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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 28.

Incontri inter-razziali

 

Il sole era cocente sull’arena, e nonostante la monotonia, i gradini e il cielo erano sempre pieni di spettatori.

“Sempre imbattuta. – Urlò il consigliere Reale dalla sua sfera magica – Nessuno quindi riuscirà a detronizzare Hanasia? Chi vedo arrivare? Ma è Luberkut, colui che è quasi riuscito ad essere Re l’ultima volta!”

Salì sul ring un Saiyan impressionante, un po’ invecchiato ed esposto alle intemperie, con alcune cicatrici. La sua presenza risvegliò l’interesse di Hanasia.

“Per chi non c’era, Luberkut aveva fatto trentasette combattimenti senza sconfitte, ma la potenza e la grande resistenza del nostro antico Re avevano avuto la meglio su di lui alla fine. Combatte con uno stile strano che alcuni giudicano magico!”

“Magico?" Chiese Hanasia.

“Capirai, giovane ragazza." Disse lui. Poi si scagliò su di lei. Era velocissimo, abbastanza da tenere Hanasia all’erta. Diede un pugno che la ragazza schivò facilmente e contrastò con un altro colpo. Ma invece di schivarlo o di pararlo, l’avversario si girò leggermente e lasciò che il pugno lo colpisse per poi afferrare il suo braccio. Quando Hanasia cercò di svincolarsi dalla presa, Luberkut la girò su se stessa utilizzando il suo stesso movimento e appoggiandosi sulle sue articolazioni. La imprigionò bloccando il suo braccio dietro la schiena e comprimendo un punto debole della sua articolazione.

“Argh!" Fece Hanasia. Cercò di liberarsi ma le faceva troppo male. Voleva dargli dei calci, ma dato che volava dietro di lei, non riusciva a raggiungerlo. L’altro braccio aveva lo stesso problema. L’uomo l’alzò verso il sole per poi sbatterla contro il ring. Il braccio libero di Hanasia era incastrato al suolo, ma con la sua forza, non era così grave. Cominciò a scavare intorno finché non fu libero.

Istintivamente roteò il braccio nell’aria ma non riusciva a toccare il suo nemico. Eppure doveva essere là, dato che la manteneva bloccata a terra! Infatti era abilmente sopra di lei mantenendola a terra solo quando necessario.

Data l’enorme resistenza di Hanasia, Luberkut ricominciò a colpirla sempre più forte perché sapeva che si sarebbe potuta liberare.

E lo fece. Insensibile al dolore, rinfilò il braccio nel terreno e decise di girare su se stessa, distruggendo il ring. Lo fece velocemente affinché l’avversario non avesse il tempo di reagire e si ritrovò sul suolo, di fronte a lui e senza l’articolazione del braccio bloccata.

Luberkit non si attardò e scagliò un pugno sul volto della ragazza.

Il cranio di Hanasia si piantò sul suolo e sentì il corpo alzarsi in volo. L’uomo la teneva sempre per le braccia e stava per lanciarla ancora contro il terreno. Ma contrariamente a quel che pensava, Hanasia non era tramortita. Non poteva colpirla abbastanza forte da danneggiarla.

Hanasia si riposizionò, si svincolò dalla presa e si allontanò. Ci fu una piccola pausa. Luberkut non era molto stanco, ed Hanasia respirava profondamente. Non aveva concluso nulla e aveva perso molte energie inutilmente.

“Sei un tipo strano, non voglio rischiare nulla", disse lei.

Hanasia chiuse i pugni e gli occhi. Si contrasse ed aumentò la sua energia.

“Gnnn…aaaaahh!!!”

Non accedde nulla.

Ci fu un momento di silenzio, prima che Hanasia ritentasse. Ma la forza non arrivava. Luberkut comprese che doveva approfittare dell’esitazione della sua avversaria e lanciò delle sfere energetiche su di lei e sul terreno per impedirle la vista, poi si scagliò verso la ragazza.

Le sfere energetiche esplosero, e Hanasia perse la sua inutile concentrazione. Sentì un pugno nello stomaco e arretrò. Poi, si liberò in volo per evitare di essere afferrata. Dal cielo lo cercò con lo sguardo, ma non era visibile da nessuna parte, come se fosse il re della discrezione. Si girò per evitare di essere presa alle spalle ma l’avversario era sopra di lei. L’uomo si posizionò a testa in giù, e dopo aver messo le mani intorno al collo di Hanasia, cominciò a strangolarla.

“Ah! Sei forte! Glrl…”

Occorreva che Hanasia cambiasse tattica e contasse più sulla propria forza. Volò verso il terreno portando l’avversario con sé per poi ruotare su se stessa. Stavolta fu lei a gettarlo per terra.

