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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 35.

Attenzione ! Le illustrazioni di questo capitolo contengono dei nudi. Se preferite non vedere questo tipo di immagini, cliccate qui per censurarle:

 

Quando la Regina distrugge l'invasore

 

Una folata di vento colpì la base della coda d’Hanasia. Poi, il taglio della mano colpì con forza incredibile.

Il dolore pervase tutto il corpo della regina. Il dolore del colpo… non del taglio. C’era riuscita. Contraendo tutti i muscoli del corpo al massimo, si era rafforzata sufficientemente.

Il Generale Chatterton era affranto dopo aver visto la sua mano dolorante non riuscire a tagliare quella coda.

Si preparò per un secondo colpo, ma questa volta, Hanasia ebbe abbastanza tempo per reagire. La coda gialla si allontanò mentre tutto il resto del corpo si avvicinò. Con una gomitata, scagliò il generale verso il suolo sotterrandolo.

Vedendo che il demone del freddo si stava ancora alzando e cercando di comprendere ciò che accadeva, Hanasia caricò una sfera energetica verso il buco dove si trovava il generale. Il suolo tremò creando delle spaccature ma il danno rimase visibile.

Adesso, Hanasia era in vantaggio. Questo era certo. L’altro era morto o quasi, mentre con questa doppia trasformazione era superiore anche al Demone del Freddo.

A proposito, perché non la stava attaccando?

Ice Kurima era immobile. Guardava per terra. Stava sprigionando sempre più energia mentre la sua muscolatura cresceva.

 

 

“Oh no! Un’altra trasformazione!” Si rese conto Hanasia. Volò verso il nemico ed in un istante fu su di lui scagliandogli un pugno mentre era concentrato. Il colpo fece esplodere il suolo e dei pezzi di terra volarono ovunque. Si rese conto nel toccarlo, di non averlo schiacciato come previsto. Con entrambe le mani, l’avversario aveva parato il pugno.

Ice volò ad una velocità sorprendente. Non si era trasformato, era sempre lo stesso, ma i suoi muscoli erano ben più grandi. Non era più una lucertola lucida e magra, ma una corpulenta lucertola. E soprattutto, era circondato da un’aura sferica che mostrava come fosse al massimo delle sue capacità.

 

Hansia cercò di afferrare il suo nemico al volo, ma quest’ultimo evitò prontamente di farsi prendere. Ice girò intorno allo scimmione per poi lanciarsi in un attacco simile ad un toro quando carica un’incornata. La sua testa diede un colpo doloroso sul fianco di Hanasia che le ruppe quasi una costola. Ma non era finita. Continuò a girarle intorno per colpirla ovunque. Colpo dopo colpo, talmente veloce che non riusciva a seguirlo e ogni volta veniva colpita più forte di prima.

 

L’avversario finì con una grossa sfera energetica che Hanasia non riuscì ad evitare. La sayan cadde al suolo. Non aveva immaginato neppure per un istante che il suo avversario non fosse al massimo delle energie.

Non poteva permettersi di rimanere in quella posizione, doveva alzarsi e affrontare il proprio avversario. Ice Kurima era ricoperto di ferite, sicuramente per la prima volta nella sua vita ma il combattimento gli stava piacendo. Infatti era sorridente, sicuro della sua vittoria. La sua potenza si manifestava in modo superiore…

Molto lontana da lei, Hanasia vide alcuni strani punti. Capì percependo le energie che si trattava di un grosso gruppo di Sayan, che volavano tutti nella stessa formazione e molto lontani li uni dagli altri. Una formazione molto strana, tanto da rimanere incuriosita. Stavano per fare ciò che pensava?

Sentì anche Corrne al loro comando. Ora non stavano facendo nulla. Aspettavano e comprese il motivo: era troppo grande.

Bisognava dirglielo. Ma come? Cercò di avvicinarsi allo spirito di Corrne, malgrado la mancanza di razionalità che arrivava con la trasformazione in Oozaru, poteva compensare con la nuova trasformazione in Super Sayan. Abbastanza velocemente riuscì a percepirlo perfettamente. Era nella sua testa.

“Corrne… Corrne!”

“Hanas… Mia regina?!” Corrne rispose ad alta voce.

“Sparate, sparate! Non rimarrò ferita!!!” Urlò con il pensiero.

“Chiin-Lee Sapindaceae Rosids – disse un ufficiale mentre entrava. “Sono in carica per conto dell’esercito e ho il potere di far entrare i nostri vascelli in battaglia se lo ritengo necessario.”

