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Hanasia, la Regina dei Saiyan

Scritto da Salagir

Traduzione e adattamento di Crix e Prosavio

Questa storia si svolge sul pianeta dei Saiyan, ben prima che questi ultimi diventassero il popolo di sterminatori che ha portato terrore in tutta la Galassia all'epoca di Re Vegeta. Se ti sei mai chiesto in che modo queste persone così potenti vivessero in comunità, se vuoi sapere le sorti dei Guerrieri Millenari che hanno preceduto Broly, se le avventure di una frenetica ed emotiva combattente in un mondo crudele ti tentano…allora entra nel mondo della Saga di Hanasia!


Parte 1 :123
Parte 2 :4567891011121314151617
Parte 3 :18192021222324252627282930313233343536373839404142
[Chapter Cover]
Parte 2, Capitolo 15.

La battaglia spaziale del dio dell'est

Traduzione di Celljr, revisione di Prosavio

Quando Hanasia aprì gli occhi, il suo sguardo cadde su uno strano essere che non aveva mai visto in vita sua. Era piuttosto grande, aveva la pelle rossa, e il suo volto era quello di un Saiyan, ma deformato. Occhi piccoli e distanti tra loro, strane orecchie, etc. etc. Non era un Saiyan. Forse uno Tsufuru? Ma non avrebbero dovuto essere molto piccoli?

Poi si ricordò di cosa stava facendo a terra. Rilevò immediatamente delle grandi potenze, e notò anche che non stava più male.

“Le mie fratture... le mie... dovrei essere morta!”

“Mi sono preso cura di te.” disse lo strano individuo.

“Sei uno Tsufuru?”

“No.”

Vedendo che Hanasia stava bene, guardò in lontananza.

“Il mio padrone ha bisogno di me.”

E con queste parole scomparve all'improvviso.

Hanasia si guardò intorno, ma lui non c'era. Cercò di percepirne l’aura, e alla fine lo trovò, lontana, insieme alle altre. Un essere che poteva guarire simili ferite e muoversi così in fretta... aveva un padrone?

E in lontananza c'era... sì, la potenza di questo essere, ma anche altre, molto più travolgenti. La straordinaria e terrificante potenza del Guerriero Millenario era... sì, era ancora più forte di prima! E un'altra grande potenza. Superiore – pensò - alla sua, ma ora inferiore a quella del Guerriero. E infine, un’energia generata da una moltitudine di Saiyan che lanciavano, sì, lanciavano insieme una gigantesca palla di fuoco! La sua luce era visibile anche da lì.

 

Romanesco si dimenava in ogni modo. La sfera di energia si precipitava su di lui, che voleva proteggersi, o evitarla, o meglio, voleva spingerla, spingerla indietro con tutta la sua potenza. Voleva sentire l'attacco energetico circondarlo, e poi essere buttato indietro, perché poteva, perché voleva. Quegli avversari, tutte quelle persone in basso, quelle piccole creature avrebbero visto la sfera tornare indietro, inesorabilmente guidata dal suo attacco, e sarebbero stati decimati dalla loro stessa energia. E la palla si sarebbe schiantata contro il terreno, generando un'esplosione che avrebbe ucciso coloro che sarebbero potuti sfuggire. E il terreno si sarebbe sollevato, a circa un chilometro, e la terra avrebbe ancora tremato. E l'intero scenario sarebbe stato distrutto. Il pianeta sarebbe diventato un mucchietto di cenere.

Ma non poteva a causa di quell'orribile goblin sulla sua schiena!!!

Era rigido, perché Kaiohshin aveva il potere di paralizzare. Poteva liberarsi dalla stretta del goblin, sì, ma sforzandosi per qualche secondo! Dopo il contatto!

Improvvisamente ebbe un'idea. Un secondo prima che la palla di fuoco lo avesse sfiorato, si sarebbe girato all'improvviso. La gigantesca sfera di energia lo avrebbe colpito, sì, ma sarebbe sopravvissuto. Il folletto sarebbe stato fra lui e l'esplosione, d'altra parte...

 

La potente sfera di energia avrebbe colpito Kaiohshin. Percepiva il suo calore. Anche abbandonando ora Romanesco, non avrebbe avuto il tempo di fuggire. Stava per lasciarsi andare in ogni caso, sarebbe stato un peccato che il suo corpo fungesse da scudo per il Guerriero. Mentre liberava le braccia, ma non il suo attacco psichico paralizzante, si disse tra sé che sarebbe andato tutto bene. Oltre alla propria morte.

