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DBM Universo 16: La Fusione di Due Vite

Scritto da Syl & Salagir

Traduzione e adattamento di Son Broly, Prosavio, Edge2721

Quando Vegeth entrò nel corpo di Bu, fece una scelta: mantenere la sua barriera (U16), o lasciarla (U18). Questa è la storia di quello che è successo dopo ... Anche se Vegeth ha salvato l'universo, Goku e Vegeta sono completamente scomparsi...


Parte 1 :12345678
Parte 2 :91011121314
Parte 3 :15161718192021222324
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 16.

Capitolo 2: Vita di famiglia(PARTE 1/2)

Capitolo tradotto da

Edge2721

Vegeth si sdoppia

Vegeth regolò la gravità della stanza al massimo, ma anche senza trasformarsi, era troppo facile per lui. Stava cominciando a pensare se non fosse meglio andare a trovare qualche pianeta mostruoso o una stella dove allenarsi. D’altro canto però, una stella forse sarebbe stata troppo calda per i suoi piedi…

Uscì e si diresse verso la doccia. Mentre andava, prese due senzu e li mandò giù come caramelle. Sul muro c’era un calendario, che sembrava fuori luogo e piuttosto anacronistico in quella casa piena di schermi e computer. L’unica ragione per cui fosse lì era che, ogni mese, c’erano differenti immagini raffiguranti gatti. Ecco perché la madre di Bulma lo mise lì.

Il prossimo Sabato, quindi a cinque giorni da oggi, era segnato di rosso. Vegeth sapeva che quello era il giorno nel quale Trunks avrebbe preso parte in una recita scolastica. Vegeth poteva sopportarla, purchè il protagonista principale non fosse Mr. Satan, anche se una recita fatta da bambini di 8-9 anni doveva essere probabilmente noiosa e piena di confusione.

Trunks era al settimo cielo alla notizia che il suo nuovo padre sarebbe venuto ad assistere allo spettacolo. Il suo ex genitore, Vegeta, aveva sempre rifiutato di venire a vedere qualsiasi evento. Non era per una palese mancanza di interesse né per cattiveria, ma perchè considerava queste cose completamente stupide ed inutili.

Poi ci fu un bagliore negli occhi del nuovo semi-dio. Quel giorno gli ricordava qualcos’altro.

Ma certo! Era il compleanno di Chichi!

Povero Goku, non era capace di ricordare i giorni importanti. E anche se qualche volta riusciva a farlo, non ricordava il quando, poiché non era mai stato minimamente interessato ai giorni della settimana. Non aveva mai controllato un calendario.

Chichi ormai si era abituata e aveva l’usanza di ricordargli più volte diversi giorni prima gli eventi importanti, come, per esempio, il compleanno di un giovane Gohan.

Eppure, quella volta, non gli aveva detto nulla. Perché mai?

Aveva forse pensato che Vegeth non aveva nessun obbligo nei suoi confronti poichè avevano intrapreso… diciamo così, strade separate. Certamente non voleva disturbarlo. Chichi aveva deciso di restare in disparte, prendendosi cura di se stessa.

Ma lui non era Goku. Nemmeno Vegeta. Non voleva perdersi le recite dei bambini e i compleanni. Aveva i poteri necessari per farlo.

Quindi, come poteva essere presente ad entrambi gli eventi se erano nello stesso giorno (di sera per il fuso orario della zona di Chichi e di pomeriggio per quello della capitale)?

Chiunque con un pò di buon senso sarebbe andato da Chichi e gli avrebbe detto con orgoglio di annullare gli impegni per Venerdì per festeggiare il suo compleanno un giorno prima. Ma non Vegeth.

Lui invece, andò a fare una visita a Tenshinhan.

Vegeth andò da Tenshinhan per chiedergli di indossare una parrucca per sostituirlo alla recita.

No, aspetta… non è successo questo.

Dopo essersi fatto una doccia ed essersi vestito, Vegeth si sedette sul letto, mise le dita sulla fronte e si concentrò.

E niente accadde per le successive tre ore.

Alla fine sentì l’aura di Tenshinhan. Senza perderne le traccie, si teletrasportò.

Il guerriero si era appena alzato ed emetteva un’energia insignificante quando faceva i suoi esercizi di stretching quotidiani. Ovviamente, Jiaozi non c’era. L’uomo dai tre occhi puntò il suo triplo sguardo verso lo strano essere che era appena apparso di fronte a lui. Ma chi era quel tizio?

Per un istante, temette che fosse una nuova creatura, magari una specie di clone creato dal Dr. Gelo utilizzando varie cellule di diversi Saiyan, o anche di umani. Ma non era questo. No. Quello stesso essere era la risposta alla sua domanda: perchè ogni volta che sentiva la forza di Goku non riusciva a non sentire anche quella di Vegeta allo stesso tempo. In realtà, in quella persona non riusciva a non sentire l’aura di tutti e due.

