DB Multiverse

Dragon Ball Multiverse: Il Romanzo

Scritto da Loïc Solaris & Arctika

Traduzione e adattamento di Transporter, ValentDs, BK-81, Crix, PGV 2

Riscopri la storia di DBM con più dettagli! Questo romanzo è verificato da Salagir e contiene anche aggiunte di suo pugno mai raccontate sul manga. Ciò rende questa storia un vero e proprio allegato al fumetto!

La prossima pagina verrà rilasciata tra: 6 ora, 45min

Intro

Parte 0 :0
Parte 1 :12345

Round 1-1

Parte 2 :678910
Parte 3 :1112131415
Parte 4 :1617181920
Parte 5 :2122232425
Parte 6 :2627282930

Lunch

Parte 7 :3132333435

Round 1-2

Parte 8 :3637383940
Parte 9 :4142434445
Parte 10 :4647484950
Parte 11 :5152535455
Parte 12 :5657585960
Parte 13 :6162636465
Parte 14 :6667686970

Night 1

Parte 15 :7172737475
Parte 16 :7677787980
Parte 17 :8182838485
Parte 18 :8687888990

Round 2-1

Parte 19 :9192939495
Parte 20 :96979899100

Round 2-2

Parte 21 :101102103104105
Parte 22 :106107108109110
Parte 23 :111112113114115

Night 2

Parte 24 :116117118119120

Round 3

Parte 25 :121122123124125
Parte 26 :126127128129130
Parte 27 :131132133134135
Parte 28 :136137138139140
Parte 29 :141142143144145
Parte 30 :146147148149150
[Chapter Cover]
Parte 29, Capitolo 144.

Capitolo 144

Traduzione e adattamento di Crix

Qualche momento prima, mentre Gohan affrontava i Cell Juniors, i caotici eventi intorno a lui continuavano a peggiorare…

Tra gli spettatori, alcuni individui si convertivano al servizio di Babidi e con orgoglio annunciavano la loro lealtà e lodavano la gloria del loro signore, impaurendo in questo modo i membri del pubblico. La maggior parte di loro non erano combattenti ed ebbero paura per le proprie vite. Con la maggior parte dei Varga già eliminati, molti degli spettatori si arresero immediatamente alle richieste degli assalitori, sperando in questo modo di sopravvivere al caos. Ad ogni modo, c’erano alcuni coraggiosi individui poco restii ad andare al tappeto senza combattere. Una donna alta e con i capelli corti si alzò e si avvicinò ad un alieno con il marchio dei Majin.

“Non provare a fare un altro passo, donna!” Disse sfidandola. “ Obbedisci o ti ucciderò!”

“Potrei non essere al livello dei partecipanti” disse minacciosamente, “ma sono abbastanza forte da schiacciare uno scagnozzo come te!”

“Stupida ragazzotta, pagherai per la tua arroganza!”

Senza nemmeno riuscire a muovere il pugno, la donna gli aveva piantato un colpo dritto in faccia. Barcollò all’indietro ma si mantenne in piede con grossa sorpresa dalla combattente femminile che realizzò il suo errore. Lo scagnozzo corrotto rispose velocemente assestando una serie di colpi che fecero cadere la donna a terra insieme al suo sangue. Gli spettatori intorni erano sconvolti ma ispirati dal coraggio, si gettarono in massa sul majin. Fu come un effetto domino, diffondendo la resistenza ovunque sugli spalti. In un attimo, tutti i presenti erano coinvolti in una zuffa per salvare le proprie vite.

Urla di orrore e grida d’agonia risuonavano mentre innocenti venivano assassinati a sangue freddo. I corrotti avevano acquisito un’innaturale forza e resistenza. Uno spettatore, avendo una serie di pugnali, ne piantò uno nel petto del suo nemico sperando di finirlo. Il guerriero però sorrise sfilandosi lentamente il pugnale dal corpo mentre grugniva dal dolore. Prima di aver tempo di reagire, lo stesso coltello era stato piantato nel petto dell’uomo facendolo collassare e morire pochi secondi dopo.

Freezer, guardando dall’alto del suo spazio, si leccò le labbra alla vista di una tale carneficina. Nel momento in cui Cooler stava per lanciare l’offensiva con i propri soldati, Babidi risuonò nelle loro teste.

