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DBM Universo 16: La Fusione di Due Vite

Scritto da Syl & Salagir

Traduzione e adattamento di Son Broly, Prosavio, Edge2721

Quando Vegeth entrò nel corpo di Bu, fece una scelta: mantenere la sua barriera (U16), o lasciarla (U18). Questa è la storia di quello che è successo dopo ... Anche se Vegeth ha salvato l'universo, Goku e Vegeta sono completamente scomparsi...


Parte 1 :12345678
Parte 2 :91011121314
Parte 3 :15161718192021222324
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 20.

La famiglia si allarga

Capitolo tradotto da

Edge2721

Bra, la figlia di Bulma e Vegeth

Ricorreva ancora l’anno 778. Matematicamente parlando, Vegeth aveva 4 anni e mezzo. Quando uno era così giovane, precisare l’età con ‘e mezzo’ era importante.

Bulma aveva partorito a casa, nella Capsule Corp. Non aveva bisogno di andare all’ospedale perché aveva già tutta l’attrezzatura necessaria e uomini e robot competenti. Tutto andò per il meglio, la tecnologia era stata sfruttata efficientemente per il bene dell’umanità.

Era una bambina, e Bulma aveva finalmente deciso che l’avrebbe chiamata Bra. La bambina era nata… con una coda scimmiesca!

Dopo una piccola discussione, i genitori decisero di farle la stessa cosa che era stata fatta al fratello: sarebbe stata portata da Dio (sì, Dende), per toglierle permanentemente la coda. Il problema era che questa caratteristica l’avrebbe resa troppo differente dagli umani e potenzialmente iper-distruttiva in certe notti chiare… La stessa cosa fu fatta a Gohan e a Goten, per iniziativa di Chi-Chi. Per quanto riguarda Vegeta… nessuno lo sapeva, ma sembrava impossibile che potesse fare una cosa del genere. Avevano pensato che se la fosse strappata da solo per non creare sospetti fra gli umani. Ad ogni modo, era un mistero.

Vegeth era orgoglioso di sua figlia… e come si aspettava, la sua forza latente era enorme… gigantesca.

“È più di diecimila?”

“Sì, ho controllato con il buon vecchio scouter che apparteneva alla squadra di quel tizio cornuto.”

Erano alla Kame House. La piccola Bra aveva due giorni e tutti gli occhi erano puntati su di lei. Crilin semplicemente non poteva credere ad una cosa del genere.

“Non la senti la sua forza?” chiese Vegeth.

“Beh, francamente, il livello è così alto che faccio fatica a capire quanto lo sia. Posso dire che è molto più forte di un umano, ma…”

“Che significa ‘diecimila’? Non sarà più forte de me, vero?” chiese 18.

“Oh, no.” rispose il marito. “è più debole di me e di te. Ma non oso immaginare a che livello arriverà tra un anno… o tra dieci anni!”

Bra emise un piccolo umore che sembrava una risatina.

“è più forte di me?” chiese il vecchio Muten.

“Di taaaaanto, maestro. Non senti quanto è forte?”

“Nulla di minacioso però.”

“Bene, per darti un’idea della sua potenza, puoi attaccarla ora con tutta la tua potenza, la potresti malmenare e lei non si farebbe nulla.” Spiegò Vegeth.

Il vecchio maestro delle tartarughe rimase a bocca aperta.

“Dai, è impossibile.”

“Bene allora, prova. Fatti avanti, colpiscila.” Disse chiaramente Vegeth.

“Ma… non posso colpire un bambino!”

“Come vuoi. Ah, ti faccio vedere un gioco che gli piace tanto.”

Aveva appena due giorni, e già gli piaceva giocare? Pensarono Crilin e tutti gli altri che ora erano usciti fuori in spiaggia. Il cielo era chiaro e stellato quella sera.

Vegeth stava reggendo sua figlia con una mano e tese il braccio. In un movimento rotatorio, la lanciò in aria a grande velocità! Sparì in un attimo dalla vista di tutti quanti.

“Huh… non l’hai lanciata oltre l’orbita, vero?”

“No, non preoccuparti…”

Dopo un pò che sembrò durare una vita, cadde verso la Terra. Vegeth fece qualche passo di lato per trovarsi al posto giusto quando sua figlia sarebbe arrivata perchè la distanza che aveva coperto non poteva essere esattamente verticale a causa di vento e altezza.

