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DBM Universo 14 (dei Cyborg): One Way

Scritto da Foenidis

Traduzione e adattamento di Unochepassava

In seguito alla morte dei "Guerrieri Z", come raccontato in Twin Pain, gli Universi 12 e 14 hanno condiviso la loro storia per qualche anno, prima che tutto andasse a rotoli per quest'ultimo. Quali sono gli eventi che hanno portato alla vittoria di Trunks in uno e al trionfo degli androidi nell'altro?

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Parte 1 :123456789
Parte 2 :10111213141516
Parte 3 :1718
Parte 4 :192021222324252627282930313233343536
[Chapter Cover]
Parte 2, Capitolo 14.

Un semplice manrovescio... nemmeno uno schiaffo, spazzò via la coraggiosa ragazza, come una zanzara.

Mr. Satan, visibilmente rianimato da un’esplosione di rabbia, sebbene mezzo asfissiato, riuscì a piazzare un paio di colpi sul volto della loro carnefice... Videl, stordita, si mise lentamente a sedere e si accorse non solo di sentire il sapore del sangue in bocca, ma anche che due lunghi rivoli scarlatti le scorrevano giù dalle narici.

Alzò rapidamente la testa... il giovane guerriero coraggioso si era apparso accanto a C18 e aveva afferrato il polso della mano che strangolava suo padre... un vento improvviso spazzò la polvere da sotto i tre mentre un’aura dorata si accese tutto intorno allo sconosciuto... strinse i denti e guardò minacciosamente la cyborg:

"Lascialo andare... è innocuo!"

Videl era sbalordito, innocuo...? Suo padre!! Il Campione del Mondo di tutte le categorie, plurimedagliato in numerose discipline di arti marziali?

Non riusciva a staccare gli occhi dall'estraneo, quel giovane emanava qualcosa di incredibile, aveva un certo carisma, un’eleganza naturale, qualcosa che faceva battere il cuore della giovane ragazza, ed era evidentemente molto forte…ma cosa avrebbe potuto fare con un braccio solo contro questi mostri... lui, che sembrava, fino a poco prima, sfinito?!

Satan stava finendo l’aria, soffocava... le sue mani, serrate sul piccolo braccio della sua torturatrice, stavano perdendo vigore… in una nebbia che si tingeva di blu... lanciò un ultimo sguardo confuso alla figura ammantata di giallo che sapeva essere lì per aiutarlo... e all'improvviso gli sembrò che la stretta mortale si fosse appena allentata...

Gohan stava mettendo tutto la potenza di cui ancora disponeva nella sua unica mano... il blu scintillante degli occhi del cyborg si illuminò di un fugace bagliore di rabbia.

Non era solo una mano di super Sayan a mettere alla prova il suo metabolismo meccanico, ma l'unica mano di un super Saiyan che aveva perso un braccio da non poco tempo... una mano addestrata a lavorare, ad allenarsi, combattere per due… una mano in cui si concentrava anche la forza della sua controparte mancante.

Non se ne parlava neanche di piegarsi di fronte a questo idiota!

In un attimo, C18 lo rivide quando era un bambino, a combattere al fianco di Vegeta... è vero, lo avevano risparmiato per preservare un avversario all’altezza e continuare a divertirsi... ma ora come ora, non era divertente!

Un attimo dopo, il Saiyan aveva lasciato la presa per parare un formidabile colpo di braccio che bloccò a pochi millimetri dalla sua faccia.

Furiosa di vedersi di nuovo intralciata, C18 lasciò cadere bruscamente la propria vittima per gettare la mano alla gola del guerriero ammantato d'oro:

"Hai giocato con la tua fortuna per troppo tempo... sono stufa di trovarti sempre in mezzo ai piedi!"

L'ex campione si ritrovò a quattro zampe sul terreno, inspirando dolorosamente un lungo boccata d'aria che gli riempì i polmoni con un sibilo... alzando gli occhi ancora annaebbiati dal dolore e dalla mancanza di ossigeno, vide i colpi del suo salvatore percuotere invano il blocco d'acciaio a forma di ragazza che adesso aveva iniziato a strangolare lui.

Questa lotta non lo riguardava più... il falso biondo cominciò adindietreggiare lentamente, facendo attenzione a non alzarsi, per allontanarsi dalla morte cibernetica troppo vicina per i sui gusti...