“Aspettate un momento.” Ordinò Babidi. “Quei patetici spettatori non sono nulla, i miei schiavi del pubblico saranno più che sufficienti per prendersene cura. Una volta che saranno arrivati i rinforzi, lanciate la vostra offensiva contro chiunque è resistito. Non voglio fare altri errori.”

“Rinforzi?” Si chiese Cooler a voce alta. “A chi si riferisce?”

“Probabilmente a Ginew.” Rispose Freezer rimpicciolendo gli occhi. “Tss, non ci vorrebbe nulla ad eliminare questa peste da solo, ma capisco la saggezza del piano del nostro padrone. Stai sereno fratello, faremo la nostra parte presto.”

Mentre la battaglia di Gohan continuava, gli Helioriani dell’universo 19 affrontavano una crisi senza precedenti. Uno di loro era caduto vittima del controllo mentale del mago e aveva ora la possibilità di farli fuori tutti con i laser che penetravano qualsiasi cosa. Naurb, il traditore ormai sotto il marchio di Babidi, fissava con risolutezza i suoi compagni.

“Non vi muovete!”

“N…Naurb, come hai potuto?!” Esclamò Phipsil contraendo il pugno.

“Abbiamo tutti le nostre ragioni.” Replicò indurendo lo sguardo. “Ora silenzio, ho detto di non muovervi!”

“Non arrenderti, Naurb!” Rispose. “Sei uno degli orgogliosi soldati di Hirm, combatti per il futuro del nostro pianeta, per il nostro popolo, non per un mago! Resisti!”

“Non arrendermi?” ripeté , tremando. “Non capisci cosa provo! Ti importa qualcosa del perché mi sono sentito fragile, esposto e suscettibile?”

“No, non ci importa.” Rispose Nedwook con il braccio teso in avanti. “Sei una minaccia per tutti noi adesso e dobbiamo ristabilire l’ordine.”

Tutti gli altri Helioriani alzarono i polsi con i laser in posizione, Phipsil esitò una frazione di secondo. Il soldato corrotto si preoccupò.

“No, aspettate, non fatelo!”

Aveva sperato di non arrivare a ciò ma riconobbe la determinazione nei loro occhi e realizzò che si trattava di uccidere o essere ucciso. Sparò il proprio raggio nello stesso momento degli altri ma all’ultimo momento deviò il colpo da Phipsil verso Magsuns. Dei cinque helioriani, tre ebbero i cuori attraversati dai lasers, Magsuns e Loopwhirl collassarono all’istante. Naurb, colpito da Nedwook e Phipsil, cadde nello stesso modo. Mentre giaceva senza alcun aiuto a terra, lo sguardo di Naurb si incrociò con quello di Phipsil ed entrambi si scambiarono una triste occhiata.

“Ma, io ti am…”

L’heloriano majinizzato fu incapace di finire la frase. Nedwook non aveva sentito dato che si era girato immediatamente a controllare la situazione. Phipsil invece aveva capito come ricostruire la situazione. Il rimpianto di Naurb, la sua gelosia, il dolore che doveva aver provato… chiuse gli occhi un momento, odiando il fatto di non essere stata capace di aiutare in tempo. Successivamente, verificò la morte di Magsuns e Loopwhirl.

“Che spreco di vite… perché…”

“Possono essere resuscitati.” Replicò Nedwook preoccupato dalla situazione fuori portata. “Andiamo ad aiutare gli altri prima di finire uccisi anche noi.”

“Giusto!” Rispose Phipsil lanciandosi verso lo spazio dell’universo 1.

Una battaglia furiosa stava imperversando tra le divinità, circondata ovviamente da un’assordante caos in ogni lato. Il Grande Kaioshin stava di lato mentre fissava il demone con severità mentre gli altri dei combattevano Darbula con tutte le loro forze. Il Grande Kaioshin non si immischiava mai nei combattimenti, non lo fece nemmeno contro il leggendario super sayan molti secoli prima. Solo Majin Bu lo aveva costretto ad intervenire, in molti altri universi. Avrebbe agito solo in caso i propri compagni fossero sul punto di morire, ma aveva fiducia in loro. Credeva nello loro abilità. Il Kaioshin del Sud era il più forte ed unico vero combattente, gli altri dovevano ancora mettersi realmente alla prova. Il Grande Kaioshin sorrise nel vederli combattere con tanto ardore.

