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DBM Universo 14 (dei Cyborg): One Way

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di Unochepassava

In seguito alla morte dei "Guerrieri Z", come raccontato in Twin Pain, gli Universi 12 e 14 hanno condiviso la loro storia per qualche anno, prima che tutto andasse a rotoli per quest'ultimo. Quali sono gli eventi che hanno portato alla vittoria di Trunks in uno e al trionfo degli androidi nell'altro?

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Parte 2 :10111213141516
Parte 3 :1718
Parte 4 :192021222324252627282930313233343536
[Chapter Cover]
Parte 4, Capitolo 27.

I due guerrieri erano di nuovo uno di fronte all'altro, in una situazione quasi manichea: da un lato un guerriero dal fisico ottimale avvolto dalla luce di un’aura dorata, l'altro un essere massiccio provvisto di tutti gli attributi associabili al maligno - coda, corna, sorriso crudele. Il bene, il male; che ruolo hanno effettivamente giocato in questa lotta? Per il momento nessuno dei due avversari sembrava preoccuparsene, presi com’erano a sfidarsi con lo sguardo. L'orgoglio di entrambi sembrava essere in palio, oscurando quella che avrebbe dovuto essere la vera posta in gioco: la sopravvivenza di un intero pianeta... la libertà per uno, il godimento di spezzare e sottomettere un potente avversario per l'altro.

Si stavano misurando ancora una volta. La forza di uno, l'astuzia dell’altro, i punti deboli da sfruttare, le possibili aperture. I loro sguardi erano braci ardenti, i muscoli fremevano dall’impazienza quando il fuoco del desiderio di vincere bruciava in essi.

In lontananza i testimoni del confronto attendevano in silenzio. Era possibile che il loro amico non avesse i mezzi per battere il padre di Freezer? Matematicamente, la sua forza di combattimento non sembrava superiore a quella di suo figlio, ma tutti avevano sentito quelle strane vibrazioni nella fluttuazione della sua energia ogni volta sembrava di aver raggiunto il limite. Il sorprendente patto riportato dalle orecchie a punta del Namecciano era un affare o si sarebbe rivelato una maledizione?

Solo uno non si poneva questa domanda, l'unico a non aver potuto sentire la conversazione tra i due combattenti. Ma non importava. Anche se l’avesse sentita, non avrebbe cambiato il suo stato d’animo. Il principe dei Saiyan rimuginava in silenzio. Il fuoco dell’invidia, il bruciore dell’odio, l’onta dell’impotenza gli devastavano cuore e mente. Avrebbe voluto urlare la sua frustrazione di fronte all’universo ... se ne avesse avuto il coraggio. Il Saiyan della leggenda era lì davanti a lui... lui, il guerriero d'élite, il principe benedetto dalla nascita, per il quale il padre, il re, aveva predetto il potere e la gloria. Gloria. Quale gloria si può sperare di ottenere quando non si è niente... niente in confronto a "questo"! Morire ora era inaccettabile! Quindi cosa aspettava quell’imbecille di Kakaroth ad uccidere quel bastardo di Cold?! Eliminata la minaccia, avrebbe potuto rimettersi al lavoro... meglio morire che essere superato da un guerriero di classe inferiore, leggendario o no! Avrebbe annientato quel maledetto Kakaroth!

Son Goku non perdeva mai di vista i movimenti della lunga coda. Il suo avversario sapeva come approfittare di questo arto aggiuntivo. Una risorsa importante stranamente trascurata da suo figlio su Namecc. Una coda molto più formidabile della flessibile liana pelosa che aveva accompagnato la sua infanzia. Oh, certo, anche lui aveva spesso saputo servirsene con astuzia durante le sue battaglie, e a volte alcuni riflessi involontari enfatizzavano la mancanza che provava da quando l'Onnipotente gliela aveva tolta. Se solo non ci fosse stato questo mostro in lui. Ma una risorsa a volte può anche nascondere una debolezza, lo aveva imparato a sue spese.

Crillin non sopportava di vedere i due guerrieri immobili come statue. Nell'ombra di Piccolo, lasciò uscire tra i denti l’enorme tensione che sentiva dentro:

— Andiamo… sbattimi a terra quel mostro! Puoi farlo Goku, so che puoi farlo... Fallo subito! Cosa stai aspettando? Schiaccia la faccia a questo cornuto viola, riducilo in poltiglia, fagli mangiare quella terra che vuole distruggere...

