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DBM Universo 19

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di Grinch

Questi guerrieri che utilizzano potenti armature hanno combattuto accanto a Goku e ai suoi amici, ma da dove vengono in realtà? Qual è la loro storia?
Scopri come tecnologia e coraggio possano diventare gli ingredienti del cocktail della vittoria nell'insolito Universo Helioriano, il cui destino ha più volte rischiato di finire in tragedia.

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[Chapter Cover]

Mentre si accingeva a riprendere il percorso alla sinistra del giovane Fuller, Wigner si accorse della situazione al centro del campo di battaglia, da Braag a Lidar. I suoi occhi cercarono la fonte di tale fenomeno, riconoscendola nella possente silhouette di Dirac. Era avvinghiato ad un gigantesco, se non mostruoso, Kollok. Si poteva vedere che nonostante tra gli Helioriani la statura di Dirac lo facesse spiccare in mezzo agli altri, raggiungeva appena quella dei guerrieri alieni. Wigner provava una strana sensazione nel vederlo oscurato da una figura più grande.

Valutò la situazione di Fuller. Il novellino si stava difendendo bene e aveva la situazione sotto controllo in una vasta area… Ma a sinistra, sul fronte dei Kollok, stavano avanzando dei rinforzi di veicoli armati. Rischiava di arrivare sul fianco scoperto dell’esercito Helioriano, protetto a malapena dai Dardaniti rimasti.

Il leader degli Ultra evitò per un soffio un raggio infuocato proveniente da un carro armato nemico. Mentre Feyn volava incontro al veicolo per occuparsene, Wigner si rimproverò. Era proprio lui a ripetere sempre di restare concentrati.

In una pioggia di scintille, scattò improvvisamente verso l’alto. In questo modo poteva osservare il progresso degli Ultra nell’ala destra dell’offensiva senza rischiare un attacco nemico come prima.

Anche Led e Lidar erano rimasti coinvolti in mezzo allo scontro nell’arena improvvisata. Oltre quel mucchio di soldati, Bose, Nim e Waals sembravano combattere con efficienza nei settori assegnati.

Gli ordini erano di evitare la comunicazione durante i combattimenti, salvo questioni di vita o di morte, ma in circostanze come queste non era il caso di contattare i guerrieri immobilizzati nella mischia. Dirac si era visibilmente avvicinato a Led, per cui Wigner decise di chiedere informazioni a lui, non troppo specifiche per fare prima. L’estremità del fianco sinistro non avrebbe sofferto la sua assenza per molto.

Il veterano si rese conto di quel che stava succedendo.

"La ferita di Led. Ecco cos’ha spinto Dirac ad esporsi e accettare un duello a mani nude nel mezzo della folla.” Analizzò.

Dopo un ultimo consiglio e una parola d’incoraggiamento ai quattro Helioriani bloccati in mezzo alla massa di soldati per la battaglia incombente (anche più di una per Dirac), Wigner fece partire a tavoletta i propulsori fotonici e si scagliò verso l’ondata Kollok al fianco sinistro.

Sentire la voce del suo leader risollevò leggermente Dirac.

Quel faccia a faccia di spinte contro il Kollok era come una tortura. Le braccia, le spalle, la schiena; dalle gambe in su, tutti i muscoli del combattente Helioriano stavano chiedendo pietà… E lui stesso non era più così sicuro di vincere. E avere dubbi, in un conflitto come questo, significava sconfitta!

Ma avrebbe nevicato all’inferno il giorno in cui la soddisfazione della vittoria sarebbe appartenuta a questo mostro dalle guance rosse!

Questo e il vederlo capitolare avrebbero sicuramente motivato ancora di più i soldati nemici, già febbrili dal vedere il loro campione in vantaggio. A terra, indebolito dal mostro avvantaggiato, poteva recuperare la sua attrezzatura, ma la frazione di secondo necessaria per fare ciò si sarebbe rivelata fatale per il grande guerriero Ultra.

Doveva pensare in fretta. Dirac stava cercando un modo per volgere la situazione a suo favore in modo onorevole. Finire il duello con un colpo a tradimento avrebbe certamente dato fuoco alle polveri scatenando i soldati nemici. Doveva far credere a quei babbei dei Kollok che la sua superiorità era naturale per poter far tornare il combattimento alla normalità senza venire assalito da tutti loro insieme.