In un modo o nell’altro, quell’essere era Goku e Vegeta!

“Mi chiamo Vegeth.” Disse l’essere.

“Questo spiega tutto.” Rispose Tenshinhan, anche se non aveva capito nulla.

L’ultima volta che aveva visto Goku, era stato messo fuori combattimento da Bu. Era rimasto svenuto per molto tempo, e quando riprese i sensi, sentì che l’aura del demone rosa era scomparsa così come la felicità dal resto del gruppo. Qualche tempo dopo, i terrestri furono riportati in vita e lui decise di ricongiungersi a Jiaozi piuttosto che chiedere spiegazioni a Dio.

Vegeth gli raccontò cos’era accaduto, poi gli chiese un favore.

“Potresti mostrarmi la tecnica della separazione del corpo?”

[Nota dell’autore: anche Crilin e Piccolo sanno usare questa tecnica, ma SOLO nell’anime. Nel manga di DB e su DBM Tenshinhan è l’unico a saperla usare. Dato che è una tecnica complicata, e sulla quale sono stati riscontrati dei difetti durante i combattimenti, nessuno ha pensato di impararla.]

Tenshinhan unì le mani palmo a palmo e fece il gesto della sua tecnica. Si divise in due copie, le quali si divisero a loro volta in altre due copie.

Vegeth sorrise. Paragonata al teletrasporto, quella tecnica era facile. Fece il suo stesso gesto ed emise la sua stessa energia e concentrazione e si divise in due copie. Non andò oltre.

“Mi servono solo due corpi,” dissero contemporaneamente i due Vegeth.

Mossero le loro braccia all’unisono.

“Hm…” dissero allo stesso tempo. “Ci…ci vedo doppio.”

“È normale.” Replicò solo un Tenshinhan. “Hai ancora una sola mente e devi imparare a gestire tutti e due i corpi allo stesso tempo. Questa è la parte della tecnica che richiede più tempo per essere padroneggiata al meglio. Io sono avvantaggiato perché so gia vedere in direzioni opposte. Tu, d’altro canto, non ci sei abituato.”

Vegeth girò le sue due teste nella stessa direzione. Poi provò a camminare ma stava quasi per cadere, pertanto i due corpi iniziarono a sollevarsi in aria, per evitare il disonore di una caduta.

“Ora hai quattro gambe, due per ogni corpo, e il terreno sotto di loro non è lo stesso. Devi imparare a controllare ogni corpo separatamente. Ti dovrai allenare per abituartici.”

E Vegeth ci si abituò. Quella sera, i due corpi erano completamente indipendenti.

Tenshinhan ci aveva messo un mese per padroneggiare quella tecnica con due corpi. Ma… bhè, la fusione di quei due geni poteva solo fare meglio di lui. Tenshinhan era un genio, lo sapeva, ma paragonato a Goku, o Vegeta, non era niente. Quindi, figuriamoci comparato alla loro fusione…

“Più i corpi sono distanti, più è stancante rimanere separati. Ho lasciato perdere questa tecnica quindi non conosco i suoi limiti, io non posso sopportare una lontananza tra due corpi superiore ai 180 metri circa. Può anche essere pericoloso se non ti rimane più energia per ricongiungere i corpi.”

E Vegeth doveva sopportare circa 5000 km!

Il giorno dopo, Vegeth si congedò dal suo ex rivale. Poteva sentire l’aura di Jiaozi avvicinarsi. Era certamente di ritorno da qualche viaggio ma Vegeth non era il tipo da aspettarlo per fare due chiacchiere.

Arrivò a casa di Bulma e prese tre senzu prima di andare a dormire, poichè era stanco. Bulma stava già facendo il caffè, ma non si preoccupaava più di dove il suo compagno fosse andato nelle precedenti 36 ore, durante le quali non le aveva dato nessuna notizia. Sapeva ormai che queste cose ogni tanto succedevano.

Qualche ora dopo, Vegeth era in piedi e pronto a mandare uno dei suoi corpi molto lontano. Ma, siccome preferiva non usare il teletrasporto per il momento, lo lasciò volare via.

E il sabato pomeriggio, Trunks, preso dal panico, irruppe nella stanza dei suoi genitori.

“Hey, spero non vi siate scordati!!” Sì fermò appena in tempo prima di schiantarsi contro le gambe del padre.

Vegeth si stava fissando la cinta. Indossava una semplice camicia e, sorprendentemente, aveva una cravatta!

“Non ho nessun copione da imparare. Cosa vuoi che mi dimentichi?” chiese Vegeth.

Il giovane allora con un ampio sorriso si voltò e corse dentro l’auto, poichè le persone usano le automobili per spostarsi in città, e non importava cosa potesse dire il suo padre teletrasportatore.

Il nonno e la nonna, che mostravano una così grande differenza di età, non importa quanto fossero vecchi veramente, erano già seduti dietro quando Trunks si buttò dentro. Bulma si sedette e alzò il finestrino. I robot chiusero le porte e l’auto si sollevò da terra.