Il Kaioshin dell’Est fu colpito violentemente nello stomaco da una ginocchiata e collassò a terra piegato su se stesso e respirando affannosamente. Era di gran lunga il più debole tra gli dei ma si rifiutava di arrendersi. Si alzò in piedi e cercò di colpire Darbula, ma quest’ultimo afferrò la Kaioshin dell’Ovest per il braccio e la lanciò nella sua direzione. I due collisero e caddero di nuovo. Il demone poi, colpì la Kaioshin dell’Ovest con la pianta dei piedi. Nel frattempo il Kaioshin del Nord arrivò con un calcio ma Darbula lo schivò e riuscì ad afferrarlo in una presa al collo cominciando a strangolarlo. Il re dei demoni fece un largo sorriso rivelando i suoi incisivi taglienti.

“Che succede, idioti? Senza quello del Sud non siete nient’altro che miserabili vermi! Dipendere da qualcun altro e ritrovarsi senza alcuna difesa quando questo è scomparso è veramente deprechevole!”

“I… ignobile creatura…” Disse il Kaioshin dell’Ovest cocciutamente.

“E tu? Non viene ad aiutare i tuoi deboli amici?” Darbula si girò verso il Grande Kaioshin. “Fermerò i loro cuori davanti ai tuoi occhi. Vedremo poi se avrai ancora il coraggio di sorridere!”

“Oh, non sono agitato.” Rispose con calma il Grande Kaioshin continuando a sorridere. “Dopotutto, non siamo i soli coinvolti in questa battaglia generale…”

Darbula ebbe a malapena il tempo di capire il significato della frase quando i suoi sensi percepirono un pericolo mortale alle spalle. Istintivamente, inclinò la testa e schivo un sottile raggio di luce che bucò il suo mantello e colpì il muro davanti a lui. Lasciando andare la presa sul dio, si girò per vedere Phipsil dell’universo 19 che volava verso di lui con il braccio teso.

“Resista, Grande Dio!”

Stendendo la mano in avanti, caricò Darbula a tutta velocità. Sparò un altro colpo che Darbula schivò indietreggiando. Phipsil atterrò vicino alla Kaioshin dell’Ovest.

“Grazie… Dove sono gli altri? Com’è la situazione?”

“Tre dei miei amici sono morti.” Rispose Phipsil, ancora scossa. “Nedwook è andato ad aiutare il ragazzo dell’universo 18. Gli spettatori stanno combattendo in una grossa rissa ma è una battaglia persa, senza contare che le truppe dei demoni del freddo sono pronti ad entrare in azione.”

Darbula ascoltando le novità nello stesso modo, si girò per vedere cosa succedesse nelle vicinanze. Il Kakaroth mentalmente disturbato non stava avendo alcuna difficoltà contro un sayan dell’universo 18 ma Nedwook stava per attaccarlo alle spalle. Poco più in giù, altri due membri dell’universo 18 andavano dritti verso l’entrata dell’universo 11, il covo del proprio padrone! Vide anche Cell combattere contro il sayan dell’universo 16, quello uguale a quell’altro che stava cercando il padrone Babidi. Di fretta, cercò di concentrarsi e contattare il padrone ma fu attaccato dai Kaioshin e perse la concentrazione.

“Maledetti moscerini!” Urlò furiosamente.

Qualche istante prima…

Gohan aveva appena sconfitto i Cell Junior e si dirigeva verso gli appartamenti di Babidi insieme a Piccolo mentre aveva lasciato a Goten il compito di proteggere sua moglie e Bra. Quest’ultima sapeva come difendersi ed essendo la figlia di Vegeta era forte, ma era ben lontana dall’essere una combattente. Contro così tanti nemici di quella potenza potevano facilmente essere esposte e senza difesa. Goten, ad ogni modo era un super sayan. Nonostante era stato negligente negli allenamenti era comunque un guerriero dalla temibile potenza.

“Uh, Goten,” cominciò Bra, “senza offesa ma… molti dei nostri nemici sono più forti di te, giusto?”

“Hey!” Reagì il giovane. “Vi ho salvate dai Cell Junior o no? Erano più forti. Un grazie non farebbe male.”

“Beh, è stato Gohan a sconfiggerli…” Rispose Bra.

