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DBM Universo 16: La Fusione di Due Vite

Scritto da Syl & Salagir

Traduzione e adattamento di Son Broly, Prosavio, Edge2721

Quando Vegeth entrò nel corpo di Bu, fece una scelta: mantenere la sua barriera (U16), o lasciarla (U18). Questa è la storia di quello che è successo dopo ... Anche se Vegeth ha salvato l'universo, Goku e Vegeta sono completamente scomparsi...


Parte 1 :12345678
Parte 2 :91011121314
Parte 3 :15161718192021222324
[Chapter Cover]
Parte 3, Capitolo 24.

L'ira del drago (Parte 3/3)

Capitolo tradotto da

Prosavio

Dragon Fist Explosion!! Se non ce la fa Trunks, allora chi può?

I colpi di Vegeth si rifiutavano ostinatamente di distruggere il mostro. Ma girandogli

intorno e colpendolo, poteva limitare la distruzione della città. Quando il demone si

dissolveva in fumo, Vegeth era sul punto di arrivo per accoglierlo e colpirlo di nuovo.

Avrebbe potuto continuare per ore in questo modo. Ma non avrebbe vinto.

Decise di chiedere aiuto.

Vegeth concentrò l'immagine di Piccolo sulla sua mente, e gli parlò nella sua testa. Era

così che funzionava la telepatia. Dopo che Son Goku aveva utilizzato questo metodo per

chiedere a Crilin di risparmiare Vegeta, i combattenti della Terra avevano compreso

vagamente come fosse possibile. L'efficacia aumentava se si aveva un legame particolare

con la persona contattata, o se quest'ultima era pronta ad ascoltare... e infine, era

consigliata una distanza non troppo elevata. Goku aveva chiamato Crilin, Piccolo aveva

chiamato Gohan, Vegeth aveva chiamato i suoi figli.

Piccolo era molto distante, e i suoi legami con Vegeth si erano notevolmente ridotti. Ma

quando il contatto avvenne, comprese che Piccolo era disposto ad ascoltarlo.

Quest'ultimo aveva gli occhi rivolti sulla scena già da molto tempo.

“Piccolo, usa i tuoi occhi divini. Bisogna trovare l'evocatore di questo mostro.”

“Cosa credi che io stia facendo, Vegeth? Che stia raccogliendo funghi?”

Il vecchio dio della Terra era sul bordo del suo palazzo. Scrutava il mondo in ogni suo

dettaglio. Il suo sguardo era capace di superare ogni ostacolo, di passare attraverso

fessure minuscole. Se questo lo trasformava in un perfetto osservatore,

sfortunatamente non era servito a nulla. Nessun suono, nessun rilevamento, ma giusto

una visione. Molto tempo fa, aveva passato ore a cercare Cell, per esempio. Ma in questo

caso, sapeva che lo stregone non era lontano. Piccolo non era esattamente sul bordo del

suo santuario: era in piedi su un tappeto volante orientale, qualche centimetro sopra il

palazzo. Accanto a lui, anch'egli in piedi sul tappeto e ugualmente con gli occhi puntati

sul mondo, vi era il nuovo dio della Terra. I due Namecciani, che avevano dedicato la loro

vita al pianeta, scrutavano e scrutavano, sotto gli occhi del loro assistente Mr. Popo.

Improvvisamente, gli occhi di Piccolo si spalancarono. In quel momento, senza preavviso,

spinse Dende fuori dal tappeto, e utilizzò la sua funzione principale. Il motivo per cui il tappeto magico non fu utilizzato per permettere a Goku di andare dal palazzo al campo di battaglia dove Nappa e Vegeta facevano un massacro è sconosciuto.

Piccolo si ritrovò sotto un mucchio di macerie. Il tappeto era impigliato in barre di

cemento e ferro. Per fortuna, il Namecciano non ebbe alcun problema a liberarsi da

quelle tonnellate di peso che lo stavano schiacciando. Beh, non era piatto come il

tappeto! Giusto di fronte a lui, sdraiato in un piccolo spazio, vide Hoi, che si girò

bruscamente, sorpreso.

