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DBM Universo 14 (dei Cyborg): One Way

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di Unochepassava

In seguito alla morte dei "Guerrieri Z", come raccontato in Twin Pain, gli Universi 12 e 14 hanno condiviso la loro storia per qualche anno, prima che tutto andasse a rotoli per quest'ultimo. Quali sono gli eventi che hanno portato alla vittoria di Trunks in uno e al trionfo degli androidi nell'altro?

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Parte 2 :10111213141516
Parte 3 :1718
Parte 4 :192021222324252627282930313233343536
[Chapter Cover]
Parte 1, Capitolo 7.

Traduzione e adattamento di Unochepassava, revisione di SuperBardack

Bulma lascia andare un sospiro stiracchiandosi…

Ha tremendamente voglia di una sigaretta! Da diversi anni ormai è molto difficile procurarsi i preziosi bastoncini di tabacco… Trunks gliene porta a volte dall’altro capo del pianeta… ma, guarda caso, il mascalzone spesso si dimentica di acquistarle.

Sorride con tenerezza… ha ragione lui, è una pessima abitudine.

Pazienza… ripieghiamo su una buona tazza di tè…

Anche quello è diventato una merce rara… e suo figlio è solito andare a cercarglielo direttamente alla fonte… un po’ in tutto il mondo, degli incorreggibili ottimisti si ostinano a mantenere una parvenza di vita normale nonostante la carneficina e le distruzioni di massa dei due cyborg che ora si estendono a tutto il pianeta.

L’umanità non ha ancora gettato la spugna davanti alla follia omicida che la decima con tanta crudeltà.

Bulma è pensierosa mentre guarda l’acqua arrivare a ebollizione… sa che lei e Trunks sono dei privilegiati… tra le apparecchiature funzionanti ereditate dal padre inventore, come i generatori autonomi che permettono a questo bollitore e al computer di funzionare per esempio… e la formidabile mobilità del giovane Saiyan… riescono ad condurre una vita relativamente agiata.

Ovviamente… cercano di far sì che più sopravvissuti possibile nei dintorni possano godere di queste comodità… e aiutano al meglio delle loro capacità tutti quelli che possono… ma i loro mezzi restano, malgrado tutto, molto limitati… c’è ancora tanta sofferenza!

La giovane donna sobbalza… diamine! Si è dimenticata di versare l’acqua bollente nella teiera… le tocca ricominciare da capo.

Ma il suo sguardo si perde di nuovo nel vuoto non appena preme sul bottone del bollitore…

Quanto c’è da aspettare ancora?... Questo scarto di tre ore è davvero una iattura!

Immagini, suoni, lontani ricordi di combattimenti risuonano nella sua mente… rabbrividisce… tre ore di qui… in quanto tempo saranno riusciti a liquidare quei due orrori laggiù?

Le scappa un sorriso divertito… “qui”… “laggiù”… buffe espressioni per differenziare i due spazi-tempi… ma bisogna dire che non viene proprio naturale pensare al tempo in questo modo… come una dimensione nella quale ci si può muovere…

La rievocazione di questo viaggio le riporta nella mente l’immagine di Trunks… lo immagina insieme ai suoi amici e a suo padre e questo pensiero le riporta un’ondata di sensazioni intense… il brivido dell’assenza di suo figlio… il morso crudele del suo amore defunto… il calore del sorriso degli amici perduti… la speranza irreale di vedere questo spaventoso incubo avere termine… infine la paura… la paura della morte che si aggira come un lupo insaziabile… paura di perdere quel poco che le resta… paura del fallimento di questa folle impresa.

Bulma si riprende reprimendo un nuovo brivido… ha decisamente bisogno del conforto di questa tazza di tè!

Aaah… non è possibile! Ha mancato di nuovo il punto di ebollizione… e l’acqua è di nuovo calma. Pazienza… andrà bene lo stesso.

Decide di versare l’acqua appena calda nella teiera prima di risedersi davanti alla tastiera e allo schermo…

In attesa di poter sapere cosa sta succedendo laggiù… torniamo ancora un po’ nell’altrove di Son Gohan… per dimenticare il tempo di qui… che è davvero troppo capriccioso!

Son Gohan guardava ancora i due chiaramente pronti a saltarsi addosso… più minacciosi che mai, l’uno davanti all’altro, avevano entrambi sollevato le proprie grandi braccia protendendo le lunghe lame centrali…

La voce di Babidy risuonò improvvisamente sorprendendo tutti ancora una volta:

“Yakon! Dimentichi la missione che ti ho affidato!”

Il guerriero e le due creature sollevarono contemporaneamente la testa per scrutare le tenebre impenetrabili che li circondavano… cercando con lo sguardo il mago benché sapessero non fosse visibile.