“Lo so – rispose Chiin-Lee. – Ma non far nulla.”

“La Super Sayan è un soldato eccezionale, ma è appena stata superata dal suo avversario e non ha più modo di riprendere in mano la situazione. Non possiamo rischiare di perderla. Dobbiamo sparare, almeno il nostro nemico sarà deconcentrato. “

“Non vi rendete conto che i vostri spari non creeranno altro che fumo. I loro due livelli sono ben al di sopra delle nostre migliori armi. Invece, in questo momento abbiamo un gruppo di Sayan che può fare la differenza.”

“Non sparerebbero mai con il rischio di colpire la loro Regina, anche i barbari hanno il buon senso di…”

“Guardate la luna! – Gridò Corrne. Egli invece, si girò verso l’esercito di Sayan con il campo di battaglia alle spalle e non seguì i suoi stessi ordini.”

I Sayan inizialmente lontani gli uni dagli altri, crebbero e poi si affiancarono in modo tale che i piedi di alcuni toccassero le spalle di altri, formando una piramide. Eccetto per coloro che non erano in grado di mantenere l’equilibrio. Un immenso muro marrone sembrò apparire improvvisamente.

“Fuoco! Fuoco! La regine ve lo ordina!”

Non ci fu alcuna esitazione. Forse la piccola preoccupazione che avrebbero messo la loro Regina in pericolo fu rimossa dall’adrenalina generata dalla trasformazione in scimmioni. Si aprirono centinaia di fauci che lanciarono altrettanti raggi energetici verso il campo di battaglia.

Ice Kurima vide quegli attacchi arrivargli incontro. Non si dirigevano seguendo la traiettoria dritta, ma curvavano. Fu spaventato, poi rise. Rise intensamente. Dietro di lui, c’era il suo avversario gigante. Il Super Coso, si sarebbe preso le bruciature di quell’attacco. Si girò per ridergli in faccia, ma non la trovò. Non sapendo percepire l’energia, dovette cercarla con lo sguardo. Era aberrante. Un essere così grande non poteva scomparire facilmente.

Una luce sotto di lui attirò il suo sguardo e gli afferrò la caviglia. Si ricordava di quel corpo umanoide che combatteva contro di lui prima di diventare uno scimmione gigante. La differenza era che ora era tutta rosa e che non aveva più la sua coda marrone dato che l’aveva tagliata.

Dovuto ad una curiosità idiota e senza motivazioni perverse dato che i Demoni non si interessano al sesso, volle vedere come il suo avversario era senza vestiti. E invece di contrattaccare perse un istante a guardare.

Hanasia lo trascinò con forza e la sua aura esplose di potere. Cominciò a farla roteare intorno a se stessa mentre le sfere energetiche degli Oozaru si dirigevano verso di loro.

Fu lì che Peronipe e il suo capo Chili persero la vita. Le sfere energetiche formarono come un muro molto lento ma enorme che li colpì. Poi, mentre cadevano al suolo vittime della gravità, si schiantarono contro altri due attacchi energetici.

Gli scimmioni continuarono a sputare energia dalla bocca ancora e ancora rischiando di rimanere senza forze.

Hanasia si scagliò verso gli attacchi facendo sbattere il proprio avversario su ognuno di essi. Colpiva le sfere energetiche come se tenesse una mazza da baseball con la quale colpire ogni sfera come se fosse una palla da rinviare. Ice Kurima accusò quattro colpi in pieno viso, poi mise le braccia davanti alla faccia per proteggersi. Cominciò a dimenarsi con calci e codate con i quali toccava solo l’estremità del braccio della sayan.

Hanasia continuava a muoversi con una precisione terrificante per evitare le sfere, schivandole e colpendole con la propria “mazza”.

Ice espanse la propria aura e la nona sfera scivolò su di lui. Perdendo l’equilibrio, anche Hanasia venne colpita ma non lasciò andare la presa e continuò. Riuscì a mantenere la presa ancora per un po’, con lo scopo di indebolirlo il più possibile, fino a quando non ce la fece più. Il Demone riprese il volo schivando gli attacchi energetici.

I due avversari passarono i minuti successivi ad evitare i colpi fino a quando gli scimmioni non furono più a corto di energie.

Lontano da lì, nel mare, centinaia di esplosioni causavano movimenti di onde.

Ice Kurima, come Hanasia, era senza fiato.

 

“Sei finita!” Grignò il Demone tra i denti.

“Sei senza energie - rispose la Regina – ho vinto.”