Piccolo non fece le cose a metà. Hoi fu ucciso da un solo colpo. Il Namecciano aveva

ormai imparato dai suoi errori: i vermi... quelli erano molto resistenti. Non sarebbe

bastato tagliarlo in due. Con un attacco energetico, distrusse l'intero corpo del mago, e

anche il cemento intorno. Se mai avessero avuto domande da fargli, non avrebbero che

da andare a vederlo nella fila d'attesa di Re Enma.

Vegeth rilevò l'arrivo di Piccolo.

“Eccellente!”

Notò anche l'esplosione e capì che il mago era morto.

“Perfetto!”

Si rese conto, però, che Hildegarn non aveva risentito di questo.

“Oh merda!”

Trunks pose Tapion sul tetto di un edificio ancora in piedi. Essi erano a qualche centinaio

di metri dal luogo in cui Vegeth combatteva contro il demone. Immediatamente, Tapion

cominciò a suonare. Hildegarn si mise a urlare per il dolore, e si girò in tutte le direzioni.

Guardò di lato e vide la fonte del suo malessere. Sputò allora un muro di fiamme

gigantesche in quella direzione. Trunks, davanti al suonatore, creò uno scudo d'energia e

le fiamme ne sfiorarono i bordi. Qualche secondo dopo, lo scudo sparì, perché Trunks

non era in grado di tenerlo per molto tempo. Ma era stato sufficiente. Tapion non aveva

smesso di suonare, e il gigante si contorceva dal dolore, poi cominciò a frammentarsi. E a

un tratto, i frammenti divennero fumo, che entrò nel corpo di Tapion. A causa dello

sforzo, il suonatore cadde in ginocchio.

“Bravo Tapion!” disse Trunks.

Ma Tapion sudava intensamente e comprese che non sarebbe mai riuscito a contenere

l'intero demone all'interno di sé. Egli sfoderò la sua spada e la porse al Saiyan.

“Trunks! Bisogna che tu lo faccia! Usa questa spada...e distruggi il male finché è ancora

nel mio corpo!”

“Ch...che cosa?”

Gli occhi tristi di Trunks si inumidirono. Tapion gli aveva chiesto di ucciderlo!

Vegeth apparì non lontano da loro.

“Vuoi che lo faccia io?” chiese suo padre.

Trunks non disse nulla e impugnò la spada. Quest'arma da eroe lo aveva fatto sognare, e

ora somigliava a un volgare strumento di morte, un po' come un revolver.

“Io non voglio che tu muoia! Tu sei mio amico!” gridò il ragazzo.

“Essere un eroe richiede soprattutto dei sacrifici.” disse Tapion.

Trunks sollevò la spada sopra la sua testa. La sua vista era offuscata dalle lacrime.

Tapion gli fece un sorriso e lo guardò dritto negli occhi:

“Grazie” gli disse.

Trunks urlò, chiuse gli occhi, e abbatté la lama sul suo grande eroe.

“AAAAAAAHHH!!!”

“DUM-TUM!”

Una sorta di esplosione si produsse intorno a Tapion. Un'immensa energia uscì fuori

improvvisamente, fermando la spada a metà percorso. Tapion alzò la sua ocarina, ma

quest'ultima si ruppe nelle sue mani, e cadde a pezzi.

Hildegarn scappò. Era riuscito a liberarsi dalla prigionia, questa volta definitivamente.

Tapion lo guardò con aria disperata.

Trunks fece ciò che avrebbe voluto fare già dall'inizio. Volò a tutta velocità verso il

mostro, lasciando dietro di lui delle scintille dorate. Con un colpo trasversale di spada

tagliò il demone a metà lungo il busto. Hildegarn urlò a causa del dolore. L'aveva colpito!

Con la spada, questo mostro era vulnerabile!

Vegeth non poté trattenere un sorriso. Aveva avuto ragione. Rinchiudere i mostri non

serve a niente, perché riescono sempre a liberarsi. Bisogna distruggerli. Con la loro forza

ridicola, gli abitanti di Conuts avevano avuto bisogno di ridurre la potenza del demone

con le loro ocarine per colpirlo. Ma i super Saiyan d'élite valevano ben più di una trentina

di ocarine.

Trunks volò nuovamente verso il mostro e conficcò la spada fino alla parte posteriore del

gigante, che gridò ancora. Riprese la spada e, aumentando la potenza della sua aura, lo

tagliò di nuovo. Poi, il ragazzo fu preso alla sprovvista dalla coda e fu schiacciato al suolo.