“Ma sono io che gli ho dato la possibilità di iniziare a combattere! Senza di me sareste ancora circondati…”

Una sadica risata dalle loro spalle li interruppe. Nappa e Kakaroth dell’universo 13 stavano volando a tutta velocità in loro direzione. I due esperti guerrieri non erano stupidi e contro Son Gohan non avrebbero avuto alcuna possibilità. Però, Babidi notando che il fratello maggiore se n’era andato lasciando i parenti, approfittò della possibilità per mandare un paio di sayan per acquisire un paio di ostaggi terrestri.

Goten sapeva che non aveva mai visto Nappa trasformato in super sayan e non aveva dubbi di poter sconfiggere il pelato bruto. Ma Kakaroth era tutt’altra questione. Essendo stato testimone della battaglia, sapeva il che la potenza del pazzo sayan gli era di gran lunga superiore. Tese le braccia verso Videl.

“Cambio di piani! Andate! Videl, porta dentro Bra, veloce!”

“E te?” Fece la sorella acquisita preoccupata.

“Non preoccuparti, ci peso io a loro!”

Kakaroth lo sbeffeggiò insieme a Nappa quando sentì le aspettative di Goten e nello stesso momento sparò un Kikoha verso il ragazzo. Goten porse le braccia in avanti per bloccarlo mentre le sue gambe affondarono nel terreno mentre veniva spinto all’indietro. Riuscì alla fine a deviarlo ma Kakaroth in un attimo era sopra di lui con il suo sorriso malvagio. Nel frattempo, Nappa stava inseguendo Bra e Videl.

“Aspettate!” Esclamò Goten verso le due donne.

Kakaroth scagliò un pugno verso la guancia dell’altro sayan che schivò a malapena in tempo, prendendo qualche metro di distanza.”

“Sei mio, idiota!” Rise Kakaroth leccandosi le labbra. “Ti distruggerò!”

“Provaci!” Replicò Goten con un sorriso, nonostante fosse a disagio. “Non sei nulla in confronto al mio vero padre!”

“Non pensare nemmeno di chiamarmi così!” Urlò Kakaroth andando verso il ragazzo pronto a scagliare un violento pugno. Il colpo si fermò sulla guardia di Goten che si scompose facendo tremare il corpo del ragazzo. La potenza era troppa! Nonostante fossero entrambi super sayan, Kakaroth gli era superiore. Goten poteva solo guardare mentre Nappa bloccava l’uscita di Videl e Bra. Non poteva aiutarle, non ancora. Doveva sconfiggere quella malvagia copia del padre in qualche modo, ma con i propri cari in pericolo, Goten non riusciva a concentrarsi nella battaglia.

Nappa aveva un sorriso sadico mentre fissava dall’alto Bra e Videl che tremavano.

“Quindi se la figlia di Vegeta, eh? Polverizzerò il tuo teschio reale e lo darò a tuo padre, che ne pensi? Ah ah ah!”

Il bruto protese in avanti le braccia e afferrò la ragazza che però fu spinta indietro da Videl.

“Bra, vattene! Ora!”

Vedendo Videl cercare di proteggerla e Goten in pericolo poco più lontano, tutto il terrore e la pressione furono spezzati. Tutti gli altri si congelarono, girandosi verso di lei sorpresi. Un’incredibile energia alimentata dall’adrenalina e la rabbia esplose dentro di lei. Bra urlò e colpì Nappa con una forte ginocchiata poi urlò di nuovo e si ritirò.

Il calvo sayan cadde all’indietro perdendo sangue e incastrandosi nel muro alle sue spalle.

“Ha ahahah!” Rise Kakaroth. “Che stupido!”

Goten ne approfittò per scagliare un pugno in faccia al nemico mandandolo a terra. Il pazzo sayan si massaggiò la guancia e guardò minacciosamente l’avversario.

“Piccolo bastardo!” Ringhiò. “Ti strapperò pezzo per pezzo, ragazzo!”

Rimettendosi velocemente sulla difensiva, Goten mantenne il sorriso sperando di tenere l’attenzione su di lui. Bra aveva un potenziale incredibile grazie alla sua natura sayan e alla genetica di Vegeta nonostante avesse speso la maggior parte del tempo ignorando quella roba.

Son Goten lo sapeva bene e il suo obiettivo era quello di distrarre il più pericoloso dei due sayan per dare alle due donne la possibilità di scappare. Nappa era temporaneamente al tappeto, ma non sarebbe rimasto così a lungo. Gli schiavi di Babidi aveva una innaturale resistenza alla magia. Bra e Videl diedero a Goten un’ultima occhiata e lui le esortò da andare e velocemente si diressero verso il corridoio mentre le gambe di Nappa cominciavano a muoversi.