Poi piazzò le mani su un lato con le dita verso il suolo. Riteneva che quella posizione fosse interessante per caricare l’energia.

Per l’ultima volta con gli ultimi residui delle proprie forze, Hanasia concentrò l’energia nelle proprie mani.

“Impertinente!” Gridò il Demone tendendo le proprie mani verso l’avversaria caricando a sua volta l’energia. Questo semplice gesto gli fece male. Comprese senza darlo a vedere che era al 100% delle forze da troppo tempo ed utilizzare tale energia lo aveva stancato.

Al contrario la trasformazione in Super Sayan dava una ricarica energetica molto più stabile e permanente. Hanasia non aveva potuto tenere testa al massimo livello del suo avversario me aveva il vantaggio della durata. E poi bisognava essere chiari : questo Demone aveva avuto la vita facile, non era abituato a sforzi del genere.

 

 

“Io, un Demone del Freddo, non perderò mai contro questa scimmia nuda!”

“Anche tu sei nudo – disse Hanasia sorridendo. Puntò le mani in avanti mantenendo la posizione. – Cannone Garik!!!”

Il Demone mise le braccia in avanti e la sua sfera elettrizzata ricevette l’attacco, ma il raggio di Hanasia la attraversò e si schiantò sul corpo di Ice.

Hanasia aumentò il proprio potere mettendoci tutto ciò che aveva e il fiume energetico attraversò il torso di Kurima.

Uno stridio metallico, un rumore che nessuno avrebbe ritenuto possibile dalla bocca di un essere organico, accompagnò la discesa del Demone del Freddo verso il terreno.

Hanasia si avvicinò ormai esausta.

“Essere… inferiore… - fece il demone con i muscoli ormai esplosi, il ventre ribaltato e gli occhi fuori dalle orbite. – Non hai alcun diritto.”

“Sei ancora vivo… ma è impossibile! Ti finirò a calci in testa fino a quando non la finirai di fare quel terribile suono dalla gola!”

Ice sputò del sangue viola e sembrò realizzare che la fine era vicina, uno sguardo terrorizzato brillava dai suoi occhi. La paura della morte.

“R-risparmia…mi…”

“Cosa?”

“Risparmiami… Per favore… “

Hanasia guardò il viso supplichevole e morente del proprio nemico. Malgrado la differenza di forma e struttura che separava i due essere, vedeva chiaramente che aveva paura di morire e sentiva il suo malessere. Ciò causò ad Hanasia come un nodo allo stomaco. Era la pietà che l’attaccava, questo sentimento raramente percepito, teoricamente presente in ogni forma di vita… ma assente nell’attuale generazione di Demoni del Freddo, inesistente nelle specie animali poco evolute, dimenticato qualche essere pensante di qua e di là nella galassia e non osservato nella specie Sayan.

Hanasia e un certo Son Goku, furono e saranno i soli Sayan a provare questo sentimento naturalmente.

Realizzò che persino un mostro che sguinzagliava un esercito contro persone innocenti e era responsabile solo oggi di varie centinaia di morti, poteva ispirare pietà.

Hanasia alzò il proprio piede e colpì il teschio dozzine di volte, per due interi minuti, fino a quando quel suono metallico non si interruppe.

I capelli della regina tornarono neri e dopo qualche passo si lasciò cadere su un cumulo di pietre. Quella sedia improvvisata era il risultato di uno dei numerosi crateri che avevano sconvolto il terreno della battaglia. Alcuni si sarebbero seduti su un braccio o un dito d’Oozaru, ma lei preferiva non farlo.

In lontananza le truppe di scimmioni volavano verso il campo di battaglia urlando complimenti.

Sorrise perché aveva vinto la propria battaglia (anche se qualche elemento esteriore aveva aiutato un po’ nel duello) , ma i suoi occhi erano pieni di immensa malinconia a causa dei numerosi decessi di molti dei suoi amici.

Il Generale Chatterton non si faceva prendere dalla malinconia.

Era uscito dal buco nel terreno scalandolo. Le sue costole rotte e il suo intero corpo dolorante a causa di una semplice gomitata della scimmia dorata gli ricordò l’abissale differenza tra lui, il più potente guerriero della corte e i Demoni del Freddo e questi esseri capaci di resistere loro.

Questo essere che era sicuramente affaticato molto di più rispetto a lui, Chatterton. Salì sul corpo di una scimmia nascondendo la sua energia e cercando con i proprio occhi la scimmia dorata. Nessuna traccia di lei. Ma il generale non era un imbecille.