Egli ne uscì, pieno di collera e senza dolore. Evitò i colpi delle braccia del gigante, e si

diresse verso la testa. Evitò l'attacco di fiamme che partì quasi al rallentatore per un

super Saiyan come lui. E con un colpo ben piazzato, gli tranciò il collo.

“Eh eh!” fece Vegeth! “Il fumo non sembra essere più tanto forte, eh? Bravo Trunks!” gli

gridò. “Ora allontanati, vado io a finirlo!”

Trunks la prese male, ma sapeva che, nonostante fosse ridotti in più pezzi, il demone era

ancora vivo. Dunque, poiché non osava disobbedire al padre, si allontanò.

Vegeth si concentrò per un attimo e inviò un attacco distruttivo contro l'intero quartiere.

Tutto ciò che vi era intorno fu soppresso, disintegrato, come se avesse passato

l'aspiratore. Un grande, un enorme aspiratore. Era come una versione migliorata e

potenziata dell'attacco che aveva usato per eliminare Bu.

Gli spettatori restarono a bocca aperta davanti a quel tornado bianco.

Hildegarn era stato sconfitto.

In un altro universo, anno 214, in un pianeta della galassia del Nord.

Una macchina apparve nel cielo. Questo strano abitacolo si posò sul suolo e si aprì.

Incastrati gli uni sugli altri, Vegeth, Tapion e Trunks ne uscirono e fecero un respiro

profondo.

“Fiuu!” fece Vegeth. “Bulma avrebbe dovuto aggiungere qualche altro posto a questa

macchina!”

“Io non mi lamento” disse Tapion, “quella donna è un genio. Sa costruire delle cose

davvero sorprendenti!”

“È la mia mamma!” disse Trunks, prendendo dal sedile la spada di Tapion, ancora nel suo

fodero. “Nel garage avevamo la macchina che Cell aveva usato per venire a disturbarci.

Ha dovuto giusto pulirla e ricaricarla. Facile!”

Trunks legò il balteo della spada intorno al suo petto e sentì l'impugnatura dietro la sua

spalla. Era molto fiero del regalo di Tapion. Che grandi eroi erano!!

“Bene, siamo un po' in anticipo, ma riesco a sentire la presenza di persone malvagie,

come quella di Hoi, a un migliaio di chilometri di distanza.” disse Vegeth. “Tutto va come

previsto. Re Kaioh ci ha fornito la data giusta e il luogo esatto.”

“Dobbiamo essere molto attenti a non cambiare il passato, giusto?” chiese Tapion.

“Altrimenti potremmo creare un paradosso temporale. Possiamo salvare mio fratello e

far credere ai maghi che sia stato ucciso?”

“No, è molto più semplice di tutto ciò.” disse Vegeth. “Per quanto ne so, viaggiare nel

passato crea delle realtà parallele. Ne esiste una con un Trunks adulto, nel futuro. Egli ha

cambiato il suo passato nel nostro universo, ma ciò non ha avuto alcun effetto nel suo.

Questo posto è, se così si può dire, di un altro universo.”

“Questo significa che possiamo fare quello che vogliamo!” concluse Trunks. “Andiamo, si

va a salvare tuo fratello!”

“No.” disse Vegeth. “Dobbiamo aspettare che venga liberato dal suo carillon. Non siamo

in grado di farlo da soli. È inutile avvicinarci a loro e interferire con quello che stanno

facendo. Appena sento la presenza di una forza simile alla tua, Tapion, ci

teletrasporteremo sul posto.”

Tapion annuì e sorrise: avrebbe ritrovato il suo fratellino. Era pieno di speranza.

Le ore passarono.

Mangiarono e continuarono ad aspettare.

E, improvvisamente, Vegeth disse:

“Ora!” e si avvicinò a Tapion, mentre Trunks si gettò su di loro.

Si presero per mano e Vegeth li teletrasportò.

Il gruppo di stregoni era in cerchio attorno al carillon aperto. Il piccolo Minosha,

fluttuando in aria per magia, suonava il suo strumento. Una potente aura malvagia uscì

da lui, e tornò indietro per effetto della musica.