Un profondo sospiro e uno sguardo gelido con la coda dell’occhio gli intimarono di tacere, e l'ometto calvo si ripiegò leggermente su se stesso in segno di scusa. Non era lontano il tempo in cui il demone Namecciano lo avrebbe ucciso senza esitare un secondo... meglio non provocarlo. Dietro di loro, Tenshinhan si era finalmente seduto su una delle tante rocce a sua disposizione. Sebbene volesse tenerla nascosta, la sofferenza trasfigurava la sua espressione solitamente neutra. Con le braccia fratturate avvolte nelle pieghe del suo vestito, serrava i denti. Nonostante l'insistenza di Crilin, non ne voleva sapere di non essere presente alla fine di questa lotta. Perché era di vitale importanza, ovviamente, ma anche perché vedere dei guerrieri di tale potenza in azione era una cosa che non si sarebbe perso per alcun motivo! Quando vide il discepolo della Tartaruga girarsi per andargli incontro, sapeva che era per offrirgli ancora una volta di portarlo a farsi curare.

— "Non serve che sprechi il fiato, la risposta è sempre no! Jiaozi non dovrebbe tardare, lo sai come lo so io."

Jiaozi! Certo... Crilin l'aveva dimenticato.

Un piccolo sorriso apparve sulle labbra di Son Goku, con lo sguardo fisso verso colui che lo superava di due spanne. Un sorriso crudele ricambiò la sua cortesia.

L’enorme sovrano aveva appena abbozzato un gesto quando un sibilo rimpiazzò l’immagine del suo avversario. Riapparso dietro a Cold, quando l’immagine della sua sagoma non era ancora scomparsa negli occhi dell’alieno, afferrò rapidamente il suo mantello e lo gettò davanti al volto del re. Un’imprecazione risuonò quando il guerriero reale strappò via quel pezzo di stoffa senza pensarci due volte.

Il tempo di questo gesto fu sufficiente a Goku colpire l’avversario con la propria mano avvolta da una lama di pura energia.

Un ululato terrificante, un ruggito da far tremare gli dei al di là dei cieli, esplose con un potere terrificante dalla bocca spalancata del titano.

Con un gesto ampio, il Saiyan scagliò via il frutto del suo attacco sapientemente calcolato. Nella sabbia e nella polvere macchiata di sangue viola, una coda spessa si agitava freneticamente come colta dal terrore di sentirsi separata dal suo proprietario.

Cold aveva cambiato faccia, l’espressione distorta dall'odio e dal dolore, bava di rabbia sulle labbra, il respiro reso corto dallo shock di un simile affronto.

— "TU!"

Senza aggiungere altro, si gettò come una furia in avanti per impossessarsi di questo insetto che avrebbe smembrato senza aspettare di insegnargli a vivere! Ma Goku evitò facilmente la carica del gigante. Incredulo, vacillò, il terreno traballava sotto i suoi piedi! Cosa gli stava succedendo?

Bastò una spallata del terrestre che aveva adottato per far cadere in ginocchi Cold, momentaneamente sbilanciato dalla perdita della sua frusta caudale. Una mazzata a mani unite stordì il sovrano ora in preda all’angoscia. Prima che un secondo colpo lo gettasse a terra, l'alieno rotolò di lato per evitare la punizione che stava per essergli inferta. Con un gesto disperato, la sua mano si chiuse su una manciata di sabbia e ghiaia che scagliò verso il viso quel pezzo di merda che non gli dava tregua. Il dolore, già incredibile, si fece ancora più intenso lungo la sua schiena quando la ferita aperta dall’amputazione venne a contatto con le irregolarità e la polvere del terreno.

Non aveva mai dovuto sopportare tanta sofferenza! L’avrebbe pagata e molto cara! La rabbia lasciò rapidamente il posto alla cieca determinazione di una vendetta che non avrebbe potuto essere che lunga e infinitamente goduriosa. L’universo intero tremerà alla menzione della sua ira regale e delle sue conseguenze!

La velocità di Goku gli aveva permesso di schivare la scarica di terra destinata ad accecarlo. Doveva approfittare del proprio vantaggio per chiudere questa lotta. Aveva giocato abbastanza. Sospettava che ora, mutilato, il padre di Freezer sarebbe stato cieco di rabbia. L'unico modo per persuaderlo a mantenere la sua promessa era mostrargli una volta per tutte chi era più forte! Surclassato, il tiranno non avrebbe avuto altra scelta che battere in ritirata... con la coda tra le gambe.

Parzialmente ristabilitosi, il re ora senza coda bombardò la sagoma fugace del suo avversario che continuava ad apparire e sparire intorno a lui. Senza mai riuscire a colpirlo. Prima che avesse il tempo di pensare ad un cambio di strategia, un vigoroso colpo di ginocchio sotto la mascella lo fece raddrizzare, prima che un pugno folgorante gli fratturasse uno zigomo. Afferrandolo per l’armatura, costui ebbe il coraggio di sollevarlo... sollevare lui! Re Cold! E l'apocalisse si abbatté sulla sua augusta persona.