Kibith potrebbe concludere il lavoro con quel Guerriero. Non sarebbe stato facile, ma poteva farlo. Poi avrebbe dovuto solo trovare degli altri Kaiohshin. Sicuramente nei prossimi cinquemila, diecimila anni, una nuova generazione avrebbe assunto questo ruolo, e in quel momento Kibith sarebbe stato ancora vivo. L'universo non era pericoloso, era improbabile che qualcosa di peggio del Guerriero Millenario o di Majin Bu arrivasse tanto presto. Questo Guerriero era un'anomalia, non è come se questa specie producesse questi esseri regolarmente. Quanto a Bu, era ben sigillato in un pianeta lontano. Bibidy era morto, e nessuno sapeva come annullare il sigillo.

Kaiohshin poteva morire a cuor leggero.

Kibith apparve improvvisamente di fronte a lui, ed entrambi scomparvero. Il Kaiohshin dell'est non sarebbe morto ora.

 

La palla di fuoco toccò la schiena di Romanesco, che urlò mentre veniva spinto ad alta velocità nel cielo.

Salì, salì e salì ancora, e il cielo azzurro a macchie marroni (le nuvole sono cariche di minerali, e non sono bianchi) lasciò spazio al cielo notturno. Continuò a salire, e non sentì più il vento. Era... in un posto diverso. Cercò di tirarsi fuori ancora e ancora, si spostò di lato e, infine, riuscì a liberarsi dalla sfera di energia.

Ma la sfera non se ne stava andando dietro di lui. Era solo stata lentamente allontanata di lato. Non la sentiva più. Non percepiva più il suo calore, solo la sua luce lo investiva ancora. Non sentiva più nulla. Non riusciva a respirare. Il suo corpo era strano, gli faceva male dappertutto. Eppure non sentiva il vero dolore da molto tempo.

Il cielo notturno, pieno di stelle, era tutto sopra di lui, sotto, intorno ai suoi fianchi, ovunque. In un certo punto c'era un oggetto simile alla luna, ma molto molto grande, e non dello stesso colore. Cercò di fare dei movimenti per spostarsi, ma non funzionò. Sentiva il freddo aumentare. I suoi occhi sembravano voler esplodere, e le sue vene scoppiare. Usò tutto il suo potere per impedirlo. Sul suo corpo sentiva una perpetua aggressione. Erano i raggi non-filtrati del sole. C'era del sudore sul suo fisico, ma ora era diventato ghiaccio.

Rilasciò la sua energia in una sola volta, ma senza risultato. Iniziò a lanciare delle palle di fuoco, poi il cielo ruotò attorno a lui sempre più velocemente. Anche la grande luna ruotava rapidissimamente intorno a lui. E anche la palla di fuoco gigante, che ora si stava allontanando ad alta velocità. Il mondo intero gli ruotava rapidamente intorno.

 

Kaiohshin e Kibith apparvero nello spazio accanto a lui.

“Torna tra un minuto” disse telepaticamente Kaiohshin “È inutile che tu sopporti il vuoto.”

E Kibith scomparve.

“E così...” disse Kaiohshin a sé stesso, dal momento che il Guerriero non poteva sentire “Siamo impazziti a causa del vuoto dello spazio? Ti giri in ogni direzione, e ti stai muovendo a migliaia di chilometri orari rispetto al tuo pianeta iniziale, ne sei consapevole?”

Romanesco dava furiosamente pugni nel vuoto in direzione di Kaiohshin, l'unica cosa nell'universo che non girava attorno a lui, perché Kibith l'aveva teletrasportato in relazione al guerriero, e di conseguenza stava facendo i suoi stessi spostamenti.

“Sì, ti sei liberato dalla palla di fuoco, ma hai ancora la sua velocità... Niente che possa fermarti nella vastità nell'universo... E non c'è più pressione intorno a te. Il tuo intero corpo vorrebbe esplodere dalla mancanza di pressione, come un pacchetto di patatine che viene portato in montagna... Solo l'energia dei potenti esseri della nostra specie mantiene la coesione. Inoltre, è più che freddo, siamo allo zero assoluto! Infine, il Sole più vicino ti sta aggredendo con varie radiazioni che la tua atmosfera ha sempre bloccato... Ma per un bruto come te, questo è niente.”

Romanesco cercò di gridare, ma i suoi polmoni, completamente ritratti, vuoti e spinti dal resto del corpo, lo facevano sentire terribilmente male.

“Vedo che stai cercando di respirare... Terribile errore. Nello spazio devi trattenere il respiro e mantenere l'aria all'interno del tuo corpo... Perché nulla la sostituirà. Comunque... come pensavo, il tuo potere è talmente grande che, nonostante tutto questo, non sei pronto per morire. Sembra chiaro che puoi aggrapparti alla vita più e più volte, anche nel dolore. Dovrà passare forse un'ora, oppure due, prima che tu soccomba? Dovrei mettermi in stasi a fare lo stesso... Come previsto, rimani un pericolo. Soprattutto se indovini come muoverti nello spazio e cadere in un pianeta abitato.”

Romanesco lanciò una palla di fuoco verso Kaiohshin, che sembrava allontanarsi da lui.