Luberkut lasciò la presa e toccò il suolo senza ferirsi. Ripartì all’attacco cambiando più volte direzione.

Ma non era più il caso di esitare per Hanasia. Partì a grande velocità e gli girò intorno. Lanciò delle sfere di fuoco molto potenti con lo scopo di lanciare il proprio avversario verso il cielo. La maggior parte andò a vuoto, mentre altre due raggiunsero il bersaglio. Luberkut fu sorpreso dalla potenza di questi attacchi. Quando si riorientò, vide Hanasia prendergli il braccio.

“Non fuggirai più!”

Girò in aria e i suoi piedi colpirono il viso di Luberkut. Fu sufficiente, poi lo lasciò e cadde al suolo. Luberkut non era morto. Fu trasportato via per le cure mediche e Hanasia si propose di diventare sua istruttrice. Comprese anche che la sua trasformazione dai capelli biondi non era così semplice e che si sarebbe dovuta allenare se voleva usarla anche quando non veniva travolta dalla rabbia.

Il resto della giornata passò senza contrattempi o avversari seri.

“Bene, abbiamo finito, sono Regina?”

“Sarai Regina – disse il consigliere – tra due settimane, quando finiranno ufficialmente i combattimenti.

“Altri combattimenti?”

“Sì, due settimane è il massimo di tempo che concediamo ai ritardatari, così che ogni potenziale contendente possa partecipare all’evento.”

“Okay. Possiamo andare dagli Tsufuru?”

“Domani, adesso è tardi.”

“Okay, consigliere… mi avevi detto che avremmo visto gli Tsufuru oggi. Dovrei già ucciderti e cambiare consigliere?”

“Andiamo… sia ragionevole…”

Hanasia afferrò il consigliere per il collo e lo sollevò con un braccio.

“Ascolta, coso. A casa mia le promesse si mantengono. Non sopporto i bugiardi. Questa sera andremo a visitare gli Tsufuru. “

“Ma… non sono pronti a riceverla… devono venire e…”

“Ebbene, si sbrigheranno.”

Il consigliere comprese che non poteva negoziare. Attivò un congegno sull’avambraccio.

“Può lasciarmi andare… li sto chiamando ora.”

 

Il cuore di Chiin-lee batteva forte. Nonostante le fosse stato detto che era troppo pericoloso che una persona della sua importanza corresse rischi, era lo stesso salita a bordo del vascello con il quale stava per incontrare, di persona, Hanasia la nuova regina Super Saiyan.

Quest’ultima non aveva accettato di parlare al loro piccolo robot video-trasmettitore che era al palazzo della Capitale. Voleva vederli dal vivo. Siccome era inaccettabile che lei andasse da loro o che loro venissero alla Capitale, volarono sopra il mare e Hanasia seguì il suo consigliere fino al punto prefissato per l’appuntamento.

Chiin-Lee aveva seguito Hanasia fin dal principio. Aveva pianto insieme a lei. Aveva sofferto insieme a lei. Vederla dal vivo sarebbe stato un sogno. Avrebbe potuto parlarle, faccia a faccia. Sperava solo che il suo traduttore in lingua Saiyan fosse sufficiente.

Hanasia e il consigliere volavano da un po’ quando apparì un punto nel cielo. Si avvicinarono, era una grossa nave grigia. Si aprì un foro e il consigliere entrò. Hanasia lo seguì. Era luminoso all’interno. Si ritrovarono in una grande sala nella quale c’erano un pugno di esseri strani: gli Tsufuru.

“Benvenuta, Regina dei Saiyan." Disse lo Tsufuru che aveva l’aria di essere il capo.

“Vivete dentro degli arnesi che volano?" Disse Hanasia, guardandosi intorno e senza rispondere al saluto.

“Uhm, no, ci viaggiamo.”

“Bene… allora, voi che sapete tutto, ho molte domande da porvi. Si comincia dall’inizio, la mia vita è un casino da un momento preciso.”

Alcuni Tsufuru si guardarono inquietati.

“Sapete chi è questo Saiyan totalmente fuori di testa che ha attaccato il mio villaggio e ucciso i miei amici?”

“Hiiik!!" Chiin-Lee si fece scappare un urlo di paura. Non aveva più pensato a ciò che era successo e subito si rese conto che era responsabile del malessere della Saiyan che amava tanto. Aveva inviato un assassino al suo villaggio. Aveva ucciso suo padre!

Hanasia girò la testa verso Chiin-Lee che teneva il capo chinato.

“Che ha quello?" Domandò Hanasia, che non aveva le conoscenze adeguate per distinguere la sessualità di uno Tsufuru.