Oltre al guerriero che guidava il gruppo di scimmie che si muovevano solo una Sayan non era uno scimmione e questa era proprio accanto a Kurima. Come aveva supposto, quella guerriera era riuscita ad uccidere Kurima. Già la metà dei principi erano caduti per mano sua?!

Il Generale aveva ancora molta energia. Piazzò due mani davanti a lui e mirò il bersaglio da colpire. Si concentrò ed utilizzò una tecnica estremamente rara per alterare l’energia a piena potenza. In un istante aveva ciò che gli serviva per sparare una sfera energetica che avrebbe distrutto questa Super Sayan e tutti i sopravvissuti che la circondavano. Tra qualche istante, quella zona sarebbe stata il letto di un nuovo fondale marino.

Ma il suo bersaglio era scomparso.

Si accorse che la Sayan era dietro di lui. Percepì il piccolo suono del vento giallo che circondava la guerriera. Sentì il palmo della mano della nemica posarsi sulla sua armatura. Tentennò un istante e senza nemmeno aver potuto sparare il proprio colpo o dire una parola, fu annientato.

Chatterton cadde su un tappeto di peli marroni, che sporcò con di sangue color cremisi. Non fu sorpreso né dispiaciuto. Era il Generale Chatterton e sapeva che sarebbe morto in combattimento. Per giunta, dalla mano del guerriero più forte dell’universo. Non poteva lamentarsi.

 

 

Signorina Chiin-Lee Litchi Chinensis Sapindaceae Rosids. Sono oggi incaricato di riferirvi che avete ottenuto una promozione di grado.”

Tchin sorrise.

“Il successo di questa battaglia, gli insegnamenti che ne abbiamo imparato, la morte di un secondo di questi Demoni e di molti altri elementi sono stati ottenuti anche grazie a lei. Soprattutto grazie a lei. Ha onorato il ruolo di capo coordinatore dell’armata con la Super Sayan Hanasia. Il precedente dipartimento degli affari del Guerriero Millenario sarà trasformato nel dipartimento dei conflitti Sayan nel programma contro gli invasori dell’impero dei Demoni del Freddo.

Il dipartimento di guerre le è ritirato. Comunque sia, rimarrà una consigliera e dovrà rispondere ad ogni domanda concernente l’argomento. Le sue altre responsabilità le sono sollevate, per darle, come da lei rchiesto, il ruolo di capo in carica per quanto riguarda la comunicazione con gli affari Sayan tramite i seguenti Sayan : la Regina e il suo consigliere. E’ anche direttrice del budget e coordinatrice della totalità delle operazioni militari, che siano per probabili invasioni in corso o qualsiasi cosa concerna i Sayan. Possederà in base alle circostanze tra 1 e 19 voti sull’argomento. In fine, riceve il grado di Luogotenente Generale di grado 2.

 Sono lo stesso vostro superiore.

 Eccetto quando siamo in mare.

 Ovviamente.

 Quale sarà la vostra prima azione, Generale?

 Andrò di persona alla Capitale Sayan.

Lasciò la stanza e propri interlocutori esterrefatti.

Le scimmie giganti si erano ritrasformati in Sayan nudi e morti sul suolo. Nel cielo, rimasero dei deboli segni delle lune, ma nemmeno i Sayan vivi ancora con la coda ne sentivano l’effetto. La capitale non era altro che una massa di pietre e crateri, come il resto della regione. Ma le pietre non avevano alcuna importanza.

Alcun Sayan provava forti emozioni alla morte di un proprio simile però si trovavano davanti ad un caso totalmente nuovo, che li scioccava fortemente. Centinaia e centinaia di morti. Lo stesso giorno. Intere famiglie devastate. Altre lasciavano un orfano da solo, o un vecchio senza discendenza. Nel massacro generale, la competenza o l’età non erano state due caratteristiche che avevano assicurato la sopravvivenza.

 

Alcuni avevano già lanciato i corpi dei loro amici e li avevano distrutti con una o due colpi energetici con l’aiuto di altri sopravvissuti. Ma Hanasia gli chiese di fermarsi.

“Ci sono troppi morti e noi siamo troppo pochi per onorarli. Aspetteremo che arrivino gli altri Sayan dai villaggi vicini per fare i funerali di tutti in una sola giornata.

