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DBM Universo 19

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di Grinch

Questi guerrieri che utilizzano potenti armature hanno combattuto accanto a Goku e ai suoi amici, ma da dove vengono in realtà? Qual è la loro storia?
Scopri come tecnologia e coraggio possano diventare gli ingredienti del cocktail della vittoria nell'insolito Universo Helioriano, il cui destino ha più volte rischiato di finire in tragedia.

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[Chapter Cover]

Wigner aveva reso inoffensivo l’ultimo barbaro e il colpo sparato dalla Tethor aveva annientato la palla luminosa. L’invasione era stata contrastata ed Helior era salvo, ma Waals non si sentiva vittorioso. Aveva provato un gran piacere a occuparsi degli assassini dei suoi amici, ma ora che era tutto finito un gran senso di turbamento si era fatto strada dallo stomaco alla gola. Era vicino a una svenuta Nim. Osservò il paesaggio Helioriano. Un’enorme superficie macchiata da pozze di sangue di diverse misure… Litri e litri dispersi ovunque, fuoriusciti dalle ferite dell’enorme bestia. Waals pensò all’ultima occhiata che gli aveva lanciato, uno sguardo che non avrebbe potuto essere più umano, lo stesso che aveva lui. Alla fine non erano forse simili? Un corpo diviso in quattro parti giaceva sull’erba scarlatta. Alla sua morte, l’invasore aveva riottenuto le sue sembianze umane, ma nonostante il rimpicciolimento Waals riconosceva perfettamente gli angoli dei tagli che egli stesso aveva lanciato. Due fendenti erano stati sufficienti, inclinati per formare una perfetta X, la croce infame, quella dei condannati a morte. La croce che si usava per togliere qualcosa da una lista, quella che si tracciava per eliminare un file dallo schermo. Poco oltre, coperto di rosso, un altro corpo giaceva sull’erba sporca, come un rimprovero divino. Dare la morte nella furia dell’azione era facile, non era niente… Era il dopo ad essere difficile. Tutti i campi di battaglia sembravano terre di squallida indecenza una volta che l’entusiasmo della battaglia si dissipava, ancor di più quando osservarli ti faceva cadere addosso il peso dei tuoi errori che avevano portato i tuoi amici alla morte. No, Waals non era dell’umore per festeggiare.

Wigner strinse i denti e la presa. Peccato, Radom non avrebbe avuto il suo prigioniero. L’idea gli era sembrata stupida quando aveva ricevuto gli ordini, ma L’Ultra in quel momento riconobbe che imparare di più su queste creature era di un certo interesse, forse anche fondamentale… Infine esitò.

Il braccio era piegato al limite del sopportabile e il collo era teso sotto la pressione. Oltre a tutto ciò Vegeta sentiva anche il pugno del capitano pesare sulla sua tempia. Chiuse gli occhi, afflitto, attendendo lo sparo… Ma non arrivò nulla. L’Helioriano non aveva trasformato la minaccia in esecuzione. Non ne aveva mai avuto l’intenzione o stava solo esitando? Non importa, se era una tregua l’avrebbe accettata! Ma questo idiota doveva lasciarlo se voleva ottenere il suo aiuto!

“Lasciami! Verremo uccisi, morirete tutti! Siamo gli unici che possono… Cazzo!”

L’allarme esplose negli impianti di Wigner. Nella fretta della situazione, Radom e il Comandante Generale Thib diedero ordini contraddittori mentre i propulsori della Tethor illuminarono il cielo. Non c’era tempo per procrastinare, doveva prendere una decisione.

“Che succede qui?” Chiese a Vegeta, dopo averlo liberato.

L’Ultra continuò a tenere il pugno pronto a sparare verso lo straniero di fronte a lui. Mandò anche un messaggio a Waals per richiamarlo, mentre il barbaro iniziò a parlare:

“Possibile che non sappiate usare la vostra tecnologia? Non siete stati neppure abbastanza intelligenti da aumentare la sorveglianza spaziale dopo il nostro arrivo! Un guerriero sta venendo qui e non siete riusciti a notarlo così come non l’avete fatto con noi! È qui per uccidermi e per completare ciò che noi non abbiamo concluso: distruggervi tutti e annientare il pianeta. Io e i miei uomini abbiamo spazzato la strada, ma questo qui è troppo forte anche per me, dobbiamo allearci! È la nostra unica…”

Una serie di lampi dai colori accesi coprì l’atmosfera. Quando entrambi gli uomini alzarono lo sguardo, una gigantesca esplosione aveva colpito la sagoma della Tethor, in alto nell’atmosfera.

“Il tuo scudo! ORA!”

Wigner estese il braccio per riflesso, producendo una sfera totale che incluse anche il barbaro. Avvisò anche Waals per messaggio. Vegeta, dal canto suo, proiettò un’onda d’aura raddoppiando le dimensioni dello scudo Helioriano che, secondo il Saiyan, si era dimostrato molto efficiente. Wigner non si lamentò. La debolezza dello scudo contro certi tipi di radiazioni era conosciuta, ma se l’energia dello straniero non causava danni all’arma forse sarebbe stata utile per trarne vantaggio. L’istante successivo, i guerrieri e la loro protezione sparirono sotto un inferno dal calore così tremendo che il diavolo in persona avrebbe pregato per sopravvivere.