“Oh, l'hai indovinato.”

Kaiohshin mandò prudentemente delle piccole esplosioni dal palmo della sua mano, e non era più sul percorso della palla di fuoco. Stava arrivando a lui due volte più lentamente del previsto, perché metà della sua velocità era stata trasferita al suo lanciatore, che ora se ne stava andando abbastanza rapidamente.

Poi Kaiohshin lanciò altre esplosioni e si fiondò sul Guerriero. Quando lo raggiunse, questi gli diede un pugno, ma Kaiohshin lo frenò all'ultimo momento, e semplicemente vi si agganciò.

Romanesco ritrasse la mano, ma Kaiohshin venne appunto con lui, senza alcuna resistenza e senza che il suo peso si facesse sentire. Diede un pugno con l'altra mano, sentì il colpo, ma Kaiohshin l’aveva lasciato andare, ed era stato appena allontanato da lui. Non sembrava aver sofferto molto. Ah, le differenze dei combattimenti nello spazio!

Kaiohshin si avvicinò a Romanesco, che pensava che egli fosse sopra di lui. Ma in realtà riapparve dal basso. Il dio ruotava intorno a lui... In realtà no. Romanesco girava su sé stesso, rispetto a Kaiohshin. Infatti, mentre teneva il suo pugno, Kaiohshin gli aveva trasmesso una leggera velocità su sé stesso. Ora il Guerriero stava stupidamente roteando, e vedeva il suo avversario una volta ogni due secondi. Non sapeva dove e come sistemare la cosa con una palla di fuoco.

Ma doveva finire. Kibith sarebbe presto tornato. Erano fuggiti dal pianeta ad alta velocità, ma era necessario per garantire la fine del Guerriero. Kaiohshin guardò in direzione del Sole per verificare dove fosse. Non doveva guardarlo direttamente, perché i suoi occhi si sarebbero immediatamente bruciati.

Il dio inviò alcune palle di fuoco a Romanesco, che lo “regolarono” così da avere la stella alle sue spalle. Poi si fermò davanti al Guerriero. Mise le proprie mani in posizione e, ovviamente, preparò una potente sfera di energia.

 

“È di fronte a me! Non si muove più!” pensò Romanesco “Vuole attaccarmi da davanti, che sfacciato! Questo folletto sarà annientato, e stavolta non sopravvivrà!”

Romanesco mise a sua volta le mani in posizione e indirizzò la propria energia. Il potere che aveva radunato superava già il livello energetico del suo avversario. Non si muoveva... Allora la sua sconfitta sarebbe stata ancora più devastante. Sembrava sempre più probabile che la sua palla di fuoco avrebbe attraversato l'altro come se fosse di carta.

E l'elfo sparò. Romanesco fece lo stesso. Le palle di fuoco si avvicinavano, mentre i due avversari si allontanavano. E infine si toccarono. I due colpi si schiacciarono l'uno contro l'altro, e insieme spinsero coloro che li avevano sparati.

Romanesco e Kaiohshin furono spinti ancora più velocemente. Kaiohshin sentì la potenza dell'impatto, ma era preparato. Nello spazio vieni spinto solo perché non c'è nulla che faccia resistenza agli urti. Kaiohshin continuò a inviare energia per farli allontanare più velocemente. Il suo avversario non sospettava nulla. Entrambi si stavano già distanziando a migliaia di chilometri al secondo. Il Guerriero Millenario non lo sapeva, ma non aveva mai raggiunto prima d'ora una velocità così sbalorditiva... relativa, ad esempio, al sole che si stava avvicinando.

 

Kibith apparve accanto al suo padrone. Lo toccò ed entrambi scomparvero.

Il Guerriero Millenario continuò a inviare sempre più energia senza sapere che non aveva più un avversario. Era così difficile capire cosa succedesse intorno a lui, lì!

Sentì la schiena bruciare sempre di più. Voleva girare la testa, ma il suo corpo non ubbidiva. Poi continuò il suo attacco, ma diffuse l'energia in tutte le direzioni, e girò ancora...

Vide dove stava andando, cosa lo stava bruciando. Vide per un instante, poi il nulla. Gridò, mentre i suoi occhi venivano distrutti. Voleva inviare delle palle di fuoco a quella cosa, ma non la vedeva più. Avrebbe dovuto inviare attacchi perpendicolari alle parti del corpo che più stavano bruciando, ma come arrivarci quando non si ha più il senso di se stessi?

Lui non lo sapeva, ma stava andando più velocemente, aspirato dall'attrazione di quella gigantesca stella. L'effetto che percepiva era che bruciava di più.

Lo shock fu così grande che svenne. Perse la propria trasformazione e tornò ad essere un semplice mortale. Il dolore lo svegliò.

Sentiva che stava cadendo in qualcosa, e morì all'istante, il suo corpo si era liquefatto a pochi milioni di gradi.

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