Hanasia camminò tra i corpi. Aveva visto questo al palazzo… Ah… Nizouki. Almeno il vecchio sadico non avrebbe più fatto trucchetti con lei… ma quel pensiero non la confortò. Quest’altro invece gli diceva qualcosa. Un altro… del proprio villaggio. L’emozione la sommerse. Voleva trattenersi dal piangere davanti ai suoi sudditi, che erano sempre più numerosi intorno a lei. Infine Hanasia arrivò a Cetinia, che portava un sorriso angelico sul viso senza vita. Quel piccolo buco, era Hanasia stessa che glielo aveva causato. A quel pensiero si sentì colpevole , poi , piena di rabbia. Digrignando i denti e arrabbiandosi sentì come delle scosse elettriche percorrerle il corpo e si domandò se non si stesse trasformando in Super Sayan senza volerlo.

Poi vide i corpi di diversi invasori e si assicurò della loro morte.

Corrne , diventato nuovo consigliere della Regina, si avvicinò a lei. Il contastorie sussultò perché, come molti Sayan presenti, lui e Hanasia erano completamente nudi. I Sayan non avevano un particolare pudore e queste situazioni si verificavano solitamente dopo le lune piene, ma tra di loro era un po’ diverso.

 

Corrne sussultò di nuovo poiché Hanasia era coperta di ferite e non aveva più la coda ma non sembrava soffrirne. Lui, come molti altri, l’avevano ancora dato che si erano detrasformati quando le sfere in cielo avevano diminuito l’intensità luminosa.

Corrne voleva complimentarsi con la Regina. Voleva anche rassicurarla dato che la vedeva fortemente toccata. Avrebbe aggiunto anche molte cose, come che l’amava, che era fiero di lei, che l’ammirava, che l’amava che trovava che anche ricoperta di sangue, senza coda, con i capelli bruciati e spettinati, i gli occhi rossi era ancora la più bella Sayan che avesse mai stretto e che l’amava.

“Avrò una storia meravigliosa da raccontare.” Disse.

Poi si colpì la testa con il pugno con abbastanza forza da rompersi la mascella. Hanasia non l’aveva notato, dato che tutto ciò Corrne lo immaginò solamente.

Hanasia si girò verso di lui.

“Car… Carrne.”

“Corrne – mormorò a bassa voce e con confusione, il Sayan con il quale aveva dormito molte volte.

“Corrne, voglio che non dimentichi nessuno dei nomi di questi guerrieri. Questa storia dovrà essere completa. Potrebbe anche essere scritta, o qualcosa del genere, non so. Ognuno qui è un eroe. Quello che gli Tsufuru chiamano battaglia è solo una serie di centinaia di duelli tra molti. Le battaglie sono grandi perché ci sono molte persone. Devi dirlo a tutti e devi ricordarti di tutti.

“Ma… - cominciò il contastorie guardandosi intorno, il numero di persone di cui avrebbe dovuto ricordarsi i nomi gli dava le vertigini. – Ce ne sono tanti…”

“Vieni qui. – Gli disse Hanasia senza aver ascoltato le sue lamentele e prendendolo per un braccio obbligandolo a seguirlo.- Questa qua è Cetinia, è mia amica. Era molto forte. Ha ucciso numerosi invasori, ma la battaglia era così confusionaria e terribile che è stata uccisa dalla propria Regina. Sono stata attacca, Corrne, da una forza mai vista prima. L’invasore che mi ha fatto ciò era terribile. Ho ucciso la mia amica. Posso dirti che lui è morto. Oh, più che morto e lentamente. Ho trovato dei suoi resti sul campo di battaglia. Ho pisciato sopra di lui. Ma se ne arrivassero altri, potrebbero avere questo potere. Più che mai, capisci? Noi Sayan non dobbiamo subire gli attacchi di invasori che giocano con le nostre teste o uccidere dozzine di nostri fratelli e sorelle ogni minuto.”

Il contastorie ebbe difficoltà a seguire il treno di pensieri della sua Regina.

“Per questo andrò in cielo, ovunque sia il loro mondo, e li invaderò. Li troverò e li ucciderò. Tutti quei Demoni del Freddo. Non ce ne sono molti, li ucciderò tutti.”

Un Sayan arrivò e portò cibo e vestiti ad Hanasia. Erano passate alcune ore dal combattimento e non si sentiva particolarmente stanca, mentre in realtà era esausta. Si alzò in aria di qualche decimetro.

“Chiedi agli Tsufuru di costruire un villaggio per le persone che sono qui e qualcosa che ti permetta di parlare a tutti, per organizzare il funerale. Puoi farlo senza di me, quando tornerò sarà tutto sistemato.

Poi partì verso il cielo.

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