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DBM Universo 19

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di Grinch

Questi guerrieri che utilizzano potenti armature hanno combattuto accanto a Goku e ai suoi amici, ma da dove vengono in realtà? Qual è la loro storia?
Scopri come tecnologia e coraggio possano diventare gli ingredienti del cocktail della vittoria nell'insolito Universo Helioriano, il cui destino ha più volte rischiato di finire in tragedia.

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[Chapter Cover]

Una luce sinistra illuminò una porzione della celestiale superficie a lato dell’anello solare. Wigner e Fuller alzarono lo sguardo contemporaneamente per controllare il cielo, preoccupati. Anche Lidar, sebbene atterrato, tentò di controllare il suo schermo per vedere cosa stava succedendo lassù.

In fretta, trasmesse dal comandante della Tethor, la navetta che era intervenuta, le informazioni apparvero sugli schermi olografici dei tre Ultra.

Il silenzio durò per poco. Oltre le poche nuvole che decoravano il cielo blu, un brontolìo di fulmini ed esplosioni arrivò a disturbare la pace di Helior. Wigner pensò che era meglio rivedere la strategia.

Fuller comprese le istruzioni del leader comunicate assieme alle altre informazioni trasmesse sui sensori.

Senza una parola né preavviso, il giovane Ultra partì a razzo in un’esplosione scintillante. Travolto dal vento e sorpreso da una tale manovra, Radish ebbe appena il tempo di buttarsi di lato per evitare una scarica di laser sparati dal capitano Helioriano.

Guadagnando altitudine per continuare l’attacco, Wigner imprecò tra sé e sé. Questo invasore era veloce come gli altri due!

Ma Radish non era interessato a contrattaccare l’Ultra, gli ordini del principe erano molto chiari. Senza preoccuparsi di Wigner, lo abbandonò lì e partì in direzione del moccioso.

Kyui non poteva crederci.

Doveva usare la massima potenza per evitare gli attacchi del Saiyan traditore. Ma non era quella la parte peggiore. La parte peggiore era che la scimmia sembrava mancare buona parte dei suoi colpi… Di proposito!

Vegeta d’altro canto evitava i raggi di energia del cocco di Freezer senza il minimo sforzo. Stava provando un piacere immenso! Stava dominando con facilità la sfida con quell’imbecille… Il suo talento élite stava iniziando a palesarsi, e presto sarebbe stato in grado di ottenere il posto che gli spettava di diritto. Dei simboli apparvero sul suo scouter, mostrando una freccia intermittente verso il basso. La ricreazione era finita.

Accelerò così in fretta che Kyui lo perse di vista per un momento. Quando riuscì a individuarlo, fu grazie a un pugno ricevuto alla mascella. Vegeta voleva farla finita, ma non prima di offrire all’alieno un bel pestaggio, nello stile Saiyan. Più di tutto, desiderava smontare pezzo per pezzo l’orgoglio di quel burattino di Freezer.

Kyui provava a rispondere, ma non ci riusciva. Il colpo che più si era avvicinato al bersaglio si era limitato a sfiorare la curiosa capigliatura del suo avversario. Il pugno successivo, ricevuto allo stomaco, lo piegò in due, facendolo sentire come se avesse dovuto sputare le budella. A uscire dalla sua bocca invece fu sangue, e mentre gli occhi si iniettarono della stessa sostanza egli si ritrovò incapace di muoversi. Il tutto mentre il demone scimmiesco sfoggiava un grande sorriso, puntando la mano aperta contro di lui. Dopo un ultimo insulto, una luce accecante lo illuminò e…

Vegeta non rimase a osservare la cenere in cui era stato ridotto Kyui, dispersa dall’esplosione. Senza attendere oltre, si voltò in direzione della collina dove aveva lasciato i due Saiyan con gli Ultra.

Lidar era riuscito a riordinare i pensieri e fu sorpreso di notare, in piedi davanti a lui, la silhouette del gigantesco guerriero Saiyan intatta. Il barbaro lo stava osservando con sguardo sprezzante e un ghigno sul volto. Aveva le braccia incrociate e sembrava stesse aspettando che l’avversario si rimettesse in sesto prima di ricominciare. L’Ultra si chiese se non aveva forse sognato di sparare il laser dalla sua mano destra. Una volta in piedi, vide che si sbagliava. Tre piccoli fori potevano essere osservati sull’armatura dell’invasore, sotto la spalla sinistra. L’aveva senza dubbio colpito! Tuttavia, lo straniero non sembrava scosso. Probabilmente stava immobile in piedi per nascondere la sua sofferenza e mettersi in mostra.

“Pronto per il secondo round, ragazzo? Mi stavo annoiando ad aspettarti.”

La voce del colosso era ferma e piena di arroganza come prima.