Oh bene... pensò l'amico di Goku, almeno quella bambina non è spaventata dall’altezza. Vegeth la prenderà al volo, ma con la velocità con la quale cadrà, dubito che prenderla possa attutire così tanto una caduta del genere… mi chiedo cos’abbia in mente.

(In effetti, non si riduce lo schok di uno che sta cadendo semplicemente perché lo si prende, ma è l’attutire il colpo che lo fa. Per quelli che pensano a Clark Kent di Smallville, quello che fa è inutile, perchè blocca la caduta all’improvviso. In parole povere, non sarebbe in grado di salvarli e i corpi sarebbero comunque a pezzi. Ma beh, autori di fiction e fisica…)

Non fece assolutamente nulla quando Bra cadde davanti a lui.

Tutti gli altri non fecero nemmeno in tempo a muoversi che la bambina si era schiantata sulla sabbia della spiaggia, spargendola da tutte le parti. Suo padre si chinò per riprenderla.

Bra non aveva un minimo graffio. Anzi, stava ridendo, mentre tutti quanti a parte Vegeth la stavano fissando, piuttosto storditi e spaventati.

Beh, d’altra parte, era ovvio data la sua forza… era logico… era stato come se una persona avesse messo un po’ bruscamente un bambino su delle soffici lenzuola. Ma quella verità non era accettabile per il cervello di un umano.

Per quanto riguarda Vegeth, non ebbe alcun problema ad adattarsi alla forza di sua figlia.

“Mi piacerebbe lanciarla così lontano da farle raggiungere la luna, sapete? Per farla sbucare fuori dall’altro lato. Ma penso che dovrei usare parecchia potenza per farlo. Quindi, non essendo convinto, ho pensato che fosse meglio aspettare che la sua forza cresca. Che ne dite?”

“È mia sorella?” chiese Goten, il cui mignolo era stato catturato dalla ferma e potente presa di Bra.

“Bah, certo che lo è.” Replicò Trunks. “siamo diventati fratelli anche noi, se non te lo ricordi.”

“Sì, e no. Tu sei il mio fratellastro. Bra, d’altra parte ha una parte di mio padre, mentre tu no. Tu sei mio fratello tramite matrimonio perché mio padre ha deciso di uscire con tua madre.”

“Tutte stupidaggini! Mio padre è sempre stato con mia madre! È solo che mio padre è diventato anche il tuo!”

Erano a casa Son, c’erano Vegeth e Bra, Chi-Chi e suo padre Gyumao, Son Gohan e Videl e Son Goten e Trunks.

“Perché questi due giovani devono sempre rendere il tutto più difficile?” chiese il gigante Gyumao.

“Gohan! Gohan! Diecimila, è più forte di chi? Di Freezer?”

Poichè non aveva mai capito che a Gohan non piaceva molto ricordare quei momenti, Goten era affascinato dalle storie di suo fratello quando era piccolo, quando era stato in pericolo e aveva viaggiato nello spazio. Sapeva i nomi di tutti i nemici, più di Gohan, che voleva solo dimenticarsene. Se Vegeta non gli aveva mai detto nulla, Vegeth era più che felice di rimediare. Quest’ultimo infatti era più che disposto a dire i nomi e le caratteristiche dei membri della squadra Ginew, o a imitare la voce di Cell.

“No, non credo proprio.” Replicò Gohan grattandosi la fronte.

Vegeth pensò che Gohan non aveva ormai più idea di cosa significassero i livelli di potenza. Così rispose al posto suo.

“Diecimila è un pò più forte di Nappa. Nell’esercito di Freezer era il livello standard degli elite.”

“Vegeta aveva una potenza di diciottomila quandò attaccò la Terra,” disse Son Goten come se stesse leggendo un libro. “Anche lui era parte dell’elite. Eppure; era dannatamente più forte!”

“Beh, non c’erano ranghi specifici dopo l’elite perchè in pochi riuscivano ad avere un livello di combattimento di diecimila o oltre. C’erano le squadre d’assalto di Freezer e Cooler, qualche scagnozzo al massimo e forse cinque Saiyan che erano riusciti a diventare elite.”

“I genitori di mio padre erano parte anche loro dell’elite?” Goten ora stava parlando di Goku.

“Secondo Radish, lo erano. Erano alcuni dei Saiyan più forti che ci sono mai stati.”

Gohan trasalì quando udì questa affermazione. Spesso dimenticava che Vegeta aveva speso anni in compagnia di Radish. Era facile dimenticarsene, era come se non fosse mai esistito, lo stesso per Nappa. Questa era una delle caratteristiche dei Saiyan che disprezzava.

