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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 1, Capitolo 2.

Preistoria

Traduzione e Adattamento di Prosavio

Un grosso scimmione è in cammino, senza neanche sapere di essere un antenato dei potenti Saiyan. L’animale è alla ricerca del suo prossimo pasto. A differenza del suo equivalente preistorico Homo Sapiens, non possiede un bastone con una pietra in cima, e nemmeno la pietra. Ma si può notare che ha raggiunto un certo livello di evoluzione perché sta indossando alcune pelli di bestie mal cucite insieme.

Improvvisamente, salta in aria con un balzo impressionante e atterra accanto a un enorme erbivoro: 25 metri di lunghezza, 50 tonnellate di peso sulla Terra, 600 tonnellate su questo pianeta. La belva fa un sussulto e si prepara a fuggire, ma è troppo tardi. Il predatore è già saltato sopra la sua schiena. Con un colpo poderoso rompe la spina dorsale della vittima, e l’Uomo Gorilla Sapiens ne strappa subito un pezzo per mangiarlo crudo.

Nonostante le dimensioni della bestia, mangia solo le parti più tenere, poi abbandona ciò che ne resta agli spazzini. Vuole qualcosa di più sofisticato.

I suoi passi lo conducono in una foresta, e sente gli odori di quei piccoli animali che ama sgranocchiare. Lentamente, si muove tra gli alberi, cammina su un ramo, senza accorgersene, e fa scattare una trappola. Con un ingegnoso sistema di rotazione, un intero tronco d’albero a cui è appeso un enorme masso si precipita verso di lui. Grazie alla rotazione, la velocità raggiunta è incredibile, e l’enorme pietra cade sulla sua testa.

Per gli Tsufuru era stato molto difficile posizionare una simile trappola. Una roccia grande come quella non si sposta mica da sola! Soprattutto in un pianeta dove la gravità è di 11,65 G. Purtroppo per loro, questo Saiyan è forte e veloce, e ha avuto il tempo di proteggersi il volto con le braccia prima dell’impatto. Egli viene gettato via di alcuni metri di distanza e il suo corpo squarcia un albero. La sue braccia sono sanguinanti, ma è vivo. Sorride scioccamente sentendo l’odore del sangue e continua a camminare, senza prestare attenzione ai diversi gusci metallici di tartaruga, collegati alla trappola, che provocano un rumore assordante sbattendo l’uno contro l’altro.

Le tartarughe di metallo si erano evolute fino ad avere dei gusci lisci e brillanti, più resistenti del cemento armato. Nemmeno i Saiyan possono mangiarle: non riescono a infilare le loro dita nelle piccole fessure da cui la testa e le zampe escono fuori, e neanche ad aprire il guscio in due parti. E quando lo colpiscono, lo deformano soltanto, senza romperlo.

Gli Tsufuru, tra alcune migliaia di anni, costruiranno le loro prime armi in ferro e inventeranno il piede di porco, permettendo loro di aprire finalmente le tartarughe che, fino ad allora, non avevano avuto predatori.

Per ora si limitano a bruciare le tartarughe e a usare i loro gusci come strumenti musicali…

In una radura, alcuni Tsufuru riescono a sentire in lontananza il suono dell’allarme. Sono in preda al panico. Lontani dal campo, cominciano a correre, ma è troppo tardi: il predatore li ha trovati e ora li sta raggiungendo. È due volte più grande di loro. Gli ultimi membri del gruppo tornano indietro, puntando le loro ridicole armi contro il mostro. Bastoni con selce appuntita, clave fatte con gusci di tartaruga e spine di cardi giganti.

La lancia viene scagliata contro la scimmia, che la vede arrivare e ha tutto il tempo di respingerla con le mani. Una volta arrivato al loro cospetto, ride per il pugno che uno Tsufuru gli ha dato con tutta la forza che aveva. Quest’ultimo gli pugnala il ventre con una spina. La pelle si è graffiata e la scimmia emette un urlo. Lo Tsufuru rimpiange il fatto che la punta non sia stata avvelenata. Lui non si sarebbe salvato, ma almeno avrebbe fatto in modo che il Saiyan non potesse raggiungere gli altri.

Fortunatamente per il gruppo, il Saiyan non è molto affamato e si accontenta di mangiare solo tre coraggiose retroguardie.

In seguito, egli torna a casa, in pianura. In questo posto, due Saiyan stanno pigramente girando intorno, per digerire il pasto, mentre un bambino si diverte a rompere delle rocce, provocando un rumore che non sembra svegliare le altre scimmie addormentate. Un altro Saiyan è seduto e guarda lontano. Potremmo immaginare che stia riflettendo sul senso della vita, chiedendosi se esiste un Dio, o almeno domandandosi se stesse per piovere. Ma nonostante abbia le capacità intellettuali per pensarci, il Saiyan si domanda perché l’erba si muove avanti e indietro mentre il vento soffia sempre nella stessa direzione. A questo, si risponde interiormente: “Groump”. Questa risposta, che sembra essere soddisfacente, potrebbe essere tradotta con “Bah.”

Il nostro pre-Saiyan passa vicino al più giovane di loro e, senza preavviso, gli dà un calcio nelle costole. Il bambino cade a quattro metri di distanza, urlando. Contrariamente a quelli che dormivano, il nostro eroe trova quel frastuono insopportabile. Si avvicina al Saiyan “pensatore” e gli fa cadere in testa le pelli che indossavano gli Tsufuru che aveva mangiato. Si capisce allora che, a questi tempi, i Saiyan non sapevano farsi i vestiti, ma prendevano quelli degli Tsufuru.

Soddisfatto del suo regalo, il Saiyan dice: “Groump.”

Questo viene interpretato dall’altro come “ci accoppiamo?”

A questo risponde positivamente, e almeno non gli dà un pugno in faccia.

Ed è così che vissero, nell’era preistorica, i Saiyan, gli Tsufuru, le tartarughe metalliche, i Brachiosauri e molti altri, più o meno felicemente.

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