La voce rauca di Yakon protestò:

“Lo so, Maestro… ma se le lascio prendere la sua energia… lei non ne avrà più…”

Dopo un breve silenzio ed un mugugno di riflessione Babidy rispose:

“Huumm… sistemerò io le cose…”

Un urlo disumano squarciò all’improvviso i timpani di Son Gohan che dovette coprirsi le orecchie con una smorfia di dolore… Merkit si rizzò in tutta la sua altezza prima di ricadere pesantemente al suolo dove si dibatté per qualche secondo…

Un istante dopo… il furore, il panico, il dolore che l’avevano appena scossa sembravano dimenticati… stranamente calma, Merkit si rialzò ed il simbolo a forma di M maiuscola era impresso ora anche sul suo torso!

Diventato visibilmente docile, il mostro confermò la sua sottomissione al piccolo gnomo:

“Sono ai suoi ordini, Maestro…”

Il giovane terrestre comprese tutto l’orrore del significato di quel simbolo… a quanto pare coloro che lo portavano non si erano messi volontariamente a servizio dell’ignobile mago… sembrava che questi avesse la capacità di “possederli” in qualche modo… ripensò alla scena che aveva preceduto i primi scontri… quando Babidy lo aveva fissato come concentrandosi… senza dubbio doveva aver provato a sottomettere anche lui… e le parole di Pui Pui gli tornarono alla mente: “vuol dire che possono esistere dei semplici mortali che non hanno mai rubato, ingannato, violentato, torturato o ucciso per piacere…”… Era possibile che riuscisse a servirsi della parte negativa che la maggior parte degli esseri umani porta dentro di sé?

Questo personaggio era davvero un incubo vivente e la necessità di sbarazzarsi di lui il prima possibile diveniva sempre più impellente.

Son Gohan non attese oltre…

In un istante spense la propria aura per scomparire verso l’alto nella fitta oscurità, ponendosi sopra i suoi due avversari. Lo strano potere di Merkit era sufficientemente inquietante da spingerlo a non correre rischi… provenendo da un pianeta senza la minima fonte di luce, era poco probabile che queste creature sapessero volare... in quale cielo?... Privati del punto di riferimento della sua aura luminosa per rintracciarlo… avrebbero avuto non poche difficoltà a ritrovarlo. Al suolo risuonò la voce agitata di Yakon:

“Torna qui, vigliacco!... Comunque non potrai andartene molto lontano!”

Perfetto! L’ipotesi di Son Gohan si era rivelata corretta… né il fratello né la sorella erano in grado di raggiungerlo… men che meno di individuarlo… rimase pensieroso per un istante… riflettendo su cosa fosse meglio fare, prima di chiamare alla fine:

“Babidy!”

Nessuna risposta fece eco alla sua sonora chiamata...

Il giovane Saiyan tese allora la mano verso il basso... e lanciò una dopo l’altra tre scariche di energia che si persero nell’oscurità insondabile finché il suono delle esplosioni non risuonò al suolo.

La voce di Merkit lo raggiunse:

“Imbecille, ci hai mancati… comunque anche se tu non puoi vederci, noi ti vediamo molto bene!”

Un piccolo sorriso tornò sulle labbra di Son Gohan…

Che le due creature potessero vederlo o meno non aveva alcuna importanza… un istante dopo lasciò partire dal suo indice puntato verso il basso una decina di colpi di energia concentrata…

Non aveva bisogno di vederli per sentire i due mostri saltare e agitarsi per evitare la pioggia di colpi mortali che li aveva circondati all’improvviso:

“Non ho bisogno degli occhi per vedervi!”

Poi riprese con voce più forte:

“Babidy! Riportami immediatamente indietro o faccio saltare in aria quello che resta della tua nave!”

Fu Yakon a rispondere per primo, nascosto dalle buie pieghe dell’oscurità, alla sfida del guerriero:

“Grazie, è stato un bel banchetto! Hai ragione… distruggi il passaggio… resterai bloccato qui… e non potrai rimanere lassù per sempre!”

Merkit proseguì:

“E in ogni caso non puoi vedere il suolo…”

Son Gohan all’inizio rimase sorpreso… “banchetto”?!... È possibile che abbiano il potere di assorbire gli attacchi come la luce della sua aura? Non era impossibile dopotutto, infatti invece di scansarsi dalla traiettoria dei colpi, sembrava che vi si precipitassero sotto.

Poi sorrise… non sarebbe stato difficile ingannarli!

Stendendo la mano destra aperta… lanciò immediatamente quattro piccole proiezioni di energia verso il terreno… lui sapeva esattamente dove sarebbero atterrate… ed effettivamente sentì le due creature correre per assorbire i suoi attacchi! Ed eccoli dunque di nuovo fianco a fianco… perfetto!

Il giovane uomo cominciò a concentrarsi mormorando, le mani giunte sopra la fronte… poi, motivandosi con un grido, esclamò allungando le mani giunte davanti a sé:

— "Masenko !"

Come previsto, i mostri si precipitarono, Yakon fu il più veloce… spalancando la bocca, cominciò ad assorbire il flusso di energia concentrata… finché Gohan non concentrò ancora di più il raggio. Il corpo dello schiavo di Babidy non poté resistere alla densità dell’attacco ereditato da Piccolo, ritoccato in chiave Super Saiyan… in un istante, fu trapassato da parte a parte. Merkit, paralizzata per la sorpresa, subì lo stesso destino solo qualche secondo più tardi.