Indietreggiò passo dopo passo sotto i colpi di un potere soprannaturale. Sbattuto contro una parete verticale, sentì la roccia sbriciolarsi sulla sua schiena, il suo enorme corpo affondava gradualmente nella pietra mentre una scarica infernale continuava a colpirlo come fosse un sacco. Era impossibile prendere fiato, concentrarsi per coordinare un gesto difensivo, col cervello disorientato da ripetuti shock, il dolore stesso divenne irreale. Per la prima volta nella sua vita, Cold pensò alla morte. La sua morte.

L'inferno si fermò improvvisamente. Era in uno stato tale che avrebbe dovuto collassare, ma come un uomo crocifisso, giaceva in posizione eretta senza poter cadere, prigioniero della montagna come un giocattolo in una confezione.

In una strana nebbia, vide una sagoma circondata d’oro sollevarsi davanti a lui... poi udì alcune sillabe che la sua mente scombussolata non riuscì a decifrare. Una luce accecante...

Un grido di gioia, coperto dal rumore di una tremenda esplosione, si alzò dal piccolo gruppo nascosto in lontananza.

Gli occhi di Vegeta si socchiusero. Che cosa stava facendo quell’idiota di Kakaroth?

Poteva fare cento volte meglio, mille volte meglio... ne era certo! A che serviva questo attacco ridicolo?

Se Piccolo avesse potuto udire l’osservazione mentale del principe dei Saiyan, non sarebbe stato del tutto d'accordo con lui. Questa kamehameha era tutt'altro che ridicola! Ma avrebbe anch’egli ammesso, tuttavia, che il suo ex rivale avrebbe potuto fare meglio. Sciocco Goku, incapace di finire il suo avversario, tanto per cambiare. Non lo capirà mai!

— "Non ha ucciso neanche te, e non mi sembra te ne stia lamentando"- disse all’improvviso il piccolo uomo alla sua destra, come se avesse seguito il filo del suo pensiero.

Il Namecciano cercò ancora una volta di fulminarlo con lo sguardo. Ma Crilin era troppo felice per lasciarsi impressionare questa volta. Fu con un sorriso un po’ sciocco che rispose alla replica silenziosa e altezzosa del suo strano compagno.

Laggià, un silenzio promettente aveva seguito il frastuono dell'esplosione.

Un imponente picco roccioso era completamente scomparso dal paesaggio e nel mucchio di pietre che l'aveva sostituito, nessun segno di vita percepibile.

Nel cielo, Goku era in attesa. Fissò senza battere ciglio il punto d'impatto del suo attacco. Non c’era alcun movimento, ma sapeva che il suo avversario era vivo, il suo ki glielo rivelava. Un'energia vitale tenue, indebolita, ma ancora presente. Passarono secondi, e poi altri secondi, un minuto... quasi un altro...

Un piccolo ciottolo rotolò all'inizio senza che nient’altro si muovesse. Poi un altro, seguito da molti altri sempre più grandi, sempre più numerosi. Alla fine il cumulo di pietre si gonfiò come se stesse crescendo, e continuò a gonfiarsi fino ad esplodere rivelando una massa curva e insanguinata. Un sangue viola e denso, un sangue regale, ma pur sempre di un essere mortale come qualsiasi altro, adornava col suo colore quella massa polverosa come un marmo barocco.

Cold si raddrizzò lentamente finché non fu in piedi. Rimase immobile per un momento, a testa bassa. Sconfitto.

— "Hai perso! Come d'accordo non ti uccido, vattene e dimenticati di noi, fa’ finta che questo pianeta non sia mai esistito, ti porterò alla macchina che mi ha portato qui."

Sconfitto.

Chi avrebbe mai pensato che re Cold, il grande, il temibile, il signore incontrastato di un'intera parte dell'universo un giorno avrebbe piegato il ginocchio davanti a qualcuno?

Sconfitto.

Il despota non aveva ancora abbozzato il minimo gesto, come pietrificato sotto lo strato di polvere che lo ricopriva, lacerato da molteplici ferite da cui fuoriusciva il suo prezioso sangue reale.

Sconfitto...

Sconfitto?

— "MAAAAAAIIIIIIIII !!"

La figura, fino a quel momento prostrata, sembrò letteralmente scoppiare nello stesso momento in cui risuonò il tremendo ruggito di quella affermazione urlata, come la promessa di un dio adirato.

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