“Sei ferito, faresti meglio a ritirarti” rispose Lidar, anche lui dalla voce rotta per il dolore – sentiva ancora il peso della stretta del gigante sulla sua gola.

Il grosso guerriero smise di tenere le braccia incrociate, si leccò le dita sulla mano destra e le strofinò contro il sangue sull’armatura, ridendo fragorosamente.

“Parli di queste? Ha ha ha! Credevi che un morso di zanzara fermasse un Saiyan? Ho ho ho…”

Poi, con sorpresa dell’Ultra, creò una sfera di energia nel palmo della sua mano.

“È il mio turno! Prendi questo!”

Nappa non ebbe il tempo di finire la frase, né di lanciare il suo attacco, visto che una silhouette si mise tra lui e il suo avversario in un’esplosione scintillante.

“Continuerò io la battaglia al suo posto, se non ti dispiace…” Annunciò tranquillamente Wigner.

“Non sono fuori dai giochi!” gridò Lidar, intenzionato a farli pagare per l’umiliazione che gli avevano inflitto.

Il suo schermo si materializzò riportando il messaggio : “non c’è tempo per discutere! A Fuller serve il tuo aiuto!”

Lidar attivò i propulsori tramite comando mentale. L’ordine era chiaro e conciso, non ammetteva proteste. Inoltre, una delle ragioni dell’efficienza del commando Ultra era proprio la capacità di ogni membro di obbedire e agire in fretta. E Wigner aveva ragione, Lidar non si era ripreso del tutto… Il suo metabolismo era ancora impegnato a riparare il danno dei colpi ricevuti dal Saiyan e stava usando molta energia. Con rammarico prese il volo e cercò di individuare l’energia del suo alleato col suo schermo.

Le condizioni di Lidar non erano l’unico motivo per il quale Wigner aveva preso il suo posto. Il comandante aveva segnalato debolezze negli scudi delle truppe e delle navi; tuttavia, gli Ultra erano equipaggiati con scudi molto superiori. La loro versione, troppo delicata per una produzione di massa e inadatta per coprire un’intera nave da guerra –troppo instabile per una superficie di quella lunghezza- era il perfetto esempio di tecnologia sul campo, creata per resistere a ogni tipo di armi. Gli Ultra avevano totale fiducia nei loro scudi, provati e testati per anni. Ma il dubbio, anche la sola ombra di un dubbio, in una battaglia non significava nulla di buono. Il leader degli ultra era curioso di testare le capacità della sua attrezzatura difensiva contro gli attacchi energetici degli invasori, piuttosto che rischiare l’incolumità dei suoi uomini contro una minaccia sconosciuta.

Immobile in piedi, pronto a reagire, Wigner tentò di analizzare la luce pulsante condensata che il gigante teneva in mano come una semplice palla. Le analisi degli scanner non diedero informazioni utili. I sistemi mostrarono parametri quali la temperatura della superficie e le onde di energia che trasmetteva, ma non erano in grado di definirne la vera natura, perciò erano incapaci di prevederne il pericolo. Doveva affrontare i fatti: la termodinamica qui gli era totalmente estranea. Era magia? Difficile dirlo… Ma come altro si poteva definire l’abilità di volare senza apparecchi speciali e la capacità di manipolare energia pura con le mani?

I baffi del gigante calvo si distorsero.

“ Hum... darsi il cambio durante lo scontro non è molto onesto” annunciò con una pericolosa scintilla negli occhi.

“Nemmeno uccidere civili disarmati” rispose Wigner mentre gli apparecchi sulle tempie brillavano.

Una smorfia crudele comparve sul volto dell’invasore.

“È la legge del più forte, così funziona il mondo.” Disse Nappa soddisfatto.

“Di quale mondo parli?” rispose il capo degli Ultra.

“Quello sul quale scaverò la tua tomba!” gridò il grosso Saiyan con furia negli occhi mentre lanciava la sfera di energia, che raddoppiò di dimensioni.

Wigner fu lesto nel reagire. Aveva decifrato il linguaggio del corpo del suo nemico ancor prima che iniziasse a parlare. Puntò il pugno destro in avanti e sparò due Blast-Balls contemporaneamente al gigante pelato, un decimo di secondo prima di attivare uno scudo frontale a densità massima.

L’Ultra non poté osservare gli effetti del suo attacco. Una buona parte del colpo del colosso esplose contro lo scudo, ma una altrettanto vasta porzione si fece sentire penetrando i sistemi difensivi dell’Helioriano. Certamente l’attacco aveva perso effetto disperdendosi, ma non era stato sufficiente a neutralizzarlo. Colpito duramente, Wigner venne lanciato indietro di diversi metri.