Dove era finita Videl? Non era più dove il colpo di quella sgualdrina coi jeans la aveva scagliata... col cuore che batteva a mille, Satan si mise a cercare anche C17... Meno male! Era lì... a pochi passi dai combattenti, sembrava godersi divertito lo spettacolo dell'agonia annunciata del loro avversario. Aveva anche il coraggio di scherzare nel guardare quel poveraccio privo di aria tentare, con un’ultima prova di forza, ad aprire la morsa che gli comprimeva la gola mentre cercava di allontanare la sua carnefice coi piedi:

"Non dovresti agitarti in quel modo, così ci accorci il divertimento... peccato che non ci sia nessun nano pelato che implora pietà nei paraggi... he he..."

Sua sorella tuttavia non ne sembrava divertita:

"Sta’ zitto, ti ho già detto che non devi più parlarmi di lui!!"

Il cyborg si avvicinò un po’ fissando lo sguardo di Gohan che cominciava a vacillare mentre l'aura dorata si spegneva come una candela su cui si soffia...

"È un momento eccitante... quello in cui si sente l'ultimo, definitivo battito del cuore nel..."

Non ebbe il tempo di finire... un grido sorprese tutti quando una figura gli saltò proprio sotto il naso per poi infilare due dita con incredibile precisione negli occhi di C18 che lasciò immediatamente la presa.

Mentre il giovane guerriero indietreggiò in tutta fretta di un paio di passi, piegato in avanti per riprendere fiato... Videl si era girata per assestare con tutte le sue forze un calcio formidabile... che non raggiunse mai l'obiettivo!

Una serie di singhiozzi scuote Satan nel suo rifugio... queste ultime immagini, le rivede ogni volta che si addormenta, lo perseguitano giorno dopo giorno, senza dargli tregua... non ha nemmeno bisogno di chiudere gli occhi per riviverle, ancora una volta ...

L'assassino dai capelli neri aveva fermato senza sforzo alcuno il colpo che avrebbe dovuto piegarlo in due, centrandolo dritto sui genitali, poi gridò alla sua gemella, accecata dal coraggioso attacco della sua piccola:

"Proprio davanti a me!!"

Così, senza rifletterci neanche un momento, senza la minima traccia di emotività, senza neanche prendere la mira, quella cagna bionda aveva allungato la mano destra e... e...

Grosse lacrime scendono ancora una volta sulle guance del povero uomo seduto in mezzo a casse e polvere di cemento.

Non ci sono parole per descrivere la morte della sua unica figlia, trafitta da un raggio di energia concentrata che l’aveva attraversata come se fatta di carta... non ci sono parole per raccontare l’aver visto la luce estinguersi in quel giovane sguardo mentre il suo corpo cadeva indietro... non ci sono parole per dire che aspetto avesse il sangue della sua bambina assassinata!

Il seguito… ricorda anche quello, anche se lo ha guardato senza vederlo davvero… il suo cervello, a quanto pare, lo ha registrato a sua insaputa.

Sì, senza volerlo davvero, senza avere potere su di esso, ricorda cosa è successo dopo, come il mondo ha cominciato a girare stranamente intorno a lui... come se gli edifici in rovina, il terreno disseminato macerie, il cielo sorprendentemente azzurro in quel giorno in lacrime, avessero iniziato un valzer surreale intorno alla sua mente paralizzata dal terribile orrore cui aveva appena assistito.

Nel mezzo di questo inverosimile carosello e della nausea che lo accompagnava... aveva assistito a qualcosa di incredibile!

No, Satan non si rese subito conto di quello che seguì l'irreparabile... I suoi occhi registrarono la scena alla maniera di una macchina da presa senza macchinista… ma che scena!

Un ruggito inconcepibile riecheggiò tra le rovine, un urlo cui sottendeva senza dubbio una rabbia dalla violenza incommensurabile.

Questa esplosione di rabbia, tuttavia, non era quella del padre al quale avevano appena rubato la vita di sua figlia... no!

Era quello di un giovane cui mancava un braccio!

Subito dopo, un'esplosione di violenza tanto improvvisa quanto selvaggia sollevò il peso, sebbene non indifferente, dell'ex campione.

Quando si riprese e alzò la testa, vide un intenso bagliore dorato danzare attorno al guerriero la cui furia ne distorceva il volto. Continuò ad urlare mentre un fulmine squarciò il cielo improvvisamente invaso da nuvole scure incredibilmente pesanti, il crepitio di numerose scariche elettriche che percorrevano il suo corpo era coperto dai tuoni di una tempesta apocalittica, mentre una strana burrasca faceva volare polvere e detriti di ogni le dimensione.

Dal blocco di cemento dietro il quale aveva trovato rifugio, Satan vide con sgomento le due macchine che cercavano di proteggersi per resistere alla folle tempesta sollevata dall’incredibile scatto d’ira del giovane uomo dalla tuta arancione.

Chi era? Dove nascondeva un tale potere? Generare colpi di energia, era una cosa, ma comandare gli elementi, causare fulmini? Una macchina può essere capace di un simile prodigio?

