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DBM Universo 14 (dei Cyborg): One Way

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di Unochepassava

In seguito alla morte dei "Guerrieri Z", come raccontato in Twin Pain, gli Universi 12 e 14 hanno condiviso la loro storia per qualche anno, prima che tutto andasse a rotoli per quest'ultimo. Quali sono gli eventi che hanno portato alla vittoria di Trunks in uno e al trionfo degli androidi nell'altro?

La prossima pagina verrà rilasciata tra: 7 ore, 34 min


Parte 1 :123456789
Parte 2 :10111213141516
Parte 3 :1718
Parte 4 :192021222324252627282930313233343536
[Chapter Cover]
Parte 1, Capitolo 6.

Traduzione e adattamento di Unochepassava, revisione di SuperBardack

Son Gohan scoprì con stupore questo nuovo ambiente venuto fuori dal nulla…

Pui Pui sogghignò al vederlo guardarsi tutto attorno a quel modo:

“Stupefacente, vero?!... Grazie alla magia del Maestro Babidy, eccoci a casa mia… Zun… una gravità dieci volte superiore a quella della Terra… finalmente potrò mostrarti di cosa sono capace!”

Son Gohan stava ancora scrutando con curiosità il paesaggio desertico spazzato da un vento battente… senza prestare alcuna attenzione al suo presunto avversario… fece qualche passo prima di accovacciarsi per raccogliere una pietra... La lanciò in aria e la guardò schiantarsi pesantemente al suolo:

“Gravità di 10 G… uhm…”

Si rialzò per osservare l’ambiente desolato:

“Come il pianeta Vegeta…”

Era pensieroso:

“Mi chiedo se avesse un aspetto squallido come questo…”

Pui Pui, vistosi trascurare, andò su tutte le furie… con un urlo di rabbia si lanciò sull’imprudente che ora osava dargli le spalle:

“Bastardo! Vieni a combattere invece di sognare a occhi aperti!”

Son Gohan lo afferrò senza sforzo, e senza guardare il pugno che gli era destinato… Pui Pui si bloccò, del tutto stupito, mentre il giovane guerriero gli parlava come se nulla fosse:

“Tu sei cresciuto qui, giusto?”

Son Gohan lo lasciò andare e si voltò per guardare il suo interlocutore:

“Sono curioso di sapere se esistano della flora e della fauna in un luogo con una simile gravità…”

Distolse nuovamente gli occhi dal guerriero interdetto per continuare la propria riflessione scrutando ancora il sito:

“Se ce ne sono, devono essere molto diverse da quelle che si trovano sulla Terra…”

Pui Pui era fuori di sé… e scagliò un nuovo colpo col pugno, rinvigorito dalla forza della collera che gli ribolliva dentro, proprio sullo stomaco del giovane che lo fronteggiava…

Il guerriero rimase come congelato… il suo pugno appiattito contro la formidabile barriera addominale del Saiyan che lo guardava, quasi sorpreso di vederlo in quella posizione…

Con aria terrorizzata, l’extraterrestre indietreggiò tenendosi la mano, una lacrima di dolore nell’occhio, quasi tremando… rendendosi conto della spaventosa differenza di forza che lo separava dal suo avversario… balbettò:

“Non… non è possibile… con la gravità tu dovresti… alla fine… non puoi…”

Son Gohan gli sorrise con gentilezza:

“La nostra forza ci rende insensibili alla gravità… anche i Saiyan sono originari di un pianeta con la gravità di 10 G…”

Pui Pui fu nuovamente preso alla sprovvista:

“Vuoi… vuoi dire che non sei un terrestre?...”

Il Saiyan gli rispose con calma:

“Certo che sì… ma come mio padre sono un terrestre un po’ particolare… tutto qui…”

Come guardando all’improvviso un punto invisibile nel cielo, Pui Pui si mise a gridare:

“Io ci ho provato, Maestro… ci riporti indietro!”

I due uomini ebbero un sussulto di sorpresa quando la voca di Babidy risuonò con forza, come se provenisse da ovunque e da nessuna parte allo stesso tempo; il tono era mellifluo, quasi un sospiro:

“Pui Pui, Pui Pui, Pui Pui… mio caro Pui Pui…”

L’interessato, senza dubbio spaventato dall’intonazione insolitamente confidenziale del suo Maestro, continuava ad indietreggiare lentamente scrutando lo spazio intorno a lui con gli occhi dilatati per l’angoscia… Babidy continuò:

“Sinceramente pensavo che saresti stato più efficace di così…”

La voce emise una sorta di sospiro lamentoso prima di proseguire:

“Eri stato incaricato di tenerlo occupato e di raccogliere nel frattempo più energia possibile, e non sei stato capace di fare nemmeno una di queste cose… come possiamo rimediare a questo?...”

Il povero Pui Pui, che ora tremava da capo a piedi, balbettò nervosamente:

“Non… non è così grave… Darbula…”

Lo sfortunato guerriero non ebbe tempo di finire la frase… si interruppe improvvisamente con una strana espressione in volto… appena prima che i suoi occhi uscissero letteralmente dalle orbite mentre tutto il suo corpo si espandeva… come gonfiato dall’interno…

La voce di Babidy si fece allora beffarda:

“Vedi… non c’è bisogno del nostro coraggioso Darbula… ho trovato dove prendere l’energia che tu non hai saputo procurarmi!”