Il vento incandescente cessò e una pioggia di scintille ricoprì la bolla protettiva. Sotto lo scudo, Vegeta sussultò, fermando la sua energia. Non era rimasto indenne al fuoco. Ma se lui sentiva dolore, non era nulla in confronto alla situazione dell’Helioriano. La pelle dell’Ultra, molto più fragile, era così gonfia di vesciche e bolle che un rospo l’avrebbe scambiato per un suo simile. Tuttavia, nonostante l’insopportabile dolore, egli era rimasto in posizione, mantenendo lo scudo all’estremità delle braccia. I loro occhi si incontrarono.

“Non posso mollare, non è ancora finita” disse Wigner.

Vegeta alzò lo sguardo per osservare la formidabile pioggia di detriti, sentendo nel frattempo l’altro chiamare un certo Waals. Comprese che si trattava dell’ultimo uomo del capitano, finito anch’esso nel cataclisma.

Sentire la voce di Waals nel ricevitore rinvigorì Wigner come una fresca brezza. Era vivo!

“Eccomi, capo del mio cuore… Mi ha fatto un po’ di solletico, ma sono ancora in circolazione” aveva risposto a bassa voce.

“Mantieni la tua posizione, stiamo arrivando” asserì il capo Ultra.

Detto da Waals, Wigner sapeva che “un po’ di solletico” significava che c’era da preoccuparsi. Confermò i suoi timori controllando i segnali vitali e come se non bastasse le sue riserve energetiche stavano calando velocemente. Wigner era così preoccupato che si accorse a malapena della seconda esplosione che raggiunse la bolla protettiva. Molto meno intensa della prima, ebbe ben pochi effetti all’interno dello scudo.

“Parlavi di un’alleanza, eh?” Disse il capitano Helioriano riportando l’attenzione all’alieno.

“Credi che ti aiuterò a salvare l’assassino dei miei uomini?”

“O moriamo tutti separati o viviamo insieme, parole tue, non mie. Ho rischiato grosso fidandomi di te, ho disobbedito alla lealtà verso i miei superiori. Se la minaccia è seria come dici, non la vinceremo mai se ciascuno dubita dell’altro. Hai detto che si tratta di un guerriero soltanto, è così potente?”

“Molto più forte di quanto tu possa immaginare.”

L’Helioriano rimosse lo scudo e rilassò le braccia per riprendere fiato. Il bruciore del processo di rigenerazione si unì a quello causato dalle radiazioni, ed era doloroso. A quanto pare era scritto che dovesse morire, quel giorno! Abbassare la guardia così… Era alla mercé del barbaro. Se fosse stato un bluff gli sarebbe costato caro, ma era stato anche un modo per assicurarsi di cosa si doveva aspettare.

Silenzioso, Vegeta strinse i denti sollevando la mano destra, carica di energia. Sparò gridando per polverizzare un enorme blocco di cemento che stava precipitando verso di loro.

“Non staremo fermi qui a parlare del clima, spero!” Disse col suo solito ghigno.

Anche se l’Helioriano credeva di avere il coltello dalla parte del manico, era lui quello in controllo della situazione! Salvare il guerriero danneggiò l’orgoglio di Vegeta. Non aveva bisogno di loro, ma non era il caso di rischiare fuoco incrociato durante la battaglia. Stare al gioco per il tempo necessario a sbarazzarsi del problema pareva lo scenario migliore, poteva sempre insegnare a questi ingenui come rispettare un vero maestro più tardi.

La tecnologia Helioriana stava precipitando verso quel paesaggio così prezioso a tutti i suoi abitanti. I frammenti infuocati della Tethor stavano scavando crateri di varie dimensioni, da quelle di un chiodo a enormi fosse. La sfera protettiva generata dall’armatura di Waals si stava surriscaldando sotto quella valanga e rivedere il suo capitano lo sollevò non poco. Con sua sorpresa, non era l’unico ad annaspare creandosi un passaggio attraverso la letale tempesta. Waals si chiese se non stava avendo le allucinazioni. Non solo il barbaro lo stava seguendo, ma stava anche polverizzando detriti mentre lo scudo di Wigner era espanso per contenere entrambi! Era un’alleanza?!

Pochi istanti dopo, Wigner stava aiutando Waals a inserirsi sotto lo scudo generato dalla sua armatura, di dimensioni molto maggiori rispetto a quello del ferito. Anche sdraiandosi verso Nim per ridurre il raggio più che poteva, la poca quantità di energie che gli era rimasta non gli avrebbero permesso di resistere ancora a lungo.

“Ehy, mi hai sostituito come si fa con un giocattolo?” Si lamentò Waals, al suo fianco.

Vegeta offrì un largo sorriso all’Helioriano, che rispose con una smorfia alzando il dito medio.

“Quel taglio deve fare male, eh?” Osservò l’Ultra in tono canzonatorio mimando con la mano la ferita sul braccio dell’invasore.