“Goten, smettila di fare domande su questa gente barbarica.” Disse Chi-Chi.

Vegeth visitò tutti i suoi conoscenti per mostrare loro sua figlia. A dispetto della sua enorme potenza, non danneggiò molte cose. C’erano solo un paio di letti rotti. Ma imparò in fretta ad impossessarsi degli oggetti che le interessavano senza distruggerli.

Pan, la figlia di Son Gohan e Videl.

Intorno all’anno 780, Gohan e Videl, che ora erano sposati, avevano finito gli studi e decisero di avere un figlio. Gohan fece costruire una casa non molto lontano da quella della madre perché a Videl piaceva la tranquillità della campagna.

Videl non voleva avere chissà quale carriera, ma non voleva nemmeno essere una casalinga. Appena conclusi i suoi studi, ebbe il suo primo bambino e pensò che si sarebbe potuta trovare un lavoro interessante. Un anno dopo, aveva fatto parecchi lavori, ma non li aveva trovati interessanti. Fu in quel momento che divenne un’insegnante in una delle scuole di combattimento del campione Mr.Satan. Era un lavoro part-time, ma era anche strapagato, perciò non gli importava molto.

Per quanto riguarda Son Gohan, fece carriera in campo scientifico e lavorò in ricerche che i suoi parenti e amici non riuscirono mai a comprendere. Aveva tre laboratori preferiti, uno dei quali sarebbe diventato di sua proprietà una dozzina di anni dopo. Poteva passare da uno all’altro in pochissimo tempo, e poteva anche lavorare a casa. Aveva, inoltre, raggruppato un insieme gigantesco di libri in un’era dove quest’ultimi non erano molto più che oggetti ornamentali.

In effetti, la gente poteva vederlo trasportare grandi libri durante il fine settimana.

E questo infastidiva davvero tanto Vegeth. Andiamo, il secondo essere più potente dell’universo spende il suo tempo libero con i libri!

“Ti prego, un piccolo incontro!”

“Faremo tremare di nuovo la Terra, papà. Ho un sacco di cose da fare da quando Pan è nata. L’amministrazione sta chiedendo delle cose completamente stupide! Lo sai che a causa di suo nonno, è considerata una principessa? Ciò non le da alcun vantaggio concreto, eppure devo comunque compilare i documenti.”

“Ti preeeeeego! Mi piacerebbe vederti motivato almeno una volta! Possiamo andare su Jupitron-9? L’aria è respirabile e la gravità è 200G! Possiamo rompere tutto ciò che vogliamo lì!”

“Cosa? Una gravità 200 volte superiore a quella terrestre?”

“Ah ah! Sapevo che ti sarebbe interessato!”

“Ciò significa che l’accelerazione gravitazionale raggiunge i 1962 metri al secondo al quadrato! Non credo che la roccia o la terra possa sopportare tale pressione. Mi chiedo di cosa sia fatta.” “Huh?”

“E come può l’aria essere respirabile? L’ossigeno dovrebbe almeno essere allo stato liquido su quel pianeta. Suppongo sia ancora pericoloso per il corpo.”

“Ma che cosa stai blaterando? L’aria è respirabile, questo è tutto ciò che serve sapere! Bra non se ne è lamentata.”

“Cosa? La tua piccola bambina sopporta quella pressione??? Ma il suo peso lì sarebbe stato di circa 25 500 Newton!”

(Piccolo gioco, per voi, lettori: Qual è il peso di Bra in chilogrammi se viene messa su una bilancia?)

“Gohan, ciò che stai dicendo non ha alcun senso. Tutto ciò che posso dirti è che sia io che Bra sopravviviamo quando andiamo lì. Ad ogni modo, vedo che non sei in vena per combattere seriamente. Non lo sei mai.”

“Eh… già, papà. Mi dispiace, ma combattere non è il mio passatempo preferito.”

“Lo so. Eppure non hai mai combattuto così bene in vita tua anni fa, quando combattesti contro Majin Bu. Ah, me lo ricordo bene! La motivazione può cambiare tutto per te!”

“Eh, penso di sì. Beh, devo andare papà. Papà…? Stai bene?”

Vegeth aveva smesso di muoversi, le sue dita erano contratte come artigli.

“Io… huh… no, non è niente. Vado. Ci vediamo dopo, figliolo.”

E si teletrasportò.