Son Gohan non sapeva come reagire di fronte allo spettacolo che gli si offriva davanti… l’uomo si era messo ad urlare con tutte le sue forze… Urlava di dolore?... di terrore?... Senza dubbio di entrambi!

Il giovane guerriero era quasi tentato di chiudere gli occhi, tanto era insostenibile la vista del supplizio dell’extraterrestre… il suo corpo ed il suo volto erano deformati, tumefatti… ed esplosero improvvisamente con forza… riducendo in cenere l’uomo che gridava con disperazione la sua voglia di vivere un istante di più.

L’epilogo della crudele punizione di Babidy lasciò per un istante il figlio di Son Goku senza parole… il suo sguardo sembrava non riuscire a staccarsi da ciò che restava del suo sfortunato avversario: una cenere leggera che il vento pungente si affrettò a disperdere insieme al fumo della deflagrazione nel paesaggio desolato.

Poi gli occhi del Saiyan si animarono di una nuova luce… lo sbigottimento, lo stupore, la compassione… lasciarono il posto ad un’espressione di collera e di profonda determinazione… cosa insolita a vedersi sul volto di questo giovane uomo dal carattere inizialmente così docile…

Ora, con i lineamenti che mostravano chiaramente una grande ferocia, Son Gohan riportò il proprio sguardo sullo strano cerchio che ancora era disegnato al suolo…

Ebbe appena il tempo di tendere il braccio in direzione del disegno circolare quando l’ambiente cambiò di nuovo… riportando il guerriero nella sala da cui era partito insieme a Pui Pui… ma se ne erano mai allontanati davvero?

Son Gohan allontanò con fastidio questa domanda… non era il momento di essere curiosi!

Era fuori discussione lasciare che dei simili assassini devastassero ulteriormente un mondo che davvero non aveva bisogno…

Era stato ancora una volta troppo gentile… troppo paziente!

Chiuse gli occhi per un istante…

Doveva essere più incisivo, molto più efficace… l’immagine di Vegeta gli apparve allora nella mente… ecco la soluzione! Farsi ispirare dalla bestialità Saiyanesca del Principe… dalla sua rabbia, dalla sua capacità di ignorare ogni sentimento…

Ora abitato da una feroce risoluzione… rilasciò la propria aura… lo spostamento d’aria della sua trasformazione ebbe appena il tempo di essere udito, che egli aveva già teso il braccio destro verso l’alto con la mano aperta sopra la propria testa… un istante dopo, senza tendere nessun altro muscolo, lo sguardo ancora fisso con durezza davanti a sé… fece saltare in aria tutto quello che si trovava ai livelli superiori con un attacco di una violenza inaudita.

La tremenda espulsione di energia aveva letteralmente polverizzato, volatilizzato tutta la parte superiore della nave… proiettando tutto il materiale con una tale forza che neanche una singola particella di esso ricadde all’interno dell’immensa cavità che ora esponeva la stanza del terzo piano seminterrato all’aria aperta.

Ancora senza la minima esitazione, il giovane guerriero portò il braccio verso terra per colpire di nuovo…

Il rumore prodotto dal portellone che si trovava al suolo interruppe ancora una volta il suo gesto…

Si precipitò in questa quarta stanza senza chiudere la mano, nella quale già brillava un bagliore di energia.

Ma appena superato il portello questa volta fu la porta d’accesso laterale ad aprirsi.

Son Gohan già si apprestava a polverizzare senza preavviso il nuovo arrivato quando i suoi occhi si spalancarono per la sorpresa…

Ebbe appena il tempo di sorprendersi che ecco l’ambiente stava cambiando di nuovo.

La sua aura era ora l’unica fonte di luce in una cornice di tenebre insondabili… il giovane uomo non ricordava di aver mai visto un’oscurità così profonda.

La sua luce da Super Saiyan illuminava a malapena la creatura il cui aspetto così sconcertante lo aveva bloccato per lo stupore un istante prima.

Una specie di mostro uscito direttamente dall’immaginazione di uno scrittore di fantascienza… o da un racconto per bambini… un orribile corpo di rana palestrata appollaiato su delle lunghe zampe artigliate che portavano la sua statura tranquillamente sopra i due metri… un’immensa bocca ornata da una moltitudine di denti aguzzi e lunghe braccia terminanti con tre unghioni sormontati da un enorme sperone a forma di sciabola sopra a ciascuna zampa anteriore… per finire, quattro giganteschi spuntoni che sbucavano da dei fori nella parte superiore della schiena, mentre un quinto concludeva la corta coda di cui era provvisto.

Son Gohan notò che, a differenza degli altri membri del gruppo, la M che indicava l’appartenenza della bestia al piccolo gnomo non era impressa sulla sua fronte… ma appena sotto lo sterno…

Un altro dettaglio attirò la sua attenzione… be’, se potessimo chiamare dettaglio il gigantesco rilascio di energia vitale che si stava avvicinando loro… un’energia simile a quella della creatura… anche se appena inferiore ad essa.