Troppo facile! Questi mostri erano piuttosto fragili alla fine dei conti…

Poi Gohan sentì un piccolo morso al cuore… dopotutto queste creature non erano veramente responsabili. Ma bisognava essere realisti, l’umanità non poteva permettersi il lusso di altri due incubi… la linea “alla Vegeta” era la scelta giusta, doveva attenersi ad essa ad ogni costo!

Dopo lunghi minuti di silenzio fu Babidy in persona ad interpellare il guerriero… confermando al Saiyan che la tattica scelta era quella giusta… lo gnomo apparentemente teneva ancora ad evitare la distruzione di quello strano disegno… la voce tradiva ora un’evidente irritazione.

“Sarai anche molto forte ma non molto furbo… dovresti seguire il consiglio del povero Yakon e tornare a terra… se distruggi il passaggio resterai bloccato per sempre su questo pianeta senza luce… solo le creature che vi sono nate possono sopravvivere in un ambiente simile!”

Sconfitti i suoi scagnozzi, lo gnomo malefico non aveva più motivo di lasciarlo lì, se non per guadagnare del tempo! Cosa potevano star architettando lui ed il grande Darbula?

Ad ogni modo, non se ne parlava di lasciare che fossero loro a condurre le danze! Son Gohan inspirò profondamente prima di decidere di giocarsi il tutto per tutto:

“È la tua ultima possibilità, Babidy! Hai dimenticato che sono un Saiyan… anche se mi ci vorrà molto tempo, non avrò alcun problema a tornare sulla Terra… conto fino a tre… UNO!”

Lasciò trascorrere un breve momento di silenzio… era una buona cosa lasciare al nemico qualche istante di riflessione… per dargli tempo di valutare attentamente i pro e i contro… pregando che non avesse idea di cosa un Saiyan fosse… poi, cominciò a formare una sfera di energia nella mano puntata verso il suolo:

“DUE!”

Son Gohan non ebbe bisogno di contare oltre… qualche frazione di secondo più tardi le profonde tenebre si dissiparono come per magia e la brillante luminosità del sole terrestre lo abbagliò, costringendolo a chiudere gli occhi…

Gli ci vollero alcuni istanti perché la sua vista si abituasse di nuovo alla luce, che gli apparve per alcuni minuti ancora accecante… poi poco a poco il paesaggio riprese colore… si trovava nel cielo appena sopra la profonda cavità che aveva preso il posto della parte superiore della strana nave spaziale di Babidy.

Tuttavia, non c’era la benché minima creatura in giro, il guerriero era completamente solo.

Che cosa significava?

Questo strano gnomo aveva cambiato tattica?

Una nuova trappola? Un’altra creatura ancora più diabolica?

O un altro gioco di prestigio?... Ci si poteva aspettare di tutto da parte di un essere capace di trasportare la gente in un altro mondo in un istante!

Che fare?

Il problema era sempre lo stesso… demolire ciò che restava della nave e correre il rischio di tagliarsi fuori da una rete sotterranea più ampia… o esporsi alle perfidie di questo strano piccolo personaggio che aveva sicuramente molti trucchi nella manica?!

Dopo un’altra breve riflessione… Son Gohan riaccese la propria aura serrando i pugni pieno di determinazione… poi scese direttamente verso il fondo del cratere a cielo aperto che aveva preso il posto dei piani superiori della nave sventrata…

Non atterrò sul pavimento di quello che restava del terzo livello… ma tese la mano aperta verso il basso…

Immediatamente… come si aspettava… il centro del disegno si aprì per lasciargli libero accesso al livello inferiore… già da parecchio si era reso conto che il piccolo personaggio stesse seguendo ogni sua minima mossa… inoltre aveva già provato che preferisse concedere un po’ di terreno piuttosto che lasciargli danneggiare ciò che restava della sua astronave…

Ma era il momento di mostrare a questo sconosciuto che le cose non vanno sempre come si vuole! Ignorando il suo silenzioso invito… il giovane Saiyan generò una palla di fuoco esplosiva che fece saltare in aria tutta l’intero mezzanino sopra il quale si trovava…

Dopo che il fumo dell’esplosione si fu dissipato… Son Gohan scoprì due piani più in basso una nuova stanza circolare, più spaziosa delle altre, cosparsa di detriti… sopra una specie di piedistallo stava adagiata la strana sfera portata dallo stravagante guerriero con le corna… appena affianco, l’orribile gnomo verdastro lo fissava con uno sguardo pieno di odio da dietro una specie di bolla protettiva che avvolgeva lui e la sua preziosa sfera.

Poco più lontano c’era il grande Darbula… nessuna ferita visibile spiegava l’immobilità dell’impressionante colosso… avrebbe potuto sembrare che dormisse… ma Son Gohan sapeva che non era affatto così.

Che trucco poteva avere ancora in serbo quindi quel curioso piccolo personaggio che sembrava volerlo trapassare coi suoi grossi occhi sporgenti in fondo ai quali si poteva intuire tutta l’energia malvagia che doveva animare il suo cuore di infame creatura?

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