I diodi che segnalavano l’attività dei sistemi del capo Helioriano si fermarono. Scioccato, lottò per non perdere conoscenza. Respirare era faticoso, alcune costole dovevano essere rimaste ferite, se non rotte, analizzò. Il suo cervello stava picchiando contro il cranio, le orecchie gridavano di dolore e le parti del corpo colpite in pieno dall’attacco bruciavano ardentemente, nonostante la protezione dell’armatura e la tuta di tessuto speciale. Sapeva che senza lo scudo e la divisa Ultra, sarebbe morto sul colpo. All’enorme dolore si aggiunse quello provato dalla ricostruzione delle cellule. Aveva sospettato un’eventuale debolezza dei suoi sistemi difensivi di fronte a un colpo simile, ma non fino a questo punto. Chi avrebbe creduto che una cosa creata dalle semplici mani si sarebbe rivelata così pericolosa? Nei filmati delle battaglie che aveva osservato durante il viaggio, gli invasori avevano lanciato potenti attacchi causando moltissimi danni. C’erano molti assi nelle loro maniche, questo era sicuro! Lo sforzo nell’avviare il sistema di comunicazione lo fece gemere. Nonostante la fatica, tentò di tranquillizzare la propria voce per informare il suo team: non avrebbero potuto contare sugli scudi contro quegli avversari!

Nappa si rialzò con una smorfia. Aveva schivato la prima sfera esplosiva, ma non la seconda. Il bastardo in armatura gialla era stato furbo, era chiaro il motivo per il quale era il capo di quell’unità élite! Il Saiyan aveva reagito appena visto il primo attacco senza aspettarsi un secondo proprio dietro. È stato solo dopo aver evitato il primo colpo che aveva visto l’altro. Quel moccioso aveva fatto bene a schivare sulla destra, vista la ferita sul fianco sinistro… Bella mossa davvero! In più, quei piccoli attacchi sembravano molto diversi da quelli delle truppe precedenti. Nappa decise di essere più cauto andando avanti.

Il fatto di essere stato spinto duramente all’indietro dall’esplosione della Sfera Distruttrice nonostante l’aver rinforzato il Ki per sostenere il colpo non era l’unica ragione della sua ira. Mentre scacciava la disgustosa sensazione che gli dava la pelle ferita, notò il leader degli Ultra sdraiato per terra preso dal dolore. Aveva fatto troppo sul serio con lui, e Vegeta non l’avrebbe presa bene, non c’era dubbio su questo.

Il vetro dello scouter era stato danneggiato, ma premendo il pulsante col dito si accorse che funzionava ancora. Alzò lo sguardo. In alto, molto distante, vide che “il suo” Ultra si era appena voltato. Senza dubbio si era accorto della sconfitta del suo capitano. Una forte esplosione venne percepita nell’atmosfera, e secondo le informazioni che apparvero sul rilevatore, Nappa capì che Vegeta aveva eliminato Kyui e sarebbe presto tornato. Sarebbe stato meglio se per allora fosse stato in grado di dare una buona ragione per il suo errore nel danneggiare troppo l’uomo che doveva risparmiare, ora sapevano perché avevano dovuto aspettare così a lungo.

Scuotendo l’erba e la terra attorno a lui, il gigante si sollevò via dalla gravità del terreno Helioriano.

Lidar si accorse del grosso invasore che puntava rapido verso di lui e si vide costretto a fermare la sua discesa. Aveva provato a chiamare Wigner e non aveva risposto, ma pensò di averlo visto muoversi e i suoi sistemi si erano riattivati, quindi doveva essere ancora vivo! Furioso per non poterlo aiutare, spinto dal fuoco dell’odio, bombardò l’invasore con una pioggia di laser prima che l’esibizionista potesse aprire bocca. Era finito il tempo di scherzare! Ma il bastardo era veloce, volò a gran velocità molto agilmente ed era impossibile colpirlo.

Nappa avrebbe potuto continuare a giocare con quel tenace nanetto, ma non ne aveva il tempo. Accelerò, e L’Helioriano non ebbe il tempo di capire.

Una frazione di secondo dopo, quando l’avvertimento di Wigner sull’attivare gli scudi si fece sentire sulle tempie, un impertinente “Hey!” lo fece voltare. Ma era troppo tardi, e un terribile colpo verso il basso con entrambe le mani lo fece volare verso gli alberi da frutto.

Sbalordito, l’Ultra ebbe appena il tempo di sollevare la testa quando un colossale missile di muscoli e ossa atterrò dal cielo di schiena a tutta velocità. Rotto in tutte le parti del corpo, non si accorse nemmeno dell’esplosione che lo sollevò e lanciò il suo cadavere distrutto sui rami di un albero dai frutti dall’odore di cioccolato.

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