Vegeth si materializzò in una parte arida del pianeta dei Senzu. Non voleva che i suoi amici localizzassero l’eccesso di rabbia - e potenza – che stava per rilasciare.

“AAAAAAAAAHHHHHHH!” Urlò al cielo.

Era durato per meno di mezzo secondo, ma un pensiero gli era venuto in mente.

“Come ho potuto solo pensare di fare una cosa del genere?!?”

Stava ancora provando una sensazione di disgusto all’immagine delle sue mani, imbrattate di sangue.

“Il vecchio namecciano aveva ragione! Che cretino!”

Il fumo che si stava alzando dietro di lui, la distruzione dell’intero pianeta, ma soprattutto…

“No, io sono il cretino! Cretino, bastardo!”

Soprattutto, il corpo ferito, sì, ferito, non morto, perchè così aveva più effetto…

“Mostro! Idiota di un Saiyan!”

La piccola bambina di Gohan, tenuta in ostaggio tra le sue mani.

“Era solo un pensiero fugace… Sì, sono stato annoiato per così tanti anni… mi piacerebbe fare un combattimento che possa definirsi tale, tutto qui… non farei mai una cosa del genere.”

Gohan era il guerriero più forte dell’universo, secondo solo a Vegeth. Anche se non si fosse trasformato in Super Saiyan, l’Immortale non sarebbe comunque stato un grande avversario. Ma Gohan raramente accettava una sfida, e quando lo faceva, anche se la sua forza era la stessa, era ovvio che nella sua mente il tutto era comunque solo una cosa amichevole. Rabbia… Sì, rabbia e il bisogni di proteggere i suoi amici, non erano lì, e il suo spirito da combattente si era appassito notevolmente.

Inconsciamente, Gohan aveva usato solo una ridicola parte del suo vero potere quando aveva lottato contro suo padre.

Per farlo lottare sul serio, Vegeth avrebbe potuto radere al suolo il pianeta e ferire sua moglie e sua figlia…

“Che pensiero terribile.”

Ne avrebbe parlato ai Kaiohshin?

Eh… era un’idea stupida, che aveva eliminato subito. Non era niente di che. Era stato troppo severo con se stesso.

Chi-Chi era piena di gioia per la sua prima nipotina e si stava facendo strada in mezzo ai diversi ospiti, portando vassoi pieni di antipasti. Evitò deliberatamente chiunque avesse del sangue Saiyan per evitare che i vassoi si svuotassero subito.

“Sembri tu quando eri piccola, mia cara!” disse il bisnonno Gyumao, le cui mani erano il doppio della piccola.

Gohan immaginò sua figlia vestire lo stesso completo che vestiva sua madre anni prima. Sperò che nessuno le potesse dare una certa armatura.

Goten sorrise felicemente mentre entrava dalla finestra, volando un pò troppo velocemente.

“Tadaaa!”

E dalla tasca, prese lo scouter che Bulma gli aveva dato. Premette il pulsante un numero a caso di volte poi piazzò la lente davanti all’occhio, senza metterselo all’orecchio.

“Bip, bip, bip… Ah! Eh, cosa? Errore: valore massimo superato? Ma… ah, Piccolo, non metterti dietro di lei, per piacere. Ok, allora… Sì, bip, bip ,bip, ecco! Allora… trentadue! Bene, non è certo un’umana, così possiamo dire che se Videl avesse tradito Gohan, almeno lo avrebbe fatto con uno di noi in questa stanza!”

“Che cosa stai dicendo, stupido ragazzino?” disse Videl, che era arrossita parecchio. “Non hai vergogna? E la mia bambina è umana!”

“Eppure, è lo stesso basso come livello.” Disse Trunks che era già lì. “Mia sorella è molto meglio!”

“Nostra sorella!” corresse Goten. “Ma hai ragione, suo padre è comunque il super-Saiyan-scelto-dagli-dei. Lei potrebbe essere ancora più forte! E…sì…” fu cauto mentre Videl lo stava guardando, “e sua madre invece è la donna più forte del mondo!”

“Secondo me,” intervenne Crilin, “il livello di potenza alla nascita non significa niente. Sapremo davvero cosa queste due ragazze possono fare, solo quando saranno più grandi.”

Quando Vegeth si teletrasportò con Bra tra le sue braccia, Chi-Chi riempì alcuni vassoi con fagioli Senzu all’aroma di formaggio.

Kevina, la figlia di Tenshinan e Lunch

Nah, è uno scherzo. Tien fu scapolo fino alla fine della sua vita.

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