“Ha solo tossito – disse il capitano, serenamente. – Il tuo villaggio è stato attaccato, allora. Non sapevamo nulla di ciò, ma ti prego di condividere i dettagli e investigheremo su ciò che è successo." Disse, mentendo sfacciatamente.

“Il consigliere mi ha detto che voi guardate cosa succede da noi." Disse Hanasia.

“Alla capitale, sì. Ma solo lì. Non abbiamo occhi ovunque, dopotutto siete a casa vostra. Ah ah ah. Ascolti, invieremo un robot discreto al suo villaggio alla ricerca di indizi e tracce di questo Saiyan. Saremo capaci di ricavare molte informazioni. Siamo molto efficienti.”

“Ah. Beh al mio villaggio… non è rimasto quasi nulla, il Guerriero Millenario ha distrutto tutto.”

Ci fu un momento di silenzio.

“Cercheremo il possibile. - Disse il capitano del vascello - Avete ancora il cadavere del Sayan?”

“Beh no, l’ho vaporizzato.”

“Si farà il possibile e ne terrete conto, d’accordo?" Disse il capitano, con una goccia di sudore sulla fronte.

“D’accordo. Allora, seconda domanda.”

“Sì.”

“Chi sono i due tipi che mi hanno aiutato a combattere contro il Guerriero Millenario?”

“A questo posso rispondere – disse il capitano, che continuava a prendere la parola dato che Chiin-Lee era ancora ancora rannicchiata su se stessa.- Si trattava di Dèi protettori dell’universo.”

“Sono simpatici.”

“Non appaiono mai normalmente agli occhi dei mortali. Siamo stati molto sorpresi della loro presenza.”

“E la dea della tartaruga? Non sapevo ci fosse una dea delle tartarughe. La conoscete?”

“Eh?" Fece il capitano.

“Ah! - Fece un altro Tsufuru al lato – Sì , è altrettanto raro vederla… Il Guerriero Millenario ha obbligato molte figure a coinvolgersi…”

“Ho perso il suo uovo.”

“Non penso sia grave.”

“Ok, nel frattempo voglio più dettagli sugli invasori che vivono in cielo e tutto ciò che li riguarda. Non è chiara tutta questa storia.”

Durante la lunga riunione accompagnata da immagini olografiche, l’equipaggio mostrò i Demoni del Freddo, parlò di loro, della loro gerarchia e dell’universo che li circonda. Presentarono il concetto di spazio, di pianeti e alieni di diverse forme…

L’atmosfera si rilassò con lo scorrere del tempo, poiché Hanasia era molto curiosa ed intelligente e gli Tsufuru, per ovviare alla sua mancanza di cultura, usavano allegorie ed immagini semplici. I Saiyan sapevano già che il loro pianeta fosse rotondo, non era difficile da rappresentare questo mondo fluttuante nello spazio come un’isola che galleggia sull’acqua. I Saiyan non si attaccano alle credenze.

Hanasia era come Harry Potter che scopriva cose nuove e belle, e le accettava.

“Allora i demoni invasori torneranno?”

“Vendicheranno il fratello, è evidente.”

“Pensate che io non possa batterli.”

“L’ha visto lei stessa: Chilled diventava più forte quando l’ha atterrato. Gli altri verranno al top della loro forza e sono numerosi…”

“Mi allenerò e diventerò più forte.”

“È … un’opzione, ma le domandiamo se fosse possibile avere più di un Saiyan come lei. Non sarebbe possibile allenare altri Saiyan a trasformarsi in Super Saiyan come lei?”

“Come me?”

“Beh, sì… la sua trasformazione con i capelli biondi, la chiamiamo Super Saiyan. E se lei può farlo, anche altri Saiyan possono.”

“Non lo so. Non so come trasformarmi, e se gli altri che lo fanno diventano Guerrieri Millenari… sembra che io sia un caso unico.”

“Siamo sicuri che è riproducibile.”

“Non vuole – disse un altro Tsufuru – che si scopra il segreto della sua trasformazione? Tutto ciò di cui avremo bisogno è di studiarla un po’… uh… potremmo fare qualche test.”

“Che cosa? – fece Hanasia – Me ne infischio dei segreti della mia trasformazione. Ero già forte prima, ho battuto Nizouki. Non sono i capelli biondi a rendermi forte. Per essere Regina ho battuto tutti senza trasformazione.”

“Le conferisce quanto meno un enorme boost energetico.”

“Non dico questo. Dico che gli altri Saiyan non potranno mai trasformarsi perché non sono abbastanza forti.”

I Saiyan erano fieri e la loro nuova Regina non voleva diventare il soggetto di esperimenti. Che importa, pensò uno Tsufuru, il castello è pieno di nostri apparecchi e potremo misurare molte cose su di lei. Ma da lì a scoprire il suo segreto…

Chiin-Lee prese la parola per la prima volta.