“Waals, non cominciare nemmeno.” Avvertì Wigner, calmo.

Voleva dire che non era stato lui a cominciare, ma Wigner non era il tipo da stare al gioco in questo modo. Decise quindi di stare zitto.

Wigner esaminò l’equipaggiamento dorsale parzialmente liquefatto del suo Ultra. Passò poi alla pelle estremamente danneggiata… Era ancora messa male, mentre i gonfiori del capitano si erano ristabiliti. Evidentemente la misteriosa energia dello straniero aveva effettivamente aumentato la protezione. Mise un ginocchio sul terreno per chinarsi ad osservare Nim, la cui pelle era quasi intatta. Waals l’aveva protetta dalle radiazioni offrendo il suo corpo come barriera. Ora il respiro della ragazza era percettibile. La sua armatura si era ricostruita e il processo di guarigione aveva fermato le emorragie. Certo, le nanoparticelle nel loro corpo erano estremamente efficaci sul sistema circolatorio e sui muscoli, tuttavia il contributo che potevano dare agli organi interni era molto più limitato. Wigner si lasciò sfuggire un amaro sospiro. Senza supporto medico non ce l’avrebbe fatta. Il rumore del bombardamento era diventato assordante e comunicare tramite messaggi scritti avrebbe fatto insospettire il barbaro. All’improvviso, mentre lo scudo era ancora attivo attorno a loro, lo straniero smise di fare fuoco. Senza dubbio aveva intenzione di risparmiare le energie per la battaglia incombente. Wigner si trattenne dal fare come i suoi compagni di sventura e guardarsi intorno per osservare il macabro spettacolo di rottami grandi come palazzi precipitati attorno a loro.

L’acciaio, il titanio e il carbonio lasciarono finalmente il posto ad una tempesta di cenere.

“E ora?” Chiese Wigner all’interno della sfera parzialmente bruciata.

“Ho ridotto la mia energia ai vostri ridicoli livelli. Ora dovreste avere tempo per recuperare le forze, se ho capito bene quel piccoletto ha esaurito le batterie e non possiamo contare su di lui.” Ringhiò Vegeta in un tono più minaccioso di quel che intendeva usare.

Waals si alzò immediatamente.

“Non mi servono batterie per aprire il culo a un imbecille!” Minacciò.

“Waals.”

Wigner aspettò che il suo subordinato levasse lo sguardo dal barbaro prima di continuare, alzando il braccio per delineare i dintorni.

“Il responsabile di tutto questo non fa parte del suo team. Secondo quel che afferma, è un altro invasore, più forte dei precedenti.”

Waals era rosso di rabbia, ma riuscì a contenersi, stringendo i pugni. Il comandante o Wigner avevano deciso di ascoltare questo mostro e lui non poteva farci niente, ma ciò non gli avrebbe impedito di tenerlo d’occhio.

Il capitano lo conosceva bene, per cui gli diede un po’ di tempo per digerire l’informazione prima di continuare.

“Non possiamo correre rischi, dobbiamo valutare questa nuova minaccia. Abbiamo appena perso una nave ammiraglia di prima classe sul nostro stesso territorio, non possiamo permetterci il minimo errore!”

Non aggiunse altro. Waals non era un idiota, aveva già capito.

Il selvaggio invece sembrava agitato.

“Dobbiamo uscire di qui e dividerci, lui sta arrivando e per vostra informazione è veloce quanto me!”

“"Lui"? È uno solo?” Disse Waals sorpreso.

“È più che sufficiente, fidati. Specialmente per dei deboli come voi. Dovreste ringraziarmi per essere qui e stare dalla vostra parte!” Disse il Saiyan.

“Disse il cattivone che ora chiede aiuto in ginocchio…” Ribatté Waals gonfiando il petto, provando dolore nell’atto.

“Non ora!” concluse il leader Ultra secco alzando il palmo della mano.

Guardarlo negli occhi bastò a Wigner per fargli capire, e Waals accettò in silenzio.

Il capitano Helioriano aumentò all’improvviso le dimensioni dello scudo con un gesto, per spingere via I detriti e proteggere Nim. Lui e Vegeta avevano appena preso il volo quando dall’alto partì una risata.

“Bel tentativo, caro il mio Vegeta. La tua forza combattiva è calata all’improvviso… Una cosa così è impossibile, a meno che tu non abbia trovato un modo per nascondere parte di essa. Sarebbe stato un buon metodo per nascondersi, se non fosse che sei rimasto esattamente nello stesso posto di prima! Se questo è orgoglio Saiyan direi proprio che è solo un mucchio di merda!”

Avvolto nella fievole luce di fine pomeriggio, un alto guerriero dalla pelle verdastra, racchiuso in un’armatura simile a quella degli invasori, stava volando in aria col mantello che sventolava al vento e le braccia incrociate. L’eleganza del suo viso adornato di oro e perle avrebbe attratto invidia da ogni donna, così come avrebbero fatto anche le ciglia sui suoi occhi a mandorla, in contrasto con la virilità dei suoi muscoli.

Waals fischiò. “Wow, che pezzo d’uomo!”

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