Per cominciare, decise di piegarsi, fingendo di cedere. Il suo avversario si sorprese nel vederlo inginocchiarsi per terra. La massa di Kollok ruggì in grida di approvazione per quel che sembrava un’ammissione di sconfitta dal guerriero Helioriano.

Braag e Led si irrigidirono; Lidar contrasse la faccia, troppo lontano per aiutare il suo commilitone. Sapevano tutti che in caso di sconfitta Dirac sarebbe stato in grave pericolo.

Un brusio si fece strada per l’esercito bruno dietro gli Ultra.

L’esercito Helioriano non si era fermato… E la battaglia delle truppe blu si stava insidiando tra gli spettatori Kollok vicini.

Dirac doveva concludere in fretta.

Nonostante la sofferenza, nonostante le vene che andavano a fuoco, sforzando al massimo ogni fibra dei suoi muscoli, fece apparire un sorriso sulla sua faccia contratta dal dolore.

La perplessità si fece strada sul volto del predatore, rincuorando leggermente Dirac mentre perdeva nuovamente terreno e piegava le braccia tremolanti. Il contrasto tra i segni della sconfitta e il sorriso sicuro dell’Helioriano avevano creato una gran confusione nella semplice mente del mostro. Una piacevole aggiunta allo stratagemma che Dirac stava per mettere in pratica.

Il colossale Ultra spinse le mani legate a quelle dell’avversario verso sinistra, per poi farle tornare al centro. Si fermò. Prese un profondo respiro, mettendo in moto l’energia, la forza e lo spirito combattivo rimasti.

All’improvviso fece un passo indietro, portando con sé tutto il corpo. Sfruttando la sorpresa e lo sbilanciamento del Kollok, si lanciò in avanti, liberando la mano sinistra. Con un grido liberatorio, lasciò esplodere tutta la brutalità accumulata, attorcigliando il braccio sinistro del nemico e afferrandone la cintura con la mano libera. Questa manovra lo posizionò sotto il baricentro del Kollok. Con un solo movimento e una spinta formidabile, distese le braccia portandole sopra di lui, nel tentativo di sollevare il mastodontico avversario, impossibilitato a contrattaccare. Per un momento, Dirac fu certo che le sue braccia, troppo stanche dalla lunga lotta, non sarebbero state in grado di sostenere un così grande peso sopra la sua testa. Con un’ultima scintilla di orgoglio, come una frusta in azione e con un enorme desiderio di sopravvivere, riuscì nell’impresa di mantenere verso il cielo il corpo irrigidito del furioso Kollok. Non gli importava delle braccia stremate, di tutte le vene che sporgevano e pulsavano sulla sua pelle, del rosso vivo che tingeva il suo volto o dei luminosi fiumi di sudore che scorrevano per tutto il suo corpo… L’impresa era compiuta. Il suo valore fu accolto da potenti acclamazioni di un pubblico diviso tra ammirazione per il campione e delusione per la perdita del loro favorito.

Il Giro d’Onore che Dirac si concesse nonostante l’immensa fatica non era dedicato solamente al momento di gloria. Nel mentre, riuscì a localizzare i suoi compatrioti e a definire la sua situazione. Sapeva dell’interesse dei Kollok nelle lotte, ma fu comunque sorpreso dalle dimensioni del ring improvvisato. Certamente, sapeva che Led era coinvolto, visto che fargli guadagnare tempo era stata la principale ragione che aveva spinto Dirac a rinunciare alla sua attrezzatura… Ma vedere anche Braag e Lidar bloccati nel mucchio era problematico. Non erano più due, ma quattro gli Ultra che avrebbero dovuto uscire fuori da quel casino! Come ciliegina sulla torta, su quella parte del fronte, i carri armati Kollok erano liberi di spostarsi in sicurezza. Non era il caso di prendersela comoda!

Mentre il gigantesco Helioriano recuperava il suo equipaggiamento, un’ombra coprì improvvisamente gran parte del campo di battaglia.