“Lo sa, i demoni non correranno alcun rischio. Da molti secoli sono indistruttibili. Su questo pianeta c’è qualcuno capace di ucciderne uno. Per questo vi uccideranno, vi uccideranno tutti. Nessun Saiyan sarà lasciato in vita, e il nostro pianeta sarà distrutto."

Aveva toccato il punto debole di Hanasia, la sua compassione così rara tra i Saiyan.

“Ma… gli altri Saiyan non hanno nulla a che fare con la mia forza…”

“Lo pensa lei, ma come noi, gli invasori pensano che gli altri Saiyan possano da un momento all’altro trasformarsi in Super Saiyan. Quindi, elimineranno la vostra specie. L’hanno già fatto altrove. Capisce? I combattimenti che si terranno decideranno il destino di tutte le creature viventi del nostro pianeta.”

“Hanasia fu stupefatta per un momento, durante il quale molti volti, inclusi quelli dei suoi amici, apparirono davanti ai suoi occhi. Adesso era responsabile per loro. Non come Regina, ma come guerriera. Il Guerriero Millenario era un folle, e avrebbe potuto uccidere molte persone casualmente, ma questi erano dei mostri freddi e calcolatori che eliminerebbero consciamente ogni Saiyan.

“Per la vostra sopravvivenza – disse il capitano – occorre riunire le forze contro di loro. Non avete riunito un’armata per scontrarvi contro il Guerriero Millenario? Ma come avete visto, anche un’armata di Saiyan non ha potuto nulla contro questi mostri. Ciò che serve è avere dei Super Saiyan.”

“Ma… – fece Hanasia tremando – ma non so… non so come trasformarmi!"

Il consigliere e gli Tsufuru si stupirono. "Non posso trasformarmi quando voglio! Riesco a farlo solo contro avversari potentissimi!”

“Beh – disse Chiin-Lee – se ci lavoriamo sopra insieme, scopriremo sicuramente il modo.”

 

Dopo lunghe discussioni, fu deciso che Hanasia avrebbe fatto spesso visita agli Tsufuru per alcuni test. Alla capitale, restarono in contatto grazie ai numerosi apparecchi che avevano lasciato nel castello, con i quali avrebbero anche potuto fare alcuni test in attesa di altri equipaggiamenti.

Il consigliere ed Hanasia uscirono dal vascello e fluttuarono al di sopra del mare. La grande porta grigia si chiuse dietro di loro e il vascello si allontanò lentamente.

“Da che parte è la capitale?" Disse Hanasia.

“La macchina sul mio braccio mi dirà la direzione." Rispose il consigliere.

“E così… quelli sono gli Tsufuru. Sono piccoli.”

Il consigliere volò in una direzione e Hanasia lo seguì mettendosi di lato per continuare a parlargli.

“Li avrei seguiti per vederli a casa loro – disse – ma immagino che non vogliano.”

“Sono abbastanza paranoici… pare che anni fa li cacciavamo e li mangiavamo.”

“Normale! Volevo proprio parlarne… si direbbe che… lo sai, con quelle grosse teste hanno come l’aria sembrare…”

“Un'aria da focaccine di carne?”

“Sì, esatto! Esattamente quelle!”

“Sì, fanno questo effetto a tutti noi.”

“Mi mette fame.”

Continuarono il loro cammino sotto lo sguardo della telecamera degli Tsufuru.

“Allora – disse il capitano – che pensate di questa Super Saiyan?”

“Ha l’aria preoccupata per la sorte dei Saiyan. Come pensavo – disse Chiin-Lee – è meno individualista della media e sono sicura che, con lei come Regina, le relazioni tra le nostre due specie possono migliorare.”

“Eh… - fece un membro dell’equipaggio. – Ci voleva mangiare!”

Chiin-Lee si fermò con un dito alzato, come se avesse tagliato metà frase. È vero che avevano sentito ciò che aveva detto Hanasia appena fuori dal vascello, ed essere considerati come cibo non era la cosa più piacevole. Il capitano scoppiò a ridere. Doveva liberare l’emozione in qualche modo.

“Mi sento come Tokashitema. Pensandoci bene questo racconto prende spunto sicuramente da una storia Saiyan. L’orco doveva sicuramente essere un Saiyan."

“Non è che se ha detto ciò allora ci mangerà veramente! – rispose Chiin-Lee – Discuteva, tutto qua! Avrei voluto prenderla tra le mie braccia e toccare i suoi capelli!...”

Tutti spalancarono gli occhi.

“Beh, non l’ho fatto.”

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