Alcune religioni concedono un tale dono ai loro dei... ma questo non sembrava uno di loro. No. Altrimenti, avrebbe senza dubbio potuto salvare sua figlia... a lui che aveva pregato così intensamente, nessuna divinità avrebbe potuto rifiutarlo... e poi quello che seguì dimostrò che era davvero fatto di carne e ossa.

Per un momento che sembrò un'eternità, lo sconosciuto urlò la sua rabbia all'unisono con tuoni e fulmini.

Poi alla fine abbassò la testa con qualcosa di assolutamente terrificante negli occhi quando li rivolse verso la coppia di gemelli. Il sibilo caratteristico della strana aura dorata che lo circondava presto dovette competere con il rumore sordo delle enormi gocce d'acqua che cominciarono a cadere sulla città devastata.

Il bagliore di un lampo mostruoso accecò Satan per un momento. Quando riacquistò la vista, scoprì che i tre combattenti si erano già lanciati l'uno contro gli altri.

I colpi del monco sembravano avere una nuova forza, i suoi attacchi, una sorprendente ripresa di potenza, ma mentre scagliava uno dei suoi avversari nella polvere diventata fango denso sotto la pioggia che ormai imperversava, il secondo era immediatamente su di lui... non gli davano tregua!

La lotta di impareggiabile durezza sembrò durare un'eternità, e ci fu un momento in cui l'ex campione si sorprese ad incoraggiare lo sconosciuto:

"Distruggi questi bastardi... vendica la mia piccola Videl!... È morta per te, glielo devi!

Ma la speranza fu di breve durata... il giovane guerriero, già provato da una dura lotta, sembrava stancarsi rapidamente mentre gli altri due non avevano l’aria di essersi indeboliti neanche un po’, nonostante i colpi assurdi che avevano incassato. Quei due maledetti non mostravano mai il più piccolo segno di affanno o stanchezza ... No, potevano colpire per ore e ore senza indebolirsi, senza indolenzirsi, senza fallire... come macchine senz'anima.

La pioggia pesante stava cadendo così forte che si poteva pensare che fosse stata questa a spegnere l'aura dorata che improvvisamente smise di illuminare le rovine... ma Satan ebbe l'intuizione che la cosa fosse più grave di così.

Infatti, il giovane sconosciuto si stava difendendo sempre più fiaccamente... mentre gli altri due sembravano al contrario raddoppiare la violenza, martellandolo con una valanga di colpi tanto brutale quanto crudele. Poi arrivò il momento in cui il colore dorato sbiadì dai suoi capelli un’altra volta, e il malcapitato sembrava riuscire a restare in piedi solo a causa della forza dei colpi che continuavano a raddrizzarlo con un fascio di scarlatto prima che avesse il tempo di piegarsi per il colpo precedente.

Di pestaggi, l'ex campione ne aveva già visti anche di severi sui numerosi ring su cui aveva avuto occasione di salire nella sua lunga carriera... ma un simile accanimento su di un uomo ormai incapace di difendersi, mai!

Non volendo guardare oltre, si sedette dietro il suo blocco di cemento... raggomitolato su se stesso, si prese finalmente il tempo per piangere fuori tutto il suo dolore mentre il suono sordo dei colpi, cadenzati come un metronomo, copriva il rumore dell’acquazzone

Non pensava nemmeno di provare a scappare, poco gli importava ora di morire.

Quanto tempo fosse rimasto lì a svuotare il suo corpo di tutte le lacrime che aveva sotto la pioggia battente... non sarebbe stato in grado di dirlo... non più di quanto avrebbe potuto dire dopo quanto tempo i due assassini avessero finalmente deciso di andarsene.

Quando finalmente si rialzò, con la bocca impastata e le gambe anchilosate... fu per scoprire una figura vestita di arancione sdraiata a faccia in giù, col viso immerso in una profonda pozzanghera.

Avevano ucciso anche lui!

Ancora oggi, Satan non saprebbe dire come si fosse sentito guardando il corpo di questo giovane guerriero... ma era davvero in grado di provare alcunché?... Che cosa può sentire un padre nel raccogliere il corpo incredibilmente leggero della sua unica figlia?

Senza nemmeno un ultimo sguardo per colui che gli aveva salvato la vita, se ne andò via con, tra le braccia, il peso di un dolore che non avrebbe mai lasciato il suo cuore spezzato. Un ululato straziante lo raggiunse quando era già a due isolati di distanza... seguito immediatamente da una nuova esplosione. Ma non gli importava ... il mondo avrebbe potuto crollare, e allora? Un mondo senza Videl non era più degno del minimo interesse.

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