Un secondo mostro, identico al primo, poco più alto e più grosso, a giudicare da quello che il giovane riusciva ad intravedere nella penombra, si era appena unito a loro…

Il primo esclamò:

“Merkit!”

Il secondo si avvicinò ancora:

“Sei tornato, fratellino…”

Il primo brontolò:

“Non resterò a lungo… devo neutralizzare questo sconosciuto senza ucciderlo, per il Maestro Babidy…”

Merkit non staccava gli occhi da Son Gohan… come fosse affascinato:

“Humm… ancora al servizio di quell’impostore… la luce del tuo sconosciuto è magnifica… non ne ho mai vista una simile… dovremmo condividerla piuttosto… che ne dici?...”

La proposta contrariò visibilmente il servitore del mago, mentre Son Gohan ne rimase sorpreso… come avrebbero potuto queste creature condividere la luce della sua aura?

“Non posso Merkit… lo sai… inoltre ha distrutto buona parte della nave del Maestro… e lui ha bisogno della sua energia…”

Merkit fece altri due passi… come ipnotizzato dalla lucentezza dorata del Saiyan… che ora poteva constatare che si trattasse effettivamente della stessa specie della creatura di Babidy… solo il colore e la leggera differenza di taglia li differenziavano… il primo era verde mentre Merkit era del colore del cioccolato al latte… abbondante saliva dall’aspetto appiccicoso colava ora tra i denti aguzzi del mostro…

“Vuol dire che preferiresti condividere questa meraviglia con quel fetido nano piuttosto che con tua sorella?...”

Son Gohan ebbe un brivido di sorpresa inorridita… questo coso a forma di incubo era una femmina?!

L’altro mostro, invece, sembrò risentirsi… come fosse scoraggiato:

“Merkit… sono io che ho chiesto al Maestro Babidy di spedirci qui… perché tu mi aiutassi a metterlo fuori combattimento… è molto forte, sai…”

“È vero Yakon… posso sentire la forza e la purezza della sua luce da qui… un tale banchetto va condiviso con la famiglia!”

Son Gohan, che finora aveva assistito allo strano dialogo da semplice osservatore, seppe cogliere l’occasione che gli si offriva di gettare con disinvoltura benzina sul fuoco:

“Tua sorella ha ragione Yakon… la propria famiglia viene sempre prima di tutto… almeno da noi si usa così…”

Gli occhi di Merkit, nei quali si rifletteva la luce dell’aura dorata, brillarono ancora di più:

“Ben detto… vieni da Merkit, mio piccolo caro!”

Poi sembrando inspirare profondamente mentre spalancava le sue grandi braccia artigliate… la creatura iniziò a generare una forte corrente d’aria… talmente forte da piegare l’aura del Saiyan, che dovette accovacciarsi per resistere alla formidabile attrazione che lo tirava con forza, mentre la sua luce dorata sembrava davvero essere strappata via dall’incredibile risucchio…

Un’ombra spessa si interpose improvvisamente tra il mostro e Son Gohan… Yakon era appena saltato con un balzo incredibile da dietro le spalle della sorella per interrompere la sua operazione di aspirazione… aveva esteso gli speroni dei suoi arti anteriori fino a renderle due immense lame minacciose… nel frattempo, Son Gohan aveva sollevato le proprie mani e le guardava sorpreso… aveva avuto la sensazione che la femmina di mostro avesse cercato di aspirare l’energia stessa della sua aura…

“Ferma! Ti ho detto che non è per te!”

Merkit ringhiò, estendendo a sua volta gli speroni dalle braccia e brandendoli con aria di minaccia:

“Qui sono a casa mia, Yakon… tu hai fatto la scelta di andartene per seguire quel ciarlatano con la sottana… qui non sei meglio di un estraneo ora!

Son Gohan capì che quello sarebbe stato il momento di approfittare della situazione… trascinato dalla sua rabbia… Yakon gli aveva voltato le spalle e ora non gli stava prestando attenzione… Vegeta non avrebbe esitato…

Ma lui non era Vegeta… se doveva abbattere questo mostro, lo avrebbe fatto in modo leale! Riportò lo sguardo al disegno circolare che di nuovo li aveva seguiti in quello strano ambiente avvolto dal nero assoluto… Cosa succederebbe se lo sfondasse adesso?... Sarebbe rimasto bloccato per sempre lì oppure lo avrebbe ricondotto direttamente alla nave?

Perché la presenza della sorellina mostruosa non lasciava più spazio a dubbi… erano davvero stati trasportati su un altro pianeta…

Lanciò un’occhiata furtiva sui due mostri che erano ancora nel pieno della discussione… portarsi entrambi appresso era un rischio da tenere in considerazione… Yakon aveva ragione… non solo le loro forze combinate non erano cosa da poco ma inoltre sembrava che i due fossero dotati di capacità fuori dal comune… rientrare sulla Terra non era forse la migliore delle idee…

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