Non c’era tempo per capire cosa fosse!

Con uno strattone, Dirac scaraventò il sacco di carne che incombeva sui suoi capelli castani. Per un istante, pensò di infilzare il bestio prima che atterrasse. Scelse infine di non farlo, decidendo che il guerriero si era meritato una tregua. Era molto raro che un avversario che non fosse un Ultra gli desse tanta difficoltà.

Mentre Dirac rivolgeva un’ultima volta lo sguardo al gigante che si stava alzando, il segnale di allarme si Wigner risuonò negli impianti saldati alle sue tempie.

Guidati dagli ordini del leader, gli Ultra reagirono in fretta.

Braag, Dirac e Bose si librarono verso l’altro all’istante in una tripla scia luminosa. Volarono verso un improvviso assalto di droni sparati da un’astronave non identificata circa centro metri sopra il livello del campo di battaglia.

Nel mezzo della tempesta di laser mortali, Led e Lidar si scontravano nella mischia. Ricevevano supporto aereo da Nim, Feyn e Fuller, inviati ad aiutarli a tagliare il nodo gordiano causato dal duello di Dirac.

Anche i tre Ultra incaricati di dirigersi verso i droni erano molto impegnati!

Avevano tutti fatto il medesimo errore, pensando di dover difendere le truppe da quei piccoli e veloci dispositivi, quando in realtà essi puntavano proprio a loro, e i loro laser non scherzavano.

I tre Helioriani in aria capirono in fretta che incrociare e re-incrociare le loro traiettorie era un buon metodo per sbarazzarsi delle sfere metalliche che li inseguivano.

Un’esplosione luminosa gli fece alzare lo sguardo.

In alto, sotto lo strato giallognolo del cielo Dardanita, uno degli incrociatori Helioriani aveva appena materializzato un cannone.

Era di convenzione che le navi da battaglia non attaccassero mai le truppe a terra – i soldati si sventravano a vicenda, ma in maniera civilizzata. In passato, le guerre stellari avevano causato immensi danni e le nazioni avevano realizzato che impiegare artiglieria pesante come questa fuori dalle battaglie aeree non avrebbe portato ad altro che al genocidio di entrambi gli eserciti. Nessuno voleva vincere una guerra su un pianeta morto. A causa di ciò, venne raggiunto un accordo informale. Ovviamente, Helior aveva delle armi rivoluzionarie, la più avanzata tecnologia bellicosa della galassia, in grado di eliminare interi pianeti dal cosmo. Ciononostante, il Consiglio dei Saggi insistette nel mantenere i suoi principi. Helior sarebbe sempre rimasto fedele al suo principio primo: attivarsi solo per la difesa… Per interesse suo o per quello dei suoi alleati, per senso morale. Questo diede loro un ruolo chiave nell’imporsi come i giudici della pace. Helior non abusò del suo potere, ma chiunque fosse stato tentato di farlo avrebbe rischiato l’annientamento totale. Si aggiungeva quindi risentimento alla cupidigia che potevano suscitare le loro numerose ricchezze scientifiche.

Tuttavia, se in competizione con una nave abbastanza grande, un attacco dall’incrociatore era perfettamente regolare. Per questo motivo Galasir aveva ritirato in fretta la sua flotta dall’area Dardanita prima dell’arrivo dei rinforzi Helioriani.

L’unirsi dell’enorme corazzata comandata dal Generale Maserf alla battaglia non fu un evento che passò inosservato. Così come aveva fatto Wigner, alcuni soldati avevano sollevato gli sguardi per seguire la traiettoria del potente attacco, anche se a malapena visibile da terra. Un bellicoso clamore si sollevò tra i laghi blu e arancioni, festeggiando in anticipo la caduta della grande nave nemica tra i mari bruni.

Una frazione di secondo prima di colpire il bersaglio, il potente raggio si dissolse in un assordante scoppio.

“Un campo di forza! Questi maledetti hanno un campo di forza abbastanza forte da fermare un’Onda Ultra di classe V!” Gridò il leader degli Ultra appena lo vide.

Droni da combattimento, una corvetta di ultima generazione… Chi mai avrebbe potuto fornire un tale equipaggiamento a Galasir?

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