“Bella mossa ragazza!” Si congratulò Videl con la ragazza. “Ti sei allenata?”

“Nah.” Replicò Bra sorpresa. “Perché lo chiedi?”

“Oh, niente.” Sospirò Videl. “Voi sayan… è così ingiusto…”

Poco dopo essere scomparse nell’ombra del corridoio, Nappa si alzò dalle macerie. Non erano lontane e sapeva che ci sarebbe stato ancora molto da divertirsi nel terrorizzarle. La figlia di Vegeta aveva più fegato di quel che credeva, ma non era una reale minaccia. Non ancora. Kakaroth invece era impegnato nell’assalto contro Goten il quale a malapena riusciva a contenerlo. Cercava di impegnarsi al massimo nella difesa e il clone malvagio del padre era contento di martellare il ragazzo senza sosta. La differenza di forza tra i due era innegabile e tutto ciò che Goten poteva sperare era di prendere tempo.

Kakaroth cominciò a mettere più energia in ogni colpo, penetrando la difesa e continuando con una ginocchiata direttamente sul naso di Goten e un gancio diretto contro la mascella. Il mezzo sayan collassò e i suoi occhi si gonfiarono di sangue e la sua bocca si riempì del sapore di polvere e ferro. Incredibilmente però, la sua forza di volontà non cedette. Il figlio più giovane di Goku guardò l’avversario con uno sguardo non di sconfitta, ma di resistenza. Il sayan omicida rise.

“Sei sicuro di essere uno della famiglia? Haha! Mi aspettavo una battaglia…. Tuo padre e tuo fratello sono impressionanti, ma tu sembri un brutto scherzo!”

“Non mi sono mai allenato come loro, combattere non è ciò che amo.” Replicò Goten alzandosi. “Capisco i miei errori, ma ora ti combatterò fino alla fine! Sono il figlio di Goku e tu non sei altro che una sua grossa e pazza copia!”

“Hai una bocca larga, ragazzo. Te la chiuderò! E’ il momento di morire!”

Un Kienzan si formò nella mano di Kakaroth mentre Goten si preparava a dare tutto in un assalto finale. Fu in quel momento che un sottile laser bucò il petto di Kakaroth bucandolo da parte a parte. Il sayan cadde in ginocchio e con gli occhi vitrei mentre un helioriano atterrava vicino a Goten.

“Vattene!” Esclamò Nedwook. “Sono troppo forti per te, non sei a questo livello.”

“Da noi non ci si chiede se si è al livello adeguato, si combatte e basta! Tra l’altro, non lo hai ucciso!” Concluse sentendo che la forza del sayan non era calata.

“Eh?”

Sentendo dei movimenti dietro di lui, Nedwook girò la testa in tempo per vedere il pugno di Kakaroth a due centimetri dalla sua faccia. Il sayan stava contrattaccando furiosamente e Nedwook schivò a malapena il primo colpo. Gli occhi di Kakaroth rimasero vitrei ma il suo sorriso malefico rimase con dei rivoli di sangue dai lati.

“Impossibile!” Urlò il guerriero con l’armatura, parando i colpi. “Ho mirato al cuore, dovrebbe essere morto!”

“E’ la magia di Babidi, i suoi scagnozzi sopravvivono a colpi mortali!” Spiegò Goten sputando sangue.

Reagendo alle parole del giovane, Nedwook guardò nuovamente allo spazio del suo universo. Naurb era ancora lì, ucciso dallo stesso attacco. Kakaroth seguendo il suo sguardo cominciò a ridere.

“Non potete uccidermi, vermi! Non potete vincere, lo vedrete presto!”

Goten ne approfittò per riprendere fiato e riguadagnare energia mentre gli altri due combattevano. Alla più piccola apertura, doveva essere pronto ad eliminare Kakaroth. Il suo corpo era già al limite, ma doveva essere pronto a eliminare quello psicopatico, anche mettendo a rischio la propria vita.

Gohan esitò percependo il pericolo in cui si trovava suo fratello minore. Doveva fare una scelta e la sua riluttanza lo stava rallentando. Piccolo percepì il suo tumulto interiore.