Vegeth apparve nell’esatto momento nel quale la macchina stava partendo.

“Ooh, Vegeth,.” Esclamò la nonna, “Mi hai fatto spaventare così tanto!”

Nello stesso momento, a cinquemila km di distanza, Gohan stava aiutando sua madre a preparare il tavolo. Chichi non si sarebbe seduta a godersi la giornata e a vedere gli altri lavorare nemmeno il giorno del suo compleanno!

Videl, che era diventata ufficialmente la fidanzata di Gohan più di un anno prima, si muoveva di qua e di là ,non sapeva bene cosa fare ma non voleva comunque apparire inutile. A Goten non importava e stava semplicemente vagando per la casa.

“Il pane lo metto qui, va bene? Vuole che le faccia qualcos’altro, signo… ma… Chi… ehm… come dovrei chiamarla?” chiese a Chichi imbarazzata.

“Chiamami come vuoi, mia cara Videl.” Rispose Chichi. “Ma ti strangolo se continui ad essere così formale, non importa quanto possa essere vecchia! Posso sentire gli anni che mi passano di fianco! Sono così vecchia e rugosa che i miei figli sono più alti di me e hanno lasciato la donna più importante della loro vita per andare con una certa ragazza… Er… non prestare attenzione alle mie parole, Videl. Sono solo una vecchia rimbambita…”

“C’erano così tante candele sulla torta di mamma che abbiamo dovuto cucinarne una più grande!” Urlò allegramente Goten. Subito dopo si prese un pugno in testa.”Ouch!”

“Posso chiamarti… Chichi?” chiese Videl. Secondo i costumi locali, Videl avrebbe dovuto chiamarla ‘mamma’, ma non era proprio pronta per quello, e non ancora sposata con Gohan!

“Sei ancora piuttosto formale! Fai attanzione! Devi prendere seriamente la mia minaccia, ragazza. Ho fatto la tua stessa figura al Torneo Mondiale di Arti Marziali! Ma… Gohan, che cosa stai facendo? C’è un piatto di troppo!”

“Mamma, sono appena stato promosso e il mio voto più alto è quello di matematica. So quanti piatti ci sono.”

“Ma lo sai che il nonno non verrà! Sta aiutando la sua gente a risanare il terreno per coltivare dopo quella tempesta.”

“Lo so.” Replicò francamente suo figlio.

Chichi spalancò gli occhi non appena qualcuno bussò alla porta.

Vegeth indossava il suo ‘abbigliamento originario’, con tanto di Potara. Lo considerava il più elegante vestito da combattimento –e di nascita- che possedeva. E anche se Bulma aveva cercato di convincerlo del contrario, sapeva che Chichi dava importanza al kimono.

Chichi si gettò sulle sue braccia e rimase stretto a lui per molto tempo.

“Ma perché sei venuto a visitare una vecchia donna? Una vecchia brutta e rugosa.” Chiese, i suoi occhi chiusi cercando di trattenere una lacrima.

Si lasciò andare e Vegeth, che aveva tenuto una mano dietro la schiena, mostrò la sorpresa. Era una scatola di cioccolatini ma non venivano dalla Terra.

“Se sei brutta, allora puoi fare uno strappo alla regola, no? Buon compleanno!”

“Oooooh! Che cos’è?”

“Non so pronunciare il nome, ma sono squisiti!”

In realtà, Vegeth si era già sbafato una scatola intera in pochi secondi. Gli abitanti del pianeta Gylion che aveva liberato dal giogo di alcune lucertole mutanti, però, erano felici di dargliene un’altra.

La coppia andò nel soggiorno e Vegeth salutò gli altri membri della famiglia.

“Hey, non ho ricevuto nessun regalo!” si lamentò Goten, che era geloso di sua madre e dei suoi cioccolatini alieni.

“Non è il tuo compleanno.” Gli spiegò suo padre mentre si abbassava. Si guardò attorno, come per essere sicuro che nessuno stesse guardando, e strizzò l’occhio al figlio. Poi prese un top multi colorato dalla sua cintura. Era ovvio che proveniva da qualche strano pianeta.

“Grandioso!” urlò il bambino che si era già scordato dell’apparente segretezza di quel regalo.

La serata passò meravigliosamente. Vegeth scoppiò a ridere senza ragione mentre stava mangiando quando un compagno di classe di Trunks stava leggendo nervosamente il copione facendo così tanti errori che gli altri attori non potevano fare altro che ridere.

A parte questo, fu un successo totale.

Vegeth dovette mangiare diversi fagioli senzu prima di andare a letto perchè era completamente esausto.

Avrebbe ancora usato questa tecnica per avvenimenti del genere, ma solo sulla Terra. Se era già difficile usarla a 5000 km di distanza, figuriamoci se parliamo di distanze interplanetari, migliaia di milioni di volte più grandi.

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