alcuni colpi di energia a vuoto. Sette Sayan rimasero colpiti, ed uno ferito.

“Mipan ne ha uccisi diciassette, io ne ho uccisi dodici, e Peronipe ventuno. Chili ne ha fatti impazzire cinque, che hanno a loro volta ucciso undici loro simili. La nostra battaglia è iniziata un minuto fa, e già ce la stiamo cavando. E' questione di minuti, prima che possiamo dire di aver finito con loro. A meno che...”

Il suo sguardo si precipitò su Hanasia, che stava volando nella loro direzione a tutta velocità.

“A meno che una guerriera del posto non trasformata, sospettosamente ricoperta di stracci non interferisca con le operazioni.”

 

“ Hanasia è arrivata!” Dichiarò uno Tsufuru dietro uno schermo della stanza di controllo.

“ Era ovvio che sarebbe successo. Anche da grandiose scimmie, i nostri Sayan sono indifesi di fronte a questi guerrieri di corte.”

“E' la squadra Hot!-Sbraitò un consigliere dell'armata ribelle da un monitor. - Sono alcuni tra i più forti combattenti dell'armata dell'Imperatore!”

“Per l'appunto, loro sanno cosa stanno facendo. I Sayan stanno fallendo uno dopo l'altro. Loro quattro da soli stanno facendo un lavoro molto migliore rispetto a tutto il loro reggimento...”

“Devi tenerli d’occhio. Sono conosciuti per le loro efficienti tattiche di battaglia, e per la loro prodezza nell'annientare insieme forti oppositori.”

“ Dovremmo dare un auricolare ad Hanasia, per questo tipo di situazioni...”

“ Gliel'ho già offerto - disse Chiin-Lee - ma si è rifiutata.”

Hanasia percepì l’energia del guerriero più vicino a lei. Non si stava muovendo e l’aveva chiaramente notata. Si diresse dritta verso di lui.

“Elemento molto sospetto con una velocità impressionante” disse Assira via radio agli altri membri della squadra.

All’ultimo momento, volò di lato per evitare la collisione. Ma con grande sorpresa, la ragazza non continuò a ad andare dritta come una palla di cannone ma cambiò bruscamente direzione e gli fu addosso in un istante.

Assira si mise in posizione d’attacco e urlò: “siamo in perico…!!” Non riuscì a finire la frase, poiché fu violentemente colpito da Hanasia.

Gli altri tre membri della squadra Hot si girarono per vedere il loro miglior consigliere strategico casere a terra, con il corpo deformato e chiaramente già morto. Sapevano che Assira non era affatto debole.

“Pero! – Urlò Chilli nel suo auricolare incaricandosi di organizzare l’attacco in qualità di capo. – Tu attaccala senza avvicinarti! Mipan! Tu distraila!”

Peronipe scagliò numerose sfere energetiche molto potenti contro la nuova avversaria. Mipan si avvicinò velocemente e cominciò a girarle intorno come una vespa.

Hanasia sentì gli attacchi energetici e l’energia del piccoletto che si avvicinava cercando di attaccarla alla “non sai da dove attaccherò!” , cosa che sarebbe stata inutile. Poteva sentire anche la forza vitale dei Sayan morenti che si colpivano l’un l’altro sotto il gioco mentale di Chili e ciò la mandava in collera.

Non si trasformò. Fece esplodere la sua aura che provocò un’onda d’urto enorme, tanto da far perdere l’equilibrio a molti scimmioni o addirittura farli cadere a terra. Gli attacchi energetici rallentarono sul colpo. Mipan si fermò, sbalordito.

Hanasia si scagliò verso la terza aura che percepiva, quella che non si era mossa da quando era giunta sul campo di battaglia. Era sicuramente il capo. Schivò le sfere energetiche senza problemi, le quali esplosero sulla pianura sotto di lei creando dei crateri enormi. Chili capì di essere il bersaglio e si posizionò in guardia. Quando arrivò, il guerriero inviò qualche sfera energetica di lato per poi scagliare un pugno. Ma Hanasia lo afferrò e lo strinse con una mano talmente forte per farlo piangere.

“Libera… gli spiriti… della mia gente!” Urlò.

Le sfere si avvicinarono ma con il suo braccio libero le respinse senza nemmeno guardarle.

“E’ la guerra – rispose Chili. Lo disse in maniera molto inquietante. – Tutti i colpi sono permessi.”

Questa frase, più la forma rispetto al contenuto, perforò lo spirito di Hanasia. Chi aveva parlato? Cos’era quella potenza mostruosa nella sua voce? Sicuramente un essere molto diversa da qualsiasi altro.

Così era quello un Demone del Freddo al pieno delle sue forze, quella potenza che lei aveva impedito di far raggiungere al primo avversario di questo tipo che aveva affrontato?

Chili sondò lo spirito del suo avversario. Aveva una forte testa ma già compromessa, quindi non avrebbe causato problemi.

“Attaccare di nuovo? Pero non vuole colpire Chili!”

“No – disse Mipan. – Il capo sta cercando di ipnotizzarla. Questa macchina da guerra massacrerà le scimmie meglio di quanto la Kuriputonitu faccia con i Supamans che infestano il palazzo di un signore Slump.

“Quindi?”

“Voglio dire che vendicheremo Assira nel modo più terribile che ci sia. Sarà questa guerriera a porre fine alla guerra uccidendo tutti gli amici che è venuta ad aiutare.”

“Bene!”

Hanasia spalancò gli occhi. Ma al posto di vedere una leggera luce attraverso le aperture delle stoffe che stava indossando, si trovava in una foresta nera. I maestosi abeti si muovevano e si deformavano intorno a lei. Alcuni rami la urtavano ed era una sensazione insopportabile. Non stava più stringendo il braccio del suo avversario, le sue mani erano occupate a distruggere i rami facendo lo stesso movimento che avrebbe fatto cercando di scacciare uno sciame di insetti sopra la sua testa.

All’improvviso gli alberi divennero ancora più grandi e si allontanarono ridendo. Bisognava fermarli e volava dall’uno all’altro trapassando i loro tronchi giganti.

L’albero gridò e Hanasia lo percepì come se venisse da lontano, con dietro le risate di altri alberi. Il corpo di Hanasia era ricoperto di sangue. Sangue Sayan. E quell’urlo lo conosceva.

Hanasia si levò il velo che le copriva il volto e la foresta nera fu rimpiazzata da un crepuscolo luminoso. Si girò intorno e vide la sua amica collassare e le sue grandi mani scimmiesche cercare di tappare la ferita che sgorgava sangue.

“Cetinia!! Nooooo!!!”

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