“Fidati di lui, Gohan! Dobbiamo fermare Babidi prima che la situazione peggiori. Tuo fratello può cavarsela, non cominciare a dubitare di lui ora!”

Son Gohan fece un cenno con il capo, continuando ad avanzare con il suo mentore. Nel profondo, sapeva che tutto quello che Goten poteva fare era resistere. Mentre volavano, passarono sopra allo spazio dell’universo 16 dove Cell teneva la sua controparte in ostaggio.

Gohan dell’universo 16 era estremamente teso, poco propenso a compiere una mossa. Notò Videl dell’universo 18 scappare da Nappa, il che in qualche modo era un sollievo, ma la sua Videl era ancora in pericolo. Non poteva rischiare di perderla, nonostante quel che sosteneva lei.

“Gohan, combatti! Potrai riportarmi indietro quando avrai vinto, come con Pan!”

“No!” Esclamò il marito chiudendo gli occhi mentre il suo corpo tremava. “Non posso!”

Non avrebbe mai potuto sacrificare sua moglie e vedere Cell ucciderla lo avrebbe impaurito per tutta la vita e si rifiutava di accettare un tale destino. Anche con le sfere del drago a riparare il danno, non lo avrebbe mai permesso.

“Saggia decisione.” Commentò Cell guardando Videl con piacere.

“Gohan…” Borbottò Piccolo paralizzato nello stesso modo.

Son Gohan si girò percependo la propria energia in cielo. Piccolo e il suo doppio erano lì. Cell li vide nello stesso modo e sorrise.

“Beh, quello non è l’altro Gohan? Peccato che non abbia il coraggio di fare ciò che è necessario. Non oserebbe attaccarmi se ciò significherebbe mettere a rischio la vita della sua stessa moglie, quindi, non ci sperare! Ha ahah!”

‘Mhhh… siamo esattamente uguali. Rifletté Gohan dentro di sé. ‘Aspetta, forse…’

‘Se i nostri ruoli fossero scambiati, non farei nulla che potrebbe compromettere la vita di Videl.’ Pensò l’altro Gohan in cielo.

‘Pensiamo nello stesso modo, ci capiamo!’

‘Se sta pensando quel che penso io, allora…’

‘Possiamo contare l’uno sull’altro per reagire istantaneamente…’

“Istantaneamente!” Urlò l’altro Gohan dall’alto sparando un raggio energetico verso Cell.

Gohan dell’universo 16 sorrise orgogliosamente mentre si liberò dalla presa di Cell per proteggere sua moglie. I due erano veramente sincronizzati! Senza sprecare un istante, afferrò Videl dal braccio e poi formò uno scudo con il suo stesso corpo. Ci volle meno di una frazione di secondo, persino Cell si rese conto a malapena della situazione.

“Cosa?!” Esclamò il bio androide stupefatto.

L’attacco avanzò verso di lui a piena potenza. Piccolo, ancora molto vicino, fu colpito nello stesso modo mentre Gohan fece da scudo per sua moglie. Sentì un’intensa ondata di calore sulla schiena che bruciò il retro della sua camicia. Cell cadde, avendo preso la maggior parte dell’attacco. Non era danneggiato o ferito, ma il suo corpo era ricoperto di polvere e fuliggine.

“Bastardo! La pagherai, ragazzo!” Ruggì Cell.

Piccolo dell’universo 16 aveva perso un intero braccio, ma non mostrava alcun segno di dolore. Come l’altro Piccolo aveva capito al volo le manovre del suo vecchio allievo.

“Ben fatto, Gohan!” Disse il namecciano che volava in cielo, congratulandosi con il suo pupillo.

“Ho capito che l’altro me stava pensando la mia stessa cosa.” Spiegò il mezzo sayan guardando in basso. “Ha reagito perfettamente al momento giusto.”

“E hai contato sulla mia rigenerazione e familiarità con i tuoi attacchi per annullare i danni.” Aggiunse Piccolo, gratificandolo con un sorriso orgoglioso. “Cell non avrebbe potuto immaginare che sareste stati così sincronizzati. Alquanto audace, ragazzo!”

“Ho immaginato te la saresti cavata anche con un danno del genere.” Replicò Gohan, con un altro sorriso.

“Ora, sbrighiamoci. L’altro Gohan può occuparsi di Cell da qui in poi!”

Continuarono così verso Babidi, lasciando quelli dell’universo 16 a sbrigarsela da soli.

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