La scatola esplose in piccoli pezzi e i maghi inviarono i loro poteri combinati sul bambino.

La sua ocarina gli sfuggì dalle mani. Le gambe di Hildegarn apparvero all'istante, in forma

fisica. Il piccolo suonatore urlava di terrore, quando un piede gigantesco si abbatté su di

lui. All'improvviso, fu spostato da una parte. Un grande uomo lo aveva spinto e gli aveva

salvato la vita.

“Non questa volta!” gridò.

Trunks si lanciò sulle gambe del demone, tagliandole a pezzi sotto gli sguardi infastiditi

degli stregoni. Il piano funzionava a meraviglia. Il ragazzo si diresse verso il Tapion in

miniatura e lo afferrò, volando via con lui, e gli disse: “Ciao!!”

Dopo che Trunks si fu allontanato, Vegeth si mise sopra la radura nella quale era

avvenuto il rituale, e inviò il suo terribile attacco. La metà di Hildegarn, tutti i maghi, così

come un altro carillon contenente il Tapion di quell'universo, vennero distrutti.

Tapion prese suo fratello nelle braccia.

“Grazie”, disse il primo, “non potrò mai ringraziarti abbastanza. I tuoi poteri sono

straordinari! Quello che ho di più caro in questo mondo ora è salvo.”

“Non è ancora finita!” disse Vegeth. “Questo è solo l'inizio del lieto fine! Re Kaioh mi ha

dato le coordinate spaziali. Tapion, devi giusto darmi la data.”

“La data? La data di cosa?”

“La data di quando tu e tuo fratello siete stati richiusi negli scrigni.”

“Questo...” Tapion rifletté senza crederci. Pensava che avrebbe ricominciato una nuova

vita con suo fratello nel mondo di questi guerrieri. Potevano veramente tornare a casa

con loro?

“Era il 14 del terzo mese d'autunno, anno 48 dell'era di Karam XII, all'alba.” disse suo

fratellino. “Perché, che giorno è oggi?”

Vegeth inserì la data in un piccolo dispositivo di traduzione.

“Anno – 425. Il 3 Maggio, ore 21.”

Hoi non si era sbagliato. È stato veramente circa 1000 anni fa. Inserì la nuova data sul

computer della macchina, nonché le coordinate del pianeta Conuts.

“Invio. Ora stringiamoci.

Scomparvero per sempre da questo universo affinché, andando ancora nel passato, la

macchina li portasse in un altro, per non creare paradossi.

In un altro universo, nella data e nel luogo annunciati.

Nel grande tempio, il sacerdote che aveva diviso in due Hildegarn guardava i due carillon

chiusi, con rassegnazione.

“È un peccato che questi due grandi eroi debbano essere rinchiusi fino alla fine dei

tempi!”

“Vieni” disse il sommo sacerdote. “Li porteremo nella navicella che li disperderà

nell'universo. È per il bene di tutti.”

“Me ne occupo io di queste scatole.” disse una voce.

I due sacerdoti si voltarono, sorpresi. Era un uomo di una razza che non conoscevano. Il

loro stupore divenne sorpresa quando videro Tapion e Minosha al suo fianco.

“Che cosa è successo?” disse il sacerdote.

“Una lunga storia.” rispose Tapion. “Ma per riassumere, abbiamo sconfitto Hildegarn.”

“Ma... voi siete stati appena rinchiusi in queste scatole! Come ne siete venuti fuori?”

Si sedettero tutti e raccontarono la loro storia.

In seguito, Vegeth utilizzò la sua solita tecnica e distrusse i due scrigni.

Nessuno osò porre il problema etico notando che aveva appena ucciso un Minosha e un

Tapion.

Restarono lì per alcuni giorni. Tapion mostrò a Trunks la sua civiltà. La ricostruzione delle

città che erano state distrutte era in corso. Vegeth, da parte sua, non si annoiò affatto,

poiché rintracciò l'aura degli stregoni, e li soppresse uno a uno, in silenzio, senza pietà.

Erano molto più numerosi in quell'epoca.

Poi, arrivò il momento della separazione.

Vegeth e suo figlio salirono nella macchina del tempo per il loro ultimo viaggio. Dopo dei

commoventi “arrivederci”, sparirono nel nulla. La macchina era ritornata nel suo universo

di partenza.

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